3.11 -Beneficiari Ministeri

3.11 – Beneficiari  Ministeri dei Fondi Europei

Per consultare i dati dei nominativi che hanno ricevuto dei finanziamenti all'interno delle procedure dei Fondi strutturali    veda l'apposito sito del Diparimento per le Politiche Europee.

http://www.politichecomunitarie.it/banche-dati/?c=Beneficiari-fondi-europei

In alternativa è possibile scaricare gli elenchi dei Beneficiari dei Fondi strutturali che sono divisi rispettivamente

  •  Regioni – Utenti non ministeriali (Privati e pubblici) (v. sezione)
  •  Ministeri
  • Altre Fonti

Di seguito indichiamo come si presenta la pagina per effetturare la possibile ricerca per Regioni:  (bibl.1)

Figura 3.11 – 001 –  Banca dati Dipartimento Politiche Europee – Consiglio dei Ministri-  Beneficiari divisi per Ministeri

La ricerca per Ministeri  (bibl.1)

beneficiari-Ministeri

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Figura 3.11 – 001 –  Banca dati Dipartimento Politiche Europee – Consiglio dei Ministri -Beneficiari divisi per ulteriori  elenchi

La ricerca: Altre elenchi  (bibl.2)

beneficiari-Altri elenchi

 

 

 

 

 

 

 

 


Riferimenti

 Dipartimento Politiche Europee – Consiglio dei Ministri

(1) Ricerca dei Beneficiari per Ministeri

http://www.politichecomunitarie.it/banche-dati/17188/beneficiari-fondi-europei-ministeri

(2) Ricerca dei beneficiari da Altre Elenchi

http://www.politichecomunitarie.it/banche-dati/17189/beneficiari-fondi-europei-altri-elenchi

Beneficiari PESCA
Beneficiari FEAGA (agricoltura)

3.10 – Bilanci regionali

3.10 – Bilanci regionali-Rendicontazione economica dei Finanziamenti nelle Regioni

Sommario sezione:

0) Finanziamenti devoluti dalla UE alla Regioni e ai singoli Programmi 2014-2020
1) – Finanziamenti Fondi strutturali – Bilanci regionali
2) – SINTESI : Cosa sono i Conti Pubblici Territoriali
– Ministero dello Sviluppo Economico (MISE):
3) – CONTI PUBBLICI TERRITORIALI DELLE REGIONI
– 3.1 – Il sistema informatico (CPT) che cos'è ?
– 3.2 – Mappa dei nuclei regionali dei CPT, in versione testo
– 3.3) – Regioni Obiettivo CONVERGENZA:
– Sintesi dei CPT, divisi per Regioni
– 3.4) Regioni obiettivo COMPETITIVITA' E OCCUPAZIONE
– Sintesi dei CPT, divisi per Regioni

- Sintesi Spese/Entrate Conti Pubblici Territoriali – 2008
4) – Soggetti rilevati dai Conti pubblici territoriali
 
Ciclo 2014-2020 Finanziamenti alle REGIONI e per i singoli Programmi dei Fondi strutturali
Tavola 3.10.01 Finanziamenti per le singole Regionali calcolando la sola quta UE *
RAP-PArtenariato--risorse-x-programma
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(*) Ricordiamo che la quota UE deve essere integrata iniziamente da quella nazionale, in modo tale che le quote indicate nella tavola sovrastante inizialmente in media raddoppiano (v. sezione Bilancio UE).

1) Finanziamenti Fondi strutturali – Bilanci regionali. Dove trovarli

I dati dei bilanci delle Regioni, che riguadano i Fondi Strutturali, si possono rintracciare andando nei siti delle rispettive regioni. Bisogna cercare la Voce: Fondi strutturali.
Il sito WEB che riguarda la gestione regionale dei Fondi Strutturali, e' previsto obbligatoriamente dai Regolamenti degli stessi (v. regolamenti) . In caso contrario, ossia in mancanza dei dati posti su un sito WEB ufficiale, la Regione in questione non riceverebbe i finanziamenti.
All'interno dei siti regionali, potete cercale la parte che si occupa dei finanziamenti dei Fondi Strutturali, e relativi bilanci, sia già utilizzati e/o in corso d'opera, sia quelli futuri (previsioni).Un riferimento importante per confrontare i finanziamenti dei Fondi strutturali concessi ai singoli territori locali e costituito dalla Banca dati centrale, chiamata: Conti pubblici territoriali, gestita dal MEF e MISE. Di seguito si chiarisce di cosa si tratta.

2) SINTESI : Cosa sono i Conti Pubblici Territoriali

Si ricorda che i Fondi strutturali,  sono finanziamenti UE  e in quanto tali vengono devoluti alle amministrazioni locali di ogni singolo Stato. Veicolando denaro le Amministrazioni pubbliche sono anche tenute al loro controllo.nel nostro caso iIl problema si complica perché le amministrazioni territoriali dei 28 Stati  ricevono  molti altri  finanziamenti derivanti da altre  fonti. In Italia, per esempio, dallo Stato, dalle Regionali, dalle Province, dai privati, ecc. Sicché da un lato  vi sono i finanziamenti dei Fondi strutturali comunitari e dall’altro, dovrebbe esserci anche la rendicontazione (il saldo), di tutti gli altri finanziamenti di derivazione non comunitaria.
Infatti, per operare con equità, e stabilire se per esempio un euro  di finanziamento è troppo o troppo poco,  è necessario conoscere preventivamente quanto percepisce quel tale territorio e/o l’amministrazione pubblica che lo gestisce. Sia esso la Regione, la Provincia, il Comune, la Comunità Montane o altro Ente territoriale.  Questa informazione, ossia il saldo tra le entrate e le uscite, contrariamente a quanto si può supporre, non è un dato semplice da ottenere. Sicché per giungere ad una valutazione elementare, per così dire di inventario e di bilancio monetario, di tutti questi finanziamenti,  ripetiamo  onde poter programmare rispettando le regole almeno  UE, si è costruito un'apposita Banca dati,  chiamata Conti  Pubblici Territoriali (CPT). Il progetto è tanto innovativo per l'Amministrazione Pubblica italiana, da  richiedere sistematiche integrazioni  metodologiche (v. Guida metodologica ai Conti Pubblici Territoriali http://www.dps.mef.gov.it/cpt/cpt_notemetodologiche.asp#gui), e sono materiali consultabili in Internet.
Sicché il Sistema Informativo CPT (SI-CPT)  misura i flussi finanziari che si registrano nei territori. E' strutturato come  un archivio  centralizzato, ad uso degli utilizzatori sia interni ((Nuclei Regionali e Unità Tecnica Centrale)) sia esterni. Il CPT, in particolare, si compone di due ambienti:

a.0 ) l'Ambiente gestionale, limitato ai soli utenti interni alla Rete dei Nuclei CPT
b.0) Ambiente esplorativo, articolato a sua volta tra
b.1) Ambiente esplorativo Nuclei CPT
b.2) Ambiente esplorativo Esterni

In tal modo tramite il CPT è possibile avere informazioni circa il complesso delle entrate e delle spese (correnti e in conto capitale) delle amministrazioni pubbliche nei singoli territori regionali.
Questa Banca Dati, fa parte del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN (v. nota sotto) ),  ed ha la disponibilità di dati a partire dal 1996. I  CPT forniscono dati , con frequenza annuale, e con un ritardo temporale di circa 12-18 mesi rispetto al periodo di riferimento delle informazioni. Per rispondere però all’esigenza di disporre di informazioni tempestive, utili anche per analisi di tipo congiunturale, il Dipartimento (DPE-MEF) ha costruito l’Indicatore anticipatore. Si tratta di uno strumento statistico che anticipa i risultati dei CPT con riferimento alla sola Spesa in conto capitale della Pubblica Amministrazione e consente di avere informazioni con un ritardo di soli tre mesi.
I Conti Pubblici Territoriali sono prodotti da un Nucleo Centrale, operante presso l’Unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici (UVAL) del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione (DPS),  e da 21 Nuclei Regionali, operanti presso ciascuna regione italiana.

Il Sistema CPT e la relativa disponibilità dei dati sono caratterizzati da:

  •  Rilevare i flussi finanziari che tutte le amministrazioni pubbliche sostengono nei singoli territori regionali;
  •  Pervenire alla ricostruzione di conti consolidati del complesso della spesa (corrente e in conto capitale) del Settore Pubblico Allargato nelle venti Regioni italiane;
  •  Ricostruire i flussi di entrata e i saldi finanziari territoriali .
  • Per qualsiasi informazione e richiesta inerente il Progetto Conti Pubblici Territoriali e la sua banca dati è possibile rivolgersi sia all'Unità Tecnica Centrale che ai Nuclei Regionali.
  • L'Unità Tecnica opera all'interno dell'Unità di valutazione degli investimenti pubblici (UVAL).
Per ulteriori informazioni sui CPT vai a :  http://www.dps.mef.gov.it/cpt/cpt.asp e/o  http://www.dps.gov.it/it/cpt/
Fonte (riel.): sito CPT  e AAVV- Conti Pubblici Territoriali (MEF)-  La Guida del Progetto Conti Pubblici Territoriali- Roma 2006- (pp.126 + approfondimenti pp.256)  www.dps.mef.gov.it/cpt/cpt.asp
 
Il SISTAN
Con il D. Lgs. 322/1989, è stato istituito il Sistema Statistico Nazionale italiano (SISTAN) che, nell’ottica di una statistica pubblica intesa come un servizio centrale a disposizione della collettività, tiene conto, tra l’altro, delle esigenze di modernizzazione dell’organizzazione delle tecniche e delle metodologie, nonché di adesione agli standard internazionali
 
Ministero dello Sviluppo Economico (MISE):

3) CONTI PUBBLICI TERRITORIALI DELLE REGIONI (clicca)

3.1) Il sistema informatico (CPT) che cos'è ?

I- Ambiente gestionale:

a) per i soli utenti interni dei Nuclei regionali della rete;
- Ambiente esplorativo diviso a sua volta:
b) per gli interni
c) per i visitatori

Vedi schema sotto (il sistema CPT)

Sistema_CPT_01

Tavola 1.0 – Schema del sistema dei CPT – Fonte (Riel.) Conti pubblici territoriali – UVAL – coordinamento Mariella Volpi-Roma 2007 (pp.126- rif. p.118)

3.2 ) – Mappa dei nuclei regionali dei CPT, in versione testo

Di seguito è riportato l'elenco dei Link regionali dei CPT, diviso tra l'Obiettivo Convergenza (cinque regioni destinatarie di cento miliardi di euro (2007-2013)) e l'Obiettivo Competitività e Occupazione (15 regioni destinatarie di venti miliardi di euro- (2007-2013)), che raccolgono la quasi totalità dei Fondi strutturali (vedi bilanci). Tramite i link è possibile scaricare le varie tabelle con i dati ufficiali della Banca dati CPT. In alternativa, se possedete le credenziali, potete accedere direttamente alla banca dati dei CPT.


3.3) – Regioni Obiettivo CONVERGENZA 2017-2013 :
Sintesi dei CPT, divisi per Regioni

Campania

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Campania
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Campania on line

Puglia

> I conti della regione
> (il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Puglia

Basilicata

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Basilicata
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Basilicata on line

Calabria

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Calabria
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Calabria on line

Sicilia

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Sicilia
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Sicilia on line

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3.4) Regioni obiettivo COMPETITIVITA' E OCCUPAZIONE
Sintesi Spese/Entrate dei CPT divise per Regioni

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Spese/Entrate Conti Pubblici Territoriali 2008
    Spese  2008 Entrate  2008
  Regione  PA  SPA  PA  SPA
  Convergenza        
1
Campania 59.077,47 75.001,14 50.557,69 65.010,30
2
Puglia 41.479,46 54.782,03 37.368,01 48.251,80
3
Basilicata 6.688,84 9.319,34 5.187,60 7.074,57
4
Calabria 23.375,67 29.108,31 18.026,49 22.355,10
5
Sicilia 56.124,66 72.511,38 43.355,59 56.597,26
 
Competitività        
6
Valle D'Aosta 2.701,80 3.608,94 2.219,42 3.634,28
7
Piemonte 58.818,91 77.549,66 67.920,69 84.805,20
8
Lombardia 129.642,47 188.734,66 179.589,70 218.683,10
9
Trentino Alto Adige_Bolzano 8.125,11 10.350,69 8.267,93 10.849,47
10
Trentino Alto Adige_Trento 8.411,98 10.235,03 8.331,38 11.360,04
11
Veneto 54.256,89 74.963,48 67.306,58 88.213,59
12
Friuli Venezia Giulia 19.656,18 25.454,39 19.228,95 27.234,54
13
Liguria 24.179,03 35.851,55 23.611,57 34.204,73
14
Emilia Romagna 56.936,92 80.563,74 68.636,17 91.410,83
15
Toscana 46.822,22 63.441,15 52.094,14 66.498,33
16
Umbria 12.058,44 15.195,77 11.408,79 15.214,55
17
Marche 18.193,80 25.201,51 19.392,61 24.832,75
18
Lazio 87.182,54 128.913,57 111.610,24 136.381,91
19
Abruzzo 15.619,76 20.201,13 14.704,69 19.207,31
20
Molise 3.967,00 5.016,32 3.166,19 4.092,29
21
Sardegna 20.224,48 29.311,73 16.848,88 23.375,94
  Totale 753.543,63 1.035.315,52 828.833,31 1.059.287,89
Note:          
PA = Pubblica Amministrazione   SPA=Settore pubblico allargato
SI-CPT= Sistema informativo Conti Pubblici Territoriali    
(fonte-riel.) MISE- A.A.V.V. Guida ai CPT 2009- Roma (pp.126)-     

Sintesi dei Conti Pubblici Territoriali (CPT), divisi per Regioni in formato testo
Ogni link permette di accedere ad un file (pdf) con l'analitico regionale.

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Valle d'Aosta

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Valle d'Aosta

Lombardia
I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Lombardia
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Lombardia on line Lombardia

Trentino Alto Adige

I conti della regione
La regione on line
(il seguente collegamento apre un sito esterno) Provincia autonoma di Bolzano
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Bolzano
(il seguente collegamento apre un sito esterno) Provincia autonoma di Trento
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Trento

Veneto

I conti della regione
Spese P.A. 2008 Veneto (pdf, 74 kb)
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Veneto
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Veneto on line Veneto

Friuli Venezia Giulia

Liguria

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Liguria
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Liguria on line Liguria

Emilia-Romagna

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Emilia-Romagna
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Emilia-Romagna on line

Toscana

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Toscana
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Toscana on line

Umbria

I conti della regione
Spese P.A. 2008 Umbria (pdf, 76 kb)
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Umbria
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Umbria on line

Marche

I conti della regione
Spese P.A. 2008 Marche (pdf, 75 kb)
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Marche
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Marche on line

Lazio

I conti della regione
Spese P.A. 2008 Lazio (pdf, 75 kb)
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Lazio
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Lazio on line

Abruzzo

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Abruzzo
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Abruzzo on line

Molise

I conti della regione
Spese P.A. 2008 Molise (pdf, 75 kb)
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Molise

Sardegna

I conti della regione
(il seguente collegamento apre un sito esterno) La regione on line Sardegna
(il seguente collegamento apre un sito esterno) CPT Sardegna on line
 

4.0) – Soggetti rilevati nei Conti Pubblici territoriali (2007)

sogg_CPT_00

Tavola 3- Elenco dei soggetti rilevati dai Conti Pubblici Territoriali (CPT) centrale e regionale (2007)

Fonte (Riel.) Conti pubblici territoriali – UVAL – coordinamento Mariella Volpi – Roma 2007 (pp.126- rif. p.26)


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3.9 – Beneficiari non ministeriali (privati -pubblici)

3.12 – Beneficiari non ministeriali (privati-pubblici) dei Fondi Strutturali

Per consultare i dati dei nominativi che hanno ricevuto dei finanziamenti all'interno delle procedure dei Fondi strutturali    si veda l'apposito sito del Diparimento per le Politiche Europee.    http://www.politichecomunitarie.it/banche-dati/?c=Beneficiari-fondi-europei

In alternativa è possibile scaricare gli elenchi dei Beneficiari dei Fondi strutturali che sono divisi rispettivamente per i seguenti settori:

  •  Utenti non ministeriali (pubblici e privati)  divisi per Regioni e per Fondo (vedi sotto)
  •  Ministeri  (vedi sezione)
  • Altre Fonti (vedi sezione)

Di seguito indichiamo come si presenta la pagina per effetturare la possibile ricerca degli utenti non ministeriali divisi per Regione:  (bibl.1)

Figura 3.12 – 001 –  Banca dati Dipartimento Politiche Europee – Consiglio dei Ministri –  Beneficiari divisi per regione

beneficiari-regioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


Riferimenti

(1) Dipartimento Politiche Europee – Consiglio dei Ministri

http://www.politichecomunitarie.it/banche-dati/17187/beneficiari-fondi-europei-regioni

(2) Ricerca dei Beneficiari per Ministeri (vai alla sezione)


 

3.8 – Programmi scala regionale

3.8 – Programmi dei Fondi strutturali alla scala regionale

Sommario della sezione:

 

1) – Premessa
2) – Tipologie di programmi a scala rgionale: ciclo 2000-2006 2007-2013
3) – Pianificazione ciclo 2000-2006
Schede Programmi ciclo 2000-2006
4.0) – CICLO 2007-2013Pianificazione Ciclo 2007-2013
4.1) – OBIETTIVO CONVERGENZA – SCHEDE CICLO 2007-2013
4.2) – OBIETTIVO COMPETITIVITA' REGIONALE – SCHEDE CICLO 2007-2013
4.3) – OBIETTIVO COOPERAZIONE TERRITORIALE (2007-2013) – MAPPPA
5.0) Pianificazione ciclo 2014-2020
 

1) – Premessa
Nel settore specifico dei Fondi strutturali, dopo le decisioni assunte a Bruxelles (vedi) e quelle successive definite a Roma (vedi), si apre un terzo ed ultimo contesto che riguarda l'intervento delle Regioni interessate da questi finanziamenti e dalla loro operatività. Infatti, anche a questo livello regionale, o scala territoriale, si devono assumere ulteriori e specifiche decisioni. Si deve stabilire, per esempio, come dividere i finanziamenti preventivati, e scegliere quali progetti territoriali approvare e quali all'opposto, scartare. Lo schema seguente evidenzia la relazione tra le Regioni italiane e i rispettivi Obiettivi. In tal modo si dovrebbe produrre un primo elemento di chiarezza. Infatti se si cercasse per esempio l'Obiettivo 2 per la Regione Calabria non si troverebbe alcunché. La Regione Calabria, infatti, è destinataria esclusivamente dell'Obiettivo 1. I vari Obiettivi con le rispettive Regioni sono indicati nella  tabella seguente.

2020-44-tre-cicliFigura 3.8.1 –  Articolazione dei tre ultimi cicli dal 2000 al 2020

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Nei riquadri successivi, è possibile ottenere (cliccando) le schede ufficiali dei rispettivi obiettivi con l'indicazione anche dei finanziamenti specifici (vedi schede POR), (schede DOCUP) , (schede Convergenza) e da ultimo (schede Competitività regionale). La tabella esprime sia le tipologie dei programmi sia la tipologia di obiettivo, per i due ultimi cicli.

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2) – Tipologie di programmi scala regionale ciclo 2000-2006 e 2007-2013
(Per la spiegazioni clicca)
 
fig-1-Ob-2006
Figura 3.8.2 –  Obiettivi e programmi ciclo 2007-2013

Fif-2-2000Figura 3.8.3 – Tipologie di Obiettivi e di programmi 2007-2013

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Fif-2-Ob-2000Figura 3.8.4 – Elenco schede  POR Obiettivo 1 e DOCUP Obiettivo 2

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4.0) – Pianificazione CICLO 2007-2013

4.1) – OBIETTIVO CONVERGENZA
 
Fif-4-2000

Figura 3.8.5 – Le Regioni Obiettivo convergenza del ciclo 2007-2013

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4.2) – Pianificazione CICLO 2007-2013

OBIETTIVO COMPETITIVITA' REGIONALE
Fif-5-2000

Figura 3.8.6 – Regioni appartenenti all'Obiettivo Competitività regionale 2007-2013

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4.3) OBIETTIVO COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA (2007-2013)

 La politica di coesione è tesa a incoraggiare le regioni e le città dei 28 Stati membri a lavorare assieme e imparare gli uni dagli altri attraverso programmi comuni, progetti e reti. Nel periodo 2007-13 l'obiettivo europeo cooperazione territoriale (ex iniziativa comunitaria INTERREG – v.sotto) ha coperto tre tipi di programmi:

L'obiettivo di Cooperazione territoriale europea operazione è finanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nel ciclo 2007-2013 e supporta programmi di cooperazione transnazionale e interregionale. Il budget di € 8.700.000.000 per questo obiettivo rappresenta il 2,5% del totale 2007-13 dello stanziamento per la politica di coesione, in particolare l'assegnazione per gli Stati membri di partecipare a programmi di cooperazione UE frontiera esterna sostenuti da altri strumenti (IPA e ENPI). (fonte (Riel.) http://ec.europa.eu/regional_policy/cooperate/cooperation/index_en.cfm)

 Di seguito si indicano una esemplificazione dei rispettivi  programmi di  un importante istituzione universitaria italiana (Ca'Foscari)(bib.1). Ogni scheda è corredata dalla rispettiva cartografia.

 
 

– Cooperazione transnazionale: creazione e sviluppo della cooperazione transnazionale, compresa la cooperazione bilaterale fra le regioni marittime. Ovvero  programmi
 
 
 
 

– Cooperazione interregionale e reti: potenziamento dell’efficacia della politica regionale mediante la cooperazione interregionale, la creazione di reti e lo scambio di esperienze fra le autorità regionali e locali.
Ovvero  

Interreg IVC       http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=68323


5.0) Pianificazione ciclo  2014 – 2020

5.1 Obiettivo Regioni meno sviluppate
Regioni – Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia
5.2 Obiettivo Regioni sviluppate
Tutte le altre Regioni eccetto le seguenti tre Regoni intermedie
5.3 Obiettivo Regioni Intermedie
Abruzzo, Molise e Sardegna
I dati  analitici dal punto di vista delle Regioni saranno  considerati almeno a partire da un anno dopo il loro inizio. Quindi alla fine del 2015.
Per il momento si vedano le altre sezioni del presente sito, tra cui, ma non solo:

(A) Programmi scala nazionale

(B) Programmi scala UE


Riferimenti

(1)   Università Ca' Foscari Venezia – Vai al sito  http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=1

 

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3.7 – Rapporti di verifica a scala regionale

3.7 – Rapporti di verifica a scala regionale

Sommario

1.0) Rapporti annuali scala regionale
1.1) Realtà dei Rapporti annuali e realtà della spesa certificata
2.0) Spesa certificata PO FESR e FES in Italia  sino al febbraio  2013
2.1) Regioni  Obiettivo Competività
3.0) Rapporti Annuali di Esecuzione (RAE) PO FSE 2007-2013 Regioni Obiettivo Convergenza
4.0) Rapporti annuali di esecuzione (RAE) per il fondo FESR

 

1.0) Rapporti di verifica scala regionale

Per ogni Programma Operativo  approvato, lo Stato membro è  tenuto a creare, entro 3 mesi e d’intesa con l’autorità di gestione, un Comitato di Sorveglianza (ai sensi dell’art.63 del Regolamento (CE) n. 1083/2006) (bibl.1). Ciascun Comitato di Sorveglianza,  stabilisce poi un proprio regolamento interno, coerente con il quadro istituzionale e giuridico dello Stato membro, e lo applica nell’esercizio dei propri compiti.  Presieduto da un rappresentante dello Stato membro o dell’autorità di gestione e affiancato, talvolta, da un consulente della Commissione, il Comitato di Sorveglianza ha il compito di accertare l’efficacia e la qualità dell’attuazione del Programma Operativo.

A questo scopo:

  •  Esamina e approva i criteri di selezione degli interventi finanziati e le eventuali revisioni;
  •  Valuta periodicamente i progressi e il conseguimento degli obiettivi del programma, soprattutto quelli relativi a ciascun asse prioritario;
  •  Esamina e approva i rapporti annuali e i finali di esecuzione;
  • E' al corrente delle osservazioni espresse dalla Commissione in merito ai rapporti annuali  di controllo.  (Fonte (Riel.) Euro Info Sicilia)

1.1) Realtà dei Rapporti annuali di esecuzione (RAE) e realtà della Spesa certificata

I dati esposti nella seguente tabella (v. fig. 3.7.1) dimostrano che sino al febbraio 2013, ultimo anno del ciclo corrispondente, nessun Programma operativo in Italia aveva ancora una Spesa certificata completa, ma anzi erano tutti su valori inferiori, in considerazione anche del fatto che il ciclo in considerazione era ancora in corso.  Le regioni Convergenza mostrano valori assai inferiori : Ad esempio  il 21% della Campania  e il 24% della Calabria, entrambe per il FESR; mentre le Regioni Competitività, che utilizzano solo il 20% dell'intero budget dei Fondi strutturali, evidenziano valori oscillanti  attorno al 50% con Sardegna, Trento e  Emilia Romagna attorno al 59% che sono valori prossimi al raggiungimento della certificazione.  Per la nota formula dell'N+2 (bibl.2),  i finanziamenti UE non certificati devono ritornare nelle casse di Bruxelles e diversamente utilizzati. 

Anche dopo l'introduzione della fase di riequilibrio effettuata con il Piano d’azione coesione  (PAC 2012) che ha formalmente ridotto il tasso di cofinanziamento del programma comunitario e quindi la sua dimensione complessiva oggetto di certificazione di spesa, l’Italia doveva certificare alla Commissione europea una spesa ulteriore pari a 31,15 miliardi di euro, poco meno del 63% del  totale delle risorse programmate (49,49 miliardi di euro, (Tavola  3.7.1  (fonte bibl. 3) .

Non si può dimenticare che gli Amministratori pubblici, presentano sovente una sorta di realismo, tale da vincolare le proprie decisioni e di mantenerre i politici nelle cariche che ricoprono. La realtà di essere di fronte alla certificazione  di un'ulteriore spesa di oltre 31 miliardi, ovvero del 37% del totale rimanente dopo la detrazione della quota PAC (bibl. 4),  era un indicatore di inefficienza e/o di fallimento, troppo grande per poter essere dimenticato ed eventualmente superato da analisi più o meno verbali. Infatti questi dati si ritrovano nel Rapporto annuale del DPS per il 2012 (bibl.5). la cui attenzione principale, tuttavia, sembra essere  la programmazione del ciclo futuro (2014-2020) e in particolare la programmazione rispettivamente  della prima, seconda e terza riprogrammazione dell'innovazione chiamata Piano per l'Azione della Coesione (PAC) introdotta nel 2012 per ovviare  al ritardo oggettivo dell'impiego dei Finanziamenti ora ricordati. (bibl.4). L'analisi della PAC viene sviluppata  per più della metà del testo (da p.47 alla p.88, su 90 pp. in totale).

A tal proposito se si considera per esempo il Rapporto annuale del 2010 della Regione Campania, che vanta il peggior risultato della spesa certificata, gli argomenti trattati nel rapporto sono abbastanza tradizionali e sopratutto sembrano un rapporto di un Governo regionale lontano da quei valori fallimentari. Ovvero solo il 21% delle spesa certificata. Che cosa è accaduto per arrivare ad un anno dalla fine del ciclo, in quell situazione? Si ricorda che permanendo tale situazione, circa il 30% dei finanziamenti (21%+30%= > 50%) ricevuti dalla UE avrebbero dovuto essere restituiti a Bruxelles. Un vero successo  da ogni punto di vista! In definitiva per quanto riguarda il Rapporto di fine 2010 della Regione Campania, non vi è  la volontà politica-amministrativa di evidenziare tale questione; e ad un livello prospettico più ampio, siamo di fronte "all'Enigma dei Fondi strutturali". Infatti, per quale motivo i Governi Regionali non spendono i finanziamenti pari a svariati  milardi di euro per le Regioni Convergenza, che   rientrano nella cosiddetta tipologia dei Bilanci chiamata: " a fondo perduto". Quale può essere il problema che blocca tale possibilità? Da qui l'enigma ! Bisogna dire che piuttosto che spendere i fondi pubblici e quindi i Fondi strutturali  in maniera trasparente, come impongono i regolamenti e le procedure degli stessi Fondi Strutturali, si preferisce non utilizzare detti fondi. Ma l'enigma rimane: perché non si utilizzano questi finanziamenti?

2.0) Spesa certificata PO FESR e FES in Italia  sino al febbraio  2013

Figura 3.7.1 – Spesa certificata delle Regioni italiane al febbraio 2013
Spesa-certificata-2012

 

2.1) Regioni  Obiettivo Competività

Target e spesa certificata in quota % rispetto alla dotazione finanziaria dei PORFESR Regioni Competitività Regionale e occuazione (CRO),
dati al 31-12-2013. Le regioni Competitività sono tutte superiori al target previsto, onde evitare il meccanismo N+2 . Vedi figura che segue (colore rosso).

Figura 3.7.2 Risultati della certificazione al 2013 per Regioni obiettivo Competitività (bibl.6)

Spesa-certificata-2013p-14

 


3.0) Rapporti Annuali di Esecuzione (RAE) PO FSE 2007-2013 Regioni Obiettivo Convergenza

Il Rapporto Annuale di Esecuzione (RAE) previsto dall'articolo 67 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio presenta lo stato di avanzamento del Programma…  operativo dal punto di vista procedurale, finanziario e fisico e le indicazioni sulle azioni di informazione, sorveglianza e controllo messe in atto nel corso dell'anno solare di riferimento.  Nella tabella sono stati raccolti i RAE dei Programmi Operativi FSE 2007-2013 disponibili sui siti istituzionali delle Regioni Obiettivo Convergenza. [http://fondistrutturali.formez.it/content/rapporti-annuali-esecuzione-rae-po-fse-2007-2013-regioni-obiettivo-convergenza]

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo FSE della Regione Sicilia nell'anno 2007

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo FSE della Regione Puglia nell'anno 2010

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo FSE della Regione Puglia nell'anno 2009

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo FSE della Regione Puglia nell'anno 2008

Il documento contiene, in riferimento all'anno 2010, il dettaglio dello stato di avanzamento del Programma Operativo Campania FSE 2007-2013 dal punto di vista…

Il documento contiene, in riferimento all'anno 2009, il dettaglio dello stato di avanzamento del Programma Operativo FSE 2007-2013 dal punto di vista procedurale,…

Il documento contiene, in riferimento all'anno 2008, il dettaglio dello stato di avanzamento del Programma Operativo FSE 2007-2013 dal punto di vista procedurale,…

Il documento contiene, in riferimento all'anno 2007, il dettaglio dello stato di avanzamento del Programma Operativo FSE 2007-2013 dal punto di vista procedurale,…

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo Regionale Calabria nell'anno 2010

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo Regionale Calabria nell'anno 2009

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo Regionale Calabria nell'anno 2008 

Il documento fornisce un quadro sull'attuazione del Programma Operativo Regionale Calabria nell'anno 2007.

Il documento descrive l'attuazione del Programma Operativo PON Governance e Azioni di Sistema nel corso dell'anno 2010, mettendo soprattutto in evidenza i risultati…


4.0) Rapporti annuali di esecuzione (RAE) per il fondo FESR

Per consultare i Rapporti annuali di esecuzione (RAE) per il fondo FESR (sopra vi è l'elenco del fondo FES) è necessario  cercare la Regione di interesse e quindi nell'indice: Rapporto Annuale di esecuzione per l'anno desiderato. Per esemio si veda per la Regione Puglia per gli anni 2007-2013 il sito http://fesr.regione.puglia.it/portal/pls/portal/FESR.DYN_SOTTOSEZIONE.show?p_arg_names=id_sottosezione&p_arg_values=17

 


Riferimenti

(1) Regolamento (CE) n. 1083/2006 -CAPO II -Sorveglianza Articolo 63  (Comitato di sorveglianza). Si può consultare a: www.dps.tesoro.it/normativaCE_fondistrutturali.asp‎;

(2) Regola nota come “n+2” (art. 93 del Regolamento CE 1083/2006);

(3) Dipartimento per la Coesione economica- Rapporto Annuale 2012- Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzte- Roma ( 24 aprile 2013 – presentato al Parlamento italiano dal Ministro F. Barca) (p.11);

(4) La logica della PAC è semplice. Non potendo intervenire sui finanziamenti UE, il nuovo staff coordinato dal neo-Ministro Fabrizio Barca ha  calcolato che riducendo le quote dei finanziamenti nazionali (ex-FAS poi FSC), che erano stati programmati assieme al bilancio preventivo  dei Fondi strutturali, automaticamente diminuiva il budget complessivo dei Fondi Strutturali, e di conseguenza diminuivano anche le cifre da dover certificare a Bruxelles connesse ai progetti finanziati. (DPS- Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate- Roma (p.10)( 24 aprile 2013 )).

(5) DPS – Rapporto Annuale 2012- Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate. Si può consultarlo al sito ufficiale : http://www.dps.tesoro.it/rapporto_annuale_2012.asp;

(6) Rapporto Annuale Regione Lombardia 2013 (p.14). Fonte DPS.

 



2.19 – Siti WEB nazionali

2.19 – Siti WEB nazionali che trattano i Fondi strutturali avendo come priorità la scala territoriale italiana

Sommario della sezione

1) – Siti WEB della Nazione Italia

cliccando sul nome si entra nel sito ufficiale

1) – Siti WEB del Governo italiano
Vedi Ministeri che intervengono direttamente nella realizzazione dei Fondi strutturali (in questo sito)

2) Corte dei Conti italiana
Politiche Comunitarie e Internazionali

http://www.corteconti.it/documenti_per_parlamento/relazioni_gestione_fondi_comunitari/
http://www.corteconti.it/controllo/politiche comunitarie/

3) – Documenti della Camera

Europa ed estero

http://leg16.camera.it/310

4) FORMEZ (espressione del Consiglio dei Ministri)

Programmi Comunitari

http://programmicomunitari.formez.it/

5) – Confindustria

Siti della Confindustria
www.confindustria.it/wps/portal/IT/home/!ut/p/a1/04_Sj9CPykssy0xPLMnMz0vMAfGjzOJ9PT1MDD0NjLz8_Q0cDRwtXC3DAkMtjN1dzYEKIoEKDHAARwNC-sP1o1CVuPuEAvVZBFk6GzoZGXp7G0AV4LGiIDfCINNRUREAIPfePg!!/dl5/d5/L2dBISEvZ0FBIS9nQSEh/

6) – Siti Organizzazioni sindacali

Fondi strutturali: Cgil-Cisl-Uil

http://www.uil.it/NewsSX.asp?ID_News=4226&Provenienza=1

7) – Siti Associazioni non Governative che trattano dei Fondi strutturali
AGI mondo ONG

http://www.coopi.org/it/comunicazione/news/412/parte-agimondo-primo-portale-d-informazione-sul-p/

8) Sito del MIUR e delle Università che trattano a vario titolo dei Fondi strutturali
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR)
http://www.istruzione.it/web/istruzione/home
MIUR – PON RICERCA E COMPETITIVITA'
http://www.ponrec.it/contatti.aspx

8.1) Come raggiungere i Siti delle Università italiane che si interessano dei Fondi strutturali?
Quasi tutte le Università hanno attivato dei centri di interesse, gruppi di studio, uffici, ed altro ancora, che si rivolgono ai Fondi strutturali.
Per visionare i materiali e' necessario collegarsi al sito dell'Università di interesse, per esempi tramite Google  e cercare sotto i vari tematismi. Questi solitamente sono: Fondi strutturali; Progetti europei; Finanziamenti europei; Unione europea; Finanziamenti regionali europei; ecc.

Siti dei consumatori che trattano dei Fondi strutturali

9) – Camere di commercio italiane. Sede centrale

UNIONCAMERE

http://www.unioncamere.gov.it/

10) IL SOLE 24ORE

Osservatorio finanziamenti Ue

http://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/fondi-strutturali.html


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2.18 – Buone pratiche nazionali

Il settore degli esiti dei finanziamenti dei Fondi strutturali è prioritario. Questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché se qualche lettore intende contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. Non è necessario che la o le informazioni siano già redatte in un testo finale. Può essere d'aiuto anche un promemoria. Provvederemo ad approfondirlo successivamente. (Grazie staff redazionale.)


2.18 – Buone pratiche (good practices) alla scala  nazionale

Risultati prodotti dai Fondi strutturali alla scala Nazionale

Domanda

Risposta

Cosa sono le good practices
o esperienze riuscite ?
I Fondi strutturali sono volti alla realizzazione di strutture fisiche e organizzative per aumentare lo sviluppo socio-economico delle regioni UE. Le good practices sono casi esemplari di ciò che si è riusciti a realizzare.
Valutazione sul materiale a disposizione Giudizio : Scarso. Infatti vi sono pochi casi documentati a fronte delle migliaia di progetti che vengono finanziati. Inoltre si assiste ad una carenza anche di adeguate dossier fotografici, che dovrebbe essere il livello più semplice da comunicare via WEB.
 
 
Sommario della sezione

Quattro esempi, alla scala nazionale, tratti dal Rapporto Strategico 2009 (Allegato II Parte II) (vedi).
Casi Studio:
1 – Il sistema aeroportuale meridionale
2 – Progetto di utilizzo dei beni confiscati alla mafia
3 – L’esperienza del PON Scuola per lo sviluppo 2000-2006 e dei POR Ambienti per l’apprendimento e Competenze per lo sviluppo 2007-2013

Progetto di accompagnamento alla Priorità 2 del QSN 2007-2013

1) Il sistema aeroportuale meridionale

REGIONE:
MEZZOGIORNO
OPERAZIONE:
PON Trasporti, POR Calabria, POR Puglia e POR Sicilia
DURATA:
2000-2006
OBIETTIVO:
CONVERGENZA
FINANZIAMENTO COSTO TOTALE (a):
673 milioni 406 mila euro (€ 673.406.396 )
CONTRIBUTO EU:
267 milioni 406 mila euro ( € 267.772.915)
NAZIONALE:
402 milioni 847 mila euro ( € 402.847.769)
REGIONALE:
2 milioni 785 mila euro (€ 2.785.711)
CONTATTO: NOME:
Ing. Pietro BARATONO
ORGANIZZAZIONE
Ministero Infrastrutture – Direzione Generale per la Programmazione e i Programmi europe
INDIRIZZO:
Via Nomentana 2 – 00161 Roma (Tel: 06-44125200; Fax: 06-44267373)
E-MAIL:
dicoter@infrastrutturetrasporti.it
INTERNET:
dicoter@infrastrutturetrasporti.it

DESCRIZIONE DELL’OPERAZIONE:

Il PON Trasporti 2000-2006 e i POR delle Regioni Calabria, Puglia e Sicilia sono intervenuti sinergicamente sull’intero sistema aeroportuale del Mezzogiorno per perseguire gli obiettivi del QCS 2000-2006 in campo aeroportuale, in particolare “l’integrazione a sistema dei principali terminali aeroportuali, organicamente collegati ai terminali e agli hub nazionali e internazionali” e “la promozione, per gli aeroporti di livello regionale, di sistemi aeroportuali regionali o di area vasta che tengano conto delle potenzialità di sviluppo del settore e all’interno dei quali ciascun aeroporto veda valorizzata una propria vocazione, favorendo lesinergie e le connesse economie di specializzazione che ne derivano” realizzando:

− moderni sistemi di controllo di volo in tutti gli aeroporti meridionali, che consentono una più elevata frequenza e una maggiore sicurezza degli atterraggi e dei decolli;
− nuove aerostazioni passeggeri negli aeroporti di Catania, Cagliari e Bari e nuova aerostazione merci nell’aeroporto di Napoli;
− l’adeguamento dell’aerostazione e delle infrastrutture di volo, per una maggiore efficienza, negli aeroporti di Bari, Cagliari, Catania, Crotone, Lamezia Terme, Lampedusa, Napoli, Olbia, Palermo, Pantelleria e Reggio Calabria.

Tali interventi hanno notevolmente contribuito all’aumento dei passeggeri degli aeroporti del Mezzogiorno (1), che nel periodo 2000-2008 hanno visto incrementare il loro traffico passeggeri del 52,2% a fronte di un’aumento del 42,3% negli aeroporti del Centro-Nord. In termini di
origine/destinazione, gli aeroporti meridionali hanno visto aumentare i passeggeri dei voli nazionali di 5.450.985 unità (+36,3%) e quelli internazionali di 4.257.938 unità (+125,5%).
La crescita maggiore in valore assoluto dei passeggeri internazionali si registra a Napoli con 1.155.712 passeggeri in più. Crescite percentuali superiori al 200% si registrano a Bari, Alghero, Cagliari e Olbia.
Per i passeggeri nazionali la migliore performance è quella dell’aeroporto di Catania, con 1.635.364 passeggeri in più (+53,4%). Crescite superiori al 50% si registrano anche negli aeroporti di Brindisi (+57,9%), Crotone (+79,5%) e Lamezia (+113,0%) I tre aeroporti siciliani di Taranto, Lampedusa e Pantelleria2 nel periodo 2000-2006 hanno triplicato il traffico passeggeri (+210,7%).
Gli interventi hanno consentito anche l’aumento dei voli (movimenti) che, nel totale degli aeroporti del Mezzogiorno, passano dai 278.304 del 2000 ai 344.063 del 2007, con un incremento del 23,6% a fronte dell’incremento del 16,9% nel Centro-Nord. L’aumento di movimenti complessivi è conseguenza, in particolare, dei movimenti internazionali che sono pressoché raddoppiati rispetto al 2000 (+94,4%). L’aeroporto che vede il maggiore incremento di voli internazionali in valore assoluto è Napoli (+6.736); quelli con incrementi percentuali superiori al 150% sono Alghero, Bari, Cagliari ed Olbia (in valore assoluto, rispettivamente +3.434, +5.751, +3.115 e 3.636) e le new entry Trapani (1.366) e Reggio Calabria (763).
Sul fronte dei movimenti nazionali (dove si registra un aumento complessivo del 11,3% ) spiccano Lamezia Terme con un incremento del 92,0% (corrispondente a 5.484 movimenti in più) e Trapani con 5.342 movimenti.
CONTESTO STRATEGICO:
La principale sfida affrontata è consistita nel superamento dell’ottica “per singolo aeroporto” nella programmazione e gestione degli investimenti necessari al miglioramento complessivo del sistema. Il risultato di questa visione complessiva e sinergica è stato ottenuto soprattutto attraverso il Gruppo di lavoro “Trasporti” del QCS, un tavolo istituito a supporto del Comitato di Sorveglianza del QCS cui hanno partecipato le Autorità di Gestione regionali e nazionali e i rappresentanti del partenariato
economico e sociale.
CONCEZIONE E ATTUAZIONE DELLA PRATICA
Il Gruppo di lavoro “Trasporti” ha costantemente accompagnato la concezione ed il monitoraggio degli interventi, producendo analisi di contesto utili alla definizione delle scelte puntuali e cooperando per la
soluzione dei problemi attuativi, costantemente usufruendo della collaborazione di tutti gli attori del processo, inclusi gli uffici nazionali competenti in materia, l’Ente Nazionale Aviazione Civile e le Società di Gestione Aeroportuali.

(1) Fonte: Assaeroporti. I dati non includono il traffico degli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria
(2) Fonte: ENAC. I dati sulla ripartizione del traffico tra passeggeri nazionali e internazionali non sono disponibili.

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Progetto di utilizzo dei beni confiscati alla mafia

PAESE:
ITALIA
REGIONE:
MEZZOGIORNO
DURATA:
2000-2006 e 2007-2013
OBIETTIVO:
CONVERGENZA
FINANZIAMENTO COSTO TOTALE:
23.835.006 euro (2000/2006) e 91.000.000 euro
(2007/2013)
CONTRIBUTO EU:
12.261.382 euro (2000/2006) e 45.500.000 euro (2007/2013)
NAZIONALE:
11.573.624 euro (2006/2006) e 45.500.000 euro (2007/2013)
REGIONALE:
-
PRIVATO:
-
CONTATTO: NOME:
Responsabili della Segreteria Tecnica del PON Sicurezza Ing. Domenico Piro (2000-2006); Dott.ssa Lodovica De Caro (2007-2013)
ORGANIZZAZIONE:
Ministero degli Interni
INDIRIZZO:
Piazza del Viminale – ROMA
E-MAIL:
Autoritadigestione_pon@interno.it
INTERNET:
www.mininterni.it

DESCRIZIONE DELL’OPERAZIONE:
I progetti di riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata rappresentano una modalità particolarmente efficace di contrasto alla pervasività dell’attività criminale e di affermazione della legalità. Con tali progetti i beni immobili confiscati vengono, infatti, reinseriti nel circuito produttivo legale, contribuendo alla bonifica dei territori degradati, al miglioramento del contesto urbano e sociale, anche attraverso il coinvolgimento di associazioni di promozione sociale e di cooperative sociali per la realizzazione di iniziative a beneficio di categorie deboli (minori, donne vittime di tratta o sfruttamento, detenuti ed ex-detenuti, comunità di recupero per tossicodipendenti, soggetti discriminati ecc.). A tal fine, nel 2000-2006 sono stati concepiti alcuni progetti pilota che hanno consentito di sviluppare delle attività economiche legali a partire dal recupero, in chiave sociale e produttiva, dei beni confiscati alla mafia.
Le opportunità di lavoro create, così come le attività sociali ed educative realizzate, sono servite e servono anche a dare ai giovani una valida alternativa economica rispetto alla criminalità.
Con questi progetti pilota sono state convertite oltre 50 proprietà confiscate alla mafia. Fra queste si citano per la loro significatività:

• il “giardino della memoria” a San Giuseppe Jato (Palermo) confiscato al mafioso Giovanni Brusca. Il luogo è stato riqualificato con un intervento (€ 931.000 di cui il 50% di FESR) volto a restituire ai
giovani uno spazio di giochi e di incontro, per non dimenticare.
• Le “terre di Corleone” a Corleone (Palermo) confiscate al mafioso Salvatore Riina. L’intervento (circa € 600.000 di cui 50% di FESR ) ha trasformato l’area confiscata in una fattoria agricola che funge anche da centro agrituristico.
• Il centro “Centopassi” a San Cipriello (Palermo), ubicato in un'area estesa 17 mila metri quadri confiscata al mafioso Giovanni Genovese e circondato da altri 6 ettari di terreno anch'essi sottratti alla mafia. Con l’intervento (€ 426.000 di cui il 50% di FESR) è stata realizzata una cantina destinata alla trasformazione di uve bianche (Chardonnay, Catarratto, Grillo) e rosse (Nero d'Avola, Syrah, Perricone) prodotte nei vigneti del Consorzio “Sviluppo e Legalità” con l'Associazione “Libera”. Ogni bottiglia prodotta è dedicata ad una vittima di mafia.
• Il “San Marcellino” a Casalesi (Campania) è un centro plurifunzionale per giovani costruito in un’area confiscata al mafioso Giorgio Marano.
L’intervento (€ 516.000 di cui il 50% di FESR) comprende anche attività educative e ricreative per i giovani, nonché una centrale di polizia locale.
• La “Portella della Ginestra” vicino Monreale (Palermo), proprietà confiscata al mafioso Bernardo Brusca (storico alleato del “boss dei boss” Salvatore Riina e padre del capo mafioso Giovanni Brusca).
L’intervento (€ 404.260 di cui il 50% di FESR) ha trasformato la proprietà in un centro agricolo e di vacanze comprendendo una struttura ricettiva in un’area di grande pregio paesistico, storico e naturale. Il centro agrituristico è stato creato dall’associazione “sviluppo e legalità”, include un ristorante (raccomandato anche dalla guida Michelin per la qualità dei servizi offerti), delle stanze per il
pernottamento attrezzate anche per i disabili ed il centro ippico “Giuseppe di Matteo”. Aperto nel 2005, è oggi gestito dalla Cooperativa “Placido Rizzotto Libera Terra” che impiega 15 giovani
locali, selezionati e formati per questo esercizio dall’Associazione “Sviluppo e Legalità”.
Grazie ai risultati positivi ottenuti, nell’attuale periodo di programmazione (2007-2013) il PON Sicurezza dedica 91 milioni di euro al recupero e alla gestione dei beni confiscati alla mafia, destinando così a questo tipo di interventi una dotazione finanziaria anche superiore rispetto a quella del precedente ciclo. Allo stesso tempo, i Programmi Operativi Regionali promuovono azioni a complemento e integrazione delle politiche promosse dal Programma Nazionale.


CONTESTO STRATEGICO:
Le attività hanno compreso e comprendono la riqualificazione in chiave produttiva, educativa e di sviluppo sociale dei beni confiscati alla mafia al fine di ricreare sviluppo in contesti ad alta disoccupazione e criminalità.
Le proprietà confiscate e i loro manufatti architettonici sono stati cosi recuperati per sviluppare il turismo, le attività economiche, educative e sociali in maniera da creare nuovi posti di lavoro, specialmente per i giovani.
La confisca e la gestione di queste proprietà ha quindi rappresentato un successo significativo delle istituzioni contro il crimine organizzato; un successo offerto da strumenti concreti che alimentano la confidenza dei cittadini verso le istituzioni, difendendo la cultura della legalità.
CONCEZIONE E ATTUAZIONE DELLA PRATICA
La gestione e catalogazione dell’elenco dei beni confiscati alle mafie (beni mobili e immobili, società, centri turistici, capannoni, aree) è affidata all’Agenzia delle Entrate. I beni messi a disposizione per le attività di investimento solitamente vengono affidati a cooperative sociali di soggetti svantaggiati (ex carcerati, tossicodipendenti, madri sole, etc) che, a seconda della natura del bene, lo utilizzano per attività commerciali ed economiche. Altri beni, con una valenza altamente simbolica, rientrano nelle disponibilità delle forze dell’ordine. Le istanze di richiesta di investimento per il recupero ed il riuso dei beni confiscati possono essere promosse da soggetti territoriali locali (Comune, Provincia, Prefettura) o
centrali (Ministero degli interni).
La selezione delle proposte progettuali si basa, prioritariamente, sulla valutazione della valenza sociale dell’intervento proposto, con particolare attenzione alla sostenibilità futura dello stesso.

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L’esperienza del PON Scuola per lo sviluppo 2000-2006 e dei POR Ambienti per l’apprendimento e Competenze per lo sviluppo 2007-2013.
Focus: primi risultati di azioni innovative in Calabria finalizzate all’accrescimento delle competenze degli studenti.

REGIONE: Regioni Obiettivo 1
Regioni Obiettivo 1
OPERAZIONE:
OPERAZIONE: PON 2000-2006 “La scuola per lo sviluppo; PON FESR 2007-2013“Ambienti per l’apprendimento”; PON FSE 2007-2013 “Competenze perlo sviluppo”; POR Calabria 2000-2006;
DURATA:
2000 2006 e 2007-2013
OBIETTIVO:
Obiettivo 1 2000-2006; Obiettivo Convergenza 2007-2013
FINANZIAMENTO
PON 2000-2006 “La scuola per lo sviluppo 2000-2006
COSTO TOTALE:
830.014.570 euro
CONTRIBUTO FSE:
427.268.000 euro
CONTRIBUTO FESR:
109.816.000 euro
CONTRIBUTO NAZIONALE PUBBLICO:
292.930.570 euro
CONTRIBUTO REGIONALE:
-
CONTRIBUTO PRIVATI:
-
POR CALABRIA
2000-2006 (FSE)
COSTO TOTALE:
101.000.000 euro
CONTRIBUTO FSE:
70.699.967 euro
CONTRIBUTO NAZIONALE PUBBLICO:
21.210.006 euro
CONTRIBUTO REGIONALE:
9.090.027 euro
CONTRIBUTO PRIVATI:
-
PON FESR 2007-2013
“Ambienti per l’apprendimento”
COSTO TOTALE:
495.309.830 euro
CONTRIBUTO FESR:
247.654.915 euro
CONTRIBUTO NAZIONALE PUBBLICO:
247.654.915 euro
CONTRIBUTO REGIONALE:
-
CONTRIBUTO PRIVATI:
-
PON FSE 2007-2013
“Competenze per lo sviluppo”
CONTRIBUTO FSE:
CONTRIBUTO FSE: 742.964.746 euro
CONTRIBUTO NAZIONALE PUBBLICO:
CONTRIBUTO NAZIONALE PUBBLICO: 742.964.746 euro
CONTRIBUTO REGIONALE:
-
CONTRIBUTO PRIVATI :
-
CONTATTO:
PON 2000-2006 e 2007-2013
ORGANIZZAZIONE:
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Affari Internazionali Ufficio IV -Programmazione e gestione dei fondi strutturali europei e nazionali per lo sviluppo e la coesione sociale
INDIRIZZO:
viale Trastevere, 76/A- 00153 Roma
TELEFONO:
06/58492953-3405
POSTA ELETTRONICA:
dgcult.div4@istruzione.it
INTERNET
www.pubblica.istruzione.it/fondistrutturali/ /default2007.shtml
POR Calabria
2000-2006
ORGANIZZAZIONE:
Regione Calabria – Dipartimento Programmazione
Nazionale e Comunitaria
INDIRIZZO:
Via Molè, 88100 Catanzaro
POSTA ELETTRONICA:
adg.porcalabria@regcal.it
INTERNET:
ww.regione.calabria.it/calabriaeuropa/

DESCRIZIONE DELL’OPERAZIONE
Le politiche di coesione nel settore dell’Istruzione per le Regioni Obiettivo 1 / Convergenza sono state portate avanti con continuità da Programmi Operativi Nazionali dedicati, sia per quanto riguarda la programmazione 2000-2006 (PON “La scuola per lo sviluppo”, fondi FESR e FSE), che la programmazione 2007- 2013 (Competenze per lo sviluppo, fondi FSE, e “Ambienti per l’apprendimento”, fondi FESR). Le azioni “nazionali” sono state poi integrate e finalizzate con azioni di carattere regionale, previste nei rispettivi POR.
La programmazione 2000-2006 per l’istruzione era orientata a migliorare la qualità del sistema scolastico e a ridurre la dispersione scolastica, realizzando azioni che garantissero l’acquisizione o il consolidamento delle competenze di base. Obiettivo era inoltre quello di sviluppare la società dell’informazione attraverso la diffusione delle dotazioni informatiche e la creazione di reti, nonché la formazione dei docenti e degli allievi sull’uso delle nuove tecnologie e attrezzare alcune istituzioni scolastiche per realizzare iniziative rivolte al territorio per favorire l’orientamento ed il recupero dei giovani. Si prevedeva di sviluppare centri polifunzionali di servizio catalizzatori dell’innovazione e dello sviluppo locale. Come orientamento al lavoro la programmazione si proponeva di favorire il passaggio dalla scuola alla vita attiva mediante interventi di alternanza scuola lavoro e sviluppare l’educazione degli adulti.
Sulla base di questi obiettivi, il Programma Operativo Nazionale è stato attuato attraverso iniziative capillarmente diffuse e attuate dalle singole scuole nell’ambito del loro naturale bacino d’utenza e altresì orientate a promuovere e sostenere l’azione di istituti scolastici in grado di assumere il ruolo di punto di riferimento per altre scuole e per altri soggetti operanti nel territorio.
L’andamento positivo della programmazione 2000/2006 e gli effetti positivi sulla dispersione scolastica messi in evidenza dalle valutazioni condotte, sono stati fattori decisivi nel determinare, per il periodo 2007-2013, un forte rafforzamento della strategia per il miglioramento dell’istruzione nelle Regioni dell’Obiettivo Convergenza attraverso due nuovi Programmi dedicati all’Istruzione dotati di risorse pari a circa tre volte al quelle programmate nel settennio precedente.
La programmazione nazionale sull’Istruzione 2007-2013 è più ambiziosa e più chiaramente orientata al raggiungimento di risultati in termini di più elevate e più diffuse competenze e capacità di apprendimento continuo, di riduzione della dispersione scolastica, di messa a punto di strumenti a sostegno del miglioramento a regime della qualità del servizio scolastico e di istruzione in generale.
L’intervento dei programmi nazionali è stato inoltre integrato, nel tempo, con azioni di iniziativa regionale, finanziate nei rispettivi POR, volte a conseguire gli stessi obiettivi nel quadro dello specifico contesto regionale e degli specifici problemi, in alcuni casi più accentuati, caratterizzanti i relativi sistemi di istruzione. Il caso della Regione Calabria, qui trattato come esempio di strategia specifica regionale, appare in tale quadro particolarmente significativo.

CONTESTO STRATEGICO:
Il Programma Operativo Nazionale “La Scuola per lo sviluppo” 2000/2006 ha realizzato interventi in linea con gli obiettivi fissati a Lisbona e che rappresentano oggi punto di riferimento per i sistemi educativi di tutti i Paesi europei: tutte le “misure” previste corrispondono pienamente ai tredici obiettivi
definiti per i sistemi educativi nell’ambito del processo avviato con la Decisione di Lisbona. E’ in ragione della strategicità rispetto ai traguardi su Istruzione e Formazione condivisi in sede europea, che si è ritenuto opportuno, per quanto riguarda la programmazione 2007-2013, fissare indicatori con target vincolanti, allo scopo di dare centralità al raggiungimento di risultati visibili nel settore di intervento considerato e di mobilitare gli attori coinvolti e il dibattito pubblico.
E’ noto, infatti, che accanto a significativi elementi di sviluppo registrati negli ultimi decenni – quali i progressi nei livelli d’istruzione della popolazione, in particolare delle donne, e nella partecipazione ai sistemi di istruzione e formazione – persistono fattori di criticità nella partecipazione di tutti, giovani,
adulti e adulte, ai percorsi d’istruzione-formazione, e nelle competenze di alunni e alunne rispetto alle quali le indagini nazionali, ma soprattutto quelle internazionali, hanno evidenziato situazioni anche molto critiche. In tal senso, attraverso l’attuazione dei PON il Ministero dell’Istruzione contribuisce al conseguimento degli obiettivi di servizio del sistema d’istruzione, stabiliti a livello di Quadro Strategico Nazionale, con lo scopo di garantire standard minimi di qualità del servizio scolastico su tutto il territorio nazionale e di rendere più equo il sistema di istruzione, inserendosi coerentemente nell’azione di innovazione del sistema scolastico avviata a livello nazionale e cha ha visto, da ultimo, la Riforma del Primo e del Secondo Ciclo di Istruzione.
Tali obiettivi risultano ancor più rilevanti in particolari aree del Paese nelle quali l’azione dei programmi nazionali è stata rafforzata e integrata da specifici programmi di intervento regionali. Il Piano d’Azione 2008 ha rappresentato lo strumento operativo attraverso il quale la Regione Calabria ha affrontato, concentrando gli sforzi per conseguire obiettivi immediati e con approccio integrato, le molteplici carenze quanti-qualitative del sistema scolastico e formativo calabrese, soprattutto in direzione del miglioramento del livello delle conoscenze e delle competenze di base degli studenti per essere più rispondenti ai nuovi bisogni del paradigma emergente dell’economia della conoscenza e del
mercato del lavoro.
Il Piano d’Azione 2008 della Regione Calabria sottendeva il conseguimento di due obiettivi strategici, entrambi decisivi per il miglioramento delle performance scolastiche regionali.
Il primo è quello di innalzare la cifra complessiva delle conoscenze e dellecompetenze degli studenti attuali. Tutte le indagini comparative, internazionali e nazionali, mostrano un sistematico e intenso divario tra gli studenti calabresi e quelli delle regioni Centro-settentrionali e, ancor più, in raffronto a quelli delle regioni europee più sviluppate. Quando il livello medio è sistematicamente così basso è inevitabile porsi il problema di una risalita complessiva delle capacità e delle competenze dell’intera popolazione studentesca.
Il secondo obiettivo strategico è quello di riconoscere il merito e dunque diperseguire sistemi di incentivazione degli studenti “migliori”. Premiare i più meritevoli è non soltanto un modo per riconoscere gli sforzi e l’impegno formativo individuale, ma rappresenta altresì un segnale di incoraggiamento a fare meglio, ad intensificare gli sforzi e al miglioramento continuo da parte di tutti gli studenti, soprattutto di quelli meno dotati e impegnati
CONCEZIONE E ATTUAZIONE DELLA PRATICA
L’attuazione della strategia per il miglioramento del sistema di istruzione nelle Regioni Convergenza ha dato risultati positivi (con riferimento alla programmazione 2000-2006: va tuttavia rilevato che anche la programmazione 2007-2013 ha già dato luogo a progressi consistenti). Questo sia per quanto
riguarda in generale i programmi nazionali, sia per quel che riguarda la positiva esperienza costituita dall’attuazione delle azioni specifiche messe in opera dalla Regione Calabria.
L’attuazione del Programma Nazionale 2000-2006 “La Scuola per lo sviluppo” ha consentito di raggiungere e superare sia i traguardi di spesa prefissati, sia gli indicatori fisici previsti. In considerazione di tali positivi risultati il PON ha beneficiato di risorse aggiuntive di premialità (111.6 milioni di euro): la dotazione finanziaria del Programma ha così raggiunto complessivamente un ammontare pari a oltre 830 milioni di Euro.
I risultati conseguiti sono stati rilevanti: fra i principali vanno segnalati i seguenti:

• sono stati realizzati 43.250 progetti, di cui 36.263 con le risorse del FSE e 6.987 con le risorse del FESR.
• le attività promosse attraverso il PON Scuola hanno complessivamente interessato circa 1.000.000 di utenti con un numero di allievi/e delle scuole secondarie di secondo grado coinvolti, pari a circa il 50% della popolazione scolastica presente nel Mezzogiorno;
• gli interventi, rivolti alle sedi centrali delle istituzioni scolastiche, hanno consentito l’acquisizione di tecnologie scientifiche e informatiche in 1.214 istituti pari al 96% circa del totale delle scuole secondarie superiori presenti nelle regioni dell’Obiettivo 1: in tali istituti sono stati realizzati e/o innovati laboratori linguistici/multimediali, laboratori scientifici; cablaggi strutturali degli edifici scolastici; postazioni multimediali, laboratori di settore e altre tecnologie multimediali;
• sono stati attivati 140 Centri risorse contro la dispersione scolastica, distribuiti in quasi tutte le province delle regioni obiettivo 1, sia in aree urbane che periferiche, comprese le isole minori e le zone montane e74 Centri di servizio con cui i diversi territori sono stati dotati di strutture permanenti in grado di interagire con le altre scuole e con i diversi soggetti, istituzionali e non, del contesto di riferimento;

Con risorse FSE sono stati poi realizzati:

• 5.433 progetti finalizzati all’uso delle nuove tecnologie, che hanno consentito l’acquisizione di una certificazione europea a 100.024 giovani;
• 2.600 progetti che hanno consentito l’acquisizione di competenze linguistiche nell’ambito del quadro di riferimento del Consiglio
d’Europa (livello B1 e B2) a 48.383;
• 6.860 progetti che hanno consentito l’attuazione di percorsi di stage aziendali per 115.473 studenti di cui il 30% liceali e circa il 45% in un contesto territoriale (anche altri paesi comunitari) diverso da quello di appartenenza;
• 6.116 progetti attraverso i quali 129.097 docenti hanno potuto frequentare corsi di apprendimento all’uso delle nuove tecnologie con il conseguimento della relativa certificazione;
• 5.965 percorsi formativi per 113.666 adulti e adulte uniche hanno conseguito la certificazione sulle competenze acquisite.
Inoltre:
• nell’ambito delle iniziative contro la dispersione scolastica sono stati realizzati, 6.811 progetti in favore di 338.210 ragazzi in difficoltà, a rischio di abbandono o anche drop out e di circa 38.400 genitori. I
progetti sono stati accompagnati da iniziative di supporto e da indagini qualitative.
• un consistente numero di progetti sono stati riservati alle scuole ubicate nelle aree a rischio criminalità (134 comuni distribuiti nelle 5 Regioni Obiettivo 1) individuate dal PON Sicurezza: l’iniziativa ha visto il il coinvolgimento di 409 istituzioni scolastiche per la realizzazione di 904 progetti.
I risultati in termini di efficacia dell’intervento sono confortanti. In particolare:
• gli interventi hanno determinato un decisivo miglioramento del rapporto studenti/PC, cioè l’indicatore preso a riferimento per la penetrazione delle ICT nella didattica. Tale rapporto è passato, nelle Regioni
Obiettivo 1, da 33 nel 2001 a 10,2 nel 2006, mentre (12,1 considerando le sole Regioni CONV);
• le azioni formative in favore degli insegnanti realizzate hanno portato a progressi nel rapporto delle scuole che utilizzano procedure informatiche sul totale: il tasso di copertura previsto come target, pari al 79% del totale delle scuole di istruzione secondaria superiore, è stato ampiamente superato (oggi è pari al 90%);.
• tra i più significativi risultati ottenuti dagli interventi finanziati con fondi FSE, vanno segnalati quelli relativi alla dispersione scolastica e alla partecipazione all’istruzione: in seguito agli interventi realizzati si è infatti verificato nelle Regioni Convergenza un aumento del tasso di partecipazione all’istruzione secondaria superiore con il relativo abbattimento del divario con il resto del paese.

E’ significativo il riconoscimento dei progressi in questo campo che viene tributato dall’OCSE nell’indagine “OECD Economic Surveys”.
L’esperienza specifica attuata dalla Regione Calabria attraverso il proprio Piano di Azione ha dato risultati altrettanto positivi soprattutto se correlati alla forte concentrazione di interventi in tempi ristretti attivati con la programmazione di oltre 101 milioni di euro. Il Piano ha rappresentato dunque un “inizio” denso di una politica regionale organica nei confronti del sistema scolastico regionale: creare una “fiammata” di interesse pubblico per alimentare aspettativepositive negli attori della filiera attraverso una “massa critica” temporalmente concentrata di strumenti, azioni e finanziamenti.
Gli interventi previsti dal Piano possono essere raggruppati in quattro categorie:
Interventi realizzati in partenariato con le Università calabresi; voucher; buoni premio; interventi promossi dagli istituti scolastici.
La tabella mostra gli obiettivi raggiunti:

Tipologia interventi
Destinatari potenziali
Destinatari effettivi al 30.05.0
Saldo
potenziali effettivi
Voucher
6.792
3.612
‐ 3.180
Buoni premio
11.333
27.440
16.107
Interventi Istituti Scolastici
1.583
8.143
6.560
Interventi Università
14.700
8.252
‐ 6.448
TOTALE
34.408
47.447
13.039

Gli output fisici del Piano d’Azione sono i seguenti:

OUTPUT FISICI – Piano d'Azione
47.447 destinatari
220
istituzioni scolastiche beneficiarie;
3
Università soggetti attuatori;
2
sportelli informativi che hanno dato riscontro ad oltre 16.500 e-mail;
115
incontri informativi e seminari;
60
persone tra funzionari regionali e assistenza tecnica impegnati a tempo pieno.

Particolarmente significative, per gli specifici problemi del sistema di istruzione calabrese, sono risultate, nell’ambito del Piano d’Azione, le azioni riguardanti da un lato i “percorsi di azzeramento” dei deficit di competenze e, dall’altro, “il programma di intervento rivolto ai giovani ricercatori”.
I percorsi di azzeramento sono programmi di formazione innovativi finalizzati prioritariamente ad offrire ai giovani diplomati calabresi neo iscritti all’università gli strumenti per sviluppare le competenze di base 10 nella lettura, nella matematica, nelle scienze e nelle tecnologie ad un livello tale che li
prepari alla vita adulta e costituisca la base per ulteriori occasioni di apprendimento. I percorsi hanno coinvolto 4.336 studenti nel periodo settembre-ottobre 2008 per un investimento complessivo di 12.655.660 euro.
I principali risultati, per come osservabili dalle prime valutazioni e sulla base dei focus group realizzati possono, fra gli altri, essere indicati nei seguenti:

- gli studenti che presentano i maggiori deficit di competenze di base sono gli studenti che provengono da ambienti socio-economici svantaggiati. Per questi studenti gli investimenti tesi ad accrescere i livelli di competenza risultano quindi più necessari per consentire un percorso universitario più qualificato;
– le attività formative previste dai programmi hanno prodotto effetti positivi sui risultati ottenuti dagli studenti nei test finali. A parità di una serie di caratteristiche individuali, gli studenti che hanno seguito un maggior
numero di ore di attività formative ottengono risultati migliori ai test. L’effetto è risultato particolarmente rilevante per le attività formative relative alle competenze di matematica.

Il programma di intervento rivolto ai giovani ricercatori, nell’ambito della linea del Piano attuata attraverso il più ampio “sistema dei voucher” (ovvero la possibilità offerta ai beneficiari di usufruire di un “pagamento stanziato” da utilizzare presso una istituzione educativa o formativa a propria scelta), si è proposto di rafforzare il potenziale umano della ricerca e della tecnologia
presente in Calabria, istituendo una serie di azioni destinate alle ricercatrici e ricercatori con non più di 40 anni in tutte le fasi della loro carriera, dalla formazione iniziale, rivolta soprattutto ai giovani, alla formazione continua fino allo sviluppo professionale. Le azioni rispondono all’evoluzione dei bisogni sul
piano della formazione per la ricerca, della mobilità, dello sviluppo di carriera e dello scambio di conoscenze e sono finalizzate a migliorare le prospettive di carriera delle ricercatrici e dei ricercatori calabresi, tanto nel settore privato che pubblico, mediante l'ampliamento delle loro competenze scientifiche.
La procedura prevede la concessione di un voucher dell’importo massimo di 6 mila euro (7.500 euro per soggetti affetti da disabilità) per lo svolgimento di una delle seguenti tipologie di attività: stage di eccellenza all’estero; corsi intensivi di studio all’estero; eventi formativi e di scambio all’estero.
I fruitori del voucher sono 388 afferenti per oltre i due terzi a dipartimenti dell’Università della Calabria e per il 25% a quelli dell’Università Mediterranea. Il contributo medio erogato è stato intorno ai 4mila euro, mentre l’attività prevalente è quella degli stage all’estero. Gli incontri realizzati con i referenti delle università e dei centri di ricerca confermano la rilevanza dell’iniziativa e sottolineano l’importanza della
permanenza nel tempo di queste opportunità.

(10) Per un approfondimento in tema di competenze chiave per l’apprendimento permanente si rimanda alla Raccomandazione del Parlamento Europeo del 18 dicembre 2006 – (2006/962/CE) (GUCE L 394/10 del 30.12.2006).

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Progetto di accompagnamento alla Priorità 2 del QSN 2007-13

REGIONE TUTTE LE REGIONI
OPERAZIONE:
PON GOVERNANCE E ASSISTENZA TECNICA
DURATA:
2007-2013
OBIETTIVO:
CONVERGENZA/COMPETITIVITA’
FINANZIAMENTO COSTO TOTALE:
243.100 euro
COSTO AMMESSO A COFINANZIAMENTO:
170.348 euro
CONTRIBUTO EU:
85.174 euro
CONTRIBUTO NAZIONALE:
85.174 euro
CONTRIBUTO PRIVATO:
-
CONTATTO: NOME:
Ravoni Letizia
ORGANIZZAZIONE:
MISE-DPS
INDIRIZZO:
Via Sicilia 162/D – ROMA
E-MAIL:
letizia.ravoni@tesoro.it
INTERNET:
www.dps.tesoro.it

DESCRIZIONE DELL’OPERAZIONE:
Il progetto risponde all’esigenza di accompagnare l’attuazione della Priorità 2 “Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività” del QSN 2007-13 con una specifica attività di capacity building rivolta a tutte le Regioni e Amministraizioni Centrali responsabili dei Programmi Operativi attuativi di questa Priorità, con l’intento di assicurare il rafforzamento di conoscenze e competenze tecniche necessarie per una efficace attuazione delle politiche di ricerca e innovazione promosse dai Programmi cofinanziati.
Il progetto è stato cofinanziato dal Programma Governance e A.T. 2007-2013, Obiettivo Convergenza; l’estensione del progetto alle Regioni dell’Obiettivo Competitività è stata assicurata dal concorso di
risorse nazionali a valere sul Fondo Aree Sottoutilizzate.
Il progetto, promosso dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, di intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha visto un’ampia partecipazione da parte delle
Amministrazioni coinvolte, che hanno espresso giudizi positivi circa i risultati ottenuti e suggerito una riedizione del progetto per i prossimi anni. Il 16 settembre 2009 è stato quindi stipulato un protocollo di intesa tra il DPS e l'”Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione” teso a fornire un supporto di natura specialistica alle Regioni in alcuni degli ambiti segnalati dalle stesse Amministrazioni
come particolarmente critici: in particolare, il rafforzamento della capacità di disegno strategico e selezione dei progetti e la valutazione ex post dei risultati.
CONTESTO STRATEGICO:
La programmazione 2007-13 è caratterizzato da un ingente impegno finanziario per questa Priorità, pari a 10.381 MEURO, sui temi della ricerca, dell’innovazione e della Società dell’Informazione. Il Quadro ha fissato principi e regole di attuazione particolarmente stringenti, ripresi da tutti i Programmi, con l’obiettivo di configurare correttamente le priorità di intervento, rafforzare la capacità di selezione dei progetti, migliorare il monitoraggio e la valutazione degli stessi nelle diverse fasi, assicurare soluzioni di governance adeguate.
Ciò tenendo conto della particolare complessità delle politiche per la ricerca e innovazione, i cui risultati sono per natura immateriali, differiti nel tempo, incerti e difficilmente misurabili e che richiedono
modalità di apprendimento continuo.
CONCEZIONE E ATTUAZIONE DELLA PRATICA
Un gruppo di esperti esterni e uno staff di coordinamento interno al Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, assistiti da Invitalia, hanno supportato l’attività di 8 gruppi di lavoro tematici. I gruppi, attivi da luglio a dicembre 2008, hanno visto la partecipazione attiva di oltre un centinaio di dirigenti e funzionari di Amministrazioni Centrali, agenzie nazionali e Regioni e sono stati dedicati sia a
questioni relative al merito specifico di queste politiche (ricerca e innovazione nelle imprese, trasferimento tecnologico, start-up innovativo, finanza per l’innovazione, servizi qualificati) sia ad aspetti tecnico-metodologici quali l’analisi della domanda, la fissazione di priorità, la selezione dei progetti e la valutazione in itinere ed ex-post dei progetti, l’utilizzo di condizionalità e di meccanismi di concessione e revoca dei finanziamenti legati al conseguimento di obiettivi intermedi fissati ex-ante.
Il rapporto “Migliorare le Politiche di ricerca e innovazione per leRegioni: contenuti e processi di policy” (http://www.dps.tesoro.it/documentazione/docs/all/DPS_Rapporto_Ric
erca_e_Innovazione.pdf) costituisce il principale output del progetto e fornisce spunti di riflessione, indicazioni di policy e strumentazione tecnica.
Alla luce dei positivi risultati conseguiti nella prima fase di attuazione del progetto, il 16 settembre 2009 è stato siglato un Protocollo d’Intesa tra il DPS e l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione al fine di realizzare attività relative a 3 linee principalid’intervento, in accordo con alcune delle criticità rilevate nel Rapporto e riconosciute dalle Regioni come critiche rispetto alla
propria attività:

1. Previsione delle linee di tendenza dello sviluppo tecnologicoscientifico
ed economico;
2. Selezione e valutazione ex-ante dei progetti di innovazione industriale;
3. Valutazione delle politiche di ricerca e innovazione.

Gi obiettivi saranno perseguiti con la:

• costituzione di Gruppi di lavoro con dirigenti e funzionari delle Amministrazioni regionali, allargato a rappresentanti dei soggetti (intermediari, associazioni, enti di ricerca, università, imprese), selezionati in base all’interesse al tema e alla qualificazione specifica;
• supporto di facilitatori professionali, ovvero figure con competenze di management o consulenza in grado di massimizzare l’interazione tra i partecipanti;
• definizione accurata di “prodotti” utili al miglioramento effettivo delle politiche di ricerca e innovazione.

fonte (riel.) Rapporto Strategico 2009 (Allegato II Parte II – pp.38) - (vedi)

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Il settore degli esiti dei finanziamenti dei Fondi strutturali è prioritario. Questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché se qualche lettore intende contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. Non è necessario che la o le informazioni siano già redatte in un testo finale. Può essere d'aiuto anche un promemoria. Provvederemo ad approfondirlo successivamente. (Grazie staff redazionale.)


 

2.17 – Illeciti in Italia

2.17 – Illeciti in Italia – I dati della situazione italiana

Sommario della sezione

Premessa
1.0) – Relazione Ministro Bonino (2007)
2.0) – Importi riferiti alla situazione italiana (2010)

Premessa

I Dati ufficiali relativi ai finanziamenti dei Fondi strutturali interessati da illeciti, sono tra i materiali che risentono dei maggiori ritardi. Infatti nel 2010/11 sono disponibili una parte di quelli aggiornati al 2008-2009.

1.0) – Relazione Ministro Bonino (2007)

Dalla relazione del Ministro Bonino (rel . Ministro Bonino (10-IX-2007)) si evince che " l'Italia risulta rispettivamente :
– al primo posto per numero di Fondi illecitamente ottenuti dall'UE, pari a 318 milioni di euro:
– e al quinto per numero di casi denunciati (1.221)".

Fondi strutturali – Illeciti 

FS_Illeciti_00

(1) Fonte: Ministero delle Politiche europee

2.0) – Importi riferiti alla situazione italiana (2010)

I dati indicati dal Ministero delle Politiche Comunitarie nel 2010 (ministro Ronchi) sono esposti di seguito (vedi).

Fondistrutturali

Lotta contro le frodi – Situazione dei recuperi

 
 

euro

A

Prima del 2007

332.847.956

B

Relativi al 2007

101.245.439

C = A+B

Totale (fino al 2007 compreso)

434.093.395

D

Relativi al 2008

52.242.430

E = C+D

totale (fino al 2008 compreso)

486.335.825

F

Saldo a fine 2008

409.218.510

G = F-E

importo recuperato nel 2008

77.117.315

Fonte: Il presidente del COLAF – Resoconto dell'Attività svolta Luglio 2008-giugno 2009-
Roma 2009 (pp.28) -Ministero Politiche comunitarie (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Riferimenti:

http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/15404/frodi-UE.
(1) Ministero Politiche comunitarie -> : http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/15819/..)


–> Coloro che avesse informazioni di prima mano o del proprio territorio, riferite materiali che riguardano forme di illeciti sono pregati di inviarle al FORUM, o comunque di contattare lo stesso (vedi Mail).

Vai alla sezione: Illeciti a scala regionale
Vai alla sezione: Illeciti a scala UE

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2.15 – Cartografia IT

2.15 – Cartografia scala UE IT

Sintesi

1.0) Cartografia IT 2000-2006
2.0) Cartografia IT 2017-2013
2.1) Cartografia IT Cooperazione transnazionale
3.0) Cartografia IT 2014-2020

 * Per gli utenti alla prime armi si consigliano i seguenti link esterni:

1.0) Cartografia generale Fondi strutturali 2000-2006

2004-FS-ItaliaTorna all'inizio


2.0) Cartografia generale Fondi strutturali 2007-2013

2007-2013-ITALIA

link Mappe Obiettivo 2007-2013

2.1) Cooperazione Transfrontaliera territoriale (ciclo 2007-2013)

http://ec.europa.eu/regional_policy/atlas2007/italia/crossborder/index_en.htm


2007-13-22-Cooperazione-transfrontaliera

 

 

Cooperazione tranfrontaliera

2017-2013

 

 

 

 

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3.0) Cartografia generale  Fondi strutturali 2014-2020

2014-Italia-22-FESR-FSE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

4.0)- Cartografia generale 2014-2020 – Fondo di coesione- L'italia non rientra in questo finanziamento

2014-Fondo-coesione-


 

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* Utenti esperti

Sito GIS OCDE

2015-Regional-Explorer-22

http://stats.oecd.org/OECDregionalstatistics/


Sito Gis (EXPLORER) DPS_MEF -collegati

2014-explorer-DPS

http://www.dps.mef.gov.it/DPSeXplorer/ml.asp


Cartografia regioni del Mezzogiorno
Cartografia regioni Nord Italia
Cartografia regioni Centro Italia


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