1.10 – Bilancio UE

1.10 – Bilancio Fondi Strutturali alla scala UE

Sommario sezione

Finanziamenti ciclo 2014-2020
Confronto 2000-2006 e 2007-2013
1) Bilancio UE e cicli Fondi strutturali
Prospettive finanziarie 2000-2006
Ciclo 2000-2006
2) Ciclo Fondi strutturali 2007-2013
3) Prospettive finanziarie 2007-2013
Legenda ciclo 2007-2013
Aiuti strutturali in Italia cicli 2000-2006 e 2007-2013
Previsioni Fondi strutturali nei tre gruppi demografici della UE – 27

Sintesi

1) Bilancio UE e cicli Fondi strutturali
Ciclo 2014 – 2020

I Fondi strutturali sono volti ad aumentare il benessere delle popolazioni UE  e a tal fine utilizzano  dei finanziamenti che derivano dal Bilancio dell'Unione Europea (UE). Inoltre, il fatto che il bilancio UE si formi con apposite tasse derivanti dai bilanci di ogni singolo Stato, è altra questione che viene trattata in un'apposita sezione (vedi). La quota destinata dal Bilancio UE a favore dei Fondi strutturali, per importanza è la seconda in valore assoluto, si attesta attorno al 33-35 % e si situa dopo quella della politica agricola (PAC- vedi sotto), questa intorno circa al 40%. A partire dal 2000 nei vari anni si è mantenuta costante questo valore percentuale. Ricordiamo che nel 2004 la UE è aumentata di dieci Stati, che si sono aggiunti ai precedenti quindici membri. I nuovi dieci paesi avevano ed hanno tutti la caratteristica di avere un PIL nazionale pro-capite al di sotto della media dei precedenti 15 paesi UE. Ciò ha costituito un serio problema per la distribuzione dei Fondi strutturali, per il fatto che i calcoli degli obiettivi 1, 2 e 3 si basavano sulla media dei PIL nazionali di 15 paesi. L'introduzione  avvenuta nel 2004 di ulteriori dieci Stati, ha modificato il valore della media precedente, e per un semplice calcolo statistico ne ha modificato la graduatoria. Per esempio le Regioni del sud Italia, con la UE-25,  rischiavano , dopo l'arrivo dei nuovi dieci paesi, a non essere più posizionate  al di sotto della media del PIL prescritta per ottenere lo status di Obiettivo 1,  persdendo di conseguenza il diritto  a ricevere i finanziamenti per quella fascia di Regioni. La questione è stata risolta con un accordo generale di continuazione della situazione precedente con la UE-15, e si è rimandato il problema al futuro. In questo modo la soluzione del problema è stata rimandata al ciclo successivo a quello in atto (2007-2013) cioè il 2014-2020.

I Fondi strutturali  danno vita alle  politiche europee volte alla Politica di coesione e di conseguenza al riequilibrio degli scompensi territoriali delle regioni UE,  e per raggiungere tali obiettivi hanno a disposizione dei finanziamenti distribuiti in percentuali diverse. Di seguito esprimiamo  in diverse tabelle  i diversi importi divisi per ciascun ciclo temporale.   Iniziamo da quello in corso  2014-2020 e succcessivamente quelli precedenti.

OK-UE-2014-2020

Figura 1.10-01 – Ripartizione dei finanziamenti UE totali in rapporto ai 28 Paesi e alle tipologie dei Fondi SIE previsti dal Regolamento 1303/2013.

Fondi-2020-04-lineeok

Figura 1.10-02 – Ripartizione dei finanziamenti UE totali in rapporto agli Undici Obiettivi previsti dal Regolamento 1303/2013


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2) Ciclo 2000-2006

Sintesi_07-13

Figura 1.10- 3 Risorse, Obiettivi e Percentuali a confronto nei due cicli 2000 e 2007

Nelle seguenti tabelle si evidenzia la sintesi delle voci del Bilancio UE a partire dal 2000. La prima con la dizione Azioni strutturali, indicata dalla freccia, si indicano le previsioni per i Fondi strutturali, del ciclo 2000-2006. Il 2004 è un anno particolare perché, come ricordato, la UE passa da 15 paesi a 25. Si può notare che in particolare l'importo previsto per il 2006 (€ 43,701 mld su un totale di 120,876 mld) costituisce oltre il 36% di importanza dei Fondi strutturali sul totale. La prima voce percentuale, è quella della politica agricola (PAC).

bil_2000-2006Figura 1.10-04 – Prospettive finanziarie UE-25 adattate in funzione dell'allargamento ai prezzi 2004


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bil_2007_2013

Figura 10.1 – 05- Capitoli de bilancio Ue e quote assegnate ai Fondi strutturali (v. freccia Coesione).

La figura indica lgli stanziamenti di bilancio  della UE per il ciclo 2007-2013, in cui sono compresi anche i Fondi strutturali, sotto la voce: Coesione (v. freccia). La quota dei Fondi strutturali equivale al 37,6 per cento del budget totale.


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3) Legenda figura sottostante ciclo 2007-2013

Obiettivo Convergenza (rosso) 199,3 miliardi di €
Obiettivo Competitività Regionale (azzurro) 4,7 miliardi di €
Totale del finanziamento = 347,4 miliardi di €

fondi-2007-13Figura 1.10-05- Mappa della ripartizione dei Fondi strutturali nel ciclo 2007-2013.

 

I dati dei finanziamenti previsti per i fondi strutturali 2007-2013, sono esposti, nella tabella in riferimento alla popolazione di ogni singolo stato. In tal modo si formano tre insiemi. Questi si riferiscono alla popolazione dei 27 Stati UE, che come è noto varia sensibilmente. Infatti, nel Primo Gruppo sono raggruppati gli Stati con popolazione compresa tra 30 e 90 milioni; nel Secondo tra 3 e 30 milioni; e da ultimo, nel Terzo Gruppo, gli Stati UE con popolazione inferiore ai 3 milioni. I finanziamenti, pari a circa 347 miliardi di euro, sono distribuiti nei tre Obiettivi stabiliti dai Regolamenti (v. regolamenti). I tre obiettivi del ciclo 2007-2013 sono:

a) CONVERGENZA
b) COMPETITIVITA' REGIONALE E OCCUPAZIONE
c) COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA

L'ultima colonna indica la posizione di ogni singolo paese in un'ideale graduatoria. Come si può notare Polonia e Spagna sono al primo e secondo posto e l'Italia si pone al terzo posto percentuale ricevendo oltre 35 miliardi pari al 14,14 per cento del totale destinato ai Fondi strutturali.

conf_fondi_00_13

Figura 1.10-06-  Confronto aiuti strutturali in italia nei due cicli 2000 e 2007


2.6 Agenzia per la coesione territoriale

2.6 Agenzia per la coesione territoriale

Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica – ROMA

Sommario sezione
1.0) La preparazione di una nuova attività del Dipartimento : OPENCOESIONE
2.0) L’Agenzia per la Coesione Territoriale,
2.1) Il 19 Agosto 2014 è stato pubblicato lo statuto dell'Agenzia per la coesione territoriale

1.0) La preparazione di una nuova attività : OPENCOESIONE

Figura 2.6 -01 Sito Opencoesione del DPS

opencoesione-sitoL'avvento del Ministro F. Barca  che nel governo Monti (11-11-2011)  ha retto  il Ministero della coesione territoriale, ha significato una serie di innovazione nella prassi italiana sino ad allora imperante nei Fondi strutturali, che in verità risultava alquanto parallizzata. Un aiuto   per  queste innovazioni è stato il portale OpenData (v. a fianco).

Infatti, il DPS (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica) su sollecitazione del nuovo Ministro, che proveniva dagli stessi uffici,  ha deciso di porre a disposizione del pubblico, ovvero degli interessati, i dati e le informazioni utili per valutare l'efficacia delle Politiche di coesione che si pongono a monte dei Fondi strutturali (UE e IT) . Le informazioni sono  diffuse tramite un portale in Internet chiamato OPENCOESIONE   (v. a fianco). Sino al 30/06/2014 i dati posti nel sito riguardano 88.858 progetti che sono finanziati dalle politiche di coesione. Alla stessa data I finanziamenti monitorati riguardano circa ottanta miliardi di euro e i pagamenti monitorati in Italia  si riferiscono a 32,3 Miliardi di euro (v.sito)  . Alcuni dubbi sorgono quando ci si accorge che un  parte delle informazioni in open data, teoricamente  a disposizione degli interessati,  in particolare  l'elenco dei finanziamenti, è contenuto in un unico file che è scaricabile, ma essendo composto da più di un milione e mezzo di righe non si riesce ad aprire normalmente e consultare  Questa scelta  sembra perlomeno strana(bibl.1).


2.0) L’Agenzia per la Coesione Territoriale, prevista dall’art 10 della legge 125 del 30 ottobre 2013,  avrà tra le sue competenze

  1. il monitoraggio sistematico degli interventi,
  2. l’accompagnamento e supporto delle amministrazioni centrali e regionali titolari degli interventi finanziati dai Fondi strutturali e dal Fondo sviluppo e coesione. Potrà, infine, 
  3. assumere poteri sostitutivi nel caso in cui si verifichino gravi inadempienze o ritardi ingiustificati nella gestione degli interventi previsti nel nuovo ciclo di programmazione 2014-2020.

Il neo  Ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia, (che ha sostiuito il Ministro Barca  che è ritoranto a svolgere la sua attività di Alto Dirigente nel DPS-MISE) ha precisato che la nuova struttura si pone quale “strumento propulsivo di una strategia più ampia che vedrà tutte le amministrazioni impegnate in uno sforzo comune per utilizzare al meglio i fondi  strutturali e  dare così un contributo significativo alla ripresa economica e sociale di tutto il Paese”. (fonte DPS – http://www.dps.gov.it/it/Agenzia/)

2.1) Il 19 Agosto 2014 è stato pubblicato lo statuto dell'Agenzia per la coesione territoriale

  • (14A06557) (GU Serie Generale n.191 del 19-8-2014)
  • DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 luglio 2014  [http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-08-19&atto.codiceRedazionale=14A06557&elenco30giorni=false]

1.7 – Rapporti triennali a scala UE

1.7 – Rapporti scala UE

Rapporti triennali sui Fondi strutturali elabrati in sede UE

Sommario sezione:

1) Sesta Relazione sulla Coesione 2014
2) Quinta relazione sulla Coesione 2010
1.1) Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e teritoriale
2) Relazioni annuali Fondi strutturali
3) Relazione annuale Fondi di Coesione
4) Strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA)
5) Altri Rapporti

1) Sesta Relazione sulla Coesione (approvata 23 luglio 2014) (bibl. 1)

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Il 6 ° rapporto della Commissione europea sui diritti economici, sociali e la coesione territoriale (bibl.1), che vien pubblicato ogni tre anni,  dimostra che la politica di coesione dell'UE sta mantenendo gli obiettivi di crescita della strategia Europa 2020 per la creazione di posti di lavoro e ridurre le disparità in tutta Europa. Guardando avanti al 2014-2020, il rapporto sottolinea come gli investimenti per il futuro dovranno  concentrarsi su settori chiave quali l'efficienza energetica, l'occupazione, l'inclusione sociale e le PMI per ottenere la maggior parte degli investimenti a beneficio dei cittadini. Per il passato , il Rapporto analizzando lo stato di coesione dell'Unione, mette in evidenza le sfide affrontate dalle autorità nazionali, regionali e locali per superare l'impatto della crisi finanziaria ed economica. In particolare,  rileva che la politica di coesione ha attenuato il drastico calo degli investimenti pubblici, l'iniezione di risorse di investimento tanto necessari in molti Stati membri e creare stabilità finanziaria vitale che serve per attrarre investimenti privati.La relazione della Commissione europea,  sottolinea inoltre,  che la politica di coesione che sovraintende i Fondi Strutturali, si è dimostrata efficace nel sostenere lo sviluppo delle Regioni dell'Unione europea, ma nei prossimi anni dovrà fronteggiare sfide importanti. La relazione prende avvio dalla considerazione che nel  2014 il periodo di programmazione della Politica di coesione avrà inizio nel solco della peggiore recessione degli ultimi cinquanta anni. La crisi ha invertito il processo di convergenza del PIL regionale pro capite e della disoccupazione all'interno dell'UE. La sfida consiste ora nel garantire un rapido ritorno ad un percorso di crescita sostenuta, specialmente   nelle regioni e nelle città meno sviluppate. Nel secondo trimestre del 2008 l'UE è entrata in una fase di recessione, durata cinque trimestri. Questa recessione si è tradotta in un prolungato ristagno nella crescita del PIL. Il PIL dell'UE ha subito un'ulteriore contrazione nell'ultimo trimestre del 2011 oltre che nei primi due e nell'ultimo del 2012. Se il PIL accuserà una flessione anche nel primo trimestre del 2013 avremo una recessione a triplo minimo. All'interno dell'UE la crisi ha determinato un aumento del numero di persone a rischio di povertà od esclusione sociale. Fra il 2009 e il 2011 la quota corrispondente è cresciuta di un punto percentuale. Tre elementi stanno assumendo un crescente rilievo: rischio di povertà, grave privazione materiale e soprattutto intensità di lavoro molto bassa. Il Rapporto espone i dati dei seguenti paesi: Estonia, Grecia,  Spagna, Lituania, Irlanda e Lettonia  a dimostrazione dell'aumento del rischio di povertà.  La crisi ha segnato la fine di un lungo periodo durante il quale le disparità sociali a livello di PIL pro capite e disoccupazione si stavano affievolendo. Fra il 2000 e il 2008 le disuguaglianze a livello regionale in termini di PIL pro capite sono costantemente diminuite  e nel 2009 si sono arrestate per poi riprendere a salire nel 2010 e nel 2011 (v.p.11 – bibl.2). Investimenti della politica di coesione dell'UE a partire dal 2014-2020 renderanno più di 380 miliardi di euro a disposizione per sostenere la transizione verso un'economia più rispettosa dell'ambiente, attraverso investimenti per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili, mentre fino a € 330 miliardi sosterrà le PMI europee a diventare più competitive .   Tali investimenti sono progettai per aiutare gli Stati membri e le Regioni a raggoingere gli obettivi di Europa 2020, per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. (v. sezione  UE -Strategia Europa 2020)


I DATI UFFICIALI SONO RINTRACCIABILI COLLEGANDOSI AL SITO UFFICIALE UE:
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docoffic/official/reports/cohesion6/index_en.cfm


1) Quinta Relazione sulla Coesione (2010)

La UE pubblica una relazione sulla Coesione economica, sociale e territoriale, ogni tre anni. In essa si analizzano i progressi compiuti dall'UE e dalle amministrazioni nazionali e regionali. La quinta relazione sulla coesione è stata pubblicata nel 2010 (v. sotto 3).
I principali temi trattati, in questi documenti, sono:

  • l'analisi delle disparità regionali
  • il contributo dell'UE e delle amministrazioni nazionali e regionali alla Coesione
  • l'impatto della Politica di coesione
  • la Politica di coesione dopo il 2013

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1.1) Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale
(9 novembre 2010)

 

 

 

 

2) Relazioni annuali Fondi strutturali (ciclo 2000-2006)
Fondi strutturali 2008
Technical annexes: part 1 – part 2
3) Relazione annuale del Fondi di Coesione
Fondo di coesione 2008 - Allegati tecnici
4) Strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA)
Relazione 2008 Allegati tecnici
5) Altri rapporti
–> Schema di sviluppo dello spazio europeo (SSSE)
Disponibile PDF (DE, EN, FR)
Disponibile in versione cartacea nelle 11 lingue ufficiali dell'UE: CX-23-99-750-IT-C
–>
ESPON in progressRisultati preliminari Autunno 2003

Per accedere al sito Ufficiale UE clicca qui
E' possibile scaricare e consultare tutti i Rapporti disponibili.


RIFERIMENTI:

(1)  Commissione europea- Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale – Investimenti per l'occupazione e la crescita- Promuovere lo sviluppo e la buona governance nelle città e regioni dell'UE- (LUGLIO 2014) Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2014 © Unione europea, 2014 Printed in Belgium  (pp.336) consultabile http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docoffic/official/reports/cohesion6/6cr_it.pdf

(2) Bruxelles, 26.6.2013 COM(2013) 463 final RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Ottava relazione intermedia sulla coesione economica, sociale e territoriale La dimensione regionale e urbana della crisi
 


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3.19 – Siti WEB regionali

3.19 – Siti WEB regionali

Siti WEB che trattano i Fondi strutturali avendo come priorità la scala territoriale locale

Sommario:

1.0) – Amministrazioni Regionali
2.0) – Organizzazioni sindacali locali

 

1.0) – Amministrazioni Regionali

Tutte le Regioni hanno un proprio sito web. Con un motore di ricerca (p.es. Google) si entra in questi siti, e si cerca il settore di interesse. Successivamente è necessario entrare nel settore specifico dei Fondi strutturali, e cercare ciò che si cerca. I Regolamenti dei Fondi strutturali (vedi) obbligano a mettere a disposizione ogni documento. In caso contrario si incorre in una evidente infrazione UE, che potrebbe portare, in ultima istanza, anche alla perdita dei finanziamenti.

2.0) – Organizzazioni sindacali locali

Tutti i sindacati hanno riferimenti anche locali per quanto riguarda la tematica dei Fondi strutturali. A tal fine hanno prodotto sia materiali di informazione sia materiali autonomi di riflessione. E' necessario cercare prima il sindacato nella località di interesse e poi individuare l'ufficio che tratta questo materiale. Solitamente Programmi Europei, Fondi strutturali, ecc. Di seguito si espone un esempio:

UIL_BASILICANET
http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=1005&otype=1012&id=545997

Per quanto riguarda l'attenzione alla scala nazionale si veda: Link_nazionali (clicca) e per l'attenzione alla scala UE si veda : Siti_UE (clicca)


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3.18 – Buone pratiche regionali

3.18 – Buone pratiche regionali (Good practices)

Il settore degli esiti dei finanziamenti dei Fondi strutturali è prioritario. Questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché se qualche lettore intende contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. Non è necessario che la o le informazioni siano già redatte in un testo finale. Può essere d'aiuto anche un promemoria. Provvederemo ad approfondirlo successivamente. (Grazie staff redazionale.)

Buone pratiche regionali (Good practices)

Domanda Risposta
Cosa sono le good practices
o esperienze riuscite ?
I Fondi strutturali sono volti alla realizzazione di strutture fisiche e organizzative per aumentare lo sviluppo socio-economico delle regioni UE. Le good practices sono casi esemplari di ciò che si è riusciti a realizzare.
Valutazione sul materiale a disposizione Scarso. Pochi casi a fronte delle migliaia di progetti che vengono finanziati. Inoltre si assiste ad una carenza anche di adeguate documentazioni fotografiche, che dovrebbe essere il livello più semplice da comunicare via WEB.

Sommario della sezione:

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Ciclo 2000-2000

Progetti per lo sviluppo
Fonte (Riel.):
 
Secondo catalogo di infrastrutture e servizi pubblici realizzati o in fase di realizzazione al Sud. A cura del Dipartimento per le politiche di sviluppo
– Roma -2005
comunicazione.dps@tesoro.it

 


Asse: RISORSE NATURALI

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Regione Basilicata
Provincia: Potenza, Matera
Impianti di trattamento dei rifiuti solidi urbani della Basilicata

Costo: I progetti,  hanno un costo complessivo di 6,3 milioni di euro,
che si aggiungono agli  interventi realizzati in precedenza, per un valore di circa 13 milioni di euro

I tre progetti sono volti al pretrattamento dei rifiuti solidi urbani (RSU) e il loro smaltimento in discarica e riguardano i Comuni di Potenza, Sant'Arcangelo e Colobraro. Il primo progetto costituisce il naturale completamento del sistema di smaltimento dei RSU della città di Potenza e prevede la realizzazione di una discarica e di un impianto di biostabilizzazione aerobica che andranno ad affiancare il termodistruttore esistente. Anche nel Comune di Sant'Arcangelo è prevista la realizzazione di una discarica e di un impianto di trattamento dei RSU. Nel Comune di Colobraro è previsto il miglioramento della discarica esistente, la realizzazione dell'impianto di trattamento, nonché di un'area di stoccaggio di rifiuti plastici impiegati in agricoltura.
I progetti, cofinanziati con i Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Basilicata, hanno un costo complessivo di 6,3 milioni di euro. I lavori consentiranno di rendere funzionali interventi realizzati in precedenza, per un valore di circa 13 milioni di euro.
Il soggetto attuatore degli interventi è l’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) 1 e 2 Basilicata, mentre
i gestori degli impianti saranno rispettivamente il Comune di Potenza, la Comunità Montana del Basso Sinni, la Comunità Montana del Medio Agri.
I progetti concorrono al miglioramento e potenziamento del sistema di smaltimento dei rifiuti delle aree interessate, con la riduzione o l'eliminazione del conferimento a discarica di rifiuti non trattati. Il nuovo ciclo dei rifiuti introdotto dagli interventi ha una forte incidenza positiva sull'ambiente, in linea con la normativa vigente.
A beneficiare degli impianti sono, prioritariamente, gli oltre 190 mila abitanti dei territori di riferimento:
il Comune di Potenza e limitrofi, per complessivi 100 mila abitanti; i 6 Comuni della Comunità Montana del Basso Sinni e alcuni Comuni della fascia litorale Jonica e della collina e montagna materana, per una popolazione complessiva di 61 mila abitanti; i 14 comuni ricompresi nella Comunità Montana del Medio Agri, della Val Sarmento e alcuni dell'area del Medio Sinni, per una popolazione complessiva di 31 mila abitanti.
I lavori sono tutti ultimati, collaudati ed entrati in esercizio, con l’eccezione degli impianti di Colobraro la cui entrata in funzione è prevista entro maggio 2005.

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CAlabria_falerna_001

Regione: Calabria
Provincia: Catanzaro
Nuova stazione elettrica di Falerna

 

Costo: Il costo totale dell'opera è stato di circa 1,6 milioni di euro

L'impianto, realizzato nel Comune di Falerna, è costituito da un fabbricato di tipo industriale con sala per quadri di media tensione e locali adibiti a servizi ausiliari (sala controllo e telesegnalazione, locale batterie e locale deposito). Il sistema installato consta di due tralicci che permettono l'ingresso della linea primaria ad alta tensione da 150 chilovolt verso due trasformatori alta/media tensione da 16 MVA ciascuno. Dai trasformatori esce, infine, una ulteriore linea di trasporto energia, trasformata in media tensione a 20 chilovolt. L'area esterna, nel rispetto delle normative di salvaguardia ambientale, è stata recintata con muri in cemento armato rivestiti in pietra locale. Gli impianti di telesegnalazione installati nella cabina permettono un costante e totale controllo a distanza della stessa, evitando così di impiegare personale per presidiare tale sistema, se non in occasione di guasti o interruzioni dell'erogazione.
Il costo totale dell'opera è stato di circa 1,6 milioni di euro finanziati con i Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Calabria.
ENEL Distribuzione S.p.A., Divisione Infrastrutture e Reti, Rete Elettrica, Centro Alta Tensione,
Calabria
.
Prima dell'entrata in esercizio della nuova stazione, le situazioni di sovraccarico elettrico della rete nella zona di Falerna avevano assunto proporzioni preoccupanti, specialmente nella stagione estiva durante la quale la forte presenza turistica genera un poderoso aumento di domanda di energia elettrica. La costruzione della cabina elettrica primaria di Falerna ha consentito di diminuire drasticamente le situazioni di sovraccarico della rete, determinando una riduzione del tempo annuo di interruzione nell'area servita che dai 300 minuti circa del passato viene oggi quantificato in 190 minuti.
L'impianto interessa i Comuni di Falerna, Gizzeria, Nocera Terinese, S.Mango d'Aquino e Martirano Lombardo, per un totale di circa 13.500 utenti.
I lavori sono stati ultimati nel mese di giugno 2003 e l'impianto è regolarmente in esercizio.

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Regione: Campania
Provincia: Napoli
Progetto Integrato Parco del Vesuvio

Costo= L'investimento complessivo previsto è di 73,3 milioni di euro

Nel Progetto Integrato – denominato "Vesevo" – rientrano 70 interventi incentrati sulla tutela e conservazione del patrimonio del Parco Nazionale del Vesuvio (8.400 ettari) e sulla riconversione "ecologica e sostenibile" dell'economia locale. In particolare, sono previste azioni di riqualificazione ambientale e paesaggistica delle vie di accesso all'area protetta (sostituzione di stradecarrabili con sentieri, piste ciclabili e percorsi a cavallo); interventi di valorizzazione delle infrastrutture storiche presenti nel territorio del Parco; azioni di promozione dell'artigianato locale e dei prodotti tipici (circa 23 milioni di euro saranno impiegati per incentivare attività artigianali e piccole e medie imprese nei settori della ricettività turistica, della ristorazione e dei servizi connessi alla gestione del patrimonio naturalistico e storico-culturale); e 10 interventi formativi per far crescere nuove professionalità nella valorizzazione delle risorse ambientali e culturali (agenti di sviluppo locale, guide del parco, operatori presso servizi di accoglienza, ecc.). A queste attività si aggiunge un'azione di educazione ambientale rivolta ai residenti dell’area, attraverso l'organizzazione di seminari, eventi a tema, aule didattiche all'aperto e pubblicazioni informative.
L'investimento complessivo previsto è di 73,3 milioni di euro. Tale importo è costituito dai Fondi
comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Campania (per un importo di 50,3 milioni di euro), da risorse statali, regionali e comunali (per 10 milioni di euro) e da risorse private (per 13 milioni di euro).
Ente Parco Nazionale del Vesuvio.
Gli interventi consentiranno un miglioramento della funzionalità del territorio dal punto di vista ambientale, idrogeologico e di difesa del suolo; una migliore fruizione del patrimonio ambientale
e culturale; il sostegno allo sviluppo di attività turistiche, artigianali e agricole di qualità; il miglioramento delle capacità lavorative della popolazione locale.
Primi beneficiari degli interventi saranno i 577 mila cittadini che risiedono nei 18 Comuni dell'area
vesuviana. Sono attese ricadute positive sia in termini ambientali sia di incremento delle attività turistiche e culturali. Si prevede, ad esempio, di ridurre il numero annuo di visitatori dell'area
ristretta del cratere del Vesuvio da 650 mila a 550 mila (con una permanenza media di 3 ore circa) e di incrementare il flusso turistico nell'intera area del Parco da 65 mila a 165 mila visitatori all'anno (con una permanenza media di 2 giorni), con un conseguente aumento dell'indotto economico per tutta l'area.
Sono state completate le procedure di approvazione e finanziamento prescritte per i Programmi
comunitari del QCS Ob. 1. Gli interventi previsti dal Progetto Integrato saranno realizzati entro
la fine del 2008.

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Regione: Molise
Province: Tutte
Difesa e salvaguardia del territorio molisano

Costo= Il costo complessivo delle opere è di circa 13 milioni di euro

Il progetto comprende 36 interventi mirati alla difesa del territorio molisano che riguardano, in particolare, la tutela idrogeologica dei terreni, caratterizzati da un diffuso stato di dissesto, e la salvaguardia della fascia costiera interessata da fenomeni erosivi. E’ prevista la realizzazione di opere di sistemazione idraulica di corsi d'acqua (fiume Biferno e altri minori a carattere torrentizio) per il contenimento delle piene e per scongiurare fenomeni erosivi, opere di consolidamento dei versanti in frana e di eliminazione dei pericoli derivanti dalla caduta massi. La superficie complessiva che si prevede di mettere in sicurezza corrisponde a circa 25 ettari, la lunghezza degli alvei interessati dagli interventi di sistemazione idraulica è di circa 4,5 chilometri, mentre quella delle opere necessarie per la difesa della costa è di circa 4 chilometri (la costa molisana è lunga circa 36 chilometri).
Il costo complessivo delle opere è di circa 13 milioni di euro finanziati per il 43 per cento dai Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 del Molise, per il 40 per cento da risorse nazionali e per il restante 17 per cento da risorse regionali.
Un totale di 31 interventi sono a regia regionale e la loro realizzazione è curata direttamente dai Comuni concessionari del finanziamento; i rimanenti 5 interventi sono a titolarità regionale e la loro realizzazione è curata dal Servizio Opere Idrauliche e Marittime della Regione Molise.
Con le iniziative poste in essere si è inteso sanare diverse situazioni di dissesto del territorio verificatesi negli ultimi anni (12 casi di dissesto idrogeologico, 18 movimenti franosi e 6 cadute massi) garantendo un adeguato livello di sicurezza "fisica" delle funzioni insediative, produttive, turistiche e infrastrutturali esistenti sul territorio.
Le aree interessate dagli interventi ricadono in vari Comuni delle province di Campobasso e Isernia con una popolazione di circa 83 mila abitanti.
La chiusura di tutti gli interventi è prevista entro il 2005.

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Regione: Puglia
Provincia: Taranto
Impianto per il trattamento dei rifiuti del Comune di Manduria

Costo= Il costo totale dell'opera è di 9,5 milioni di euro

L'intervento, attivato dal Comune di Manduria, è inserito nella pianificazione regionale per l'emergenza dei rifiuti in Puglia e prevede la realizzazione di un impianto complesso per il trattamento dei rifiuti urbani. L'impianto è costituito da un centro di raccolta di materiali provenienti dalla raccolta differenziata; da un centro di selezione in grado di separare la frazione combustibile secca dalla frazione umida dei rifiuti urbani indifferenziati (la frazione "secca" imballata viene inviata a impianti di produzione di combustibile da rifiuti per un successivo utilizzo energetico);
da un impianto di biostabilizzazione della frazione umida, alla quale vengono conferite le frazioni di rifiuto biostabilizzate che, così trattate, costituiscono materiale di copertura per risanamenti ambientali e/o copertura di discariche.
Il costo totale dell'opera è di 9,5 milioni di euro. Di questi il 50 per cento è finanziato con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Puglia e la restante quota è a carico del soggetto concessionario.
Manduria Ambiente S.p.a.
L'impianto, che ha una potenzialità complessiva di circa 63 mila metri cubi e una capacità di 285 tonnellate al giorno di rifiuti, ha tre principali vantaggi. In primo luogo, l'impianto di selezione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata consente di minimizzare l'impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti. Prima dell'intervento, infatti, i materiali permanevano in discarica senza essere distinti tra parte secca e parte umida; inoltre, la parte umida, non essendo iostabilizzata, presentava contaminazioni con microrganismi altamente patogeni e conteneva sostanze organiche soggette a decomposizione, altamente dannose per l'ambiente circostante. In secondo luogo, per effetto della divisione della frazione secca (impiegabile nella produzione di energia) dalla frazione umida (assorbita dagli impianti di compostaggio) si ottengono vantaggi sotto il profilo economico in termini sia energetici sia di recupero dei materiali.
Infine, l'impianto introduce decisive innovazioni tecnologiche rispetto allo smaltimento di rifiuti resi "inerti" mediante il processo di biostabilizzazione, riducendo di circa il 50 per cento la quantità totale di rifiuti che rimangono in discarica. Tale processo consente alle Amministrazioni comunali, e conseguentemente ai cittadini, rilevanti benefici economici legati all'applicazione dell'ecotassa, la cui entità è proporzionale alla quantità di rifiuti immessi in discarica.
Il bacino di utenza dell'impianto è composto da 17 Comuni della Provincia di Taranto, per una
popolazione complessiva di circa 284 mila abitanti.
I lavori, iniziati nel 2002, sono terminati nel luglio 2003 e l'impianto è in funzione.

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Regione Sicilia
Provincia: Messina
Tutela delle coste di Giardini Naxos

Costo= Il primo stralcio ha un costo di circa 3,2 milioni di euro + 7,3 milioni di euro per opere di completamento

La baia prospiciente la città di Taormina è interessata da fenomeni di erosione della costa: il progetto consiste nella ricostruzione e difesa delle spiagge del Comune di Giardini Naxos, per un fronte di oltre 2 chilometri. La soluzione adottata, mirata al rispetto delle condizioni ambientali, consiste in un duplice intervento: la realizzazione, a 200 metri dalla costa, di una scogliera sommersa costituita in massi lavici e il ripascimento realizzato con la stessa sabbia fine proveniente dall'erosione del fronte di spiaggia e depositatasi all'interno dell'attiguo porto. Il primo stralcio dell'intervento ha finora permesso di recuperare circa 15 mila metri quadri di spiaggia.
È in fase di redazione, inoltre, il progetto di completamento.
Il primo stralcio (in corso di esecuzione) ha un costo di circa 3,2 milioni di euro ed è finanziato dai Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Sicilia.
Il progetto di completamento, ancora da finanziare, vale circa 7,3 milioni di euro.
Comune di Giardini Naxos.
Viene messa in atto la salvaguardia del patrimonio naturalistico, ripristinando le condizioni ambientali e paesaggistiche originarie dei circa 2 chilometri di spiaggia ad alto valore economico che hanno reso celebre la baia di Giardini Naxos e Taormina come stazione balneare.
L'intervento prevede anche un sistema di monitoraggio sofisticato (software di modellazione, boa ondametrica-correntometro) per la manutenzione continua e a basso costo del ripascimento.
L'intervento, oltre a soddisfare le esigenze dei circa 10 mila residenti dell’area di Taormina, è mirato ad incrementare il numero di presenze turistiche annue (oltre 1 milione). Dal punto di vista economico, beneficeranno dell'intervento sia i complessi turistico-alberghieri e le attività commerciali già presenti nella zona, sia, in prospettiva, i nuovi stabilimenti balneari che si insedieranno sulla spiaggia ricostituita, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.

Il primo stralcio dei lavori si è concluso nel dicembre 2004.

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2 – Asse: RISORSE UMANE


Racioppi001

Regione: Basilicata
Provincia: Potenza
Adeguamento funzionale dell'Istituto scolastico Racioppi di Potenza

Costo= Per il progetto è prevista una spesa complessiva di circa 700 mila euro

Il progetto comprende l'adeguamento funzionale dell’Istituto Professionale di Stato per il Commercio Giacomo Racioppi di Potenza, che ospita circa 300 studenti. L'intervento, che si inserisce nel quadro delle iniziative di sostegno al sistema dell'istruzione lucano volte ad adeguare e potenziare le strutture scolastiche, consentirà il recupero completo dell'intero edificio e l'adeguamento alle norme di sicurezza. In particolare, sono previste opere per rendere fruibili e funzionali le aree sportive interne e quelle circostanti la scuola e per realizzare nuove aule, grazie alle quali l'edificio potrà accogliere anche i 160 studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Giovanni Falcone di Potenza.
Per la realizzazione del progetto è prevista una spesa complessiva di circa 700 mila euro finanziati
nell'ambito del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Basilicata. L’opera è inserito nel Piano di interventi di Edilizia Scolastica approvato dalla Regione nel 2003.
Amministrazione Provinciale di Potenza.
La scuola sarà dotata delle misure di sicurezza necessarie per il normale svolgimento dell'attività
didattica, potenziando locali già esistenti ma al momento inagibili.
Il bacino di utenza della scuola riguarda l'intero comune di Potenza che conta oltre 9 mila ragazzi di età compresa fra i 13 e i 18 anni. Alla fine dei lavori l'edificio potrà ospitare due istituti scolastici, per un totale di circa 450 studenti provenienti anche dai Comuni limitrofi alla città di Potenza.
I lavori sono iniziati a marzo 2004 e l'ultimazione è prevista per il mese di settembre 2005.

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Travelling_CAL_001

Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Progetti contro la dispersione scolastica:il caso TravellingCal

Costo= Il costo totale è di  circa 1,1 milioni di euro

Il progetto TravellingCal, simulazione di un’agenzia turistica, è stato sviluppato dagli studenti dell'Istituto Tecnico per il Turismo di Acquappesa, aggregato al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Paola all'interno di un più ampio progetto di formazione e di prevenzione della dispersione scolastica in Calabria, progetto cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo. TravellingCal è stato infatti l'esito di un percorso formativo per operatori turistici articolato in più fasi: una propedeutica, di esame del patrimonio artistico, naturalistico e strumentale del territorio calabrese; una di impostazione e costruzione di pacchetti turistici; una di utilizzo delle tecnologie informatiche specifiche del settore turistico; una di stage di formazione all’estero, presso gli uffici di un importante operatore turistico, dove gli studenti hanno operato affiancati da tutor professionisti.
Il costo del Progetto TravellingCal è stato di circa 37 mila euro, finanziati per il 70 per cento da risorsecomunitarie del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Calabria e per la rimanente parte da risorse nazionali. Il costo totale del più ampio progetto contro la dispersione scolastica e formativa in Calabria (che oltre a TravellingCal comprende altri 32 progetti) è stato di circa 1,1 milioni di euro, di cui il 70 per cento finanziato attraverso le risorse del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Calabria e il 30 per cento finanziato con risorse nazionali.
Il gestore dell’iniziativa è la Regione Calabria, mentre il soggetto attuatore è l’Istituto Tecnico per il Turismo di Acquappesa.
L'esame del patrimonio artistico, naturalistico e strumentale del territorio si è tradotto nell'identificazione del tema di fondo "Itinerari turistici: occitano, francescano e bizantino". Avvalendosi della consulenza di una consolidata agenzia turistica operante sul territorio, sono stati impostati veri e propri pacchetti turistici, con annessa preventivazione delle spese, conducendo simulazioni di vendita e collegandosi on-line con i principali vettori e tour operator. Il corso ha permesso l'apprendimento degli strumenti informatici e ha portato alla progettazione del sito www.istitutotecnicoturismoacquappesa.it, all'interno del quale sono stati inseriti i pacchetti turistici costruiti dagli studenti.
L'agenzia simulata TravellingCal contribuisce alla formazione dei 110 studenti dell’Istituto Tecnico per il Turismo di Acquappesa.
Il progetto TravellingCal si è concluso nel mese di dicembre 2003, ma l'agenzia TravellingCal continua ancora oggi a formare studenti nel settore turistico.

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Regione: Campania
Province: Tutte
Centri risorse e orientamento per l’occupabilità femminile campana

 

Costo= Il costo ammonta a oltre 6 milioni di euro

In Campania sono attivi 11 Centri Risorse e Orientamento per l'Occupabilità femminile (COF) dislocati nelle cinque Province della Regione. Nati nell'ambito delle azioni finalizzate allo sviluppo di condizioni favorevoli alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, i COF hanno la caratteristica di agire su base territoriale in maniera coerente con i bisogni delle donne e la realtà socio-economica di appartenenza. I centri hanno sede in strutture fisse ma dispongono anche di unità mobili (camper, sportelli mobili, gazebo ecc.) per poter contattare le donne nei luoghi di vita quotidiana e raggiungere quelle che abitualmente hanno difficoltà a rivolgersi alle strutture più tradizionali.
Il costo della costituzione dei COF ammonta a oltre 6 milioni di euro. L’intervento è finanziato con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Campania.
L'Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Campania ha programmato gli interventi, che sono gestiti localmente sulla base di Protocolli d'Intesa con le Province e i Comuni capoluogo.
I COF svolgono diversi tipi di intervento, che vanno dalla ricognizione dei bisogni alla valutazione delle competenze delle utenti, dall'informazione sulle opportunità formative o lavorative esistenti al primo orientamento alla scelta e al tutoraggio nelle esperienze lavorative, dalla consulenza legale e del lavoro all'organizzazione di attività formative di base (come corsi di informatica o di lingua straniera), all'organizzazione di servizi di mediazione culturale alla creazione di reti di imprese o di imprenditrici sul territorio. I centri offrono, in particolare, servizi d'informazione (consultazione di banche dati, navigazione in Internet), di orientamento al lavoro autonomo o dipendente, di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro (seminari tematici, tirocini e stage, strumenti di creazione d'impresa).
Beneficiarie dei servizi offerti dai COF sono in particolare le donne disoccupate e inoccupate delle cinque Province campane. Secondo dati Istat del 2001-2002, tra le Province campane, Napoli è quella con il tasso più alto di disoccupazione femminile (pari al 35,9 per cento) e Benevento quella con il tasso minore (18,4 per cento). Dei servizi offerti dai COF beneficiano però anche le lavoratrici con contratti atipici e, in generale, quelle con bassa scolarizzazione o con scarsa specializzazione formativa, donne a forte rischio di esclusione sociale, donne immigrate.
Dai dati di monitoraggio raccolti fino al 30 aprile 2004 risulta che oltre 14 mila donne hanno usufruito di almeno un servizio presso i Centri per l'Occupabilità.
I primi Protocolli d'Intesa per la realizzazione dei COF sono scaduti il 30 giugno 2004.
Sulla base dei risultati raggiunti, l'attività è stata riprogrammata.

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Regione: Molise
Provincia: Campobasso
Costruzione della Biblioteca dell’Università degli Studi del Molise

Costo= Il costo totale dell'intervento è di 5,3 milioni di euro

La nuova biblioteca universitaria, i cui edifici si estendono su un’area di 3.500 metri quadri, si caratterizza per una organizzazione innovativa in termini di orari di apertura, collegamenti multimediali, modalità di acquisto e di prestito del patrimonio librario. La natura dell'intervento, la sua collocazione al centro sia dell'area urbana di Campobasso sia del polo universitario e la razionalità degli spazi progettati hanno dato vita a una vera e propria "cittadella" universitaria, che è stata scelta come sede della mostra d'arte contemporanea "Movimento/Movimenti", promossa nell'ambito del progetto "Sensi Contemporanei". Il progetto – nato dalla collaborazione tra il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Direzione Arte Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, La Biennale di Venezia e sette Regioni del Sud – ha l'obiettivo di promuovere l'arte contemporanea e la valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nel Mezzogiorno.
Il costo totale dell'intervento, di 5,3 milioni di euro, è stato coperto per il 57 per cento da risorse pubbliche aggiuntive nazionali assegnate con delibera CIPE n° 52 del 21 aprile 1999, e per la parte restante con risorse di Ateneo.
Università degli Studi del Molise.
Il patrimonio librario della nuova Biblioteca è costituito da oltre 93 mila monografie, 1.350 periodici e 850 testate attive, cui andrà ad aggiungersi la rete degli abbonamenti elettronici. La struttura, articolata su tre piani, propone un'ampia offerta di servizi: da quelli multimediali (24 postazioni) al Centro di documentazione europea, a una sezione dedicata alla cultura meridionale e molisana. Contiene, inoltre, una sala studio da 32 posti, una sala lettura da 192 posti e una sala da 40-80 posti per attività seminariali. Gli spazi consentono di organizzare incontri aperti al pubblico, a scopo didattico, culturale e convegnistico.
I beneficiari dell'intervento, oltre ai circa 10 mila studenti e ai circa 400 docenti e ricercatori universitari, sono gli abitanti del tessuto cittadino e regionale. Il numero e la tipologia dei fruitori sono destinati a crescere e a differenziarsi con il progressivo ampliamento e la diversificazione degli obiettivi che l'Università si porrà e con la necessaria evoluzione dei servizi che intenderà offrire.
L'intervento è stato realizzato nel pieno rispetto dei tempi previsti, ovvero in 630 giornate lavorative. L'inaugurazione della Biblioteca d'Ateneo si è tenuta il 16 novembre 2004.

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Regione: Puglia
Provincia: Bari, Brindisi, Foggia e Lecce
Formazione professionale per lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile pugliese

Costo = Il costo complessivo  372 mila  euro ( ciascun corso pari a circa 62 mila euro)

Il progetto rientra tra gli interventi mirati alla creazione di percorsi integrati di formazione,
accompagnamento e consulenza a donne pugliesi che vogliono creare nuova imprenditorialità
e consiste in 6 corsi finalizzati alla realizzazione di una rete di Bed and Breakfast. Ogni corso
ha coperto un arco di 300 ore di attività, fra didattica in aula, visite aziendali e stage. Il progetto
ha portato alla pubblicazione del "Manuale delle procedure per operatrici dell'ospitalità e
dell'accoglienza turistica in Bed and Breakfast", che spiega in dettaglio la metodologia organizzativa e operativa.
Il costo di ciascun corso è stato pari a circa 62 mila euro, per un importo complessivo di circa
372 mila euro totalmente finanziati con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000- 2006 della Puglia.
I corsi sono stati gestiti dall'ente di formazione I.F.O.A. (Istituto Formazione Operatori Aziendali)
nelle sedi operative di Castellana Grotte, Ostuni, Foggia, Casarano, Lecce e Maglie. La scelta di organizzare i corsi in queste sedi è conseguenza del fatto che queste località rientrano tra i principali bacini turistici pugliesi.
Le attività di accompagnamento, al termine del corso, stanno garantendo un'assistenza tecnica individuale e personalizzata a ognuna delle partecipanti per lo start up delle iniziative imprenditoriali.
Ad una ricognizione effettuata a cinque mesi dalla conclusione dell'attività risultano avviate 30 strutture B&B. Sono state inoltre avviate le attività per la definizione di standard di accoglienza della “Rete Bed & Best” attraverso il forum allestito sul sito www.bedandbest.it, animato dalle partecipanti col supporto di consulenti esterni e personale I.F.O.A. Infine, sono state
individuate le procedure per la certificazione della “Rete Bed & Best” con il supporto di un ente esterno di certificazione.
Il corso si è rivolto a 120 donne disoccupate/inoccupate (su 600 candidature) dotate di capacità organizzative e relazionali che hanno dimostrato, in fase di selezione, piena conoscenza e consapevolezza del proprio territorio, spirito di iniziativa e atteggiamento imprenditoriale.
L'intervento formativo è iniziato nell’ottobre 2003 e si è concluso a dicembre 2003.

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Sardegna_Polaris_012

Regione: Sardegna
Province: Tutte
Parco Scientifico Tecnologico Polaris

Costo =  Fondi comunitari del Programma 1994-1999 per 40 milioni di euro + (POR Regionale 2000-2006 Sardegna) per 11 milioni di euro

Il progetto Polaris per la realizzazione di un Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna si articola su quattro poli specializzati per filiera produttiva e ubicati, rispettivamente, a Cagliari-Pula (sede centrale), Sassari-Alghero, Nuoro e Oristano. L'iniziativa consente, a una vasta platea di utenti interessati sia alla ricerca sia alla sperimentazione di tecnologie innovative e/o di nuovi prodotti e processi produttivi, di disporre di laboratori per la ricerca avanzata nei campi della neurofarmacologia, dell'ICT (Information Comunication Tecnology), delle biotecnologie e della bioinformatica. Nella sede di Pula i cinque edifici realizzati ospitano uffici, laboratori, un'officina di prototipazione e locali di servizio (biblioteca, sala conferenze, strutture di ristorazione, ecc.), con relativi servizi di urbanizzazione. Gli oltre 18 mila metri quadri di locali sono oggi utilizzati per oltre il 90 per cento. Nella sede di Sassari-Alghero sono attivi un centro grandi attrezzature per la ricerca nei settori biotecnologico e agroindustriale, e un incubatore tecnologico.
Gli interventi sono finanziati con Fondi comunitari del Programma 1994-1999 per 40 milioni di euro
(realizzazione della sede di Pula e del polo biotecnologico di Sassari-Alghero), e del Programma
Operativo Regionale 2000-2006 della Sardegna per 11 milioni di euro, in applicazione del PIT
Cagliari quattro.
Il polo di Cagliari-Pula è gestito da "Consorzio Ventuno", ente pubblico regionale istituito nel 1985 con il compito di fornire servizi per la competitività delle imprese isolane. La gestione della struttura di Sassari-Alghero è affidata a "Porto Conte Ricerche", consorzio al cui capitale partecipano "Consorzio Ventuno" (al 70 per cento circa), Enti Locali e associazioni imprenditoriali.
La sede di Pula offre ai soggetti insediati uffici e laboratori per tecnologie dell'informazione e delle
comunicazioni, neurofarmacologia, biotecnologie, genomica e bioinformatica; servizi di stabulazione barrierata; servizi d'incubazione e trasferimento tecnologico, finalizzati alla radicazione nell'ambiente produttivo delle PMI di nuove conoscenze e alla familiarizzazione con strumenti o metodiche di lavoro alternativi rispetto ai processi operativi consolidati. Dall’avvio del progetto Polaris sono stati realizzati circa 40 prototipi (per tre quarti nella sede di Pula e il resto ad Alghero), oltre 200 ricerche brevettuali e 35 consulenze brevettuali concluse con il deposito del brevetto.
Presso il polo di Cagliari-Pula operano importanti centri di ricerca e sono insediate o assistite circa 20 PMI regionali. Nel comprensorio lavorano circa 200 addetti, oltre il 60 per cento dei quali è attivo nella ricerca. Nella sede di Sassari-Alghero sono già insediate 11 imprese (a capitale pubblico, privato o misto) e operano 88 lavoratori, 63 dei quali sono ricercatori.
La sede di Pula, inaugurata nel luglio 2003, e la sede di Sassari-Alghero, inaugurata nell'ottobre
2001, hanno già conseguito risultati tangibili come incubatore e agevolatore per la nascita di iniziative su nuove aree di prodotto.

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Regione: Sicilia
Provincia: Messina
Realizzazione della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina

Costo = costo complessivo di circa 74 milioni di euro

La nuova sede della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Messina, aperta sullo splendido scenario dello Stretto, è posta all'interno del campus universitario scientifico-tecnologico sito a circa 10 chilometri a Nord del centro urbano. La nuova struttura nasce accanto all'esistente Facoltà di Scienze e all'istituendo incubatore d'imprese, il primo nel Sud Italia realizzato nell'ambito di un complesso universitario. La costruzione è articolata in tre corpi di fabbrica: la Struttura Dipartimentale, articolata su sei livelli che seguono l'andamento del terreno, con all'interno laboratori didattici e di ricerca, aule seminariali, biblioteche, uffici del personale docente, e ampi locali di studio per i 2.500 studenti della Facoltà; la Struttura Didattica, organizzata a piastra, connessa con quella Dipartimentale attraverso collegamenti sopraelevati, con all'interno 28 aule multimediali, la Biblioteca Generale e l'Aula Magna; la Residenza Universitaria, dotata di camere singole e locali comuni.
L'intervento, dal costo complessivo di circa 74 milioni di euro, è stato finanziato con risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate stanziate con Delibere CIPE.
L'attuazione dell'intervento è stata demandata all'Università degli Studi di Messina, che ne cura anche la gestione.
La costruzione della nuova sede rilancia il ruolo della Facoltà di Ingegneria come infrastruttura strategica per lo sviluppo del territorio, oltre a risolvere il problema decennale della precaria coabitazione nelle strutture della Facoltà di Scienze. Molto significativi i numeri che caratterizzano la nuova struttura: 12 mila metri quadri di superficie coperta per spazi dipartimentali, aule seminariali e locali studenti; 9 mila metri quadri per laboratori didattici e di ricerca; 3 mila metri quadri per laboratori pesanti attrezzati con carroponte; 28 aule (da 60 fino a 300 posti); 400 posti nell'Aula Magna polifunzionale; 1.500 metri quadri di Biblioteca Centralizzata, dotata di 250 posti di lettura di cui 50 informatizzati; 90 unità abitative per studenti e docenti fuori sede.
Le nuove strutture didattiche e di ricerca incrementeranno significativamente la capacità di attrazione della Facoltà nell'ambito del tradizionale bacino di utenza che gravita sullo Stretto. In particolare, la nuova Facoltà si indirizza ai molti giovani siciliani e calabresi che scelgono di studiare negli atenei del Centro-Nord del Paese perché attratti da più efficienti dotazioni strutturali.
La consegna dell'opera è avvenuta nel luglio 2004. Ad ottobre 2004 hanno avuto inizio le attività.

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Obiettivo_1_Soc_informa_016

Regioni: Obiettivo 1
Centri polifunzionali per lo sviluppo della Società dell’Informazione

Costo = Il progetto ha un costo di 30 milioni di euro

L'introduzione delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione (ICT) sta cambiando i contenuti e le metodologie d'insegnamento degli istituti scolastici di tutta Europa. Lo stesso documento eEurope, approvato dal Consiglio Europeo di Lisbona (marzo 2000), ha proposto la creazione di centri polifunzionali di servizio presso le scuole al fine di promuovere lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie dell'informazione. Il Programma Operativo Nazionale "La Scuola per lo Sviluppo" finanzia la costruzione di 74 Centri Polifunzionali di Servizio presso altrettanti Istituti Tecnici e Professionali Statali, realizzati secondo standard tecnologici avanzati, finalizzati al supporto culturale e tecnologico e all'introduzione integrata e diffusa delle ICT nelle realtà scolastiche.
Il progetto ha un costo di 30 milioni di euro ed è finanziato con Fondi comunitari del Programma Operativo Nazionale “La scuola per lo sviluppo” 2000-2006.
A gestire il progetto sono gli istituti tecnici e professionali statali coinvolti, distribuiti in tutte le Province delle sei Regioni Obiettivo 1: 4 in Basilicata, 10 in Calabria, 15 in Campania, 12 in Puglia, 8 in Sardegna e 25 in Sicilia.
Nei Centri Polifunzionali di Servizio del PON Scuola è possibile trovare: collegamenti ad Internet a banda larga; biblio-mediateca multimediale dotata di un sistema di gestione del catalogo delle acquisizioni e del prestito e di un ambiente per la consultazione di testi, cd-rom e videocassette; laboratori per lo sviluppo e l'aggiornamento di prodotti multimediali; sale per convegni e seminari con stazioni di lavoro multimediali; sistemi per la videoconferenza; reti per la gestione di forum informatici e per iniziative di formazione e collaborazione in rete.
I beneficiari principali saranno non solo gli alunni e gli operatori scolastici dei 74 istituti coinvolti
nel progetto, ma anche i soggetti partner. Ogni Centro Polifunzionale di Servizio, infatti, è in rete con cinque o più scuole di ogni ordine e grado del territorio; ogni Centro, quindi, ha un potenziale bacino di almeno 2.500 allievi e 500 operatori scolastici, per un totale complessivo di circa 200 mila studenti e 35 mila operatori.
60 centri sono già stati realizzati; 14 sono in fase di costruzione ma di prossima conclusione.

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Regioni: Obiettivo 1
Centri risorse contro la dispersione scolastica e il disagio sociale


Costo = Il costo dei Centri risorse è di 41 milioni  di euro

La scuola può essere motore dello sviluppo del territorio recuperando i giovani al piacere della fruizione e della produzione culturale, all'apprendimento e alla formazione di professionalità innovative e strettamente connesse alle politiche di sviluppo locale. Nascono con questo obiettivo i 115 Centri risorse contro la dispersione scolastica e il disagio, dove i giovani possono frequentare strutture sportive, spazi d'accoglienza, ludoteche, mediateche, laboratori teatrali, musicali e cinematografici. Il Programma Operativo Nazionale “La Scuola per lo Sviluppo”, che promuove il progetto, prevede la realizzazione di due tipologie di Centri risorse. Da un lato, i Centri risorse contro la dispersione scolastica e la frammentazione sociale, localizzati nei grossi centri o nelle aree urbane a maggior degrado economico e sociale, spesso caratterizzate oggi da forti disomogeneità culturali e da tensioni per la massiccia presenza di immigrazione e per l'assenza di adeguate condizioni di accoglienza e di impiego. Dall'altro, i Centri risorse per l'inclusione e l'integrazione sociale in aree periferiche e isolate, localizzati in piccole isole o in aree montane o rurali, dove cioè maggiore è l'isolamento di giovani e adulti privi di risorse materiali e culturali.
Il costo dei Centri risorse è di 41 milioni di euro finanziati con i Fondi comunitari del Programma Operativo Nazionale “La Scuola per lo Sviluppo” 2000-2006.
Istituti scolastici di ogni ordine e grado distribuiti in tutte le Regioni Obiettivo 1, con particolare
concentrazioni nelle aree a rischio, nelle isole, nelle comunità montane.
Ogni Centro può ospitare laboratori interattivi linguistici, laboratori per attività integrative e di accoglienza (teatro, cinema, danza), laboratori di produzione musicale e di arti grafiche, laboratori
per la simulazione di processi produttivi e di servizi, mediateca ed emeroteca multimediale, impianti sportivi, attrezzature specifiche per disabili. All'interno della singola scuola il Centro sarà veicolo di sperimentazioni didattiche finalizzate a motivare i giovani più svantaggiati, ad offrire agli studenti e a tutti i giovani del territorio opportunità di incontro, di svago e di apprendimento, di orientamento e formazione nonché riconversione professionale. I Centri promuoveranno collaborazione e supporto reciproco fra tutte le forze vitali di un territorio; gli stessi genitori, gli Enti Locali, le imprese, le Procure minorili, le forze di Polizia, le Asl, le associazioni di volontariato potranno partecipare alla programmazione delle attività dei Centri, usarne le strutture, trovarvi sostegno alla propria azione. Ogni anno vengono finanziati con il Fondo Sociale Europeo interventi che coinvolgono complessivamente almeno 20 mila giovani all'interno dei Centri risorse.
72 Centri sono già stati realizzati, 43 sono in fase di realizzazione e la fine dei lavori è prevista
entro il dicembre 2005. Le azioni di supporto e formazione sono previste sino al completamento

del PON “Scuola per lo Sviluppo”, anche con il contributo del Fondo Sociale Europeo.

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3- Asse: SISTEMI LOCALI DI SVILUPPO

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Regione: Basilicata
Provincia: Potenza
Parco della Grancia

Costo = Finanziamento di oltre 3 milioni di euro + 1,8 milioni di euro

L'intervento ha riguardato la realizzazione del Parco storico tematico della Grancia, che si estende
per circa 50 ettari in un'area di particolare pregio ambientale e culturale a soli 10 chilometri da Potenza. Dominato dal Castello Fittipaldi, il Parco invita a uno straordinario viaggio alle radici del mondo rurale attraverso ricostruzioni e rievocazioni storiche in costume, rappresentazioni teatrali e animazioni a tema. Lungo i percorsi del Parco sono distribuite numerose attrazioni, quali il Mercatino dell'Ottocento, il Borgo degli artigiani, la Valle degli echi etnici (dove si svolge un suggestivo spettacolo musicale) e l'Anfiteatro delle aquile, spazio naturale capace di accogliere mille spettatori in cui si svolgono spettacoli di falconeria unici in Europa.
Il primo impianto del Parco è stato realizzato nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Leader II (con un finanziamento di oltre 3 milioni di euro), mentre l'ampliamento, realizzato nell'ambito del Progetto Integrato Territoriale (PIT) Alto Basento e concluso nel 2002, è stato finanziato con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Basilicata per 1,8 milioni di euro.
Comunità Montana "Alto Basento" e Società Consortile "Piani e Programmi di Azione Locale".
Le attività svolte all'interno del Parco, il primo nel suo genere in Italia, hanno come obiettivo la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari locali. Di particolare rilievo il cinespettacolo "La storia bandita", in cui si raccontano le vicende storiche del brigantaggio dell'area nella prima metà dell'Ottocento, con il coinvolgimento di 300 volontari del luogo in qualità di attori e comparse e con il supporto di avanzate tecnologie, quali un dispositivo per proiettare immagini sulla sagoma intera di una montagna, uno schermo d'acqua di 30 metri, un sistema di multidiffusione del suono a 12 direzioni, un'area scenica di 25 mila metri quadrati e un anfiteatro da 3 mila posti.
Il Parco, aperto al pubblico nei mesi estivi, ha accolto una media di circa 50 mila visitatori all’anno, mentre lo spettacolo "La storia bandita" è visto da una media di 40 mila persone all’anno – per un totale, dall'inizio della programmazione, di oltre 150 mila spettatori e di 110 repliche. Le attività culturali proposte dal Parco coinvolgono anche gli istituti scolastici: la passeggiata storica organizzata per le scuole elementari della provincia di Potenza registra oltre 5
mila presenze l’anno.
I lavori si sono conclusi nel 2002.

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Regione: Calabria
Provincia: Tutte
Progetto Integrato di Filiera “Latte bovino”

Costo = Il costo del PIF Latte Bovino ammonta a circa 20,5 milioni di euro

Il Piano Integrato di Filiera (PIF) relativo al latte bovino concentra e organizza circa il 70 per cento della produzione di latte in Calabria. Il PIF è uno dei 23 progetti di filiera predisposti dal Dipartimento Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Calabria al fine di favorire l'integrazione verticale degli operatori del settore agricolo per comparti produttivi, creare masse critiche di prodotto, rafforzare le fasi più deboli delle filiere produttive (in particolare la trasformazione e la commercializzazione), perseguire il miglioramento e il riconoscimento della qualità dei prodotti calabresi. Il PIF Latte Bovino ha previsto infatti di dotarsi della certificazione di qualità, secondo lo standard UNI EN ISO 9001:2001, per le aziende agricole associate produttrici di latte, assicurando così un ulteriore servizio per i soci nella prospettiva di una costante valorizzazione delle produzioni calabresi.
Il costo del PIF Latte Bovino ammonta a circa 20,5 milioni di euro finanziati con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Calabria. Il complesso dei 23 PIF della Regione Calabria mobilita un ammontare di risorse pari a circa 280 milioni di euro di investimenti pubblici e privati, coinvolgendo 1.200 beneficiari.
Agroalimentare ASSO.LA.C. (Associazioni Latte Calabresi), cooperativa a responsabilità limitata.
Fra gli interventi principali promossi dal PIF Latte Bovino si possono annoverare: la realizzazione di
opere di miglioramento fondiario connesse all'adeguamento degli impianti di irrigazione per la produzione di foraggi, alle sistemazioni idraulico-agrarie dei terreni e all'adattamento della viabilità aziendale; l'acquisto di macchinari e attrezzi necessari all'alimentazione animale, al trasporto e alla produzione dei foraggi; la realizzazione o ristrutturazione degli edifici zootecnici; il miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli allevamenti attraverso la razionalizzazione degli spazi e l'ammodernamento degli impianti fissi di alimentazione, mungitura e conservazione del latte. Sul fronte dell'attività di trasformazione, ritenuta strategica per la valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie e per incrementare l'occupazione nel settore, gli interventi previsti sono: l'acquisto di macchinari per l'incestellamento e la pallettizzazione del latte; la realizzazione di impianti per la pastorizzazione e l'omogeneizzazione del latte; la creazione di serbatoi per lo stoccaggio; l'acquisto di un maturatore per la produzione della panna; la costituzione di una linea di confezionamento del latte alimentare.
Il PIF coinvolge 84 beneficiari, di cui 55 imprenditori, 14 imprenditrici e 15 società (sono coinvolti 10 giovani imprenditori al primo insediamento). La natura strategica dell'intervento è data dal significato economico del settore lattiero-caseario calabrese, il cui valore complessivo è pari al 24 per cento dell'intero settore agricolo.
Il Progetto ha avuto inizio nel luglio 2003 e la conclusione è prevista entro la prima metà del 2005.

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Campania_Pis_cicli_006

Regione: Campania
Provincia: Salerno
Pista ciclabile Piana del Sele

Costo = Il costo del progetto è di 13,2 milioni di euro

La costruzione di una pista ciclabile di 20 chilometri lungo la strada provinciale litoranea n.157 in Campania è uno degli interventi inclusi nel Progetto Integrato dedicato alla riqualificazione della Piana del fiume Sele, territorio che collega i due principali poli turistici della Provincia di Salerno: la Costiera Amalfitana, a nord, e le aree archeologiche di Paestum e Velia e il Parco del Cilento, a sud. Obiettivo del Progetto è la valorizzazione dell'area con la creazione di un polo del turismo sportivo, del benessere e del tempo libero. Tra le più lunghe d'Europa, la pista ciclabile si sviluppa sul lato mare della strada provinciale, dalle porte di Salerno lungo i territori litoranei dei Comuni di Battipaglia ed Eboli fino alla foce del fiume Sele. Un ulteriore prolungamento della pista, già finanziato, la porterà fino all'area archeologica dei templi di Paestum. La costruzione della pista ciclabile è accompagnata da interventi per lo spostamento, sulla vicina strada "Aversana", del traffico veicolare privato allo scopo di destinare la strada provinciale al solo trasporto pubblico e alla mobilità ciclo-pedonale.
Il costo del progetto è di 13,2 milioni di euro finanziati con i Fondi comunitari del Programma
Operativo Regionale 2000-2006 della Campania.
Una volta ultimata, l'opera sarà gestita dai Comuni interessati.
La creazione di un percorso sicuro, realizzato su sede completamente separata dalla strada provinciale, incoraggerà l'uso della bicicletta da parte della popolazione residente e dei turisti – numerosi, soprattutto d'estate, nelle residenze che si sono moltiplicate lungo la litoranea.
L'opera contribuirà alla riqualificazione e decongestione della fascia litoranea e contribuirà alla riconversione in chiave ecocompatibile del turismo dell'area.
Della costruzione della pista ciclabile beneficeranno sia la popolazione dell'area (circa 150 mila abitanti) sia i turisti (oltre 1 milione all'anno).
A maggio 2004 è stata completata la pista ciclabile dalle porte di Salerno alla foce del Sele.
Per l'ultimo tratto, fino ai templi di Paestum, si prevede la fine dei lavori per ottobre 2006.

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Puglia_viest_001

Regione: Puglia
Provincia: Foggia
Porto turistico di Vieste

Costo = Il costo totale del progetto è di circa 12,7 milioni di euro

L'intervento prevede la realizzazione del Porto Turistico di Vieste. Nel primo lotto, oggi in corso di completamento, è stato previsto il prolungamento del molo foraneo (necessario a rendere agibile lo specchio acqueo portuale), il dragaggio interno (eseguito al fine di consentire l'ormeggio delle imbarcazioni), la realizzazione di una banchina sul molo foraneo e il fissaggio di pontili galleggianti per realizzare 650 posti barca e assicurare lo spazio necessario alle varie attività previste sul molo. Saranno realizzati, inoltre, 6 fabbricati destinati ad accogliere i locali commerciali e i servizi igienici. Nel secondo lotto di completamento (attualmente non appaltato) si prevede di completare l'intervento delle opere portuali con la realizzazione di capannoni per la cantieristica, un centro servizi portuali e i piazzali della banchina di riva per la sosta invernale delle imbarcazioni.
Il costo totale del progetto è di circa 12,7 milioni di euro; di questi, 1,4 sono Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Puglia, 5,7 sono risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate stanziate con Delibere CIPE, circa 1 milione di euro proviene dal Programma Operativo Regionale 1994-1999 e 4,5 sono risorse private.
Società Aurora – Porto Turistico di Vieste – S.p.A.
La struttura è stata progettata prevedendo la realizzazione di tutte le opere necessarie per offrire i servizi di base e quelli avanzati oggi richiesti nel settore della nautica da diporto, impianti e servizi per la cantieristica, parcheggio lunga sosta, centro servizi nautici, area commerciale e club nautico. Verranno anche offerti servizi di rimessaggio e manutenzione delle piccole imbarcazioni.
A beneficiare dell'intervento saranno i numerosi turisti nautici che visitano le coste pugliesi, che
potranno usufruire di 650 nuovi posti barca, di cui il 40 per cento verrà affittato per brevi periodi e il 60 venduto o dato in concessione pluriennale. A regime si prevede un flusso di 3.600 turisti nautici l'anno; l'incremento turistico seguirà l'andamento previsionale dell'occupazione dei posti barca (50 per cento il primo anno e 50 per cento il secondo anno a partire dalla data di completamento del secondo lotto).
I lavori appaltati del primo lotto saranno completati, entro la prima metà del 2005. I lavori
relativi al secondo lotto saranno realizzati entro l'anno 2006.

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Sardegna_Oristano_001

Regione: Sardegna
Provincia: Oristano
Patto territoriale per l'occupazionedi Oristano

Costo = L'intervento sull’infrastruttura aeroportuale è costato 1,5 milioni di euro

Il Patto territoriale per l'occupazione di Oristano ha programmato azioni di incentivazione delle imprese, di formazione e di infrastrutturazione materiale e immateriale nel territorio della provincia. L'incentivazione imprenditoriale ha interessato i settori dell'agroalimentare, del turismo (caratterizzato da scarsissima ricettività a fronte di emergenze naturalistiche e culturali di rilievo), dell'alta tecnologia, dell’artigianato e dei servizi.
Nell'ambito degli interventi infrastrutturali è stato realizzato l'ampliamento dell'aeroporto di Oristano-Fenosu, strategico rispetto al complesso delle azioni di insediamento produttivo comprese all'interno dell'area del Patto; l’ampiamento dell’aeroporto è consistito nell'allungamento e allargamento della pista e nell'acquisizione della strumentazione di controllo e finalizzato all'apertura della struttura al traffico di linea e commerciale.
Sono state definite azioni immateriali di sistema volte alla realizzazione di un Sistema informativo territoriale, al marketing delle aree attrezzate, alla progettazione e promozione del Sistema turistico locale, all'animazione, formazione e integrazione dei soggetti del contesto produttivo, alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione, alla valorizzazione delle risorse umane e all'inclusione sociale.
L'intervento sulla infrastruttura aeroportuale è costato 1,5 milioni di euro, finanziati per 1,1 con i Fondi comunitari del Programma operativo Multiregionale “Sviluppo locale – Patti territoriali per l’occupazione” le risorse del Patto. Il complesso delle azioni di sistema ha generato un investimento pari a 6,4 milioni di euro, finanziati per 5,8 con risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate e, per la parte residua, con il contributo, sostanzialmente paritario, degli Enti Locali e dei privati. L'incentivazione imprenditoriale, invece, ha generato investimenti per 65 milioni di euro (conclusi per oltre il 90 per cento entro il 2001), finanziati per 42,8 milioni di euro con i Fondi comunitari del Programma operativo Multiregionale“Sviluppo locale – Patti territoriali per l’occupazione”.
I soggetti realizzatori delle azioni di infrastrutturazione sono molteplici: il ruolo preponderante è svolto dal Soggetto Intermediario Locale (gestore del Patto), ma ad esso si affiancano, nelle varie attività, l'Amministrazione Provinciale, gli Enti locali, singoli o associati, la società SO.GE.A.OR per lo sviluppo del Piano aeroportuale e il consorzio C.N.I.O. per il Piano di sviluppo portuale.
L'intero sistema territoriale della provincia di Oristano è stato potenziato grazie al miglioramento dei collegamenti aeroportuali e dei piani di sviluppo integrato dei trasporti, alla definizione di pacchetti localizzativi e di accoglienza, alla realizzazione di una rete informatica amministrativa, all'implementazione dello Sportello Unico Associato e di un Osservatorio territoriale per il lavoro. Queste azioni contribuiscono, inoltre, alla crescita e alla stabilizzazione dei processi di sviluppo produttivo avviati attraverso le azioni di incentivazione imprenditoriale.
L'ampia gamma di azioni di contesto programmate genera benefici per l'intera collettività del territorio interessato (153 mila residenti al 2001). Le oltre 50 iniziative imprenditoriali agevolate hanno creato circa 250 posti di lavoro.
L'aeroporto ampliato è stato collaudato nel 2002; la realizzazione delle azioni di sistema, avviata alla fine del 2003 e attualmente in corso, si concluderà nel dicembre 2005.

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Sicilia_Trapani_001

Regione: Sicilia
Provincia: Trapani
Contratto di programma “Trapani Turismo”

Costo = Il valore degli investimenti programmati ammonta a 86 milioni di euro

Il Contratto di programma “Trapani Turismo”, che coinvolge 35 operatori turistici e imprenditori locali, è finalizzato alla realizzazione di 33 nuovi impianti ricettivi e 2 ammodernamenti per un totale di 3.734 posti letto (2.117 nel settore alberghiero, 249 nelle residenze turistico alberghiere, 1.268 nel settore extralberghiero – campeggi e case appartamento per vacanze). La valorizzazione turistica della provincia di Trapani, intesa anche come motore di sviluppo del settore agroalimentare, trova nel Contratto di Programma un importante modello di sviluppo basato sulla concertazione: sono stati sottoscritti, infatti, sia un protocollo d'intesa generale tra la Regione Siciliana, la Provincia di Trapani,15 amministrazioni comunali e il sistema bancario, sia un protocollo d'intesa con le parti economiche e sociali.
Il valore complessivo degli investimenti programmati ammonta a 86 milioni di euro, coperti per il 55 per cento da risorse pubbliche nazionali e regionali e per il 45 per cento da risorse private.
Il contratto di programma è gestito dal "Consorzio Turistico Trapanese" Società consortile a responsabilità limitata.
Una volta entrati a regime, gli investimenti attivati determineranno un incremento nell'offerta dei posti letto della provincia di Trapani pari a circa il 22 per cento di quella attuale, passando da 16.850 a 20.590 posti letto. Durante la stagione estiva 2004, nelle iniziative già attivate sono state rilevate 73 mila presenze, con un tasso di copertura dei posti letto disponibili pari al 45 per cento. Il Contratto di programma punta anche a valorizzare le risorse ambientali e storicoartistiche di un territorio che, causa l'attuale carenza ricettiva, si pone ai margini delle correnti turistiche regionali.
Notevole è l'impatto sociale che il progetto provoca in termini di occupazione: gli investimenti attivati produrranno un incremento diretto di circa 470 unità lavorative, cui si aggiungono ulteriori posti di lavoro nell'indotto. Inoltre, si prevedono ripercussioni positive anche nel settore edile, con un numero annuo di occupati pari a 600 unità di cantiere per circa 4 anni, oltre all'indotto.
Il Contratto di programma prevede l'ultimazione degli investimenti entro l'anno 2005. Al 30 giugno 2005 è prevista l'entrata in funzione di 31 iniziative, pari all'88 per cento di quelle previste.

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4- Asse: CITTA’

Basilicata_Parco_matera_001

Regione: Basilicata
Provincia: Matera
Riqualificazione del Parco del Castello di Matera

Costo = Spesa complessiva di circa 1,3 milioni di euro

L'intervento è rivolto a riqualificare un'ampia area (di circa 40 mila metri quadri ) nel centro storico
della città di Matera dominata dalla presenza del cinquecentesco Castello Tramontano. Gli interventi di valorizzazione del sito riguardano la rifunzionalizzazione dell'attuale area del Parco del Castello con recupero della pineta attraverso l'introduzione di nuove specie arboree, l'installazione di impianti di illuminazione e irrigazione, la realizzazione di sentieri e spazi destinati a ospitare spettacoli e la creazione di aree gioco per i bambini. I confini del parco saranno delimitati con recinzioni naturali a siepe. Molta cura è stata riposta nella scelta dei materiali da costruzione e delle specie arboree e arbustive da piantare. Perché queste fossero coerenti con il contesto storico del luogo, si è stabilito di piantare lecci, pini, alberi di giuda, tigli, pioppi e specie arbustive mediterranee come rosmarino, mirto e lentisco.
Per la realizzazione del progetto è prevista una spesa complessiva di circa 1,3 milioni di euro finanziati con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Basilicata.
Comune di Matera.
Il recupero consentirà una maggiore fruibilità del Parco da parte, in particolare, di bambini e anziani. La realizzazione di uno spazio da destinare allo svolgimento di rappresentazioni contribuirà alla romozione di attività artistiche e culturali, che favoriranno le relazioni sociali e l'affluenza di turisti.
A beneficiare del recupero del Parco, data la sua centralità nel contesto urbano e la sua valenza storica, saranno l'intera cittadinanza di Matera (oltre 57 mila abitanti) e i circa 120 mila turisti che ogni anno visitano la città.
Gli interventi si concluderanno entro il 2005.

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Campania_Pesco_SAnnita_0001

Regione: Campania
Provincia: Benevento
Centro sociale, culturale e ricettivo di Pesco Sannita

Costo = L'investimento complessivo previsto è di 1,3 milioni di euro

Il progetto consiste nella realizzazione di un Centro sociale, culturale e ricettivo nel Comune di Pesco Sannita con l'obiettivo di promuovere il miglioramento della qualità della vita in un’area interna e a rischio di degrado della Provincia di Benevento. Il Centro sarà ospitato in un immobile di interesse storico e artistico che versava in stato di avanzato degrado, ora sottoposto a opere di recupero (ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo). Il Comune di Pesco Sannita, che conta oltre 2 mila abitanti, domina l'alta valle del Tammaro e insieme ad altri Comuni della provincia di Benevento è coinvolto nel Progetto Integrato "Pietrelcina" che ha l'obiettivo di sviluppare, intorno al paese natale di Padre Pio, l'offerta turistica locale ora a carattere prevalentemente religioso, tenendo conto dell'intero patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale della zona.
L'investimento complessivo previsto è di 1,3 milioni di euro finanziato con i Fondi comunitari del
Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Campania.
Il soggetto attuatore dell’intervento è il Comune di Pesco Sannita. Il gestore sarà invece individuato con gara d’appalto.
Il Centro sarà sede di diversi servizi alla persona e ospiterà sale convegni, una biblioteca, una
sala musicale, una mensa e alcuni mini-alloggi per i giovani.
Il Centro sociale sarà a disposizione degli anziani con età superiore a 60 anni, dei giovani e delle famiglie sia del Comune di Pesco Sannita sia dei Comuni vicini di Pietrelcina, Paduli, Benevento, Pago Veiano e Fragneto l'Abate che, insieme, raggiungono una popolazione di oltre 76 mila abitanti. A questi va aggiunta una quota dei turisti in pellegrinaggio nei luoghi di San Pio da Pietrelcina,complessivamente stimati in oltre 500 presenze settimanali.
I lavori si concluderanno nel dicembre 2005.

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Puglia_parco_Bari_001

Regione: Puglia
Provincia: Bari
Realizzazione del Parco urbano di Viale Europa a Bari

Costo = Il costo totale dell'opera è 2,1 milioni di euro

Il progetto si colloca nell'ambito degli interventi che perseguono il miglioramento della qualità della vita nelle zone più degradate delle città pugliesi. Il Quartiere San Paolo è un'area di edilizia popolare, un quartiere satellite ubicato oltre i quartieri periferici della città, con problemi connessi a n'urbanizzazione veloce in luoghi senza tradizioni storiche. Nella zona sono scarsi i servizi commerciali, le infrastrutture sportive e i centri di aggregazione. Per questi motivi, il Comune di Bari ha deciso di realizzare un Parco urbano plurifunzionale ed eco-compatibile che divenga il fulcro dell'aggregazione di quartiere e offra servizi diversi in grado di ravvivare una zona fotemente a rischio.
Il costo totale dell'opera è 2,1 milioni di euro, finanziati con i Fondi comunitari del Programma
Operativo Regionale 2000-2006 della Puglia.
Comune di Bari. La manutenzione del Parco è stata affidata alla cooperativa "L'Obiettivo".
La superficie del parco è di 30 mila metri quadri recintati e attrezzati con spazi verdi, giochi per
bambini, arredo urbano, illuminazione e rampe per disabili. All'interno del parco è stato costruito
anche un centro per l'aggregazione diurna per i 6.400 anziani del quartiere, adatto all’organizzazione di attività ludiche e motorie, corsi di cucina e di teatro.
I 36 mila residenti del quartiere San Paolo.
L'opera è stata completata nel maggio 2004 ed è pienamente fruita dagli abitanti del quartiere.

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Sicilia_PET_001

Regione: Sicilia
Province: Catania
Sistema PET presso l'ospedale Cannizzaro di Catania

Costo = L'opera è stata finanziata per circa 5,3 milioni di euro

Nell’aprile 2002, la Regione Siciliana ha sottoscritto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e
con il Ministero della Salute un Accordo di Programma Quadro nel settore della sanità. L’APQ è relativo al completamento della rete ospedaliera siciliana, con particolare riguardo alla valorizzazione delle aree metropolitane quali poli ad alta specializzazione e di eccellenza in particolari settori sanitari. In questo contesto si inquadrano gli interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico e le iniziative inerenti il "potenziamento di infrastrutture e dotazioni di apparecchiature ad alta tecnologia per le diagnosi precoci ad alto impatto sociale da destinare ai tre poli sanitari regionali" (Palermo, Catania e Messina) previste dal Complemento di Programmazione del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Sicilia. Grazie alle opportunità offerte dal POR, l'Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania ha acquisito, tramite gara pubblica, il sistema PET, un’apparecchiatura clinico-diagnostica fra le più sofisticate, costituita da un tomografo ad
emissioni di positroni, da un ciclotrone, da un laboratorio di radio-chimica e da un apposito bunker.
L'opera è stata finanziata con i Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006
della Sicilia per circa 5,3 milioni di euro.
Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania. L'Azienda Ospedaliera, inoltre, ha provveduto a stipulare un accordo di collaborazione con l'Ospedale San Raffaele di Milano che presterà la propria consulenza clinico-diagnostica.
L'apparecchiatura PET di Catania è l'unica finora presente in una struttura sanitaria pubblica del Sud Italia e consente di effettuare analisi inerenti a un vasto spettro di patologie oncologiche, quali le neoplasie cerebrali, del polmone, del colon-retto e della mammella. Notevole importanza ha assunto di recente l'impiego di questo tipo di apparecchiatura nell'ambito cardiologico, ginecologico, dell'otorinolaringoiatria, della chirurgia plastica e nello studio di alcune patologie degenerative quali l'Alzheimer. Grazie a questo intervento, oltre 3 milioni di utenti potranno effettuare prestazioni clinico-diagnostiche.
L'acquisto di questa apparecchiatura pone la Regione e, in particolar modo, l'Ospedale "Cannizzaro" all'avanguardia nei servizi diagnostici, offrendo un rilevante contributo al miglioramento dell'assistenza dei pazienti che possono usufruire delle prestazioni in ambito regionale evitando i costi e i disagi personali di doversi recare nel Nord Italia.
L'apparecchiatura è stata completamente installata ed è in procinto di ricevere le necessarie autorizzazioni all’attivazione.

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5 – Asse: RETI E NODI DI SERVIZIO

Basilicata_SS_655_001

Regione: Basilicata
Provincia: Matera
Completamento della strada statale 655 "Bradanica"

Costo = Il costo è di circa 33 milioni di euro

La strada statale 655 "Bradanica" segue un itinerario interregionale lungo il confine tra Basilicata e Puglia, collegando il versante Jonico-Salentino con la Capitanata attraverso le Murge, la Valle dell'Ofanto e le pendici del Vulture. Oggetto dell’intervento è il lotto di Santa Maria d'Irsi, nel potentino. Il tratto, lungo oltre 10 chilometri, si caratterizza per una sede stradale larga 12 metri, ottenuta a seguito della realizzazione di banchine maggiorate. Parte della complessità dell'opera è data da 5 viadotti per complessivi 935 metri e da una galleria di 175 metri.
La costruzione del lotto di Santa Maria d'Irsi è finanziata con i Fondi comunitari del Programma
Operativo Regionale 2000-2006 della Basilicata per un importo di circa 33 milioni di euro.
ANAS – Compartimento di Potenza.
La realizzazione dell'itinerario bradanico consente il collegamento rapido della città di Matera con l'autostrada A16 Napoli-Canosa nei pressi di Candela, nel foggiano. Il tronco di S. Maria d'Irsi, in particolare, risolverà l'annoso problema infrastrutturale che penalizza l'area, servita attualmente da un'unica strada consortile.
Il miglioramento dei collegamenti interregionali fra Puglia e Basilicata andrà a vantaggio in particolare delle aree industrializzate della zona orientale e settentrionale della Basilicata, sede dei poli industriali del salotto e automobilistico. Notevoli vantaggi sono previsti anche per il traffico commerciale proveniente da Taranto e diretto a Nord, verso le zone tirreniche e adriatiche, e per i 1.800 pendolari che si spostano quotidianamente dal Materano per raggiungere gli stabilimenti di Melfi.
I lavori hanno avuto inizio nel marzo 2004 e la loro ultimazione è prevista entro il 2006.

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Calabria_SS_106J_001

Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Ammodernamento della strada statale 106 “Jonica”

Costo = Il costo complessivo degli interventi è di 1.697 milioni di euro

La strada statale 106 “Jonica” si sviluppa lungo la costa calabrese, lucana e pugliese, tra le città di Reggio Calabria e Taranto, su un tracciato di circa 480 chilometri. Inserita nel primo Programma delle Infrastrutture Strategiche di preminente interesse nazionale, l'arteria esplica una fondamentale funzione di collegamento tra Nord e Sud e di connessione tra le principali direttrici trasversali locali. Due sono le linee operative identificate: da un lato, l'adeguamento della vecchia arteria ai nuovi volumi di traffico e la riduzione dell'elevato tasso di incidentalità (in media 36 morti all'anno); dall’altro, l'avvio di un vero e proprio ammodernamento, con la realizzazione di opere aventi caratteristiche di tipo autostradale. L'attività di adeguamento può dirsi ormai conclusa: nel 2005 verranno aperti al traffico i tratti di Roccella, Bova e Montegiordano, per un totale di circa 30 chilometri. Migliorata anche la funzionalità, grazie alla variante di Marina di Gioiosa e del raccordo di Montegiordano. Nel contempo è stato avviato l'intervento di ammodernamento con la messa in gara dei macro lotti relativi ai tratti Squillace-Simeri Crichi (23 Km), Palizzi-Caulonia (17 Km), Scanzano-Pisticci (20 Km ) e alla variante di Palizzi (5 Km).
Il costo complessivo degli interventi è di 1.697 milioni di euro, di cui circa 1.466 per gli interventi di ammodernamento. La copertura del fabbisogno finanziario è data da Fondi comunitari (592 milioni di euro) e da risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate stanziate con Delibere CIPE (256 milioni di euro). La restante quota di 849 milioni di euro è distribuita tra la Regione Calabria e l'ANAS.
ANAS S.p.A.
Il complesso degli investimenti in corso di attuazione consentirà di spostare i traffici di lunga percorrenza e quelli commerciali sulla nuova sede stradale, migliorando la sicurezza e la velocità
della circolazione e riducendo notevolmente l'impatto ambientale e i costi di trasporto. La vecchia sede sarà utilizzata dal traffico locale.
I rilevamenti disponibili del traffico giornaliero medio indicano una costante crescita del numero dei veicoli, che dai circa 10 mila veicoli/giorno registrati a fine 2000 passerebbe a circa 22 mila veicoli/giorno a fine 2008, termine entro cui si dispiegherebbero gli effetti del primo ciclo di investimenti per l’ammodernamento della statale.
I lavori di adeguamento della vecchia strada statale saranno completati entro la fine del 2005,
mentre i lavori di ammodernamento termineranno entro il 2008.

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CAlabria_prenotazioni_0002

Regione: Calabria
Provincia: Catanzaro
Centro Unificato di Prenotazioni sanitarie on line

Costo = Il costo totale del progetto è di circa 895 mila euro  

Il progetto consiste nella creazione di un Centro Unificato di Prenotazioni sanitarie telematico, cioè di un portale accessibile attraverso Internet che consente di prenotare da un qualsiasi punto della rete una prestazione erogabile dal servizio sanitario nazionale, nel rispetto delle misure di sicurezza, di autorizzazione e di riservatezza dei dati personali. Le postazioni di accesso alla rete sono situate sul territorio della provincia di Catanzaro presso i medici di base, le farmacie, la stessa Provincia e i Comuni del suo territorio. Il soggetto capofila è l'Amministrazione Provinciale di Catanzaro, con il coinvolgimento, con ruoli diversi, di 85 Enti fra i quali la Regione Calabria, 78 Comuni della Provincia, due Aziende Sanitarie (ASL n.6 di Lamezia Terme, ASL n.7 di Catanzaro), due Aziende Ospedaliere (Azienda Ospedaliera Mater Domini e Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio) e una Comunità Montana.
Il costo totale del progetto è di circa 895 mila euro. Il finanziamento ottenuto dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie è di 300 mila euro mentre per la restante parte l’intervento è statofinanziato con Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Calabria.
Amministrazione Provinciale di Catanzaro.
Tra le emergenze che interessano la Sanità calabrese vi è il disagio derivante dalla necessità diandare incontro a faticosi spostamenti per contattare le strutture sanitarie pubbliche. Questa situazione è da ricondursi alla conformazione geomorfologica del territorio, al grande numero di piccoli centri collegati da strade impervie e all'esiguo numero di mezzi pubblici disponibili.
L'obiettivo primario del progetto è di consentire a tutti i cittadini della Provincia di Catanzaro diprocedere alle prenotazioni di visite, analisi o ricoveri senza muoversi dal proprio Comune diresidenza, ma semplicemente recandosi presso il punto di front office presente nel proprio municipio o in un'altra struttura abilitata.
Beneficiano dell'intervento i cittadini della Provincia di Catanzaro residenti nei 78 Comuni interessati dall'iniziativa. In termini numerici il progetto interessa una popolazione di circa 250 mila persone, composta da circa 170 mila adulti, 40 mila anziani e 40 mila bambini.
Il servizio di prenotazione è attivo; è in linea il portale web del Centro Unificato di Prenotazioni
sanitarie all’indirizzo www.catahospital.it.

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Campania_telemedicina_001

Regione: Campania
Provincia: Tutte
Portale campano della telemedicina

Costo = Il costo totale del progetto è di oltre 4 milioni di euro

Il progetto, nato nell'ambito delle strategie della Società dell'Informazione della Regione Campania, è volto alla realizzazione di un portale di telemedicina (www.telemedicina.campania.
it ) che consenta ai cittadini e agli operatori del settore sanità l'interscambio di dati multimediali e l'integrazione di archivi di interesse medico distribuiti sul territorio. Il sistema consente la trasmissione, l'archiviazione e la consultazione di dati clinici e di immagini diagnostiche e il monitoraggio di pazienti. Per garantire la riservatezza, l'accesso ai servizi avviene con politiche di sicurezza personalizzate. Vi sono infatti profili di accesso differenziati con meccanismi di autenticazione debole (userId/password) o forte (basati su certificati digitali).
Il costo totale del progetto, finanziato con i Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Campania, è di oltre 4 milioni di euro.
Gestore del portale è la Regione Campania. Gli enti coinvolti nella realizzazione e gestione ell'intervento sono: l’Università Federico II e la Seconda Università di Napoli, l’Istituto Nazionale dei Tumori, la Fondazione Pascale, l'Ospedale Monaldi e il CNR. La sperimentazione coinvolge, inoltre, in modo indiretto tutti i soggetti sanitari (ospedali, presidi medici, medici di base) che hanno un rapporto di collaborazione o di convenzione con gli enti coinvolti nella gestione dell'intervento.
I servizi di telemedicina offerti sono: archiviazione e consultazione in remoto di immagini radiografiche, di dati di analisi di laboratorio e di referti, monitoraggio di pazienti ipertesi, in dialisi e affetti da diabete, teleconsulto cardiologico, telecontrollo prenatale, analisi epidiemologiche e servizi statistici, gestione dei dati terapeutici di pazienti affetti da neoplasia, presidio di farmacovigilanza e ausilio per audiolesi.
A beneficiare dei servizi saranno gli assistiti degli enti che gestiscono il progetto e quelli convenzionati con queste strutture. E' prevista la possibilità di includere nel sistema, oltre a tutti i medici di base, anche tutti gli enti pubblici e privati che offrono servizi in ambito sanitario in Campania, Regione in cui il numero di assistiti dal servizio sanitario pubblico è di circa 5,8 milioni all'anno.
Il portale è stato ultimato ed è in linea dal dicembre 2004.

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Campania_castelvolturno_001

Regione: Campania
Provincia: Caserta
Riqualificazione e messa in sicurezza della Pineta di Castelvolturno

Costo = La riqualificazione si aggira su circa  9,6 milioni di euro

L'intervento di riqualificazione interessa i 368 ettari di territorio (101 comunali e 267 demaniali) della Pineta comunale di Castel Volturno, che si estende lungo la costa limitrofa alla via Domitiana, in provincia di Caserta, e che negli ultimi anni era caratterizzata da un elevatissimo degrado, frequenti episodi criminali e abusivismo edilizio. L'intervento ha previsto la recinzione dell'intero perimetro della pineta, l'illuminazione dei principali accessi, l'abbattimento di 140 strutture abusive, la pulizia dai rifiuti, l'installazione di un sistema antincendio e di un apparato di videosorveglianza collegato con la sala operativa del Corpo Forestale dello Stato, la realizzazione di un eliporto per gli interventi di soccorso della Protezione civile.
I 9,6 milioni di euro necessari alla riqualificazione sono stati finanziati con Fondi comunitari del
Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia” 2000- 2006.
Il soggetto attuatore è il Ministero dell'Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso il
Commissario straordinario del Governo per la gestione delle aree del territorio di Castel Volturno. Il gestore dell’intervento è il Corpo Forestale dello Stato.
Gli interventi hanno consentito la pulizia e la messa in sicurezza della pineta e l'allestimento di 4 percorsi pedonali di accesso diretto al mare, la creazione di ampie aree attrezzate per bambini, una zona dedicata al pic-nic e un'area a servizio esclusivo della scuola ubicata all'interno della pineta, attrezzata per l’attività fisica e ricreativa degli alunni. Ciò ha consentito di restituire ai cittadini un polmone verde di grande importanza eliminando, al contempo, le attività criminali che ne minacciavano la sicurezza.
Dall'intervento, e in particolare dal miglioramento delle condizioni di sicurezza, trarranno beneficio
non solo i 20 mila abitanti della zona ma anche le attività turistiche, immobiliari e commerciali della fascia costiera domitiana – quali stabilimenti balneari, alberghi e ristoranti – con una conseguente riqualificazione dell'intera area. Si stima complessivamente in 5 mila il numero delle persone che usufruiranno della pineta.
Nel 2003 è stata ultimata la fase di bonifica e messa in sicurezza; entro il 2005 saranno completati
i rimanenti interventi di riqualificazione.

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Campania_REGGIO_Salerno_001

Regioni: Campania, Calabria
Ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria

Costo = Il costo complessivo di tutti gli interventi ammonta a 4.830 milioni di euro

Al fine di migliorare la rapidità e l'efficacia dell'esecuzione degli interventi, la legge n. 443 del 2001 (la cosidetta "legge obiettivo", di delega al Governo in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive) ha introdotto la figura del "Contraente Generale", inteso quale realizzatore globale dell'opera. Tra la fine del 2002 e il 2004 sono stati affidati al Contraente generale due maxilotti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria per una lunghezza di 60 chilometri; un terzo maxilotto, di una lunghezza di 20 chilometri, è stato affidato nel febbraio 2005. Le tratte interessate da tali interventi risultano tra le più complesse dal punto di vista ingegneristico e richiedono, sia per la natura geomorfologica del territorio sia per esigenze di impatto ambientale, la realizzazione di 26 nuove gallerie e 48 nuovi viadotti. E’ stato inoltre necessario allargare altre gallerie e viadotti: tra questi spicca il viadotto dello Sfalassà, soprastante l'abitato di Bagnara, caratterizzato dalla grande luce da 376 metri che lo rende una tra le più importanti opere del sistema viario italiano ed europeo.
Il costo complessivo di tutti gli interventi ammonta a 4.830 milioni di euro. Di questi, 2.305 sono finalizzati alla realizzazione dei 3 maxilotti (1.733 a valere sulla “legge obiettivo” e 572 sulle risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate). I precedenti finanziamenti gravano su varie leggi di spesa, sul Programma 1994-1999 e sul Programma Operativo Nazionale Trasporti 2000-2006, nonché sul Piano triennale ANAS 2002-2004.
ANAS S.p.A.
La mancanza di una reale alternativa di percorso lungo tutta l'arteria, fa dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria un collegamento su cui si concentra il traffico commerciale e civile tra il Nord e il Sud del Paese.
Oltre svolgere la funzione di grande arteria di collegamento, l’autostrada A3 assorbe anche gran parte del traffico locale: utilizzata anche per brevi spostamenti, l'autostrada consente il decongestionamento della viabilità secondaria, soprattutto nelle aree salernitana, cosentina e lametina. In base alle analisi effettuate sulle proiezioni al 2010 e al 2020 dei volumi di traffico effettivamente rilevati, è risultata economicamente ammissibile l'adozione di una terza corsia di marcia soltanto per l'area salernitana, percorsa da circa 30 mila veicoli/giorno.
Oltre alle correnti di traffico a lunga e a breve percorrenza, l'autostrada è caratterizzata all'assorbimento, durante il periodo estivo, di una forte componente di traffico stagionale passeggeri, concentrata nei mesi di luglio e agosto. A beneficiare dell’ammodernamento saranno anche il trasporto merci, meno influenzato dal fattore stagionale e quindi di gran lunga più costante.
Le risorse finanziarie ad oggi assicurate permetteranno la realizzazione dei lavori previsti sul 64 per cento dell'intero tracciato entro l'anno 2008.

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Molise_campitello_014

Regione: Molise
Provincia: Campobasso
Viabilità del comprensorio turistico di Campitello Matese

Costo = Il costo complessivo dell’opera è  di circa 1,4 milioni di euro

L'intervento è stato finalizzato a migliorare il sistema di infrastrutture viarie, prima assai disagevoli, che consentono l'accesso e la fruizione del comprensorio sciistico molisano di Campitello Matese, situato a 1.430 metri sul livello del mare e molto frequentato nel periodo invernale, quando si registrano 15 mila presenze medie giornaliere. La risistemazione della strada Campitello-Sella del Perrone, che collega il comprensorio turistico, in provincia di Campobasso, con l'area campana del massiccio montuoso del Matese, ha comportato l'ampliamento della carreggiata, la sistemazione del manto stradale, 'installazione di reti di protezione contro la caduta massi, il miglioramento della segnaletica e l'installazione del guard-rail.
L'opera, finanziata con i Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 del Molise, ha avuto un costo complessivo di circa 1,4 milioni di euro.
Attuatore del progetto è la Comunità Montana "Matese", mentre il gestore è l'Amministrazione Provinciale di Campobasso.
La strada Campitello-Sella del Perrone consente agli escursionisti che provengono dall'area campana del Matese un risparmio di circa un'ora rispetto al tempo di percorrenza che prima era necessario per raggiungere il comprensorio passando da Napoli-Caianello. L'intervento, mirato a favorire soprattutto il turismo invernale, ha concorso a incrementare il livello qualitativo e quantitativo dell'offerta turistica dell'area durante tutto l'anno: in estate, infatti, è possibile praticare molti sport e fare trekking lungo i numerosi percorsi naturalistici. Le estati del 2003 e del 2004 hanno fatto registrare una forte espansione del processo di destagionalizzazione della località ed è stata riaperta all'utilizzo estivo la seggiovia "Del Caprio", che porta fino a 1.800 metri di altezza. Il Consorzio Campitello Matese, per il periodo giugno settembre 2004, ha proposto un nuovo cartellone estivo, denominato "Una Montagna di Piacere", con iniziative culturali, sociali e sportive di attrattività anche nazionale.
I dati più recenti segnano un incremento delle presenze alberghiere, valutabile tra il 25 ed il 30 per cento, un incremento dei proventi da seggiovia nell'ordine del 35 per cento e dei relativi passaggi del 45 per cento. Ospiti di alberghi, proprietari di appartamenti e turisti giornalieri della località sono risultati in larghissima parte provenienti dalla Campania e, dunque, facilitati nell'accesso dagli interventi di miglioramento della via di collegamento. Da un paio d'anni, lungo il percorso della strada è stata aperta una baita che richiama, sia di inverno che d'estate, un nutrito numero di appassionati della montagna, del turismo all'aria aperta e della enogastronomia locale. Anche altri esercizi commerciali ubicati nella stazione turistica, nonché imprese fornitrici di servizi, imprese di turismo rurale e agrituristiche della zona e ulteriori attività sportive (escursioni a cavallo, quad, mountain-bike) hanno beneficiato della risistemazione di questa infrastruttura viaria.
L'intervento si è concluso nel 2002.

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Puglia_Aeroporto_001

Regione: Puglia
Provincia: Bari
Ammodernamento dell'aeroporto di Bari Palese

Costo = costo complessivo dell’opera è  di 132,2 milioni di euro

L'aerostazione attualmente in funzione è stata realizzata nel 1981 e pensata, in origine, per il trasporto merci. Nel 1990 è stato realizzato un ulteriore ampliamento della struttura e un allungamento della pista di volo. A seguito dell'incremento del traffico passeggeri e dell'esigenza di dotare la struttura di adeguati servizi di sicurezza, dall'anno 2000 sono in corso lavori per un radicale ammodernamento dell'aeroporto. I diversi interventi sono finalizzati a realizzare una nuova aerostazione passeggeri, la nuova viabilità di accesso e un parcheggio multipiano, l'ampliamento dei piazzali di sosta aeromobili e delle vie di rullaggio, un nuovo sistema di controllo bagagli da stiva, l'ammodernamento dei sistemi ATC (Air Traffic Control) e AVL (Aiuti Visivi Luminosi), la ristrutturazione e il potenziamento dei sistemi informatici. L'opera, inserita nell'Accordo di Programma Quadro per il trasporto aereo sottoscritto nel 2003, ha un costo complessivo di 132,2 milioni di euro ed è finanziata da risorse statali (53,2 milioni
di euro), da Fondi comunitari del Programma Operativo Nazionale Trasporti 2000-2006 (62,3 milioni di euro) e da risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate attribuite alla Regione Puglia (16,6 milioni di euro). La realizzazione del parcheggio multipiano è finanziata con fondi propri della società di gestione.
L'attuazione degli interventi (approvati dall'ENAC – Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) è di
competenza della SEAP S.p.A. – Società Esercizio Aeroporti Puglia – ad esclusione dei due interventi
per l'ammodernamento dei sistemi ATC e AVL, di competenza dell'ENAV S.p.A. – Società Nazionale per l'Assistenza al Volo. La gestione dei servizi aeroportuali è della SEAP, mentre la gestione della torre di controllo è dell'ENAV S.p.A..
La nuova stazione passeggeri si svilupperà su cinque piani e avrà una superficie complessiva di 29 mila metri quadri (contro i 4.950 attuali). Gli interventi consentiranno una migliore accessibilità di tutta la struttura aeroportuale, un potenziamento dei parcheggi auto, un numero adeguato di servizi a terra, nonché un adeguato livello di sicurezza di volo, di controllo passeggeri e bagagli. La vecchia aerostazione, in futuro, dovrebbe essere riconvertita all'originaria funzione del traffico merci.
A seguito del discreto incremento del traffico passeggeri (passato dai circa 700 mila del 1992 a circa 1 milione 500 mila del 2003, per un numero medio di 63 voli al giorno effettuati da 30 diverse compagnie aeree), la nuova aerostazione è stata progettata e dimensionata per assorbire un traffico superiore ai 2 milioni di passeggeri, consentendo un ulteriore incremento rispetto a quello attuale.
La nuova aerostazione è stata inaugurata il 31 marzo 2005. Gli altri interventi saranno terminati
entro la fine del 2006.

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Puglia_fer_Bari_001

Regione: Puglia
Provincia: Bari
Collegamento ferroviario metropolitano quartiere San Paolo-Bari centro

Costo = 6 Il costo dell'intervento ammonta a 73 milioni di euro

Il nuovo collegamento ferroviario metropolitano si propone di ridurre la considerevole distanza esistente tra il Quartiere San Paolo e il centro della città di Bari, creando le condizioni per un'efficace integrazione dei trasporti. Il collegamento si allaccia al km 4,153 dell'attuale linea Bari- Barletta in corrispondenza della stazione Lamasinata, dal quale si snoda con una coppia di binari indipendenti. La linea sarà elettrificata, come la restante parte della linea esistente, e si svilupperà per circa 1 chilometro in rilevato, poi per poco meno di 2 chilometri in viadotto, proseguendo per la restante tratta (poco più di 3 chilometri) in galleria artificiale, opzione che riduce l'impatto visivo e acustico e consente la piena fruizione delle aree urbane attraversate dall'infrastruttura.
Il tempo di percorrenza sarà di circa 15 minuti e sono previste 4 nuove fermate.
Il costo dell'intervento ammonta a 73 milioni di euro, di cui 15 finanziati con i Fondi comunitari del Programma 1994-1999 e 20 con i Fondi comunitari del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Puglia.
Ferrotranviaria S.p.A., società concessionaria della rete già esistente Bari-Barletta.
La nuova ferrovia metropolitana servirà a coprire il deficit di collegamenti infrastrutturali che oggi caratterizza il Quartiere San Paolo e ad accorciare i tempi di percorrenza. Attualmente la distanza tra il quartiere e il centro della città si percorre con i mezzi pubblici in circa 35 minuti, mentre i mezzi privati impiegano non meno di 25 minuti. Si stima che il trasporto ferroviario metropolitano assorbirà circa il 20 per cento del traffico privato e circa il 70 per cento di quello pubblico. E’ stata prevista la frequenza di un treno ogni 15-20 minuti per senso di marcia nelle ore di punta, anche se la potenzialità della linea consentirebbe la frequenza di un treno ogni 3 minuti.
L'infrastruttura interesserà in particolar modo gli abitanti del Quartiere San Paolo, oggi circa 40 mila, e i cittadini che dovranno recarsi all'Ospedale San Paolo, lambito dall'infrastruttura in corso di ealizzazione. La distanza tra Bari Centrale e la fermata dell’Ospedale è di circa 9 chilometri, che saranno percorsi in 13 minuti circa. Inoltre, il collegamento rappresenta una nuova opportunità occupazionale, sia diretta (personale specializzato addetto alla costruzione e alla manutenzione dell'infrastruttura e dei treni, macchinisti) sia indotta (servizi per i passeggeri offerti presso le nuove stazioni). Si stima che il servizio occuperà a regime 36 addetti. In considerazione del migliore collegamento con il centro di Bari, la nuova infrastruttura potrà comportare un ulteriore sviluppo economico di attività del terziario nel Quartiere San Paolo.
La fine dei lavori è prevista entro il 2005.

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Sardegna_Metro_Sassari_001

Regione: Sardegna
Provincia: Sassari
Metropolitana leggera di Sassari

Costo = Il costo complessivo dell'opera è di circa 120 milioni di euro

Il progetto prevede la realizzazione di un sistema tranviario veloce nell'area urbana di Sassari, destinato a estendersi anche alle tratte ferroviarie esistenti che attualmente collegano Sassari a Porto Torres, Nulvi, Alghero e Sorso. L'opera, che si presenta realizzabile con approccio modulare, è suddivisa in 5 lotti di lavori: i primi tre lotti realizzeranno l'attraversamento del centro urbano, per una lunghezza di circa 11 chilometri, mentre il quarto e il quinto lotto consisteranno nell'elettrificazione delle linee Sassari-Sorso e Sassari-Alghero, per riqualificarle come linee metropolitane suburbane. Verranno utilizzati su tutta la rete metropolitana i nuovi tram Sirio, lunghi 28 metri, con una capacità di trasporto di circa 200 utenti ciascuno e una conformazione tale da garantire agevole fruibilità anche da parte dei portatori di handicap. Un sistema computerizzato di supervisione del traffico consentirà di controllare e ottimizzare la circolazione tranviaria lungo tutta la linea, mentre il ricorso al binario unico e l'utilizzo di specifici accorgimenti tecnici permetteranno di contenere l'impatto dell'opera in termini di occupazione del suolo, rumore e vibrazioni.
Il costo complessivo dell'opera è di circa 120 milioni di euro finanziati a carico del Programma Operativo Regionale 2000-2006 della Sardegna e della Legge n. 402 del 1994, di competenza regionale.
Soggetto attuatore e gestore dell'intervento è la gestione governativa Ferrovie della Sardegna.
Con una capacità di trasporto di circa 800 persone (nelle ore di punta è previsto l'utilizzo di tre Sirio) e una frequenza di circa 15 minuti, l'opera accrescerà del 36 per cento l'offerta del trasporto pubblico locale, decongestionando il traffico cittadino e consentendo una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza delle tratte urbane interessate dalla metropolitana. A linea interamente completata, il risparmio medio di tempo sarà di circa 10 minuti per gli utenti del trasporto pubblico e di 7 minuti per chi dall'autovettura privata passerà al mezzo pubblico.
Il bacino potenziale di utenti è rappresentato dai circa 120 mila residenti della città di Sassari, cui si aggiungono 45 mila utenti locali grazie all'ampliamento della linea sino ad Alghero e al suo aeroporto. Il sistema tranviario – connesso con altre tratte ferroviarie e potenziato nella frequenza – è idoneo a intercettare, a regime, un’utenza turistica potenziale non lontana dai 5 milioni di passeggeri l'anno.
La fine dei lavori è prevista per il 2008. Il primo lotto funzionale è completato e sarà messo in
esercizio a giugno 2006. Sono in corso le operazioni di collaudo.

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Sardegna_Olbia_Aereop_001

Regione: Sardegna
Provincia: Olbia
Ammodernamento del servizio di controllo del traffico aereo dell’aereoporto di Olbia

Costo = Il costo dell'ammodernamento è pari a circa 24 milioni di euro

L'intervento rientra nella più vasta opera di ampliamento e riqualificazione dell'aeroporto di Olbia "Costa Smeralda". Concerne la realizzazione, su una superficie globale di circa 1.700 metri quadrati, di un nuovo blocco dell'ENAV composto da una parte tecnico-amministrativa e da una parte operativa che include una torre di controllo e una sala per la gestione dei piani di volo e delle informazioni meteorologiche. Sono state realizzate, inoltre, due sale apparati che alloggiano sistemi di assistenza ai voli (ricetrasmittenti, registrazione, apparati radar, ecc). La realizzazione delle opere infrastrutturali è accompagnata dall'entrata in servizio di un nuovo radar di avvicinamento, dall'ammodernamento dei sistemi radio fissi e mobili e dal rinnovo tecnologico di tutti i sistemi di presentazione delle informazioni.
Il costo dell'ammodernamento è pari a circa 24 milioni di euro, finanziati con Fondi comunitari del Programma Operativo Nazionale Trasporti 2000-2006 e con risorse nazionali a valere sul fondo di rotazione di cui alla Legge n. 183 del 1987.
ENAV S.p.A. – Società Nazionale per l'Assistenza al Volo.
Le nuove strutture consentono rilevanti vantaggi operativi in termini di sicurezza, maggiore integrazione dei dati di sistema aeroportuale e miglioramento delle condizioni ambientali di lavoro degli operatori. La nuova torre di controllo, alta circa 42 metri, ospita su una superficie di 120 metri quadrati la terza sala operativa più grande d'Italia dopo quelle di Malpensa e Bologna. Le postazioni sono corredate da schermi radar e terminali multifunzione per meteo e informazioni aeronautiche. L'aeroporto di Olbia, dotato di un'antenna radar dedicata che consente la fornitura del servizio radar di avvicinamento ai voli in arrivo e in partenza dallo scalo e ai sorvoli, è integrato con il sistema radar del Centro di Controllo d’Area di Roma.
Beneficeranno dell'intervento gli utenti (cittadini e imprese) del servizio di trasporto dell'aeroporto
“Costa Smeralda”, che gestisce circa 32 mila movimenti l'anno (tra decolli, atterraggi e sorvoli),
con punte di 340 al giorno durante il periodo estivo.
Le strutture principali sono operative da giugno 2004.

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Sicilia_Fontanarossa_001

Regione: Sicilia
Provincia: Catania
Ampliamento e riqualificazione dell'aeroporto di Catania Fontanarossa

Costo = Costo complessivo di 132,5 milioni di euro

L'esigenza di ampliare l'aerostazione nasce dal notevole incremento del traffico passeggeri registrato negli ultimi anni. L'attuale aerostazione, dimensionata alla fine degli anni '70 per 800 mila passeggeri all'anno, ha totalizzato nel 2003 oltre 4,8 milioni di transiti (+18 per cento rispetto al 2002) e un numero medio di 149 voli giornalieri, effettuati da 162 diverse compagnie aeree. La nuova aerostazione, progettata per garantire un elevato livello qualitativo (livello “B” IATA) e per migliorare il servizio ai passeggeri e agli stessi operatori, sarà sviluppata per un totale superficie pari a circa 40 mila metri quadri, a fronte dei 9 mila attuali. Il progetto prevede sia interventi per il miglioramento del comfort dei passeggeri, sia interventi per l'innalzamento dei livelli di sicurezza delle operazioni, quali: l'ampliamento dell'aerostazione con la costruzione di un edificio da affiancare a quello attuale, la ristrutturazione dei parcheggi auto e il miglioramento della viabilità d'accesso; la realizzazione di nuovi piazzali di sosta aeromobili; il miglioramento funzionale e delle caratteristiche di sicurezza delle infrastrutture di volo, con la realizzazione di vie di rullaggio, di bretelle, di un sistema di controllo dei bagagli da stiva e l'ammodernamento dei sistemi di controllo del traffico aereo. È prevista, inoltre, la redazione di due studi di fattibilità per la realizzazione di una nuova pista di volo e di un altro modulo aerostazione passeggeri.
L'opera, inserita nell'Accordo di Programma Quadro per il trasporto aereo sottoscritto nel novembre 2001, ha un costo complessivo di 132,5 milioni di euro ed è finanziata da risorse statali (89,8 milioni di euro), da Fondi comunitari del Programma Operativo Nazionale Trasporti 2000-2006 (28,1 milioni di euro), da risorse aggiuntive nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate attribuite alla Regione Siciliana (9,3 milioni di euro) e da fondi propri della società di gestione (5,3 milioni di euro).
L'attuazione degli interventi (approvati dall'ENAC – Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) è di competenza della SAC S.p.A. – Società Aeroporto di Catania – ad esclusione dell'intervento previsto per l'ammodernamento dei sistemi Air Traffic Control per il quale è competente l'ENAV S.p.A. – Società Nazionale per l'Assistenza al Volo. La gestione dei servizi aeroportuali è della SAC, mentre la gestione della torre di controllo è dell'ENAV.
Gli interventi consentiranno una migliore accessibilità dell'infrastruttura aeroportuale (viabilità su due livelli: partenze e arrivi), un potenziamento dei parcheggi auto, un numero adeguato di servizi di terra (banchi di registrazione, sale di attesa, porte di imbarco, negozi, ristoranti e bar). Verranno adeguati, inoltre, i livelli sicurezza del volo, oltre che del controllo di passeggeri e bagagli.
La nuova aerostazione è progettata per sopportare un traffico di 6 milioni di passeggeri all'anno, consentendo dunque un ulteriore incremento rispetto agli attuali 4,8 milioni che fanno dell'aeroporto di Catania il quarto scalo italiano.
La conclusione dei lavori per la nuova aerostazione è prevista per il secondo semestre del 2005. Gli altri interventi saranno terminati entro il secondo semestre del 2006.

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Ob_1_Carabinieri_001

Regioni: Obiettivo 1
Potenziamento delle sale operative di Polizia e Carabinieri

 

Costo = Il progetto ha un costo di 51,5 milioni di euro

Il progetto ha l'obiettivo di accrescere l'efficacia degli interventi dell'apparato di pubblica sicurezza
e di soccorso della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri in 30 Province del Sud attraverso l'impiego di nuove tecnologie informatiche in grado di aumentare la capacità di gestione degli eventi, i tempi d'intervento e, contemporaneamente, l'efficacia del dispositivo di prevenzione della criminalità. I nuovi sistemi informatici installati nelle sale operative possono scambiarsi informazioni consentendo di attivare collegamenti in videoconferenza tra operatori (prima dotati solo di radio e telefoni) e di far modificare velocemente ed efficacemente la posizione delle pattuglie sul territorio. L'intervento di interconnessione delle sale operative del Sud è servito come modello e spunto per aumentare gli standard di sicurezza sull'intero territorio nazionale.
Il progetto ha un costo di 51,5 milioni di euro finanziati con Fondi comunitari del Programma
Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia” 2000-2006.
Ministero dell'Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Le nuove tecnologie consentono un maggior coordinamento fra le forze dell'ordine e una gestione immediata delle emergenze e di qualunque tipo di richiesta di intervento, anche attraverso la visualizzazione cartografica della dislocazione sul territorio degli obiettivi sensibili e dell'esatta posizione delle risorse di tutte le forze di polizia. Le sale operative della Polizia di Stato, inoltre, sono dotate di un sistema informatico che elabora le informazioni sugli interventi effettuati e valuta la congruenza dei dispositivi di sicurezza sul territorio proponendo nuove soluzioni in occasione di eventi successivi.
Attualmente le sale operative della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri interconnesse sono quelle di 26 Province su 30, con benefici per tutti i residenti (circa 20 milioni di persone) ai quali potranno essere assicurati interventi delle forze dell'ordine più rapidi e mirati. Il progetto ha riguardato, infine, la formazione culturale e l'addestramento all'utilizzo delle nuove tecnologie di circa 3.800 unità di personale proveniente dalle sale operative dei reparti preposti al controllo del territorio e dal personale in servizio presso gli uffici denunce delle Questure e dei Commissariati.
Le ultime implementazioni dovevano essere realizzate entro la metà del 2005.

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3.16 – Siti GIS regionali

3.16 – Siti GIS regionali

Sommario
GEOPORTALE Nazionale
Geoportale Nazionale Progetti
- Coste
- Frane
- Incendi
- Natura

Geoportale Nazionale

http://www.pcn.minambiente.it/viewer/index.php?project=natura


Geoportale Nazionale progetto coste

http://www.pcn.minambiente.it/viewer/index.php?project=coste


Riferimenti

Ministero dell'Ambiente . GEOPORTALE NAZIONALE

http://www.pcn.minambiente.it/GN/progetto_coste.php?lan=it


 

3.15 – Cartografia regionale

3.15 – Cartografia scala regioni italiane

Le mappe indicano le Regioni connesse con i relativi Obiettivi e finanziamenti dei Fondi strutturali.

* Si consigliano i seguenti link per gli utenti alla prime armi:

2000-2006  2004-FS-Italia

 Cartografia generale Fondi strutturali 2000-2006

(nel form in alto a destra si possono indicare le regioni)

Divisione in Obiettivo 1 –  e –  Obiettivo 2

 


2007-2013-FS-IT

2007-2013

Cartografia generale Fondi strutturali 2007-2013

(nel form in alto a destra si possono indicare le regioni)

Divisione in Obiettivo:Convergenza (ex- Obiettivo 1)  e   Obiettivo: Competitività e Occupazione ( ex- Obiettivo 2)

 


2014-Italia-22-FESR-FSE

2014-2020

 

 

 

 

 

(nel form in alto a destra si possono indicare le regioni)

Divisione in Obiettivo 1 –  e –  Obiettivo 2

 


* Gli Utenti esperti possono collegarsi (dieci secondi circa) al sito seguente che offre un ambiente GIS

Sito GIS OCDE (Apre un sito esterno – attendere sino a venti secondi)

2014-explorer-DPS

 
 

 

 

 


Riferimenti

2000-2006 -Cartografia generale Fondi strutturali 2000-2006

2007-2013Cartografia generale Fondi strutturali 2007-2013

2014-2020 http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/eligibility/index_it.cfm

GIS OCDE  –  http://stats.oecd.org/OECDregionalstatistics/

 

 

 


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3.14 – Strutture regionali per la valutazione

3.14 - Strutture regionali per la valutazione- Rete regionale di funzionari

Il settore problematico della valutazione è prioritario anche nel campo dei Fondi strutturali, e questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché, se qualche lettore intende contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. (Grazie, Staff redazione).

Strutture regionali per la valutazione

Sommario della sezione:

Le strutture regionali per la valutazione
Nuclei delle Regioni

Le strutture regionali per la valutazione
La rete della valutazione nazionale attua un punto di collegamento con ogni Regione e Provincia autonoma (vedi sotto). In questo modo si crea una rete di funzionari e di monitoragio distribuita su tutto il territorio nazionale, con i punti di riferimento in ciascuna Regione. Nell'insieme tutti questi operatori formano i Nuclei della rete di valutazione.

Nuclei delle Regioni
Il nesso tra l'investimento, la sua attuazione e infine la sua verifica, attuata dalle amministrazioni pubbliche sono oggetto della legge 144/1999. Con quanto stabilito da questa normativa, in ogni regione e in determinate sedi ministeriali si istituiscono dei comitati atti ad instaurare una rete di funzionari capaci di procede all'organizzazione dei sistemi di valutazione di volta in volta necessari. Ossia a seconda del tipo di programmazione in oggetto. Lo scopo fondante, di questi nuclei, riguarda la programmazione economica e i suoi settori, operata dalle Amministrazioni Pubbliche.
Tali nuclei di valutazione sono:

Vedi gli altri punti di valutazione in Italia


UVAL
UVER
La Rete dei Nuclei di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici
Nuclei delle Regioni (v. sopra)
Nuclei delle amministrazioni centrali
L'ISFOL-Struttura nazionale di valutazione FSE
L'INEA
La Rete Rurale Nazionale, che partecipa al network europeo per lo Sviluppo Rurale
L'INVALSI, che effettua verifiche periodiche sulla didattica e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e formazione professionale
Valutatori attivi sul mercato della valutazione della politica regionale

Fonte (Riel.) MISE 2015

Per entrare nel dettaglio di questi Istituti si veda l'apposita sezione che analizza il problema della Valutazione nel contesto nazionale (v. sezione)


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3.13 – Strumenti VIA – VAS

3.13 – Strumenti VIA – VAS – Indicatori ambientali alla scala regionale

Sommario sezione:

 1) – Direttiva: 6° Programma di azione  per l'ambiente –  Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta (2002)  e Strategia Europa 2020 (2012)
2) – Direttive: VIA e VAS
3) – Valutazione ambientale strategica (VAS)

4) – VAS e VIA e Fondi strutturali Ob.1, Ob.Convergenza in Italia
5) – PON Governance e Azioni di Sistema – Azione 7b
6) – Archiviati 10 casi di precontenzioso comunitario (EU Pilot) VIA e VAS (2010-2014)
7) – Bibliografia

 

1) Direttiva: 6° Programma di azione per l’ambiente – Europa 2020 (2012)  e VII Programma d'azione per l'ambiente (2013)

Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta (2002) 

La UE ha dovuto integrare, nel tempo , il  principio dello Sviluppo sostenibile nelle politiche UE alle varie scale territoriali.
Il 6° Programma di azione per l’ambiente, entrato in vigore il 22 luglio 2002, è il penultimo di una serie, iniziata con il 1°Programma (1972). L'Ultimo è il Programma Europa 2020 (bibl. 6). L'esigenza di integrare gli obiettivi ambientali nelle diverse politiche era già stato oggetto di attenzione anche in quelli precedenti ed in particolare nel Quinto programma. Questi programmi (bibl. 1) cercano di individuare nuovi strumenti, in aggiunta alla legislazione ambientale vigente dei singoli paesi UE, per integrare tra loro sia gli strumenti di mercato, sia le campagne di sensibilizzazione e il 6° Programma, indica come settore di particolare attenzione la pianificazione territoriale. Infatti, nella Comunicazione che presenta il 6° Programma al Parlamento, per la discussione e la sua approvazione, si afferma:

“Per cambiare ad esempio il modo in cui oggi pratichiamo l'agricoltura, distribuiamo l'energia, forniamo i trasporti e utilizziamo il territorio occorre rinnovare le politiche relative a queste aree; il presupposto di fondo è che la tutela ambientale sia integrata nelle altre aree politiche, ma occorre anche che la Comunità riformi il proprio sistema di governance in modo da riuscire a conciliare non solo gli obiettivi socio-economici con quelli ambientali ma anche le diverse vie per conseguirli” (bibl.2).

L'ambizione UE è quella di continuare a coordinare i paesi europei dell’Unione in coerenza con gli assunti anche ambientali approvati e di rivestire un ruolo guida (bibl.3) per l'area euromediterranea, continuando nella cooperazione internazionale. Dopo la conferenza ONU di Rio De Janeiro (1992) la Comunità Economica Europea avvia una nuova generazione di politiche ambientali cosiddette integrate in particolare con la strategia ONU che avrebbe dovuto informare l’Agenda del Ventunesimo secolo (Agenda 21 ). Il quinto e sesto Programma ambientale UE si interfacciano rispettivamente nel 1992 con la Conferenza di Rio de Janeiro (5° Programma) e nel 2002 con quella altrettanto determinante di Johannersburg (6° Programma). La corrispondenza è esposta nella tabella (v. tav. 2).

Onu_01Tabella 1 – Concordanza Summit ONU e Programmi ambientali UE


Strategia Europa 2020 (2012)

I 5 obiettivi  socio-economici e ambientali che l'UE  ha deciso di raggiungere entro il 2020 sono:
1. Occupazione
innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni)
2. R&S
aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell'UE
3. Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica
riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990
20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili
aumento del 20% dell'efficienza energetica
4. Istruzione
Riduzione dei tassi di abbandono scolastico precoce al di sotto del 10%
aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria

5. Lotta alla povertà e all'emarginazione
almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno
Questi  cinque obiettivi delineano i parametri da utilizzare per verificare il successo o la stasi degli sforzi della politica UE nel settore della sostenibilità. Gli stessi vengono tradotti  in obiettivi nazionali, in cui le metodologie della VIA e della VAS sono uno strumento essenziale nella pianificazione del territorio. I vari parametri sono quantificati per ognuno dei 28 paesi UE (v. bibl.6).

 

 VII Programma d’azione per l’ambiente (31-12-2013)

Il VII Programma d’azione per l’ambiente,  specifica e ripropone un quadro generale per le politiche europee da seguire in materia ambientale fino al 2020. Essendo la sua scla operativa quella UE, è trattato nel  suo contesto (v. scala UE) [Si veda la sezione in cui questo argomento è trattato in detaglio]

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2) – Direttive: VIA e VAS

Il principio dello Sviluppo sostenibile, dopo il Vertice di Goteborg (2001) è divenuto un componente essenziale anche del quadro amministrativo UE. In tal modo i nuovi parametri di pianificazione territoriale e di conseguenza dei programmi dei Fondi strutturali, si irflettono in alcuni strumenti di programmazione. Tra questi,hanno un ruolo particolare, la Direttiva della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA -1985) e la Direttiva della Valutazione Ambientale Strategica (VAS -2001/04). Ne deriva che analizzare le fasi previste e attuate per la Pianificazione territoriale non può escludere anche la loro attenzione.

3) – Valutazione ambientale strategica (VAS)

Il 6° Programma di azione per l’ambiente UE, nelle sue programmazioni decennali, ribadisce anche l’impegno a migliorare la precedente Direttiva sulla Valutazione di Impatto ambientale (VIA 1985) che tanti dibattiti e reazioni aveva suscitato nei pianificatori e nelle Amministrazioni pubbliche di tutta Europa. L’approvazione nel 2001 della Valutazione ambientale strategica (VAS) che integra la precedente VIA, è coerente con l’impegno assunto. Le politiche UE a fronte delle conseguenze provocate dagli interventi nel territorio/ambiente sulla qualità della vita dei cittadini è oggetto sia della Direttiva VIA (1985) sia della VAS (2001-2004). La VIA si proietta verso la valutazione prioritariamente di particolari progetti, mentre la VAS si preoccupa dell’impatto dei piani/strategie/politiche. Questo tipo di attenzione programmatoria e di pianificazione del territorio, anticipate dall’esperienza della NEPA negli US (1969) che unifica i due momenti, nei fatti scorre in parallelo alla formazione della UE e al nascere dell’esigenza dello Sviluppo sostenibile .
Per l’importanza degli argomenti sottesi a tale contesto, gli aspetti più vicini alla pianificazione territoriale della VIA e VAS sono trattati in altre sezoni, cui si rimanda. Tuttavia va precisato che per questioni temporali la VAS è stata provvisoriamente esclusa dal processo di pianificazione dei Fondi strutturali. I Fondi (2000-2006), infatti, hanno iniziato il loro iter attuativo nel 1999, mentre quello della VAS è successivo (2001-2004), sicché per il principio di non retroattività degli atti amministrativi, la VAS approvata nel 2001 è stata esclusa dai piani decisi nel 1999. Tuttavia i problemi che verranno analizzati nel prosieguo, dimostrano che gli stessi Fondi, benché non potessero essere sottoposti a questo strumento pianificatorio (VAS) per i motivi appena ricordati, si confrontano con molte delle tematiche proprie di quel approccio, e in parte ne subiscono l’assenza. Inoltre cercheremo di dimostrare non solo che vi sono molti aspetti tipici dell’approccio della VIA e VAS che intervengono comunque nei Fondi strutturali 2000-2006, indipendentemente dalla decisione amministrativa di posticipare l’osservanza della VAS da quel processo, ma che tali aspetti svelano una sorta di sottovalutazione che permane nei Fondi strutturali a favore dei parametri espressi preferibilmente dalla logica dei calcoli del Prodotto interno lordo (PIL) . La decisione di non sottoporre i Fondi Strutturali ad un regime di VAS, perché questa era an­cora in corso di approvazione, quindi per motivi amministrativi, non era scontata. A tal fine, infatti, la UE ha approntato un’apposita Commissione di studio che ha prodotto un manuale per realizzare la VAS con i Fondi strutturali. Le fasi principali proposti dal manuale, riguardano la valutazione dell’ambiente in tre momenti di particolare significato. Ossia prima (ex-ante), durante e successivamente l’intervento progettato (ex-post). Le tre fasi sono espresse nello schema (v. tav. 2).

VAS_02Tabella 2 – Schema di una VAS applicabile ai Fondi strutturali

Probabilmente la complessità dei problemi intercettati dalla VAS, ha suggerito di non aggiungere altre difficoltà a quelle già presenti nei Fondi strutturali. Tuttavia alla luce delle decisioni assunte poco dopo a Goteborg (2001), cioè di accogliere il principio dello Sviluppo sostenibile nelle pratiche e politiche UE, la decisione di rimandare l’attuazione di tale metodologia operativa (VAS) mostra degli evidenti limiti strategici. Infatti, le fasi indicate nello schema precedente (v. tav. 2) caratterizzano l’impostazione dei Programmi operativi dei Fondi. Inoltre la letteratura copiosa sull’attuazione dello strumento di VIA a partire dalle prime esperienze della NEPA, ha ribadito che i problemi che si sollevano con tale approccio, ovvero quando si intende porre i principi dello Sviluppo sostenibile nella prassi della pianificazione territoriale, sono particolarmente profondi. Sicché rimuoverne la presenza per mo­tivi amministrativi, rimandandone la loro applicazione, non serve né al superamento dei problemi di impatto che si evidenziano, né alla loro semplificazione. Lo strumento di VIA e ciò che esso rappresentariceve, al suo apparire, sostanzialmente due tipi di accoglienza nel mondo della pianificazione. Per i suoi sostenitori realizza una sorta di nuovo paradigma per la gestione dell’ambiente e del territorio; all’opposto per i ricercatori sostanzialmente poco convinti delle presunte originalità della VIA, non vi erano, a partire da quella posizione, significative innovazioni. Per esempio il corpo accademico dei pianificatori in Italia negli anni Settanta/Ottanta si è mantenuto per lo più sulla seconda posizione. L’idea di fondo che si fosse di fronte alla nascita di un nuovo paradigma di pianificazione era semplicemente ridicolizzata. Alcuni docenti padri della pianificazione in Italia, di fronte a queste ipotesi rischiavano di essere colti da malore. Tuttavia, lo svolgersi degli eventi ha ampiamente contraddetto tale posizione. Infatti la metodica della VIA non solo si è tradotta, perlomeno, nelle fasi di valutazione ex-ante ambientale e volendo anche ex-post, prescritte dalla procedura per ottenere i finanziamenti dei Fondi strutturali (2000-2006 , 2007-2013 e 2014-2020). Ma ha anche favorito l’accoglienza definitiva del principio dello Sviluppo sostenibile nelle politiche e nei trattati UE. L’elaborazione di questo nuovo approccio (la VIA) e analogamente l’introduzione del principio dello Sviluppo sostenibile  anche nella procedura dei Fondi (VeA ) consente, in teoria, un salto di qualità. Tuttavia come tutti gli strumenti amministrativi e politici, se non sono accompagnati da una condivisione dei loro assunti principali, diventano sterili al pari di mere pratiche burocratiche. Se tali strumenti si applicano, infatti, in modo opposto alle premesse cercando in tutti i modi di riportare le operazioni di progetto unicamente nel massimizzare il profitto e quindi nuovamente nel solo comparto economico (PIL), tutto naufraga, traducendosi spesso in un allungamento inaccettabile dei tempi di approvazione. Ma in questi casi l’allungamento dei tempi, più o meno voluto, dipende dagli interessi degli operatori, non dalla tipicità dello strumento di programmazione in oggetto (VIA, VeA, VAS, ecc.). Sono due aspetti distinti.

Nel 2014 è stata approvato un nuovo testo per la procedura di VIA (v. bib. 5) che si compendia con la Strategia Europa 2020 (bibl.6).

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4) – VAS e VIA e Fondi strutturali Ob.1 (2000/2006), Ob.Convergenza (2007/2013) e Regioni non sviluppate 2014/2020, in Italia

La VAS  non rientra nelle predisposizioni dei Fondi strutturali (2000-2006), come detto per il fatto che, approvata nel 2001, diventa operativa nel 2004.  Vi rientra per i cicli successivi. Molti principi tuttavia insiti in quel tipo di approccio di programmazione territoriale si ritrovano  da sempre nella pia­nificazione dei Fondi. Ciò deve essere considerato un elemento positivo se non fosse per molti aspetti in parte disallineato con la decisione di selezionare le Regioni con il diritto di ricevere i finanziamenti maggiori, cioè quelli dell’Ob.1 (2000) e dell’Ob.Convergenza (2007) e (2014), in base sostanzialmente al calcolo della media del PIL. Per quanto riguarda lo strumento della VIA, presente dal 1985 nelle pratiche e politiche UE, i Fondi strutturali devono rispondere all’analoga normativa esistente anche in Italia. La procedura di VIA dipende sia dal Ministero dell’ambiente, ai sensi di alcuni DPCM elaborati nel tempo per questi aspetti, sia dalle normative nazionali e Regionali (progetti di interesse locale). Una soluzione instaurata all’interno della procedura dei Fondi strutturali è stata quella di affiancare, all’organizzazione degli stessi Fondi, una rete di Autorità ambientali. Tali funzioni vengono chiarite in altre parti di queste note, cui rimandiamo. L’Autorità ambientale regionale ha voce in capitolo, ovvero ha potere decisionale, per quanto riguarda le questioni ambientali. Queste autorità compiono, inoltre, la consulenza per coordinare i materiali di VIA riferiti alle Misure dei Programmi operativi (PO) quando si rende necessaria tale funzione in ragione dell’impatto dei progetti in esame da finanziare con i Fondi strutturali (v. ad es. POR Regione Campania ).
Nei Programmi operativi nazionali (PON) che analizziamo  la procedura di VIA e le sue problematiche a favore dell’ambiente, persistono come le altre normative nazionali vigenti. Il PON:Trasporti, per esempio, sembra essere quello più attento alle zone territoriali indicate dalla Direttiva: Natura 2000 e delle corrispettive aree di rispetto ambientale (ZPS e SIC, v. Valutazione di incidenza ambientale ). Ciò si giustifica per il fatto che la rete trasportistica e in particolare quella stradale, è l’infrastruttura di sistematico disturbo degli ecosistemi (v. Corine e Corridoi ecologici). Anche gli altri PON accolgono le istanze del principio dello sviluppo sostenibile, nei modi che ritengono più consoni alle loro funzioni. Il PON: Scuola per lo sviluppo indica nell’introduzione e nei programmi scolastici, delle tematiche ambientali, un elemento essenziale per concorrere al riscatto del Mezzogiorno d’Italia, sorvolando tuttavia sull’esigenza di rendere ambientalmente compatibili ed energeticamente valide le stesse strutture scolastiche. Il PON:Ricerca scientificasostiene molti progetti volti alla prevenzione e al rispetto della qualità ambientale. Il PON:Sviluppo imprenditoriale locale, avvalendosi della continuazione della Legge 488/92 che elargisce fondi agli imprenditori sulla scia delle ex-Cassa del Mezzogiorno, assegna dei punteggi aggiuntivi alle domande accompagnate da specifiche indicazioni ambientali. In particolare le procedure per attivare le disposizioni EMAS e ISO 14001 che riguardano la filiera dai rifiuti prodotti dalle lavorazioni. Il PON:Sicurezza trova nel comparto della cosiddetta ecomafia ampi argomenti di attenzione che si intrecciano con la presenza delle organizzazioni malavitose, anche nei problemi generati dal conflitto ambientale. Queste sono presenti in ogni attività che gestiscono ingenti capitali, e quindi, potenzialmente, anche nei Fondi strutturali. I PON sono analizzati in dettaglio nel capitolo settimo e nell’All.I. Molte Misure presenti nei PON in sintonia con il Fondo Sociale Europeo (FSE) consapevoli dell’importanza della professionalità degli operatori pubblici, finanziano segmenti di Misure, per la loro formazione.

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5) PON Governance e Azioni di Sistema – Azione 7b

Azione 7.B “Azioni di supporto ai processi di valutazione ambientali”

Nelle quattro Regioni Obiettivo Convergenza (2007-2013), è stata prevista l’organizzazione di 8 eventi di informazione e sensibilizzazione nell'ambito delle procedure di VIA e VAS e del PON Governance. Questi eventi sono volti a sostenere il carattere co-decisonale (partecipativo) dalla valutazione ambientale (VAS) di Piani e Programmi finanziati con i Fondi Strutturali. Ne consegue che si rivaluta di fatto  l'importanza del ruolo degli attori della cosiddetta Società civile, quali ad esempio i portatori di interessi diffusi nel territorio (stakeholder) unitamente al pubblico interessato dagli interventi. Inoltre in tali processi, sono previste puntuali iniziative di sensibilizzazione e di informazione ambientale finalizzate ad aumentare la consapevolezza dei soggetti consultati rispetto alle tematiche del Progetto e alle fasi decisionali delle eventuali approvazioni operative.  A tal fine il Ministero dell'Ambiente [..] ha realizzato un portale informativo posto in rete : si veda

http://www.pongasminambiente.it/descrizione-7b

Il Ministero dell'Ambiente [..] specifica che gli obiettivi dell’azione  in oggetto possono essere riassunti nei seguenti punti:

1- Attivare azioni di sistema e di rafforzamento finalizzate a potenziare la capacità di governance delle amministrazioni pubbliche, migliorandone la cooperazione istituzionale tra i diversi livelli di governo e sviluppando nuovi modelli organizzativi;
2 – Assicurare lo scambio e la condivisone di esperienze e contenuti tecnico-scientifici (indirizzi metodologici e strumenti per la conduzione dei processi, individuazione dei meccanismi di feedback per le attività di monitoraggio) per la conduzione dei processi di Valutazione Ambientale Strategica e di Valutazione di Impatto Ambientale;
3 – Assicurare, con linee guida operative, la messa a punto di criteri e indirizzi tecnici per la progettazione degli interventi e la redazione degli studi di impatto ambientale, anche mediante la messa in rete di dati e indicatori per il quadro ambientale di riferimento;
4 – Promuovere, nei processi di valutazione ambientale, l’uso di modelli per la simulazione e la previsione di evoluzione territoriale già sperimentati in altri Paesi con l’ausilio del JRC di Ispra, al fine di supportare le attività di programmazione delle azioni di monitoraggio e degli effetti ambientali connessi con la realizzazione dei piani e dei programmi oggetto di finanziamento;
5 – Sviluppare modalità condivise e omogenee per le attività di analisi e valutazione ambientale previste dalle Direttive 2001/42/CE, 85/337/CE e 92/43/CE.

(fonte (riel.) http://www.pongasminambiente.it/descrizione-7b

PON Governance e Azioni di Sistema – Azione 7b “Azioni di supporto ai processi di valutazione ambientale”


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6) Archiviati 10 casi di precontenzioso comunitario (EU Pilot) VIA e VAS (2010-2014)

Il sistema “precontenzioso” EU Pilot rappresenta lo strumento principale di comunicazione e cooperazione grazie al quale la Commissione europea, trasmette le richieste di informazione/verifica  agli Stati membri onde prevenire l’avvio di possibili procedure d'infrazione. La Commissione europea ricorre a tale strumento di indagine, generalmente sulla base di specifiche segnalazioni, quando la conoscenza di una situazione di fatto o di diritto all'interno di uno Stato membro  risulta insufficiente. In materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica  dal 2010 al 2014  sono stati archiviati dalla Commissione europea 10 casi EU Pilot, tra cui quelli relativi ai progetti del raccordo autostradale di Cremona ("Terzo Ponte"), dell’Autostrada A31 Valdastico, del Quadrante Europa (nodo intermodale di Verona), della Superstrada Pedemontana Veneta, della variante Piano regolatore del Porto di Trieste, avviati nei confronti dell’Italia già nel 2010. ( fonte (Riel)  Ministero dell'Ambiente [..] www.va.minambiente.it/it-IT/Comunicazione/DettaglioNotizia/288)


7) – Bibliografia

(1) Piani decennali di azione per l’ambiente. Il 5° Programma (1993-1998), inizia il necessario coinvolgimento del mondo della produzione (trasporti, industria e/o agricoltura) nella difesa e salvaguardia dell’ambiente che viene continuato e perfezionato dal 6° Programma (2002-2012).

(2) Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" - Sesto programma di azione per l'ambiente - Bruxelles, 24.1.2001 -ISBN 92-894-0263-6 – © Comunità europee, 2001 (pp.12 in totale).

(3) Gazzetta ufficiale delle Comunità europee – 10.9.2002 – L 242/1 – DECISIONE N. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002 che istituisce il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente (pp.15) Commissione Europea – Il 6° programma di azione per l’Ambiente della Comunità europea - Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta – (cit.).

( 4) In lingua inglese Environmental Impact Assessment (EIA) e Environmental Impact Statement (EIS) (v. cap.3 – p.141).
Direttiva2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio – del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente – Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 21-07-2001 (pp.8).Direttiva sulla Valutazione di impatto ambientale CEE/337/85 e agg.
V. testi di Norman Lee, docente all’Università di Manchester (UK).
Il riferimento è presentato nella comunicazione allegata al progetto del Programma di azione presentato al Parlamento per l’approvazione della Direttiva concernete il 6° programma stesso. Le comunicazioni e i rapporti sono analizzati nel capitolo sesto (v. cap. 5 – p.260). La VAS approvata nel 2001 entra in vigore nel 2004 per consentire ai singoli paesi di adeguare nel frattempo  la normativa nazionale.
Commissione europea, DG XI Ambiente sicurezza nucleare e Protezione civile – Manuale per la valutazione ambientale dei piani di sviluppo regionali e dei Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione europea- Agosto 1998 – Environmental Resources Management London (pp.200 ~).
Nel 1987 si inserisce nel Trattato (Atto unico europeo) un titolo specifico dedicato all’ambiente (articoli 130R-130T)  assumendo che «le esigenze connesse con la salvaguardia dell’ambiente costituiscono una componente delle altre politiche della Comunità»; nel novembre 1993, si acquisisce fra i compiti della Comunità anche il concetto di crescita sostenibile strategicamente rispettosa dell'ambiente (articolo 174, ex articolo130 R del trattato CE); e con il  trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, ribadisce definitivamente all’articolo 2 l’assunzione del principio dello Sviluppo sostenibile che considereremo in diverse riprese in questo testo. La disposizione secondo cui le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle altre politiche comunitarie (art.130R), è stata incorporata nell’articolo 6. Il trattato di Nizza, inoltre,  ha riconfermato sostanzialmente queste previsioni.
Valutazione ex-ante ambientale (VeA). Da non confondere con la Valutazione ambientale strategica (VAS), oggetto di queste note.
DCPM VIA 1988 e succ. agg.

 (5) Nuova direttiva VIA- 2015/52/UE   –

  http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/valutazione-di-impatto-ambientale-via/la-nuova-direttiva-via-2014-52-ue

L’ultimo passo dell’iter della nuova direttiva VIA – 2014/52/UE – si è compiuto con la  Il 25 aprile 2014 è stata pubblicata  sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (n. L 124/1 -2014) la nuova direttiva VIA – 2014/52/UE.
La direttiva entrerà in vigore il 16 maggio 2014 e gli Stati membri dovranno recepirla entro il 16 maggio 2017.  Ai sensi dell’art. 3 sono previste misure transitorie in base alle quali le nuove disposizioni si applicano ai progetti per i quali l’iter delle procedure di scoping, screening e VIA è stato avviato dopo la data stabilita per il recepimento, mentre per le procedure in corso a tale data si applicano le disposizioni previgenti (direttiva 2011/92/UE anteriormente alle modifiche apportate dalla direttiva 2014/52/UE).

DIRETTIVA 2014/52/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO – del 16 aprile 2014 che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di deter­minati progetti pubblici e privati – 25.4.2014 – Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea-IT-L 124/1 (pp.18)

(6) Strategia Europa 2020    –    http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/targets/index_it.htm

Europa 2020 è la strategia decennale  che l'Unione europea ha varato nel 2010. Non mira soltanto a superare la crisi economica / finanziaria iniziata nel 2007, ma vuole anche colmare alcune lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale. Con tale strategia, l'UE si è data cinque obiettivi quantitativi da realizzare entro la fine del 2020. Riguardano l’occupazione, la ricerca e sviluppo, il clima e l'energia, l'istruzione, l'integrazione sociale e la riduzione della povertà. Fonte(Riel.)  (Europa 2020 in Sintesi - http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/index_it.htm)


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