Fondi Strutturali

I tre ambiti di base dei Fondi Strutturali

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I Fondi strutturali soffrono di una crisi interna di tipo sistemica che provoca una diminuzione del tasso di “successo” degli stessi Fondi. Infatti, essi presuppongono un impianto di programmazione unitario delle amministrazioni pubbliche (PA) statali che per ora è lontano dall'essere tale. Di conseguenza i Fondi Strutturali non riescono a raggiungere i propri obiettivi, ovvero: migliorare la qualità della vita delle popolazioni e aumentare il Prodotto Interno Lordo (PIL) dei singoli Paesi. La crisi finanziaria globale iniziata nel 2007/2008 in contemporanea al ciclo dei Fondi 2007-2013 ha peggiorato la situazione di partenza. In particolare i tre ambiti vitali dei Fondi strutturali, che peccano di mancanza di piena interconnessione sono rispettivamente: (1) L'amministrazione di Bruxelles; (2) La burocrazia dei governi centrali dei singoli Stati (Roma per l'Italia); (3) I 274 Governi delle Regioni UE. Mancando tale unitarietà si manifestano dei momenti in cui i Fondi strutturali sono addirittura fuori controllo! D'altronde la sola rendicontazione nei dettagli di oltre 700 miliardi di euro (UE+Nazionali) spalmati sui 28 Paesi UE, è un impresa comunque ardua e a volte anche impossibile (v. sezione Bilancio). Purtroppo nascono fenomeni sia di peculato sia ignoti e quindi non sanzionabili (v. Sezione illegalità). Tuttavia, è necessario ribadire, e questo sito cerca di dimostrarlo, che i Fondi strutturali non si esauriscono solamente negli ingenti finanziamenti che veicolano, che rappresentano al più uno strumento. Al contrario l'obiettivo dei Fondi strutturali è quello di instaurare in tutti i 28 Paesi un nuovo metodo di Pianificazione territoriale, preliminare sia per la Coesione territoriale sia per un aumento del benessere in linea con gli obiettivi della UE (v. Sezione Normativa e Valutazione). Per raggiungere tali obiettivi i Fondi strutturali hanno sperimentato, anno dopo anno, un nuovo metodo rispettivamente di programmazione delle infrastrutture territoriali (FESR) e per i servizi a sostegno dei lavoratori (FSE), che rappresenta la garanzia per raggiungere gli obiettivi di crescita voluti in sede UE. Il nuovo metodo affianca in sostanza alle scelte economiche più tradizionali tanto le ragioni ambientali (sostenibilità, lotta alla CO2, ecc.) quanto il principio del coinvolgimento programmatorio della popolazione unitamente alla trasparenza degli atti, consentita oggi, come non mai in precedenza, dalla rete Internet. Tuttavia benché vi sia un generale consenso nel difendere tali presupposti, si manifestano alcuni fenomeni che sono dei palesi indicatori di grave malfunzionamento o fallimento. Ci riferiamo, ad esempio, al fatto che incredibilmente i finanziamenti veicolati dai Fondi strutturali non riescono ad essere spesi completamente e/o nei modi concordati. Si pensi alle Regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata), che non riescono ad utilizzare i fondi assegnati nei tempi stabiliti e quindi la parte UE dei Fondi corre il rischio, ai sensi del Regolamento di base, di ritornare nelle casse di Bruxelles e/o utilizzati in altri paesi. La domanda è semplice: “ma come è possibile, che dei finanziamenti a fondo perduto, ovvero che non devono essere restituiti, non vengano utilizzati al 100% ? A voi la risposta ! Per ora ricordiamo che lo stratagemma approntato in Italia tramite i cd “Progetti sponda o coerenti” ha risolto “il buco” del ciclo 2000-2006, la cui valutazione ex-post è terminata nel 2011 (v. Sezione Regioni Mezzogiorno) ma ha stravolto molte delle premesse stabilite in sede UE. Infatti, i cd “Progetti sponda o coerenti”, effettuati solo per le regioni del Mezzogiorno, sembrano aver riproposto i modelli passati della Cassa del Mezzogiorno (assistenzialismo, vincoli occulti, ecc.), nell'indifferenza del mondo politico nazionale e regonale, negando di fatto molte delle premesse dei Fondi strutturali, che viceversa erano all'origine dei finanziamenti. Ciò rappresenta un fenomeno che deve ricevere ancora la necessaria valutazione, per ora rimasta per lo più in sordina, in assenza di analisi di merito, ammesso che si intenda fare tale chiarezza. A ciò fa seguito il fatto che il ciclo successivo 2007-2013 nel 2011 si trovava nella analoga situazione del ciclo precedente (2000-2006) che ha fatto scegliere per i Progetti sponda. Infatti, dopo cinque anni su sette (2011), il 60 % circa dei fondi era ancora inutilizzato. L'intervento del neo ministro F.Barca ha cercato meritorialmente, con energie tipiche dei movimenti tellurici, di ovviare alla situazione, tramite i Piani di Azione e Coesione (PAC-2012) nei modi che analizziamo nel presente sito ma con risultati che è troppo presto per essere valutati ex-post. Si dovrà attendere almeno il 2018 o 2019. Purtroppo come dice il proverbio non c'è due senza tre, e quindi si corre il rischio che quanto accaduto nel ciclo 2000-2006, che sembra essersi ripetuto anche nel 2007-2013, riappaia anche in quello ora in corso 2014-2020. Si vedrà nel 2018. I nuovi Regolamenti sembrano attenti a scongiurare tale eventalità, ma nei modi molti simili alle assicurazioni verbali espresse nei cicli passati. In realtà sono discorsi già visti e sentiti. Il presente Sito cerca di chiarire alcune di queste semplici questioni. Il Forum (v. Forum) offre inoltre, un ulteriore spazio di approfondimento. (Tramite il menu: INDICE, hai una visione complessiva degli argomenti proposti e dei Fondi Strutturali).