2.14 – Rete nazionale valutazione

2.14 – Rete nazionale valutazione - Strutture create dalla Pubblica Amministrazione centrale (Roma)

La problematica della valutazione è prioritaria anche nel campo dei Fondi strutturali, e questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché se qualche lettore intendesse contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. (Grazie staff redazionale).


Strutture create dalla Pubblica Amministrazione centrale (Roma) per consentire le fasi di valutazione

Sintesi della sezione:- Premessa
 Il cuore del problema della Valutazione
I Valutatori
 Elenco degli Organismi deputati alla fasi di valutazione utilizzati alla scala nazionale dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) e dall'Dipartimento specifico DPS
6 L'ISFOL- Struttura nazionale di valutazione FSE – Diretto al settore del Capitale umano
7 L'INEA – Diretto al settore dell'Agricoltura
8 La Rete Rurale Nazionale, che partecipa al network europeo per lo Sviluppo Rurale
9 L'INVALSI, diretto al settore scolastico della scuola media Primaria e Secondaria

Premessa:

I finanziamenti della Pubblica Amministrazione, derivati dalla tassazione di tutti i cittadini, sono tesi alla realizzazione delle opere che risultano necessarie alla vita sociale e/o produttiva. Quelli dei Fondi strutturali si dirigono in prima istanza verso la realizzazione di opere di infrastruttura territoriale. Infatti, se la popolazione riesce a muoversi sul territorio spendendo meno tempo e denaro (su gomma, su ferro, ecc.), questo facilità la mobilità della manodopera e risulta un input per il settore che si avvale di quelle maestranze. In questo casi la sistemazione viaria o la sua costruzione ex-novo può risolvere o facilitare tale problema. Questo discorso vale per tutti servizi erogati dagli Enti locali, tipicamente formazione scolastica, sanità, tempo libero, comunicazioni, abitare, sicurezza, ecc. che sono campi di intervento della PA. Tuttavia al di là delle buone intenzioni anche questi progetti devono essere sottoposti a delle forme di valutazione mentre si compiono, e nella valutazione se i risultati (esiti) sono stati coerenti con i progetti. Ossai il momento valutativo si manifesta da un lato prima di iniziare i lavori, per così dire in fase di programmazione e progetto (valutazione ex_ante) al fine di stabilire se è preferibile il progetto Rosso o quello Nero; e dall'altro successivamente alla loro realizzazione, il che implica attendere la fine dei lavori e quindi tempi non brevi (valutazione ex-post). Un'arteria stradale, per esempio può richiedere molti anni per la sua realizzazione. Sicché la valutazione ex-post dei suoi esiti per questo periodo rimane sospesa. Con i lavori in corso d'opera, cioè nella fase di cantiere, non si può effettuare. Nel frattempo, di norma, le stesse PA hanno dato vita ad altri progetti e programmazioni, sicché si assiste al fenomeno dell'accumulo di queste iniziative, cioè dei lavori in corso, che solitamente complica ogni forma di valutazione e risulta utile alle forze politiche che hanno interesse a non approfondire. Si ricordi inoltre che il personale della PA, solitamente è limitato e quindi si indirizza verso quelle mansioni che si ritengono prioritarie.
Per quanto riguarda il fenomeno dei Fondi strutturali esiste molto materiale sia per quanto riguarda la fase ex-ante (come Fondi strutturali sono stati programmati) sia per quella ex-post (esito delle realizzazioni) per esempio per il ciclo 2000-2006. Per il ciclo 2007-2013 si dovrà attendere almeno il 2015.
Per superare questo vero e proprio impasse, si assiste ad una scelta che si ripete con grande frequenza. Le PA decidono di realizzare reti di monitoraggio e rilevamento dati e modelli, di tutti i tipi e per tutti i settori ritenuti determinanti. Questa fase non costituisce un errore, ma evidentemente lo diventa quando da una fase preliminare si costituisce come il presunto punto terminale dello sforzo. In questi casi vi è una mera dilatazione dei tempi. Nel frattempo la rete di monitoragio e di valutazione continua ad affilare i propri strumenti di analisi, e questo può costituire un oggettivo valore aggiunto, anche nella prospettiva della valutazione come assistenza alla programmazione territoriale.

- Il cuore del problema della valutazione
Nella pianificazione e programmazione in genere e in particolare nella progettazione delle infrastrutture territoriali (arterie stradali, poli turitici, poli industriali, poli energetici, ecc.), si manifestano molti contrasti. Si consideri ad esempio la ferrovia TAV in Piemonte e i molti altri progetti similari nel resto d'Italia (per es. gasificatori), che non procede per le evidenti discordanze nel sistema di valutazione dell'opera programmata. Ossia sono diversi i giudizi su tale intervento, che è un problema valutativo per eccellenza. Inoltre nel momento in cui si introduce nel processo valutativo, opportuamente, anche la popolazione informata ed interessata dal progetto, nei modi previsti dalla normativa (vedi VIA e VAS) il tradizionale ruolo dei cosidetti tecnici, perde tutto il loro potere di convinzione e anche parte dello spessore scientifico. Per esempio emergono i compromessi che hanno dovuto accettare.
Ciò che intendiamo sottolineare, è il fatto che la valutazione sia ex-ante sia ex-post non risulta ancora un'attività che si possa svolgere in modo lineare, ma ha una forte componente politica. Inoltre il meccanismo è bloccato per i limiti teorici evidenziati dalla letteratura sulle Analisi Costi Benefici, ma sino agli anni 2000 mancavano nelle PA tanto dei Ministeri quanto delle Regioni, funzionari e addetti capaci di svolgere tali mansioni. Il problema ha ricevuto un iniziale risoluzione con la legge n. 144 del 1999 (art.1 vedi).
Stabilire il successo o il fallimento di un intervento finanziato dalla Pubblica Amministrazione (PA), presenta molte difficoltà, e sinora gli addetti ai lavori sono privi di metodologie e protocolli adeguati. Il problema dell'efficacia e dell'esito dei finanziamenti concessi al fine di raggiungere qualsivoglia obiettivo, ritenuto opportuno e degno di essere finanziato nel settore sia dell'Amministrazione Pubblica sia del Settore privato, rimane circondato da vaste zone d'ombra. Vi sono dei risultati intermedi, che costituiscono degli avanzamenti, ma ancora lontani dal risolvere con linearità il problema valutativo. Nel settore privato può essere un indicatore sintetico soddisfaciente, il criterio dell'Utile netto calcolato tra entrate ed uscite. Tuttavia nel settore della Pubblica Amministrazione questo criterio non sempre è utilizzabile. Per esempio nel caso classico di una politica sanitaria, il problema contabile dell'utile (entrate/uscite), sopratutto nei tempi brevi, è inapplicabile. Questi casi sono ricompresi nella tipologia dei cosiddetti indicatori intangibili (per es. misurare la qualità della vita, misurare il valore del paesaggio, ecc.). Comprendere o escludere tali indicatori in una calcolo di Analisi Costi/Benefici, rimane uno dei problemi scottanti e insoluti del problema decisionale da risolvere. La valutazione che accompagna lo svolgersi dei programmi dei Fondi strutturali, compresa la valutazione finale degli esiti, non sfugge a questa dialettica. L'elenco degli Enti e nuclei di riferimento, richiamato in forma ufficiale dal DPS_MISE e indicato di seguito, non a caso è così numeroso. L'ampiezza del solo elenco di riferimento (v. sotto) denuncia una chiara ammissione di difficoltà. Da un lato nessuno dei numerosi istituti espositi di seguito è ancora riuscito a superare le difficoltà che si sono manifeste in questa metodologia di calcolo. Soprattutto da quando si è accolto il paradigma della sostenibilità anche nei processi di sviluppo socio-economico. Sicché sia a scala della UE ( per es. v. ELVALSED) sia alla scala nazionale (v.per es. UVAL) il problema valutativo permane e viene posto all'attenzione con la massima trasparenza, in attesa di raggiungere dei protocolli comportamentali per le Pubbliche Amministrazioni e dei modelli di calcolo che consentano l'eliminazione non solo delle incongruenze, ma anche degli sprechi, delle inefficienze e dei fallimenti/truffe più o meno programmate (V. Sezione: Illeciti e irregolarità). Dall'altro va ricordato, che una parziale soluzione si è maturata con l'introduzione dell'importante principio della Sostenibilità, e da due strumenti di programmazione specifici, sostenuti da appositi normative, chiamati rispettivamente Valutazione di Impatto Ambientale (VIA- UE -1985) e Valutazione Ambientale Strategica (VAS- UE- 2004) (vedi). Queste tuttavia, pur presentando un approccio al problema quanto mai valido e originale, non possono da soli superare le inerzie e/o le opposizioni delle forze politiche.

Per esempio lo Stato italiano quando si trova di fronte alle richieste dei Fondi strutturali, ossia della UE, manifesta la massima disponibilità ad operare secondo il principio della sostenibilità. Si vedano i PON, POR e POIN. Lo stesso Governo tuttavia, quando programma sul proprio territorio un'importante opera come quelle coordinate dalla cosiddetta legge Obiettivo (l. 443/2001) che conta 235 opere e 531 progetti infrastrutturali, svincolati dalla direttive UE, e per spesso ora bloccati dalla popolazione, rifiuta nei fatti tali principio, per il fatto che cerca di azzerare quasi del tutto il processo di VIA. Ossia cambia approccio metodologico. Anche in questo caso da un lato l'insuccesso del tentativo politico, dimostra la vitalità del principio della sostenibilità. Ma al contempo, dall'altro lato, testimonia di due approcci opposti impersonati dallo stesso soggetto pubblico che dipende in ultima istanza dalla volontà politica, non dalla tecnologia di calcolo delle scelte. (Si veda A.S. – Rapporto Strategico p.410 e seg.)

Nell'elenco sottostante, cliccando sulle rispettive sigle si può accedere al corrispettivo sito esterno e ufficiale, che espone le varie attività del soggetto di riferimento.
La pre-condizione ora richiamata, da un lato ha generato per esempio le società di valutazioni sotto elencate, nazionali ed internazionali, ma ha anche concorso a creare uno specifico segmento di mercato, ossia quello dei Valutatori. Per dare una dimensione dei costi di questo segmento si ricorda che un Rapporto intermedio realizzato da una società privata, per un Progetto Operativo Regionale (POR) dell'Obiettivo 1 dei Fondi strutturali, si aggirava almeno su un minimo 500 mila euro (prezzi 2005). I costi sono desunti dalle gare d'appalto indette per il ciclo 2000-2006.

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- I Valutatori

I valutatori possono essere reperiti sul mercato (Società per azioni, Professionisti, ecc.) o all'interno dell'amministrazione, ove ne esistano le condizioni (tipicamente un Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici che possegga sufficiente autonomia e specifiche competenze tecniche).
Per il periodo di programmazione 2000-2006, i valutatori esterni per i documenti dei Fondi strutturali, erano scelti con bandi cui partecipavano società singole o in Associazione Temporanea di Imprese. Per il periodo 2007-2013, a questa modalità si è aggiunta quella di selezionare singole professionalità, già prevista in passato, ma raramente adottata.
È possibile, inoltre, usare la metodologia di selezione di questo tipo di valutatori individuata dalla Regione Calabria a scala locale (sito esterno), che ha prodotto un apposito regolamento regionale.

I Rapporti di valutazione intermedia unitmente ai PO, sono stati analizzati nel Testo/Rapporto da cui prende avvio questo Forum Fondi Strutturali (Vedi).

Il DPS mette a disposizione due tabelle con elencati i Valutatori che hanno partecipato alle valutazioni intermedie dei vari atti dei Fondi strutturali. Gli elenchi sono divisi nei due ultimi cicli:

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Elenco degli Organismi deputati alla fasi di valutazione utilizzati alla scala nazionale dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) e dall'Dipartimento specifico DPS

I Principali organismi creati per consentire un dinamico ed efficiente aiuto nei vari momenti valutativi, indicati ufficialmente dal MISE_ DPS, sono elencati di seguito. Sono collocati nella fascia ministeriale o sono uffici nati presso le singole Regioni. Dopo l'elenco, da 1 a 8, segue una breve spiegazione della loro funzione. Accedendo ai rispettivi siti si può avere l'informazione completa della loro attività.

  1. L'ISFOL- Struttura nazionale di valutazione FSE – Diretto al settore del Capitale umano
  2. L'INEA – Diretto al settore dell'Agricoltura
    La Rete Rurale Nazionale, che partecipa al network europeo per lo Sviluppo Rurale
  3. L'INVALSI, diretto al settore scolastico della scuola media Primaria e Secondaria

- Valutatori attivi sul mercato della valutazione della politica regionale

1- UVAL

L’Unità di valutazione degli investimenti pubblici (UVAL) svolge attività di supporto tecnico alle amministrazioni pubbliche. Il suo compito e quello di elaborare e diffondere metodi per la valutazione dei progetti e dei programmi d’investimento pubblico rispettivamente ex ante, in itinere ed ex post. Il suo scopo al fine di ottimizzare l’utilizzo dei fondi è comprensivo anche dei Fondi strutturali comunitari.
L’Unità fornisce (a) specifiche valutazioni sulla rispondenza di programmi e progetti di investimento agli indirizzi di politica economica; (b) sulla fattibilità economico-finanziaria delle iniziative e sulla loro compatibilità e convenienza rispetto ad altre soluzioni, nonché (c) sulla loro ricaduta economica e sociale nelle zone interessate.
(continua nel sito ufficiale del DPS)

(continua nella sezione apposita interna a questo sito)

2- UVER

L'UVER – Unità di Verifica degli Investimenti Pubblici – è una struttura alle dirette dipendenze del Capo Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Fa parte, insieme all’Unità di Valutazione (UVAL v. sopra), del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici.
(Continua nel sito ufficiale del DSP)
(Continua nella sezione apposita interna a questo sito)

3- Rete dei Nuclei di Valutazione e Verifica (NUVV)

Il 17 aprile 2003, si è operativamente costituita, nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, la Rete dei Nuclei di valutazione e verifica (NUVV) degli investimenti pubblici operanti presso 33 amministrazioni (12 Ministeri e tutte le Regioni e le Province autonome).
La ReteNuvv, costituisce lo strumento per la circolazione della documentazione (informazioni, confronto di esperienza, diffusione di esperienze professionali, ecc. ), ed è configurata come un servizio ad una comunità di esperti, con funzioni e compiti specialistici, entro un quadro di indirizzi e parametri comuni.
La ReteNuvv si caratterizza come un sistema federato, autodiretto e indipendente da qualunque amministrazione partecipante; la Rete si compone di unità che condividono una impostazione e una missione comune, in quanto a finalità definite dalla Legge 144/99, quand´anche possono svolgere ruoli diversi, in relazione alle amministrazioni cui fanno riferimento.
La Rete è governata dalla Conferenza Generale composta da un rappresentante per ogni Nucleo nominato dalle rispettive Amministrazioni centrali e regionali; la Conferenza elegge il Presidente della Rete ed un Comitato di gestione di otto membri (4 per la componente centrale e 4 per quella regionale, compreso il Presidente).
La Conferenza Generale definisce gli obiettivi generali dell´attività della Rete, mediante l´approvazione del programma annuale, e verifica il funzionamento complessivo della Rete.

Sito= http://www.dps.tesoro.it/uval_linee_retenuclei.asp

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4 - Nuclei delle Regioni
Il nesso tra l'investimento, la sua attuazione e infine la sua verifica, attuata dalle amministrazioni pubbliche sono oggetto della legge 144/1999. Con quanto stabilito da questa normativa, in ogni regione e in determinate sedi ministeriali si istituiscono dei comitati atti ad instaurare una rete di funzionari capaci di procede all'organizzazione dei sistemi di valutazione di volta in volta necessari. Ossia a seconda del tipo di programmazione in oggetto. Lo scopo fondante, di questi nuclei, riguarda la programmazione economica e i suoi settori operata dalle Amministrazioni Pubbliche.
Tali nuclei di valutazione sono:

5- Nuclei delle amministrazioni centrali                                        

Soggetti attivi nel Sistema Nazionale di Valutazione 

Nuclei delle Regioni

  • identico alla lista sopra esposto (Nuclei delle regioni)

Commissione Europea

Soggetti istituzionali italiani ed esteri

Organismi pubblici internazionali >>

Associazioni di valutazione

Iniziative sulla valutazione >>


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6- L'ISFOL-Struttura nazionale di valutazione FSEDiretto al settore del Capitale umano

 È il nucleo di riferimento per la valutazione di politiche e di programmi dedicati al capitale umano. Obiettivo primario delle attività di valutazione è assistere in modo continuativo le scelte dei policy makers fornendo informazioni ricorrenti sui principali effetti prodotti dagli interventi e sui fattori che li possono influenzare.
All’interno dell’Area opera dal 1995 la Struttura nazionale di valutazione del Fse (vedi) che realizza analisi sul valore aggiunto delle politiche cofinanziate (per es. i Fondi strutturali). 

Le competenze specifiche sviluppate dall’Area sono:

  • coordinamento scientifico di valutazioni realizzate a livello centrale e locale
  • definizione e sviluppo di sistemi di monitoraggio finalizzati alla valutazione
  • progettazione e sperimentazione di modelli valutativi
  • rappresentazione delle istanze valutative in tavoli tecnici nazionali e internazionali 
  • trasferimento del know how in contesti internazionali
  • diffusione della cultura di valutazione

7 – L'INEA - Diretto al settore dell'Agricoltura

L'Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) è un ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Istituito, con personalità giuridica e gestione autonoma, dal Regio Decreto n. 1418 del 10 maggio 1928 allo scopo di eseguire indagini e studi di economia agraria e forestale con particolare riguardo alle necessità della legislazione agraria, dell'amministrazione rurale e delle classi agricole l'INEA ha via via adeguato la sua attività alle esigenze del sistema agroindustriale italiano.
E' stato ricompreso tra gli enti del comparto ricerca dalla Legge n.70/75 ed indicato tra quelli di notevole rilievo. Con DPR 1708/65 è stato designato quale organo di collegamento tra lo Stato Italiano e l'Unione Europea per la creazione e la gestione della Rete d'Informazione Contabile Agricola (RICA). Con DM del 31 marzo 1990 è stato inserito tra gli enti che fanno parte del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).
Inoltre l’ente è stato riordinato dal d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 454 che ha dettato la disciplina per la riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura, a norma dell'articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59.
L'INEA svolge attività di ricerca, e di analisi nel campo strutturale e socio-economico del settore agro-industriale, forestale e della pesca. Negli ultimi anni l'attività dell'Istituto si è ampliata nelle attività di supporto alla Pubblica Amministrazione per l'attuazione delle politiche agricole, in primo luogo quelle che discendono dall'Unione Europea.
L'INEA è coinvolto dai servizi della Commissione Europea, dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e da numerose regioni in attività di assistenza tecnica, monitoraggio e valutazione delle politiche di sostegno al settore agricolo e di sviluppo rurale.

NB: I Fondi strutturali non si occupano di Agricoltura, ma possono avere delle ricadute in questo settore. Il ciclo 2000-2006 aveva una sezione dedicata alla Pesca. La Politica agricola UE è finanziata ed organizzata tramite l'apposita PAC, che dispone tra l'altro di finanziamenti superiori a quelli già rilevanti dei Fondi strutturali. Infatti i Finanziamenti PAC si aggirano attorno al 40% del Bilancio UE. (vedi sezione Bilanci)

8- L'INVALSI — Diretto al settore scolastico della scuola media Primaria e Secondaria

Con la direttiva n.75 del 15.9.2008 il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca ha chiesto all’INVALSI di “provvedere […] alla valutazione degli apprendimenti tenendo conto delle soluzioni e degli strumenti adottati per rilevare il valore aggiunto da ogni singola scuola in termini di accrescimento dei livelli di apprendimento degli alunni”.
L’INVALSI intende rispondere a quanto indicato nella direttiva attraverso il Servizio Nazionale di Valutazione che si basa su uno stretto e solido rapporto di collaborazione con le singole scuole.
La riflessione su quanto accade in altri importanti sistemi scolastici mette in evidenza che la misura esterna degli apprendimenti degli studenti può costituire uno strumento essenziale di governo della scuola. Avere un punto di riferimento esterno permette, infatti, al corpo docente e a chi lo coordina di avere una misura delle conoscenze/abilità e competenze dei propri ragazzi comparata a quella delle altre scuole del Paese, tenuto conto delle caratteristiche degli allievi di ciascuna realtà scolastica.

Le attività dell'INVALSI assumono valore strategico in quanto concorrono al raggiungimento degli Obiettivi fissati dall'Unione Europea in materia di formazione e istruzione correlati alprocesso di Lisbona avviatonel 2000 (vedi).
(fonte (Riel.) MIURADOOGOS prot. 9689 (B/18)/R.U./U. Roma 2008

-Valutatori attivi sul mercato della valutazione della politica regionale (clicca)

Elenco Valutatori ufficiali 2000-2006 (clicca)
Elenco Valutatori ufficiali ex-ante 2007-2013 (clicca)


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Fonte delle varie voci soprastanti:(Riel.)- Liberamente tratto da sito MISE_DPS


La problematica della valutazione è prioritario anche nel campo dei Fondi strutturali, e questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché se qualche lettore intendesse contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. (Grazie staff redazionale).


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2.13 – Rete autorità ambientali

2.13 – Rete autorità ambientali – Indicatori ambientali alla scala nazionale

Sommario sezione:

1.0) – Principio di sostenibilità e metodi innovativi delle Direttive UE
2.0) – Direttiva: 6° Programma di azione per l’ambiente Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta
3.0) – Ricadute del 6° Programma di azione per l’ambiente nei Fondi strutturali Ob.1 in Italia
4.0) – 7° Programma di Azione per l'Ambiente (7° PAA)
5.0) – Fondi strutturali e 7°PAA
6.0) – Bibliografia
  • Valutazione di Impatto Ambientale (VIA -in costruzione)
  • Valutazione Ambientale Strategica (VAS -in costruzione)
  • Ministero dell'Ambiente (in costruzione)
  • Rete Autorità Ambientali (vedi)
  • 1.0) – Principio di sostenibilità e metodi innovativi delle Direttive UE

All’interno della Politica di coesione e in particolare nei Fondi strutturali, a partire dal ciclo 2000-2006, (bibl.1) emergono principalmente due polarità capaci di imporre una svolta alle azioni comunitarie. La prima riguarda l’introduzione del principio dello Sviluppo sostenibile, benché in fieri, che consideriamo in  queste note con il quale si indicano le nuove prospettive nel rapporto società-economia-ambiente che si proiettano verso il terzo millennio; la seconda si riferisce ad una presunta innovazione nelle modalità di programmazione territoriale, una sorta di nuovo metodo di pianificazione che caratterizza l’attuazione degli stessi Fondi strutturali. Le originalità di questo cosiddetto nuovo approccio si riferiscono ai fattori imposti e veicolati dai Regolamenti per i Fondi strutturali. Ci riferiamo ad indicazioni quale la trasparenza, la necessità del partenariato, della pianificazione pluriennale, dei controlli a rete e vari altri elementi. In linea complessiva la UE ha formalizzato ultimamente le necessarie conclusioni strategiche nei vertici di Goteborg (2001) e di Barcellona (2002). In queste decisioni si sottolinea la necessità rispettivamente di valutare (1), verificare (2) e intervenire (3) nei settori dove si programmano le trasformazioni ai fini produttivi e dello sviluppo economico (bibl.2). Lo schema che segue (v. tav. 1) mostra i tre momenti di attenzione ora richiamati e le rispettive azioni conseguenti.

Goteborg_02

Tabella 1 – Le tre fasi dello Sviluppo sostenibile a base delle Direttive di Goteborg e Barcellona.

Gli Atti comunitari decisi in sede UE sono rilevanti per le tematiche coinvolte e per gli obiettivi che dichiarano di voler perseguire. Quelle che hanno una valenza connessa con il fenomeno dell’introduzione dell’ambiente nella pianificazione del territorio, sono in numero forzatamente minore ma con la caratteristica tipica degli indicatori ambientali di attraversare sostanzialmente ogni settore di ricerca e di programmazione.
Di seguito analizziamo alcune direttive utili ai fini del discorso incorso, e rimandiamo alla sezione 1.13 Habitat, il loro completamento (v. Habitat) . Gli atti  principali della UE, che interagiscono anche nell’attuazione dei Fondi strutturali sono:

I – 6° e 7° Programma di azione per la difesa dell'ambiente (2002-2012 e 2012-2020)
II – Gruppo  Direttive VIA e VAS (indicazioni di metodo)
III – Gruppo Direttive Uccelli, Habitat e Natura 2000 (indicazioni settoriali)
IV – Programma per l'ambiente LIFE (1992-2013)
V – DPSIR – Modello per il governo sostenibile della Società

Tabella 2 – Atti principali UE di riferimento


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2.0) – Direttiva: 6° Programma di azione per l’ambiente
Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta

Integrazione del principio dello Sviluppo sostenibile nelle politiche UE
Il 6° Programma di azione per l’ambiente, entrato in vigore il 22 luglio 2002, è l’ultimo di una serie iniziata con il 1°Programma (1972). L'esigenza di integrare gli obiettivi ambientali nelle diverse politiche era già stato oggetto di attenzione anche in quelli precedenti ed in particolare nel Quinto programma. Questi programmi (bibl.3) cercano di individuare nuovi strumenti, in aggiunta alla legislazione ambientale vigente dei singoli paesi UE, per integrare tra loro sia gli strumenti di mercato, sia le campagne di sensibilizzazione e il 6° Programma, indica come settore di particolare attenzione la pianificazione territoriale. Infatti, nella Comunicazione che presenta il 6° Programma al Parlamento, per la discussione e la sua approvazione, si afferma:

“Per cambiare ad esempio il modo in cui oggi pratichiamo l'agricoltura, distribuiamo l'energia, forniamo i trasporti e utilizziamo il territorio occorre rinnovare le politiche relative a queste aree; il presupposto di fondo è che la tutela ambientale sia integrata nelle altre aree politiche, ma occorre anche che la Comunità riformi il proprio sistema di governance in modo da riuscire a conciliare non solo gli obiettivi socio-economici con quelli ambientali ma anche le diverse vie per conseguirli” (bibl.4)L'ambizione UE è quella di continuare a coordinare i paesi europei dell’Unione in coerenza con gli assunti anche ambientali approvati e di rivestire un ruolo guida (bibl.5) per l'area euro-mediterranea, continuando nella cooperazione internazionale. Dopo la conferenza ONU di Rio De Janeiro (1992) la Comunità Economica Europea avvia una nuova generazione di politiche ambientali cosiddette integrate in particolare con la strategia ONU che avrebbe dovuto informare l’Agenda del Ventunesimo secolo (Agenda 21 ). Il quinto e sesto Programma ambientale UE si interfacciano rispettivamente nel 1992 con la Conferenza di Rio de Janeiro (5° Programma) e nel 2002 con quella altrettanto determinante di Johannersburg (6° Programma). La corrispondenza è esposta nella tabella (v. tav. 3).

Onu_01Tabella 3 – – Concordanza Summit ONU e Programmi ambientali UE

I rapporti tra le decisioni della Comunità nel campo ambientale e le raccomandazioni a livello globale dei Summit ONU sono approfonditi nel prossimo capitolo. Con il 6° Programma la UE definisce gli obiettivi e le priorità ambientali, comprese le tematiche emergenti che impongono alla Comunità di assumere un ruolo di guida. La Direttiva che costituisce il 6° Programma si compone di 14 articoli esposti in 15 pagine. Benché la sua esposizione sia sintetica essa è rilevante per i riferimenti che cerca di puntualizzare e per il fatto che ne impone l’osservanza ai 27 Paesi UE. Nella tabella si indicano (v. sotto – tav. 4) i quattro campi da ritenersi prioritari per il 6° Programma (artt. 5-6-7-8) per la politica ambientale UE che si riflettono a loro volta in molteplici settori di intervento. Essi sono: (1) Il cambiamento climatico, (2) la biodiversità, (3) la salute dell’uomo, (4) il problema delle risorse naturali e dei rifiuti (artt. 4-8).

6_prog_04 Tabella 4  – Priorità Ambientali – 6° Programma di azione per l’ambiente

Nella figura che precede si confrontano i settori ora richiamati, con gli indicatori e i piani adottati per l’attuazione del 6° Programma in oggetto, che attuano le coordinate operative generali della pianificazione UE (v. col. IV). Il 6° Programma di azione in difesa dell’ambiente propone cinque indirizzi prioritari e cinque tipi di azione strategica (p.13 – 6°Programma). Con le determinazioni assunte nel Consiglio di Goteborg (2001) e di Barcellona (2002) il principio dello Sviluppo sostenibile diventa una prassi standard dell’azione UE che interessa il suo territorio e la partecipazione delle attività UE alla scala globale. Il 6° Programma, inoltre, coordina in un unico atto ufficiale le diverse attività di tipo ambientale che la UE aveva in corso. Ci riferiamo ai seguenti settori:

  • Il cosiddetto protocollo di Kyoto, (1998), per arginare i rischi del riscaldamento del globo, aggiornato nel 2010.
  • La diversità biologica unitamente alla formazione del Programma Natura 2000 UE (Direttiva UE Habitat 1992), decolla operativamente tra i paesi UE nel 2000. La programmazione ha chiare ricadute, per esempio, nei POR dell’Ob.1in Italia e nei PIC transfrontalieri (v. PIC – 2000-2006).
  • I Fondi strutturali che alla luce del principio dello Sviluppo sostenibile (Goteborg-2001), devono essere coerenti anche con gli obiettivi del 6° e 7°  Programma  di azione per l'ambiente, ovvero della sostenibilità.

3.0) – Ricadute del 6° Programma di azione per l’ambiente nei Fondi strutturali Ob.1 in Italia

I Programmi che attuano i Fondi strutturali per l’Ob.1 2000-2006, nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia, cioè PSM-QCS, PON e POR , sono privi quasi sistematicamente dei riferimenti espliciti alle disposizioni del 6° Programma di azione dell’ambiente (2002-2012) benché in molti loro progetti attuativi, chiamati: Misure ed Azioni, rispondono con una certa puntualità alle sue disposizioni. Le misure e le azioni dei PO dell’Ob.1, infatti, come è visibile nelle altre sezioni di questo sito, si confrontano con queste tematiche, sia direttamente sia indirettamente, benché non si espliciti quadsi costantemente la fonte  normativa UE. Il fenomeno di non esplicitare i collegamenti con il 6° Programma di azione per l’ambiente, si manifesta anche nel rapporto di Valutazione ambientale ex-ante (VeA) del PSM-QCS (v. p.271). Questo rapporto (VeA QCS-PSM) elaborato nel 1999 benché affronti il merito delle tematiche cui si riferisce il 6° Programma di azione per l’ambiente (surriscal-damento clima, rifiuti, biodiversità, Programma natura 2000, ecc.) evita di esplicitare, pressoché costantemente, il collegamento con le disposizioni comunitarie (5° e 6° Programma di Azione per l’ambiente UE). Analogo impianto è utilizzato nelle VeA dei PO.
Per tale motivo si può affermare che nei rapporti ufficiali dei Fondi strutturali dell’Ob.1 in Italia non vi è un rapporto esplicito con il 6° Programma. Il fatto è ancora più anomalo considerando da un lato che sia il 5° che il 6° Programma di azione per l’ambiente, precedono in parte la formazione dei Fondi strutturali 2000-2006, e dall’altro che questi Programmi fissano degli obiettivi prescrittivi per i paesi UE e non solo ordinatori, ma sono vincolanti per ogni attività sul suolo europeo. Inoltre l’omissione, in alcuni casi, non è solo formale. La VeA allegata al primo PSM-QCS, utilizzata per ottenere il finanziamento dei Fondi strutturali per l’Ob.1 per l’Italia 2000-2006 (v. cap.5 – p.271), come noto, viene elaborata in modo non ritenuta sufficiente dalla Commissione UE, e rigettata in attesa di ricevere le integrazioni necessarie. Nella prima versione del 1999, infatti, si era manifestata una sottovalutazione degli aspetti ambientali, quindi non solo un’assenza di collegamenti formali con il Programma di azione per l’ambiente comunitario, che ha fatto posticipare l’approvazione del QCS italiano. In particolare nella prima versione della VeA del PSM-QCS (1999) si registrava, tra l’altro, una mancanza di dati per il comparto della qualità dell’aria, senza che ne venisse motivata la ragione. Successivamente nell’aggiornamento effettuato, il Ministero dell’economia con l’apposito servizio per i Fondi strutturali modificando l’approccio di programmazione con l’ausilio del Ministero dell’Ambiente [..] realizza una nuova versione della VeA (2002) che affronta sia il comparto della qualità dell’aria sia un approccio complessivo più consono ad una valutazione ambientale. Nei rapporti non vi sono informazioni che motivino le ragioni delle omissioni. Questi aspetti verranno approfonditi esaminando i documenti dell’Ob.1 in Italia nei prossimi capitoli (PSM-QCS, PON e POR – v. 258 e succ.).


4.0  Nuovo 7° Programma di azione per l'ambiente (2013)

-VIVERE BENE ENTRO I LIMITI DEL NOSTRO PIANETA-

Il Sesto programma di azione per l’ambiente (6° PAA) ( v. sopra)  si è concluso nel luglio 2012, ma molte delle misure e delle azioni avviate nell’ambito di quel programma sono  rimaste in via di realizzazione. La valutazione finale del 6° PAA ha concluso che il programma ha recato benefici all’ambiente e ha delineato un orientamento  strategico generale per la politica am­bientale. Nonostante questi risultati positivi, persistono tendenze non sostenibili nei quattro settori prioritari in­dicati nel 6° PAA:

  • cambiamenti climatici;
  • natura e bio­diversità;
  • ambiente,
  • salute e qualità della vita;
  • nonché   risorse naturali e rifiuti.

Per tali motivi la  UE si è prefissata l’obiettivo di diventare un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva entro il 2020,ponendo in essere una serie di politiche e di azioni intesea renderla un’economia efficiente nell’uso delle risorse e a basse emissioni di carbonio. Il testo del 7° PAA specifica che è indispensabile che gli obiettivi prioritari dell’Unione per il 2020 siano fissati in linea con una chiara visione di lungo periodo per il 2050. Ciò creerebbe anche un con­testo stabile per gli investimenti sostenibili e la crescita. Il 7° PAA dovrebbe portare avanti le iniziative politiche della strategia Europa 2020 (bibl. 8), compreso

  1. il pacchetto dell’Unione su clima ed energia,
  2. la comunicazione della Commissione su una tabella di marcia verso un’eco­nomia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050 (3),
  3. la strategia dell’UE per la biodiversità fino al 2020,
  4. la tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse,
  5. l’iniziativa faro «L’Unione dell’innovazione» ,
  6. e la strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile.
L'Allegato 1- del 7° PAA precisa (punto 10) che per vivere un futuro nel benessere occorre agire subito, in maniera coordinata e con urgenza, per migliorare la resilienza ecologica e sfruttare al massimo i potenziali vantaggi delle politiche ambientali per l’economia e la società, nel rispetto dei limiti ecologici del pianeta. Il 7° PAA riflette l’impegno dell’Unione di trasformarsi in un’economia verde inclusiva che garantisca crescita e sviluppo, tuteli la salute e il benessere dell’uomo, crei posti di lavoro dignitosi, riduca le ineguaglianze, investa sulla biodiversità, compresi i servizi ecosistemici che presta (il capitale naturale) per il suo valore intrinseco e per il suo contributo essenziale al benessere umano e alla prosperità economica e sulla sua protezione. (punto 10 Allegato 1 – bibl. (9)).
 
PRIORITÀ TEMATICHE esposte nell'Allegato 1
  • Obiettivo prioritario 1: proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione (punti 1-28)
  • Obiettivo prioritario 2: trasformare l’Unione in un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente nell’im­piego delle risorse, verde e competitiva (punti 29- 43)
  • Obiettivo prioritario 3: proteggere i cittadini dell’Unione da pressioni legate all’ambiente e da rischi per la salute e il benessere (punti 44 – 55).
QUADRO di SOSTEGNO
  • Obiettivo prioritario 4: sfruttare al massimo i vantaggi della legislazione dell’Unione in materia di ambiente migliorandone l’attuazione (punto 56-65)
  • Obiettivo prioritario 5: migliorare le basi di conoscenza e le basi scientifiche della politica ambientale del­l’Unione (punti 66-73)
  • Obiettivo prioritario 6: garantire investimenti a sostegno delle politiche in materia di ambiente e clima e tener conto delle esternalità ambientali;(punti 74-84)
  • Obiettivo prioritario 7: migliorare l’integrazione ambientale e la coerenza delle politiche (punti 85-89).

AFFRONTARE LE SFIDE A LIVELLO LOCALE, REGIONALE E GLOBALE

  • Obiettivo prioritario 8: migliorare la sostenibilità delle città dell’Unione (punti 90- 95)
  • Obiettivo prioritario 9: aumentare l’efficacia dell’azione unionale nell’affrontare le sfide ambientali e climatiche a livello regionale e internazionale (punti 96-106).

Per consultare il testo si veda il sito ufficiale

EUR-LEX ( http://eur-lex.europa.eu/oj/direct-access.html?locale=it)

La commissaria Ue all’azione climatica Connie Hedegaard dopo la firma del 7°AA ha ricordato : "Questo è un altro passo avanti per far diventare l’Ue un’economia low carbon, ad uso efficiente delle risorse, verde e competitiva. Per farlo, abbiamo già messo in atto gli obiettivi climatici per il 2020 e impostato quelli per ridurre le nostre emissioni di gas serra del 80-95% entro il 2050. Un successivo passo fondamentale in questo processo sarà anche l’accordo sul  pacchetto clima ed energia 2030 e nel raggiungimento di un nuovo accordo giuridicamente vincolante nel 2015. Stiamo anche lavorando a stretto contatto con gli Stati membri, l’industria e altri settori per facilitare gli investimenti climatici necessari." (fondte (Riel.) http://www.greenreport.it/news/ /#sthash. Kz2l3O p4.dpuf).


5.0 – Fondi Strutturali 2014-2020 a supporto del 7°PAA

Tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e  il Fondo di coesione sono stati stanziati 18,5 miliardi di EUR,  a favore di aree correlate alla riduzione delle emissioni, quali le energie rinnovabili,l’efficienza energetica, mezzi di trasporto urbani più puliti e piste ciclabili.
La Politica di coesione 2014-2020,inoltre ha stabilito che una quota minima degli stanziamenti erogati attraverso il FESR per ciascuna regione dovrà essere investita in misure a sostegno del passaggio a un’economia a basso tenore di carbonio, con il seguente ordine di proporzione:

•     il 20 % nelle regioni più sviluppate;
•     il 15 % nelle regioni di transizione; e
•     il 12 % nelle regioni meno sviluppate.

In questo modo sarà possibile garantire un investimento minimo di almeno 23 miliardi di EUR attraverso il FESR
per il periodo 2014-2020. Il sostegno alla transizione verso un’economia a basso tenore di carbonio proverrà
anche dagli investimenti effettuati attraverso il Fondo di coesione.


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4.0) – Bibliografia

(1) Reg. n.1260/1999 e agg. Reg. 1083/2006 per il periodo 2007-2013. Quest’ultimo ripropone quasi integralmente il 1260/99 (v. cap.4 – p.184).).

    (2) Bruxelles, 9.2.2005 COM(2005) 37 Final – Communication from the commission to the council and the European Parlament – The 2005 Review of the EU Sustainable Development. Il parametro dell’ambiente e della nuova Governance sono tali da riuscire a caratterizzare il ruolo dell’ambiente nella gestione delle società avanzate e si riflettono nella politica territoriale UE come nei Fondi strutturali, che ne costitui­scono un esempio significativo. Strategy: – Initial Stocktaking and Future Orientations – [SEC(20)]

3) Piani decennali di azione per l’ambiente. Il 5° Programma (1993-1998), inizia il necessario coinvolgimento del mondo della produzione (trasporti, industria e/o agricoltura) nella difesa e salvaguardia dell’ambiente che viene continuato e perfezionato dal 6° Programma (2002-2012).

4) Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" - Sesto programma di azione per l'ambiente - Bruxelles, 24.1.2001 -ISBN 92-894-0263-6 – © Comunità europee, 2001 (pp.12 in totale).

 
(5) Gazzetta ufficiale delle Comunità europee – 10.9.2002 – L 242/1 – DECISIONE N. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002 che istituisce il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente (pp.15) Commissione Europea – Il 6° programma di azione per l’Ambiente della Comunità europea - Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta – (cit.).
 
(6) (art. 1) – L 242/1 G.U. Comunità europee – DECISIONE N. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002.
 
(7) Il testo integrale è rintracciabile facilmente in rete.
I cinque indirizzi si riferiscono alla necessità di: (1) migliorare la normativa ambientale, garantendo (2) il suo inserimento nella pianifica­zioni di ogni livello con la  (3) partecipazione delle imprese, consumatori e (4) cittadini in genere  (5)  nella prospettiva enfatizzata dalla VAS. Al fine di realizzare gli indirizzi esposti  si indica la necessità di promuovere specifiche azioni per raggiungere:  
(1) migliori standard di controllo ambientale in ogni nazione; (2) incentivare il processo di adeguamento del  settore ambientale; (3) favorire misure di benefici economici per le imprese che  accettano gli accordi di autoregolazione; (4) incentivare la responsabilità ambientale sia delle imprese sia dei cittadini; e da ultimo  (5) migliorare la Direttiva sulla VIA per favorire la pianificazione sostenibile (v. allegati ).Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni - Bruxelles, 24.1.2001 (cit.) COM (2001) 31 definitivo2001/0029 (COD) (v. cap.6).Itempi non brevi dell’avvio del protocollo di Kyoto (1998-2004) derivano dalle difficoltà di far sottoscrivere agli oltre 120 paesi gli impegni scritti di riduzione delle emissioni in atmosfera.Cambiamenti climatici, difesa della biodiversità, prevenzione dell’inquinamento chimico e del comparto dei rifiuti. V. cap. 5 (p.251) –  L’adozione del QCS è avvenuto nei termini di presentazione (2000) ma l’approvazione è successiva dopo la riedizione e effettuata della VeA  allegata al PSM-QCS (Piano sviluppo del Mezzogiorno).(05) 225} (pp.23).  

(8) COM(2010)2020.

(9) DECISIONE N. 1386/2013/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 novembre 2013 su un programma generale di azione dell’Unione in materia di ambiente fino al 2020 «Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta» . Gazzetta Ufficiale Europea  -354/171-  28.12.2013


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2.10 – Bilancio nazionale

2.10 – Bilancio  dei Fondi Strutturali in Italia

Sommario sezione:

1.0) – Premessa
2.1) –
Ciclo 2014-2020
3.0) Ciclo 2000-2006 – Programmi Operativi (PO)
Fondi stanziati per PON e POR nel ciclo 2000-2006 Obiettivo 1
4.0) – Ciclo 2007-2013 – Programmi Operativi
4.1) – Obiettivo Convergenza
5.0) Fondi FSE e FESR
Ob. Competitivita' fondo FSE (2007-2013)
Ob. Competitivita' Fondo FESR (2007-2013)
Ob. Competitivita fondi FESR+FSE (2007-2013)

1.0) – Premessa
I finanziamenti decisi dalla UE, e indicati nel Regolamento generale di ogni ciclo, che riguardano i Fondi strutturali, sono il risultato di un'attenta contrattazione, che si protrae negli anni precedenti l'inizio del singolo ciclo, coivolgendo tutti gli stati UE. Questi ricevono dalle casse della UE le quote pattuite (vedi bilancio UE). Nel caso italiano l'importo è versato al Ministero dell'Economia (MEF) che alla fine del ciclo 2000-2006 è stato affiancato, nella gestione dei Fondi strutturali, dal neo-ministero dello Sviluppo economico (MISE). Va precisato che questo versamento non avviene in un unica soluzione, ma è soggetta a specifiche tappe di programmazione, definite nei Regolamenti di ogni ciclo. Per così dire, in tal modo, il versamento o accredito, avviene a rate. Questo sistema rende possibile l'innovazione apportata nel 2000 della cosiddetta regola dell' N+2 (enne+2). Con essa si stabilisce che se non si dimostra all'amministrazione di Bruxelles, entro i tempi pattuiti l'utilizzo ed il consumo delle quote ricevute annualmente, ed eventualmente entro i termini del ritardo ammesso (altri due anni= N+2), lo stato interessato può trovarsi nella situazione di restituire parte o tutto il finanziamento ricevuto tramite i Fondi strutturali. Vi sono numerose NEWSLETTERS, a partire dal 2004, del MEF e del CIPE che trattano dei Fondi strutturali e che hanno ad oggetto questo rischio, inesistente prima dl ciclo 2000-2006. (v. Interventi sottosegretario Miccichè – MEF).

I fondi ricevuti dall'Italia dalle casse UE, nel ciclo 2000-2006 si aggirano sui 34 miliardi di euro. Per il ciclo successivo i finanziamenti sono lievemente inferiori. Cioè attorno ai 29 Miliardi (v. sotto). Il problema deriva dall'ingresso dei nuovi dieci paesi (2004) che hanno abbassato il valore statistico delle medie del PIL dei paesi UE (V. Bilancio UE), svantaggiando soprattutto le Regioni meno ricche, come quelle del Mezzogiorno italiano. Tuttavia le quote, benché leggermente inferiori si distribuiscono su un un numero minore di Regioni del SUD, cioè quattro regioni e non più su sei, come nel ciclo 2000-2006 precedente. Sicché la cifra finale destinata alle quattro Regioni (2007-2013), è pressoché uguale al ciclo precedente, se non superiore. Si tratta di circa cento miliardi di euro alla Regioni del Sud e circa venti miliardi a quelle del Nord e Centro-Italia. Anche nel cilo 2014-2020 i valori sono pressochè uguali (v. sotto).  Per capire come si costruisce questa cifra vedi l'apposita sezione (vedi).


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2.0) Ciclo 2014-2020

finan-1303-2013Figura 2.10- 1- Finanziamenti Fondi Strutturali 2014-2020 raffronto Ue e Italia

 finanz-obeitt-11

Figura 2.10- 2- Finanziamenti Fondi Strutturali 2014-2020  in Italia divisi per Obiettivi 


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3.0) – Ciclo 2000-2006 – Programmi Operativi (PO)

I Fondi strutturali dell'Obiettivo 1, che raccoglie il 70-80 % degli interi finanziamenti, si realizza tramite i cosiddetti Programmi Operativi (PO). Questi, essenziali per ricevere i finanziamenti, si suddividono in un POR per ciascuna delle sette regioni dell'Obiettivo 1, ed altrettanti a scala sovraregionale (PON), ossia solo quelle interessate dall'Obiettivo 1, cioè il Mezzogiorno d'Italia. Questi ultimi programmi sovra-regionali hanno assunto il nome di Programmi Operativi Nazionali (PON). Di seguito si espongono i finanziamenti ricevuti sia dai sette PON sia dai sette POR, nel ciclo 2000-2006. Gli importi sono distinti tra i contributi rispettivamente della UE, e dello Stato Italiano. L'ultima colonna indica la percentuale del contributo comunitario sul totale assegnato per ciascun PO. Per capire come si costruisce questa cifra vedi l'apposita sezione (vedi).

3.1) – Fondi stanziati per PON e POR nel ciclo 2000-2006 Obiettivo 1

Bil_PO_OB_1Figura 2.10- 3 – Fondi stanziati per l'Italia nel ciclo 2000-2006


ASSI-2000-bilFigura 2.10- 4 – Fondi 2000-2006 – Attuazione finanziaria  divisa per Assi (dicembre 2006 )


por_2006_bisFigura 2.10-  Fondi 2000-2006 -Attuazione finanziaria   per i POR  della Regioni Ob.1 (dicembre 2006 )


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4.0) – Ciclo 2007-2013 – Programmi Operativi

Il QSN 2007-2013 (Quadro strategico nazionale) che rappresenta una sorta di Documento direttore di tutti gli altri programmi, si attua tramite singoli Programmi Operativi (PO).
Nel ciclo 2007-2013 i Programmi Operativi si configurano con alcune variazioni sul tema. I Programmi possono essere PON, PON o POIN e sono finanziati da uno solo dei tre fondi rimasti: FESR, FSE e Fondo di coesione. Per tale motivo sono detti Monofondo.

Nel ciclo di programmazione 2007-2013 i PO sono 66, tutti monofondo. Ciascuno di questi sarà cofinanziato da un solo Fondo strutturale. Ci sono dunque 42 PO finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e 24 PO finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE).

In base alle tematiche affrontate e ai soggetti istituzionali competenti, i PO possono essere

  • nazionali (PON): in settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione è una Amministrazione Centrale (5 FESR, 3 FSE)
  • regionali (POR): multisettoriali, riferiti alle singole regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna Regione c’è un POR FESR e un POR FSE (21 FESR, 21 FSE)
  • interregionali (POIN): su tematiche destinate ad un’azione fortemente coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie di scala e di scopo nell’attuazione degli interventi (Energia, Attrattori culturali naturali e turismo); gestiti dalle Regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali (2 FESR)

I PO – ai fini della realizzazione degli interventi – si riferiscono ai tre Obiettivi della politica di coesione 2007/2013 :

  • sotto la sigla CONV (Convergenza), sono compresi i 19 PO che riguardano le rimanenti regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
  • sotto la sigla CRO (Competitività Regionale e Occupazione) sono compresi i 33 PO che riguardano tutte le regioni del Centro Nord – incluse le Province Autonome di Bolzano e Trento – e le tre regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise e Sardegna;
  • sotto la sigla CTE (Cooperazione territoriale europea) sono compresi i 7 PO della cooperazione transfrontaliera, di cui 6 hanno come Autorità di Gestione una Regione italiana, i 4 PO della cooperazione transnazionale, tutti con Autorità di Gestione non Italiana, il PO cofinanziato dal FESR e dallo strumento di preadesione (IPA), i 2 PO cofinanziati dal FESR e dallo strumento di prossimità e di vicinato (ENPI).
[fonte: Liberamente tratto da DSP_MEF–> http://www.dps.tesoro.it/QSN/qsn_programmioperativi.asp]

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2.8 – Programmi scala nazionale

2.8 – Programmazione dei Fondi strutturali alla Scala Nazionale

Sommario della sezone

 Premessa

1- Ciclo 2014-2020 – Programmazione dei Fondi strutturali
2 – Ciclo 2000-2006- Programmazione dei Fondi strutturali
3 – QCS 2000-2006 per le regioni Obiettivo 1 – Che cosa è?
4 – Regioni incluse/escluse dall'Obiettivo 1, ( circa l'80% dei finanziamenti)
5 – Finalità del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS)
6 – Come si finanzia il QCS
7 – Geografia dell'Obiettivo 1 del ciclo 2000-2006
8 – Assi dell'Obiettivo 1 e dell'Obiettivo 3, del ciclo 2000-2006
9 – Sostegno transitorio o phasing out dell'Obiettivo 1 – Ciclo 2000-2006
10 – Obiettivo 2 e DOCUP del ciclo 2000-2006
11 – Obiettivo 3 del ciclo 2000-2006
12 – Ciclo 2007-2013
LINK Programmi Operativi (PO)

 

Premessa
I Fondi strutturali, possono essere intesi come pacchetti di strumenti politico-finanziari, ideati dalla UE per intervenire nei territori europei più poveri, ossia svantaggiati economicamente. In sintesi sono il braccio operativo della Politica di coesione. Le procedure dei Regolamenti prevedono che dopo il momento della decisione degli importi totali da assegnare ai singoli Stati, si passa alle scelte operative degli stessi Stati a livello nazionale. Questa fase si attua tramite dei particolari documenti di impostazione generale, una sorta di Documenti direttori, chiamati: Quadri. Nel ciclo 2000-2006 vi è stato sia il Quadro Comunitario di Sostegno (QCS 2000-2006) assieme al suo complementare DOCUP e, nel ciclo successivo (2007-2013) il Quadro strategico Nazionale (QSN 2007-2013). Tramite questi Quadri si procede alla fase di realizzazione regionale attuata tramite specifici documenti di programmazione chiamati Programmi operativi (PO). Essi possono essere regionali (POR – Programmi Operativi Regionali), o sovraregionali (PON – Programmi Operativi Nazionali). Anche questi si distinguono nei due cicli, per alcuni aspetti di metodo importanti ma tutto sommato abbastanza marginali. Ciò vale sia per il ciclo 2000-2006 sia per quello 2007-2013.
Di seguito si espongono i tratti salienti di questi Programmi, cicli 2014-2020 in corso e quelli terminati –  2000-2006 e 2007-2013.


mappa_2000-2006 mappa_2007-2013-b   Ciclo 2014-2020
  .2014-Italia-22-FESR-FSEnnnnnnnnnn
 

Figur 2.8.1 Confini regionali dei tre cicli (2000-2006 e 2007-2013- 2014-2020)


 1.0 ) Ciclo 2014-2020

Le modalità per garantire l'allineamento con la strategia del­l'Unione  (crescita intelligente, sostenibile e inclusiva),  nonché le missioni specifiche di ciascun fondo (coesione economica, sociale e territoriale) sono definiti dall'accordo di partenariato  (Articolo 5 – Reg. 1303/2013) . Per i dettagli si veda la sezione scala UE ( vai sezione 1.3 Accordo di Partenariato) Di seguito si espone lo schema dell'Accordo di Partenariato approvato per lo Stato Italiano nel settembre 2014.  

2014-schema-AP-00

     Figur 2.8.2 – Schema Accordo di Partenariato approvato settembre 2014.


Figur 2.8.3 – Programmazione partenariale Video  (durata 3' 27'') prodotto con i fondi  PON GAS da Formez


Di seguito si espongono alcuni elementi dei due cicli precedenti:  2000-2006 e 2007-2013.  Contrariamente alle numerose innovazioni dichiarate, in molti documenti anche della Commissione UE, l'impostazione della programmazione dei Fondi strutturali   in realtà è  sempre analoga e  spesso simile.  Per esempio il ruolo importante della componente Partenariale, era evidente a partire dal ciclo 2000-2006. Si veda la nostra analisi sul problema realizzata allora (vedi sezione fig. 4.2) Sicché l'innovazione dove si trova? In realtà, le differenze sostanzialmente sono di tipo nominalistico, ovvero cambiano le sigle, da un lato perché è un esigenza della componente  Amministrativa e dei suoi funzionari-, infatti, in questo modo i vari problemi si  ricollegano facilmente al periodo temporale  eventualmente richiamato, che ha la sua importanza non solo amministrativa;  dall'altro tuttavia le dichiarazioni di presunte novità che non si rivelano nella realtà realmente tali,  mettono  in evidenza un'evidente difficoltà dei suoi proponenti a cogliere il nocciolo dei problemi.  In questo caso la Commissione UE, e tutti i suoi collaboratori distribuiti nei 28 Paesi. Il discorso ovviamente è  aperto  in un dibattito, ribadiamo a conferma di quanto appena detto, che stenta a partire.

 

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2) – Ciclo 2000-2006 – Programmazione dei Fondi strutturali

Gli interventi previsti dal ciclo di programmazione del settennio 2000-2006, cercano di ovviare da un lato alle disfunzioni dei cicli precedenti e dall'altro di ottenere gli obiettivi voluti, ossia il perfezionamento o la creazione delle opportune infrastrutture territoriali atte ad aumentare il PIL dei territori in questione. Ambedue questi aspetti sono una costante nella programmazione dei Fondi strutturali comunitari, che sembra destinata a durare anche nel futuro. Nel ciclo 2000-2006 PO sono caratterizzati dalla maggiore concentrazione geografica e finanziaria, dalla gestione più decentrata, da controlli rafforzati e infine dall'incremento della misurazione dell'efficacia. Il tentativo è quello di aumentarne gli esiti e l'efficacia, purtroppo in un panorama che segnala spesso ampie zone di inefficienza del tutto deludenti (vedi il caso De Magistris).
I fondi comunitari, che incanalano i finanziamenti, per il 2000-2006 sono quattro, più quello della Coesione, che è particolare, per il fatto che è diretto solo ad alcuni Stati per particolari questioni. I Fondi sono:

Nel ciclo 2000-2006, si è aggiunto con progressione un altro fondo detto di Coesione. Si tratta di un fondo speciale in favore degli Stati membri dove il PIL è inferiore al 90% della media comunitaria. Dal 1° maggio 2004 rientrano in questa categoria Grecia, Portogallo, Spagna, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Contribuisce inoltre al raggiungimento dei risultati previsti per l'Obiettivo 1, ma non è uno strumento esclusivo di questo Obiettivo, ma anche della Banca europea per gli investimenti (BEI).

Nel 2000-2006 gli obiettivi prioritari sono semplificati di numero, passando dai sei della programmazione 1994-1999, a tre. I tre Obiettivi sono:

  • Obiettivo 1: promuove lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo
  • Obiettivo 2: sostiene la riconversione economica e sociale delle zone che devono affrontare problemi strutturali
  • Obiettivo 3: si concentra sull'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche nazionali ed europee in materia di occupazione, istruzione e formazione

Tre sono anche i tipi di documenti programmatici attraverso i quali si attuano i Fondi strutturali:

QCS 2000-2006: Quadro Comunitario di Sostegno
PON e POR: Programmi Operativi Nazionali e Regionali
Docup: Documento Unico di Programmazione

L''Obiettivo 1 si articola a sua volta in QCS, PON e POR; l'Obiettivo 2 si organizza tramite i DOCUP; ed infine l'Obiettivo 3, tramite il QCS (per l'Obiettivo 3).
La sintesi di quanto ora espresso è riportata di seguito.

  • Obiettivo 1 -> QCS, PON e POR
  • Obiettivo 2 -> Docup
  • Obiettivo 3 -> QCS

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3) – QCS 2000-2006 per le regioni Obiettivo 1 – Che cosa è?

Il Quadro comunitario di sostegno (QCS) è il Documento Direttore su cui si basa la programmazione dei Fondi strutturali del ciclo 2000-2006. Tramite tale QCS si definiscono i riferimenti amministrativi, e i principi concettuali di programmazione per procedere nella redazione dei singoli Programmi regionali. Con questo, in prima istanza, si descrive la situazione socio-economica dei territori di riferimento, oggetto degli interventi, e in seconda battuta si esprimono le linee operative delle fasi di progetto (strategia, priorità d'azione, obiettivi specifici, ripartizione delle risorse finanziarie, condizioni di attuazione, ecc.), onde ottenere l'Obiettivo previsto dai Fondi strutturali. Ossia la crescita del PIL, con i suoi pro e i contro, nelle Regioni più svantaggiate, inserite per tale motivo nell'Obiettivo1.
Il QCS, in particolare, per facilitare l'esposizione dei molteplici settori territoriali e amministrativi coinvolti, è articolato in assi prioritari, che rappresentano uno stratagemma per esprimere ordinatamente le priorità, ed è attuato tramite uno o più Programmi operativi (PO).
In Italia, il processo formativo di tali documenti è stato avviato nel dicembre 1998, per quanto riguarda il ciclo 2000-2006, con il coordinamento del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica (oggi Ministero dell'Economia e delle Finanze vedi). Per le ragioni che hanno condotto a demandare al MEF il coordinamento non solo procedurale, si veda le parti in questo sito che si interessano all'approccio politico e/o di programmazione di Fondi. I soggetti coinvolti sono: Regioni, Amministrazioni nazionali, Enti locali e Parti economiche-sociali ( v. attori dei Fondi strutturali).
Il processo di preparazione del ciclo 2000-2006 si è concluso con l'elaborazione di questi documenti:

Un programma di sviluppo per il Mezzogiorno (PSM – pp.74- ed.1999)

Sette programmi operativi regionali ( POR)

Sette programmi operativi nazionali (in realtà sovra-regionali, connessi solamente con le regioni del Mezzogiorno ( PON)

NB: di ognuno di questi vi solo tre versioni. Quella iniziale, l'aggiornamento di metà periodo (2004) e quella finale (2006), cui si aggiungono ulteriori documenti allegati, per i problemi maggiori e per i momenti di verifica, come richiesto dal Regolamento (1260/1999- vedi).

4) – Regioni incluse ed escluse dall'Obiettivo 1, che utilizza circa l'80% dei finanziamenti

Le regioni dell'Obiettivo 1, nell'esposizione terminologica comunitaria, sono quelle in ritardo di sviluppo. In altri termini quelle con un prodotto interno lordo pro-capite (PIL pro-capite) inferiore al 75% della media comunitaria registrata negli ultimi tre anni. Per quanto riguarda l'Italia, rientravano nella categoria: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e, inoltre, il Molise, unica regione in sostegno transitorio. Queste regioni, unitamente alle iniziative dell'Obiettivo 1, hanno ricevuto circa l'80% dei finanziamenti devoluti all'Italia, ossia ricevendo circa cento miliardi di euro su centoventi (v. come si raggiunge questa cifra).

Il QCS 2000-2006 per le regioni italiane Obiettivo 1 è stato approvato dalla Commissione europea il 1° agosto 2000, con decisione n. C (2000) 2050 (pp.3). Inoltre ai sensi dell'art.14, paragrafo 2, del Regolamento (CE) 1260/99, recante disposizioni generali sui fondi strutturali, nel 2004 è stata effettuata la revisione di metà periodo del QCS 2000-2006 Obiettivo 1. Il nuovo testo del QCS revisionato è stato approvato dalla Commissione europea il 30 novembre 2004 con decisione n. C (2004) 4689. È possibile consultare il QCS 2000-2006 Obiettivo 1:

testo approvato nel 2004

testo approvato nel 2000

La consultazione delle diverse edizioni dei documenti di base (v. sopra) può essere istruttiva, perché si assiste a dei cambiamenti nei testi, non solo di tipo contingente, derivati dalle situazioni non prevedibili all'atto della pianificazioni negli anni precedenti, e quindi per certi versi del tutto ragionevoli; ma si constata anche di alcune trasformazione degli obiettivi di base, del modello operativo. Tuttavia l'importanza di tali modifiche, sono state stranamente sottovalutate. Viceversa potevano essere degli elementi utili per comprendere i cosiddetti pregi e difetti di quanto programmato, decise dagli esperti e consulenti dei Ministeri italiani, che trattano i Fondi strutturali. Inoltre, potevano essere anche, un forte aiuto per evitare di ripetere gli stessi errori nei cicli successivi. [Questa parte è stata trattata nel Rapporto Strategico a base di questo Forum realizzato, in cui si dimostra il fenomeno del cambiamento degli indicatori di base (v. variabili di rottura) in corso d'opera, a cui si rimanda: Capitolo Sesto- p.289-318. v. Sostegno i].

5) – Finalità del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS)

La finalità del Documento direttore chiamato: QCS 2000-2006, è quella di coordinare gli interventi e renderli più efficaci rispetto alla riduzione del ritardo economico-sociale delle aree del Mezzogiorno d'Italia assunte come oggetto dell'intervento programmato, e sulla base di quanto evidenziato dalla strategia di sviluppo, dello stesso QCS. Il suo Obiettivo generale si può sintetizzare in due punti:

  •  raggiungere entro il periodo di attuazione del QCS per le regioni italiane, una crescita stabile del tessuto produttivo del Mezzogiorno. Il riferimento quantitativo è la media UE del PIL.

  •  contestuale riduzione del disagio sociale in queste regioni

6) – Come si finanzia il QCS

Le misure d'intervento previste dal QCS sono co-finanziate dai Fondi strutturali comunitari, che provengono dal Bilancio UE, e da fondi nazionali pubblici. Per l'Italia CIPE e privati. Per il periodo 2000-2006 i Fondi strutturali europei sono identificati in quattro categorie funzionali. Vedi sopra. (vai a bilancio dei Fondi strutturali)

7) – Geografia dell'Obiettivo 1 del ciclo 2000-2006

In termini geografici, le regioni che rientrano nell'Obiettivo 1 per il periodo di programmazione 2000-2006 sono, come ora ricordato, quelle in cui il prodotto interno lordo (PIL) pro-capite è inferiore al 75% della media comunitaria. Il PIL è misurato secondo gli standard del potere d'acquisto e calcolato sulla base della ultima media triennale UE disponibile (Regolamento CE n. 1260 del 1999 – articolo 3).

Per quanto riguarda l'Italia, le regioni che rientrano nell'Obiettivo 1 (2000-2006) sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. A queste si aggiunge il Molise in sostegno transitorio o phasing out.
L'elenco delle 60 regioni europee ammesse all'Obiettivo 1 è stato stabilito dalla Commissione europea con Decisione del 1° luglio 1999.

8) – Assi dell'Obiettivo 1 e dell'Obiettivo 3, del ciclo 2000-2006 

I Cosiddetti Assi prioritari sono una tipologia di aree di intervento in cui si articola il QCS. Probabilmente la loro funzione doveva servire a facilitare la completezza della programmazione territoriale. Asse è la traduzione del termine Priority , del teso inglese del Regolamento, effettuate in tal modo dalla delegazione italiana e francese. Nel ciclo 2007-2013 si è ritornati al termine priorità anche nei testi italiani e francesi nonché in quelli tedeschi.
Nel QCS Obiettivo 1 2000-2006 sono individuate sei aree che rappresentano le priorità strategiche per le scelte di investimento da realizzare nel periodo di programmazione (regolamento CE n. 1260 del 1999, articolo 9): Queste aree sono:

  • Asse I: Valorizzazione delle risorse naturali e ambientali (Risorse naturali);
  • Asse II: Valorizzazione delle risorse culturali e storiche (Risorse culturali);
  • Asse III: Valorizzazione delle risorse umane (Risorse umane);
  • Asse IV: Potenziamento e valorizzazione dei sistemi locali di sviluppo (Sistemi locali di sviluppo);
  • Asse V: Miglioramento della qualità delle città, delle istituzioni locali e della vita associata (Città) ;
  • Asse VI: Rafforzamento delle reti e nodi di servizio (Reti e nodi di servizio)

Nel QCS Obiettivo 3, ciclo 2000-2006 sono individuate 6 aree corrispondenti ai campi di intervento del FSE – all'interno dei quali sono stati individuati uno o più obiettivi specifici:

Asse A: Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro
Asse B: Integrazione nel mercato del lavoro delle persone più esposte al rischio di esclusione sociale
Asse C: Promozione e miglioramento della formazione professionale, dell'istruzione e dell'orientamento, nell'ambito di una politica di apprendimento lungo l'intero arco di vita
Asse D: Promozione di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile; sostegno all'imprenditorialità; sviluppo del potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico
Asse E: Sostegno alle pari opportunità per le donne sul mercato del lavoro
Asse F: Accompagnamento del QCS e dei Programmi Operativi

9) – Sostegno transitorio o phasing out dell'Obiettivo 1 – Ciclo 2000-2006

Il Regolamento generale (regolamento CE n. 1260 del 1999 – articolo 6) prevede un sostegno transitorio o phasing out per le regioni o ex-zone che erano ammissibili agli obiettivi regionalizzati del periodo di programmazione 1994-1999 e che non lo sono più per il 2000-2006.
Lo scopo del phasing out è quello di evitare l’improvvisa interruzione degli aiuti e facilitare il consolidamento dei risultati degli interventi strutturali precedenti.
Si tratta di un regime transitorio decrescente che permette l’uscita graduale dal sostegno comunitario per spese strutturali.
Nel 1999 alcune zone del precedente Obiettivo 1 avevano i requisiti di base per entrare nell’Obiettivo 2 della programmazione 2000-2006, altre no. Le prime beneficeranno di tutti e quattro i fondi strutturali (FSE, FESR, FEAOG, SFOP) fino al 31 dicembre 2006; per le seconde, l’intervento del FESR si concluderà il 31 dicembre 2005 (sempre nel quadro del nuovo Obiettivo 2).

Per quanto riguarda l’Italia, l’unica regione rientrante nel sostegno transitorio per l’Obiettivo 1 è il Molise.

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10) – Obiettivo 2 e DOCUP del ciclo 2000-2006

L’Obiettivo 2, ossia l'altra tipologia di Obiettivi dei Fondi strutturali dei Fondi strutturali per il periodo 2000-2006 si concentra sulla riconversione economica e sociale delle zone con problemi strutturali. Ossia si rivolge a dei territori regionali, in cui le condizioni socio-economiche sono meno gravi di quelle dell'Obiettivo 1. Per l'Italia si tratta delle Regioni del nord e del centro Italia. Per tale ragione i finanziamenti sono notevolmente più bassi. L'Obiettivo 2 è finanziato principalmente dal fondo strutturale FESR (v. sotto). Gli interventi dell’Obiettivo 2 sono pianificati attraverso il Documento unico di programmazione (Docup).

Rientrano nell’Obiettivo 2 le seguenti zone:

  • zone industriali con tasso di disoccupazione superiore alla media comunitaria, percentuale di posti di lavoro nel comparto industriale superiore alla media comunitaria e flessione dell’occupazione nel settore industriale
  • zone rurali con scarsa densità di popolazione o elevato tasso di occupati in agricoltura, abbinati a un elevato tasso di disoccupazione o a una diminuzione della popolazione
  • zone urbane che presentano almeno uno dei seguenti criteri: elevato tasso di disoccupazione di lunga durata, elevato livello di povertà, ambiente degradato, criminalità e delinquenza, basso livello di istruzione
  • zone dipendenti dalla pesca con una quota significativa di occupati nel settore pesca e diminuzione dei posti di lavoro nello stesso settore.

Ogni Stato membro propone l’elenco delle zone che soddisfano i criteri (tenendo conto che almeno il 50% della popolazione deve rientrare nei requisiti previsti per le zone industriali e rurali) e la Commissione ne redige l’elenco definitivo. Questo è valido per 7 anni ma può essere rivisto in sede di valutazione intermedia per inserirvi zone che hanno attraversato gravi crisi.

Il massimale di popolazione comunitaria ammissibile all’Obiettivo 2 è fissato dal regolamento nella misura del 18% (regolamento CE n. 1260 del 1999 ). Il massimale relativo a ciascuno Stato membro è fissato dalla Commissione europea in base a diversi criteri (distribuzione popolazione in zone industriali e rurali, livello di disoccupazione di lunga durata etc). (Vedi cartografia)

11 – Obiettivo 3 del ciclo 2000-2006

Dopo aver descritto l'Obiettivo 1 e l'Obiettivo 2, rimane da considerare l'ultimo: L'Obiettivo 3. Questo Obiettivo dei Fondi strutturali per il periodo di programmazione 2000-2006 consiste nell’adattamento e ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione.
Le misure previste nell’ambito di questo Obiettivo, applicabili alle zone che non rientrano nell’Obiettivo 1, ossia esiste un principio di esclusione, promuovono le seguenti priorità:

  • politiche attive del mercato del lavoro e lotta alla disoccupazione
  • accesso al mercato del lavoro con un’attenzione particolare alle
  • persone a rischio di esclusione sociale
  • potenziamento dell’occupabilità grazie a sistemi di istruzione e
  • formazione permanenti
  • misure adeguate per anticipare e favorire l’adattamento ai
  • mutamenti economici e sociali
  • pari opportunità fra l’uomo e la donna

L’Obiettivo 3 è il quadro di riferimento per tutte le azioni a favore delle risorse umane sul territorio nazionale, a prescindere dalle specificità regionali. Tiene conto di quanto previsto dal Titolo sull’occupazione del Trattato di Amsterdam e della nuova Strategia europea per l’occupazione. L’Obiettivo 3 è finanziato dal FSE, e quindi rientra maggiormente nelle responsabilità istituzionali del Ministero del Lavoro. Per maggiori informazioni si consultino i seguenti LINK:

  • Europa Lavoro, la sezione del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicata al Fondo Sociale Europeo
  • Italia Lavoro, l'Agenzia del Ministero del Welfare per le politiche attive del lavoro e lo sviluppo dell'occupazione
  • SPINN – Servizi per l'impiego network nazionale, il progetto che Italia Lavoro realizza per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nell'ambito del PON A.T.A.S. 2000-2006 del Fondo Sociale Europeo (v. sopra programmi del QCS-2000-2006)
  • Isfol, l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori
L'Intreccio amministrativo (permessi/possibilità) tra Obiettivi e singoli Fondi è espresso nella tabella seguente.
Tipo Obiettivo FESR FSE FEAOG SFOP
Obiettivo 1
Al di fuori dell'Obiettivo 1    
Obiettivo 2    
Obiettivo 3      
Interreg III      
Urban II      
Leader +      
Equal      

Riferimenti: Dati tratti liberamente dal Sito del DPS –> Http://www.dps.mef.gov.it/qcs/qcs_programmazione.asp e il sito ufficiale della UE.

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12 – Ciclo 2007-2013 - Programmi Operativi (PO)

Il Quadro Strategico Nazionale (QSN 2007-2013) si articola in programmi, come nel ciclo precedente, chiamati Programmi Operativi (PO).
Nel ciclo di programmazione 2007-2013 i PO sono 66, cofinanziati ciascuno da un solo Fondo strutturale. Per tale motivo si definiscono monofondo. Ci sono dunque 42 PO finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e 24 PO finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) (v. schema sottostante).
(v. http://www.dps.mef.gov.it/qsn/qsn_programmioperativi.asp).
In base alle tematiche affrontate, e alle funzioni cui si riferiscono, i PO si suddividono rispettivamente in PON, POR e da ultimo in POIN. In sintesi:

  • nazionali (PON): in settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione è una Amministrazione Centrale (5 FESR, 3 FSE).

  • regionali (POR): multisettoriali, riferiti alle singole regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna Regione c’è un POR finanziato FESR e un POR finanziato FSE (21 FESR, 21 FSE).

  • interregionali (POIN): su tematiche in cui risulta particolarmente efficace un’azione fortemente coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie di scala e di scopo nell’attuazione degli interventi (Energia, Attrattori culturali naturali e turismo); gestiti dalle Regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali (2 FESR).

I PO, ai fini della realizzazione degli interventi, si riferiscono ai tre Obiettivi della politica di coesione comunitaria 2007/2013:
  • sotto la sigla CRO (Competitività Regionale e Occupazione) sono compresi i 33 PO che riguardano tutte le regioni del Centro Nord – incluse le Province Autonome di Bolzano e Trento – e le tre regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise e Sardegna;

  • sotto la sigla CONV (Convergenza), sono compresi i 19 PO che riguardano le rimanenti regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;

  • sotto la sigla CTE (Cooperazione territoriale europea) sono compresi i 7 PO della cooperazione transfrontaliera, di cui 6 hanno come Autorità di Gestione una Regione italiana, i 4 PO della cooperazione transnazionale, tutti con Autorità di Gestione non Italiana, il PO cofinanziato dal FESR e dallo strumento di preadesione (IPA), i 2 PO cofinanziati dal FESR e dallo strumento di prossimità e di vicinato (ENPI).

 Nel sito del MISE sono rintracciabili tutti i Programmi Operativi (clicca). (v. http://www.dps.mef.gov.it/qsn/qsn_programmioperativi.asp).

Bibliografia: Dati tratti liberamente dal Sito del DPS_: Http://www.dps.mef.gov.it/qcs/qcs_programmazione.asp

Ciclo 2007-2013
Programmi finanziati nel Quadro Strategico Nazionale dal FESR e FSE
  Obiettivi
FESR
FSE
totale
A
Convergenza
 
7
19
B
Competitività Regionale e occupazione
16
17
33
C
Cooperazione territoriale
14
0
14
  Numero totale
42
27
66

 


Obiettivi
FONDO specifico
Regioni
Risorse assegnate UE
Convergenza
FESR – FSE – F. di Coesione

Regioni con PIL inferiore al 75 / rispetto alla media del PIL UE.
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

78 %
( 262 miliardi €)
Competitività regionale e occupazione
FESR – FSE
Tutte le regioni non incluse nell'Obiettivo : Convergenza
18%
( 60 miliardi di €)
Cooperazione territoriale europea
FESR
Regioni con particolari problemi connesse con la posizione di confine
4%
(14 miliardi di €)

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Di seguito si riportano i Programmi Operativi (PO 2007-2013 ) adottati nei vari obiettivi (v. sopra), liberamente tratto dal sito del DPS_MEF. I Programmi possono essere visionati , cliccando sull'icona.

http://www.dps.tesoro.it/QSN/qsn_programmioperativi.asp


Obiettivo Convergenza
Programmi Operativi Fondo FESR Decisione della Commissione Fondo FSE Decisione della Commissione
Regionali (POR)
Basilicata ST (pdf, 10.3 Mb) C(2007) 6311
del 07.12.07
(pdf, 616 Kb) C(2007) 6724
del 18.12.07
Calabria (pdf, 2.5 Mb) C(2007) 6322
del 07.12.07
(pdf, 920 Kb) C(2007) 6721
del 17.12.08
Campania (pdf, 3.3 Mb) C(2007) 4265
del 11.09.07
(pdf, 681 Kb) C(2007) 5478
del 07.11.07
Puglia (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 5726
del 20.11.2007
(pdf, 565 Kb) C(2007) 5767
del 21.11.07
Sicilia (pdf, 1.7 Mb) C(2007) 4249
del 07.09.2007
(pdf, 636 Kb) C(2007) 6722
del 18.12.07
Totale POR 5   5  
Nazionali (PON)
Governance e AT (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 3982
del 17.08.2007
 
Istruzione – Ambienti per l'apprendimento (pdf, 10.3 Mb) C(2007) 3878
del 07.08.2007
 
Reti e Mobilità (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 6318
del 07.12.07
 
Ricerca e Competitività (pdf, 1.4 Mb) C(2007) 6882
del 21.12.07
 
Sicurezza (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 3981
del 17.08.2007
 
Governance e AS   (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 5761
del 21.11.07
Competenze per lo Sviluppo   (pdf, 955 Kb) C(2007) 5483
del 07.11.07
Totale PON 5   2  
Interregionali (POIN)
Attrattori culturali, naturali e turismo (pdf, 2.2 Mb)    
Energie rinnovabili e risparmio energetico (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 6820
del 20.12.07
 
Totale POIN 2   0  
Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione
Programmi Operativi Fondo FESR Decisione della Commissione Fondo FSE Decisione della Commissione
Regionali (POR)
Abruzzo (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 3980
del 17.08.2007
(pdf, 2.5 Mb) C(2007) 5495
del 08.11.2007
Emilia Romagna (pdf, 874 Kb) C(2007) 3875
del 07.08.2007
(pdf, 683 Kb) C(2007) 5327
del 26.10.2007
Friuli Venezia Giulia (pdf, 1.7 Mb) C(2007) 5717
del 20.11.2007
(pdf, 560 Kb) C(2007) 5480
del 07.11.2007
Lazio (pdf, 1.2 Mb) C(2007) 4584
del 2.10.2007
(pdf, 873 Kb) C(2007) 5769
del 21.11.07
Liguria (pdf, 3.6 Mb) C(2007) 5905
del 27.11.07
(pdf, 756 Kb) C(2007) 5474
del 07.11.07
Lombardia (pdf, 1.2 Mb) C(2007) 3784
del 01.08.2007
(pdf, 1.3 Mb) C(2007) 5465
del 06.11.07
Marche (pdf, 1.8 Mb) C(2007) 3986
del 17.08.2007
(pdf, 833 Kb) C(2007) 5496
del 08.11.07
Molise (pdf, 1 Mb) C(2007) 5930
del 28.11.07
(pdf, 554 Kb) C(2007) 6080
del 30.11.07
P.A. Bolzano () C(2007) 3726
del 27.07.07
(pdf, 536 Kb) C(2007) 5529
del 09.11.07
P.A. Trento (pdf, 1.2 Mb) C(2007) 4248
del 07.09.2007
(pdf, 584 Kb) C(2007) 5770
del 21.11.07
Piemonte (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 3809
del 02.08.2007
(pdf, 529 Kb) C(2007) 5464
del 06.11.07
Toscana (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 3785
del 01.08.2007
(pdf, 474 Kb) C(2007) 5475
del 07.11.07
Umbria (pdf, 5.2 Mb) C(2007) 4621
del 4.10.2007
(pdf, 751 Kb) C(2007) 5498
del 08.11.07
Valle d'Aosta (pdf, 2 Mb) C(2007) 3867
del 07.08.2007
(pdf, 883 Kb) C(2007) 5530
del 09.11.07
Veneto (pdf, 2 Mb) C(2007) 4247
del 07.09.2007
(pdf, 556 Kb) C(2007) 5633
del 16.11.07
Sardegna ST (pdf, 1.83 Mb) C(2007) 5728
del 20.11.2007
(pdf, 529 Kb) C(2007) 6081
del 30.11.07
Totale POR 16   16  
Nazionali (PON)
Azioni di Sistema   (pdf, 1.1 Mb) C(2007) 5771
del 21.11.07
Totale PON -   1  
 
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Obiettivo Cooperazione Territoriale Europea
Programmi Operativi Fondo FESR Decisione della Commissione
Transfrontaliera
Italia – Francia Marittimo (pdf, 2.4 Mb) C(2007) 5489 del 16.11.2007
Italia – Francia Alcotra (pdf, 1.4 Mb) C(2007) 5716 del 29.11.07
Italia – Svizzera (pdf, 865 Kb) C(2007) 6556 del 20.12.07
Italia – Slovenia (pdf, 794 Kb) C(2007) 6584 del 20.12.07
Italia – Malta* vai al sito  
Grecia – Italia* (VAI al sito)  
Italia – Austria (pdf, 2.1 Mb) C(2007) 4233 del 17.09.2007
Transnazionale
Spazio Alpino * vai al sito C(2007) 4296 del 20.09.2014
Europa Centrale* vai al sito C(2007) 5817 del 03.12.07
Europa Sud-orientale* vai al sito C(2007) 6590 del 20.12.07
Mediterraneo* vai al sito C(2007) 6578 del 20.12.07
Transnazionale – Preadesione
Italia Adriatico* vai al sito  
Transnazionale – Prossimità e vicinato
Italia-Tunisia* vai al sito  
Bacino del Mediterraneo* vai al sito  
Altri Programmi Operativi in cui è coinvolta l'Italia
INTERREG IV C (**) (pdf, 6 Mb) C(2007) 4222 del 11.09.07
ESPON (**) (pdf, 7.5 Mb) C(2007) 5313 del 07.11.07
URBACT (**) (pdf, 382 Kb) C(2007) 4454 del 02.10.07
INTERACT (**) vai al sito C(2007) 5833 del 04.12.07

(*) Autorità di Gestione non italiana.
(**) Non compreso nel QSN 2007-2013 – PO CTE (Interregionale) che interessa tutti i 27 Stati Membri senza preallocazione di risorse a livello nazionale.


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2.7 – Rapporti scala nazionale

2.7 – Rapporti Strategici Nazionali elaborati dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE)
Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica – ROMA

Sommario sezione

1.0) Open Coesione
2.0) – Rapporto Strategico Nazionale 2009 (abstract)
2.1) – Rapporto Strategico Nazionale 2009 (testi)

1.0) OPENCOESIONE

Figura 2.7 -01 Sito Opencoesione del DPS

opencoesione-sitoL'avvento del Ministro F. Barca  che nel governo Monti (11-11-2011) ricopriva la carica di  Ministro della Coesione Territoriale, ha significato una serie di innovazione nella prassi italiana sino ad allora imperante nei Fondi strutturali, che  risultava, prima del suo arrivo, alquanto parallizzata. Un esempio di queste innovazioni è stato il portale OpenData (v. a fianco).

Infatti, il DPS (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica) su sollecitazione del nuovo Ministro, che proveniva dagli stessi uffici,  ha deciso di porre a disposizione del pubblico, ovvero degli interessati, i dati e le informazioni utili per valutare l'efficacia delle Politiche di coesione, che si pongono a monte dei Fondi strutturali (UE e IT) . Le informazion sono  a disposizione tramite un portale in Internet chiamato OPENCOESIONE.    (v. a fiaco). Sino al 30/06/2014 i dati posti nel sito riguardano 88.858 progetti che sono stati  finanziati dalle Politiche di coesione. Alla stessa data I finanziamenti monitorati riguardano circa ottanta miliardi di euro e i pagamenti monitorati in Italia  si riferivano a 32,3 Miliardi di euro di fonte UE, cui si aggiunge  in automatico, una cifra analoga di fonte nazionale (v.sito OPEN DATA)


2.0) – Rapporto Strategico Nazionale 2009

Il Regolamento dei Fondi strutturali del ciclo 2007-2013 (n. 1083/2006 all’art. 29) richiede la presentazione di un rapporto sintetico (Rapporto Strategico Nazionale) contenente informazioni sul contributo dei programmi cofinanziati dai Fondi. Il Rapporto deve essere inoltrato alla Commissione europea entro e non oltre, rispettivamente la fine del 2009 e del 2011:
Il rapporto espone i risultati raggiunti , nel periodo considerato,  in ordine ai seguenti aspetti:

  • realizzazione degli obiettivi della politica di coesione;
  • missioni dei Fondi strutturali;
  • attuazione delle priorità precisate sia negli orientamenti strategici comunitari per la coesione specificate sia dal quadro di riferimento strategico nazionale;
  • grado di realizzazione dell'obiettivo di promuovere la competitività tanto per creare posti di lavoro, quanto al raggiungimento degli obiettivi degli orientamenti integrati per la crescita e l'occupazione.

In particolare, i Rapporti mirano ad individuare:

  • la situazione e le tendenze socioeconomiche del paese Italia;
  • i risultati, le sfide e le prospettive future per quanto riguarda l'attuazione della strategia concordata nel Quadro Strategico Nazionale (2007-2013) dei Fondi strutturali (vedi);
  • esempi di buone prassi.

2.1) Allegati del rapporto 2009

RAPPORTO STRATEGICO NAZIONALE 2009
Dicembre 2009 (pp.89)
- Allegato 1 Tavole e grafici (pp.28)
- Allegato 2 Schede Buone pratiche (p.38)
- Allegato 3 Risposte al Piano europeo di ripresa economica (p.3)

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1.19 – Siti WEB europei

<br />

1.19 -Siti WEB europei

Siti-WEB che trattano i Fondi strutturali avendo come priorità la scala europea

Sommario sezione:

1.0) – La Politica di coesione
1.1) – Divisione territoriale dei Fondi strutturali
1.2) – Esempi di realizzazioni utilizzando i Fondi strutturali (buone pratiche)
2.0) – I Fondi in specifico
2.1) – Riviste e documentazione
3.0) – Lotta contro la frode
4.0) – Altri siti

1) La Politica di coesione

Commissione europea
http://ec.europa.eu/index_it.htm

I commissari e la "pubblica amministrazione" dell'UE. La Commissione propone la legislazione, compresa quella che riguarda i Fondi strutturali, e ne controlla la corretta applicazione in tutta l'Unione.
Politica Regionale INFO REGIO
Le problematiche della Politica di coesione a base dei Fondi strutturali
http://ec.europa.eu/regional_policy/index_it.htm

1.1) – Divisione territoriale dei Fondi strutturali

1.2) – Esempi di realizzazioni utilizzando i Fondi strutturali (buone pratiche)

Buone pratiche nel settore dei Fondi strutturali
http://ec.europa.eu/regional_policy/projects/stories/index_en.cfm?pay=IT
Galleria fotografia interventi finanziati con i Fondi strutturali scala UE
http://ec.europa.eu/regional_policy/digitallib/load.do?lang=it&langChanged=true&d-3883656-p=1
 

2.0) – I Fondi in specifico

Fondo di sviluppo regionale (FESR)
http://ec.europa.eu/regional_policy/thefunds/regional/index_it.cfm
Fondo sociale europeo (FSE)
http://ec.europa.eu/esf/home.jsp?langId=it
Fondo di coesione
http://ec.europa.eu/regional_policy/thefunds/cohesion/index_it.cfm
Fondo di solidarietà europea (FSUE)
http://ec.europa.eu/regional_policy/thefunds/solidarity/index_it.cfm
Fondi: Jaspers-Jeremie-Jessica-Jasmine
http://ec.europa.eu/regional_policy/thefunds/instruments/index_it.cfm
Strumento di Pre-adesione
http://europa.eu/legislation_summaries/agriculture/enlargement/e50020_it.htm
Autorità di gestione italiane di fonte UE OPEN COESIONE

http://www.opencoesione.gov.it/fonti-di-finanziamento/

 
2.1) – Riviste e documentazione
Documenti ufficiali
http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docoffic/offi_en.htm
Inforegio-Newsroom
Rivista Panorama della Commissione europea sulla politica regionale

http://ec.europa.eu/regional_policy/newsroom/index.cfm?LAN=IT

3.0) – Lotta contro la frode
OLAF
http://ec.europa.eu/anti_fraud/index_it.html
L'organismo che tutela gli interessi dei cittadini UE
4.0) – Altri siti

 

 

 

 


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1.18 – Buone pratiche UE

1.18 – Buone pratiche UE (good practices)

Il settore degli esiti dei finanziamenti dei Fondi strutturali è prioritario. Questa sezione necessita di essere ampliata. Sicché se qualche lettore intende contribuire al dibattito può spedire il proprio intervento (vedi: Spedisci ..) che verrà pubblicato prima nel Forum, ed eventualmente successivamente aggiunto ai testi. Non è necessario che la o le informazioni siano già redatte in un testo finale. Può essere d'aiuto anche un promemoria. Provvederemo ad approfondirlo successivamente. (Grazie staff redazionale.)

Esperienze riuscite (good practices)

Domanda Risposta
Cosa sono le good practices o esperienze riuscite ? I Fondi strutturali sono volti alla realizzazione di strutture fisiche e organizzative per aumentare lo sviluppo socio-economico delle regioni UE. Le good practices sono casi esemplari di ciò che si è riusciti a realizzare.
Valutazione sul materiale a disposizione

Scarso. Vi sono pochi casi a fronte delle migliaia di progetti che vengono finanziati. Inoltre si assiste ad una carenza anche di adeguate documentazioni fotografiche, che dovrebbe essere il livello più semplice da comunicare.

 

Sommario della sezione
1.0) – Il problema delle c.d. buone pratiche
2.0) – POLONIA
-POLONIA 2007-2013 – Programma   INTERREG IIIC programme (East Zone)
– Le regioni UE verso il digitale DICE (Digitale innovazione tramite la cooperazione in Europa) -
-In strada per la crescita – Costruzione del tratto KA4E dell'autostrada A4 tra Kleszczów e Sosnica – Restauro del prestigioso Museo di Palazzo Wilanów Mazowieckie, Polonia – Servizi di trasporto ferroviario per l'aeroporto di Varsavia Fryderyk Chopin Mazowieckie, Polonia -Potenziamento della superstrada S8 tra Powązkowska e Marki.
3.0) -SPAGNA
-Business Innovation Centre europei e (CE BIC) di Talavera de la Reina -Tutto per la società, tutto per l'azienda
-Una fabbrica di occupazione -Obiettivo 2  – Ciclo 2000-2006  – Catalogna – Centro di Iniziativa per l'imprenditorialità
-Qualità scolpita sulla pietra -Centro Stone Technology Andaluso  (CTAP)
-Spagna -Impianti di desalinizzazione nella zona metropolitana di Barcellona e del fiume Tordera
-Corridoio Mediterraneo ad alta velocità (Madrid-East Coast) – Castilla-La Mancha, Comunidad Valenciana, Comunidad de Madrid, Región de Murcia, Spagna
-Impianti di desalinizzazione nella zona metropolitana di Barcellona e del fiume Tordera
-Spagna-Portogallo – Ponte che unisce le comunità della Penisola Iberica
-Barcellona, Cataluña, Spagna – Scenografia come tende sulla nuova Fiera di Barcellona
– Energie Rinnovabili Centro Nazionale
4.0) – GERMANIA – IRLANDA – SPAGNA
-Vantaggi economici e di competitivita per quattro regioni con l’esperienza tecnologica
(Benefici nella  qualità del Formaggio con la tecnologia moderna).

Per entrare nel sito UE che espone una scelta delle opere realizzate in tutta la UE clicca qui oppure  nei seguenti siti:

POLITICA INFOREGIO = http://ec.europa.eu/regional_policy/projects/stories/index_it.cfm

Banca dai buone pratiche = http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/best-practices/database/SBA/index.cfm?fuseaction=practice.detail&gp_pk=945&tr_pk=2090

1.0) Il problema delle c.d. buone pratiche
Porsi il quesito di quali siano le opere e le esperienze riuscite o comunque portate a termine con le centinaia di miliardi di euro dei Fondi strutturali, da un lato è una domanda legittima e quanto mai ragionevole; dall'altro, il quesito apre una finestra critica, quasi impietosa sul risultato effettivo di questa enorme e pluriennale programmazione UE. Infatti, esiste un diffuso consenso per affermare che i risultati sono incerti e in ultima analisi opachi. In realtà, manca il censimento critico e in dettaglio degli interventi realizzati. Questo suscita ovvie perplessità, che contrastano oggettivamente con la meticolosa preparazione dei programmi e dei progetti richieste dai Fondi strutturali.
Tuttavia è quasi certo che l'iniziativa dei Fondi strutturali è destinata a continuare, nonostante questo scarso livello di trasparenza, deponendo per il perdurare di questo stato di cose. Infatti, la Pubblica Amministrazione di ogni stato UE, deve continuare a sovvenzionare le opere ritenute pubbliche, anche se il censimento o monitoraggio delle opere finanziate negli anni precedenti anche con i Fondi strutturali, è incompleto. Da un lato la programmazione della UE non può arrestare lo strumento principale della politica di coesione, e dall'altro non si possono arrestare i lavori delle opere pubbliche di ogni Stato. Viceversa se i Fondi strutturali venissero dirottati in maniera sostanziale verso i paesi da poco entrati nella UE_27, modificando le percentuali della distribuzione attuale a favore di questi ultimi, allora in questo caso si determinerebbero le condizioni, anche per un arresto più o meno definitivo di questa programmazione. Dal punto di vista politico i Fondi strutturali assomigliano ad una Partita di giro dei bilanci economici. Infatti, i capitali partono da uno stato UE, vanno a Bruxelles sotto forma di prelievo fiscale dovuto verso il bilancio comunitario, ma poi ritornano sotto forma di finanziamento (Fondi strutturali, PAC, ecc.) benché in quantità leggermente inferiore, allo Stato comunitario di partenza (vedi A.S. Rapporto Strategico (p.28)). Nel caso italiano i finanziamenti partono da Roma vanno a Bruxelles ma poi ritornano a Roma. Ogni stato, in ultima analisi, utilizza Fondi propri, che derivano dalle tasse dei propri cittadini. Gli abitanti e i funzionari delle Regioni per esempio del Sud Italia, che giudizio esprimerebbero di una eventuale decisione che annullasse più o meno del tutto, i finanziamenti dei Fondi strutturali ai propri territori, per esempio a favore degli Stati orientali dell'Europa entrati nella UE? La risposta sembra semplice. Avverrebbe un rifiuto. Quindi in questa evenienza, diventerebbe credibile un'arresto della esperienza dei Fondi strutturali. Molto meno credibile risulta l'interruzione di questa programmazione, a causa di una sua rendicontazione incompleta. Inoltre, coloro che preferiscono uno stato di opacità, consapevoli di questa situazione, continuano ad operare per il suo mantenimento. In tal modo abbiamo anche chiarito che ottenere la massima trasparenza, anche nei risultati dei Fondi strutturali, si identifica con una decisione politica. Non deriva da una difficoltà di rendicontazione tecnica.

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Di seguito esponiamo alcune schede ufficiali di alcuni paesi UE che sono ai primi posti per i contributi ricevuti nel ciclo 2007-2013. Ossia Polonia, la Spagna, Italia ( terzo posto).

Clicca sul paese di interesse
Polonia  
Spagna  

2.0 ) – Polonia

POLONIA 2007-2013 – Programma   INTERREG IIIC programme (East Zone)

Germania_bandiera_00Lituania_BAndiera_00Ungh_band_00Ungheria_bandiera_00Polonia_Bandiera_00Svezia_Bandiera_00UK_Bandiera_00
Germania, Lituania, Ungheria, Austria, Polonia, Svezia, Gran Bretagna

SETTORE COMUNICAZIONE

Le regioni UE verso il digitale
DICE (Digitale innovazione tramite la cooperazione in Europa)

Regioni europee per sfruttare lo sviluppo della televisione digitale terrestre  nel promuovere l'innovazione e lo sviluppo economico.

Polonia_001

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Programma : INTERREG III (Zona Est)
Sorgente: Panorama 17
Costo totale:   Un milione e 52 mila euro (€ 1.052.000)

Contributo Fondi strutturali=  Seicentomila ventiquattro euro (€ 624.000)
Ultimo aggiornamento
01/06/2006

Contesto
Nonostante la complessità e la diversità del mercato UE delle comunicazioni, il passaggio ai servizi digitali presenta una serie di problemi analoghi in molti paesi e regioni. Pertanto, al fine di apprendere dalle esperienze di altri, alcune regioni europee hanno deciso di collaborare e di promuovere lo sviluppo armonizzato digitale in Europa.
Il progetto DICE (Digitale innovazione  attraverso la cooperazione in Europa), mira ad agevolare lo scambio di esperienze tra le sette regioni europee che sono in procinto di introdurre la televisione digitale terrestre e dei relativi servizi. Il progetto si concentra in particolare su come ottimizzare le opportunità presentate dalla televisione digitale terrestre a promuovere lo sviluppo economico regionale, in particolare, delle PMI nel settore dei media e delle telecomunicazioni. Aspetti correlati affrontatI dal progetto comprendono l'accettazione dei consumatori, la definizione delle norme tecniche, i modelli di business e infine, i framework normativi.
Lo Stato federale di Berlino, rappresentato dal Dipartimento del Senato per l'Economia lavoro e questioni femminili, è il capofila di questo progetto che comprende anche le seguenti autorità: Autorità per broadcasting e delle telecomunicazioni (Austria), il Dipartimento del Commercio e Industry (UK), la città di Gävle (Norrland Mellersta, Svezia), la Camera di Commercio per l'Elettronica e Telecomunicazioni KIGEiT (Mazowiecke, Polonia), l'Autorità nazionale delle comunicazioni di Ungheria, il Comitato della Società dell'informazione per lo sviluppo della Lituania.

Lo sviluppo attraverso la digitalizzazione
L'obiettivo generale di DICE è quello di esaminare l'impatto sulle regioni partner delle modifiche tecniche in materia di digitalizzazione, e per scoprire come questi cambiamenti possono essere sfruttate per promuovere lo sviluppo economico nelle regioni. Il progetto si concentra in particolare sulla promozione dei servizi digitali, applicazioni e contenuti che creano nuovi mercati, riducono i costi e aumentano la produttività, in tutto il settore economico. Si prevede che le PMI saranno il principale fornitore di contenuti e applicazioni e  in questo modo il progetto contribuirà allo sviluppo economico e creazione di posti di lavoro nelle regioni.
L'obiettivo finale è quello di assistere le regioni partner a sviluppare economie basate sulla conoscenza competitiva e dinamica, con aumento dell'occupazione, e per favorire la coesione sociale tra le regioni.

Risultati
Il progetto  è concentrato sullo sviluppo e il rafforzamento di collaborazioni tra i partner, sulla creazione di reti di decisori politici regionali e nazionali e delle PMI interessate. Singoli gruppi di lavoro sono stati creati per affrontare questioni rispettivamente come l'accettazione sociale, i modelli di business, la politica e la regolamentazione trasparente, i servizi interattivi, la migrazione, l'implementazione e l'opportunità di business. Le attività di queste reti sono supportate  anche tramite  conferenze e vertici.
Attraverso queste attività il progetto DICE contribuisce a rafforzare la capacità delle regioni partner nel passaggio dalla televisione analogica a quella digitale ed è mirato  verso lo sviluppo di approcci standardizzati. Attraverso l'identificazione e il trasferimento di buone pratiche, servizi digitali e la loro applicazione sono promossi e vengono creati nuovi mercati. Come diretto risultato della collaborazione facilitata dal progetto DICE, i partner hanno acquisito un vantaggio tecnologico nel settore della televisione digitale terrestre e le regioni partecipanti hanno acquisito un  vantaggio nell’ essere in prima linea  per lo  sviluppo di nuovi standard digitali, che potranno essere veicolati anche ad altre regioni .

Informazioni tecniche
Programma : INTERREG III (ZONA Est)- Sorgente: Panorama 17
Costo totale:  Un milione e 52 mila euro (€ 1.052.000)
Contributo Fondi strutturali:   Seicentomila ventiquattro euro (€ 624.000)
Ultimo aggiornamento: 01/06/2006
Contatto : Bundesstaat Berlin
Abteilung für Informations- und Kommunikationstechnologie
Berliner Rathaus – D-10873, Berlin – Deutschland
Ingrid, Walther — Tel.: +49 30 9013 8156: E-Mail: ingrid.walther@senwaf.verwalt-berlin.de
Web: berlin.de

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SETTORE VIABILITA'' SU GOMMA

Poland
In strada per la crescita
Costruzione del tratto KA4E dell'autostrada A4 tra Kleszczów e Sosnica

Grazie agli aiuti europei, la Polonia è riuscita gradualmente a ricollegare la rete stradale e quella autostradale. Questo stimolerà l'economia e aiutare meglio ad integrare il paese nell'Europa a 27 nazioni.

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Programma: Instrument for Structural Policies for Pre-Accession (ISPA 2000/PL/16/P/PT/001)
Fonte:COMMISSIONER HÜBNER'S VISIT

Costo totale: € 108.910.000 (centootto milioni novecentomiladieci euro)
Contributo UE € 13.000.000 (tredici milioni)
Data Aggiornamento 01/01/2007

Contesto
La Polonia ha continuato a migliorare la sua infrastruttura stradale al fine di ottimizzare sia la sua integrazione nella UE sia per stimolare la sua crescita economica. L'UE fornisce già alla Polonia ingenti somme di denaro per permetterle di evolvere i settori chiave della sua economia verso gli standard europei. Tra il 2004 e il 2006, ha ricevuto 1.320 miliardi di euro (milletrecentoventi miliardi di euro) del FESR e del Fondo di coesione. Tra il 2000 e il 2006, l'ISPA (Strumento per le politiche strutturali di preadesione) ha trasferito un totale di 733 milioni di euro per la Polonia per la ristrutturazione della rete stradale nazionale.
Unitamente ai programmi  PHARE e SAPARD,  quello ISPA è uno degli strumenti finanziari che aiuta i paesi candidati a prepararsi per l'adesione all'UE. La sua funzione primaria è quella di sostenere la coesione economica e sociale attraverso il finanziamento di grandi progetti d'investimento nei settori ambientale e dei trasporti. Quando la Polonia è diventata membro dell'Unione europea il 1 ° maggio 2004, i progetti in corso sono stati ripresi dal
Fondo di coesione, che funziona come il programma ISPA.

L'autostrada A4, è un corridoio vitale
L'autostrada A-4 è uno dei principali progetti in corso. E’ la strada principale che collega la Germania con la regione mineraria industrializzata della
Polonia meridionale. Questa arteria  deve essere estesa fino al confine ucraino onde facilitare il transito dall'Europa occidentale verso l'Ucraina e il sud della Russia. Nel 2006, grazie ai Fondi strutturali, il Ministero delle Infrastrutture ha inaugurato nuove sezioni tra le centrali Kleszczów e Sosnica  per consentire il traffico ed evitare  Gliwice. Tutto il traffico est-ovest è stato allontanato dal centro della città, allegerendo i suoi ponti, le strade strette e i semafori. L'autostrada è dotata di due corsie  lunghe  19,1 km, che può essere allargata a tre corsie. Il progetto comprendeva la costruzione di ponti di crossover per il traffico locale, fossati per le vie navigabili e strade di servizio aggiuntivo destinato a garantire che tutte le proprietà siano adeguatamente collegati alla rete stradale locale. Le aree a pedaggio sono state progettate per lo scambio e, inoltre, un pedaggio co- impianot on-line è stato progettato per l'autostrada.

Altri progetti
I Fondi europei sovvenzionano anche altri progetti polacchi. Un tratto di 90 km di autostrada tra Krzyzowa e Wroclaw è stato riparato ed è in corso di realizzazione  un'autostrada tra Zgorzelec (al confine tedesco) e Krzyzowa. L'Unione europea ha cofinanziato l'autostrada A-2 tra Lodz e Poznan (Stryków II – Emilia) e partecipa a uno studio di fattibilità per la costruzione della sezione Stryków-Konotopa (nei pressi di Varsavia).
Inoltre, ci sono altre tipologie oltre le  autostrade. Le risorse ISPA, infatti, venivano assegnate alla costruzione e riabilitazione di strade locali.  La Route 50, che bypassa Varsavia, sarà modernizzata per decongestionare le città e diminuire traffico di camion nella capitale. Altri progetti includono un  percorso n° 4 tra Cracovia e Tarnów; percorso N ° 7 da Danzica a Jazowa (per essere rinforzato) e la costruzione della strada S1 espresso da Cieszyn (confine ceco) a Bielsko-Biala.

Risultati
Le cattive condizioni della rete stradale polacca ha penalizzato l'economia del paese, limitando il commercio con i paesi vicini e provocando uno sviluppo ineguale nelle sue regioni. Grazie agli aiuti europei, la Polonia è stata in grado di lanciare dodici progetti stradali più importanti di cui nove sono i progetti di investimento e tre, i progetti di assistenza tecnica. In poche anni  questi progetti  contribuiranno a rendere competitiva l'economia polacca ancorandola ai suoi vicini.

Scheda sintetica
Programma :  Instrument for Structural Policies for Pre-Accession (ISPA 2000/PL/16/P/ PT/001) — Fonte: COMMISSIONER HÜBNER'S VISIT
Costo totale: € 108.910.000 (centootto milioni novecentomiladieci euro)
Contributo UE:  € 13.000.000 (tredici milioni)
Riferimento: Generalnej Dyrekcji Dróg Krajowych i Autostrad (GDDKiA, Ministry of Infrastructure, Department of National Roads and Motorways) ul. Zelazna 59
PL-PL-00-848, Warsaw — Polska– Zbigniew , Sobala
Tel.: +48 (077) 401-63-49 — Fax: +48 (022) 375-87-63
E-Mail: zsobala@opole.gddkia.gov.pl
Web: Generalna Dyrekcja Dróg Krajowych i Autostrad
Data Aggiornamento 01/01/2007

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SETTORE TURISMO

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Restauro del prestigioso Museo di Palazzo Wilanów
Mazowieckie, Polonia

Un palazzo del 17 ° secolo, nella città capitale della Polonia è stata riportato al suo antico splendore barocco. Il lavoro continuerà per diversi anni ancora, ma il museo del palazzo ha già ricevuto riconoscimenti nazionali, come riscontro per il lavoro effettuato.


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Programma : Ciclo 2007-2013 Fondi strutturali (FESR)

Costo totale : Un milione e cinquecentomila euro (€ 1.508.192)
Contributo Fondi strutturali : Un milione 093 mila euro € 1.093.439

Data  aggiornamento 29/09/2010

"Il successo del progetto del rilancio del Museo di Palazzo Wilanów fu rapidamente riconosciuto da prestigiosi riconoscimenti da parte del governo polacco".
Il Palazzo Wilanów conserva molto del suo carattere artistico originale, a differenza di edifici simili in Polonia. Tuttavia, l'obiettivo a lungo termine di restauro in corso è quello di rivitalizzare tutto il palazzo e i suoi giardini.

Riparazioni vitali
Situato a 10 km a sud del centro di Varsavia, il Palazzo Wilanów è una delle gemme architettoniche  più note e più belle  della nazione. È stato costruito nel 17 ° secolo dal re Giovanni III Sobielski e si pone nella lista dell’elenco nazionale degli  Heritage Sites.
L'edificio ha subito pochi danni strutturali nel corso dei secoli, ma dipinti e soffitti nella sua parte più antica si stanno deteriorando negli ultimi anni. Questa parte del palazzo  è stata quindi chiusa ai visitatori, privandoli della possibilità di ammirare il Primo museo d'arte della nazione.
Il progetto intende  ripristinare e ristrutturare l'interno del palazzo e il  museo, co-finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FSE). Dopo una dettagliata indagine dell’edificio, sono iniziati i lavori per le camere reali nella sezione più antica del palazzo e la sede del 19 ° secolo, sito nella fascia destra. Il restauro prevede interventi negli sfondi,  negli elementi decorativi, nei tessuti e dipinti murali.

Ristrutturazione di prima classe
Riaperta nell'aprile del 2007, il Palazzo Wilanów Cinese,  le  Hunting Rooms  e le sue camere riccamente decorate, attirano migliaia di visitatori del sito. Le camere  cosiddette  cinesi e della  caccia assieme una mostra di opere uniche, tra cui preziose porcellane, oggetti di arti e mestieri, mobili e dipinti provenienti da Europa e Asia orientale, sono aperte al pubblico.
Un riconoscimento del valore aggiunto del progetto è arrivato nel maggio 2008, quando il museo-palazzo ha vinto il primo premio annuale  (Sybilla 2007) per eventi museali  della Polonia. Ha inoltre ricevuto un Gran Premio per le realizzazioni di conservazione. La fase due della ristrutturazione del palazzo reale e dei giardini è durata da aprile 2007 a dicembre 2009
.

Scheda tecnica
Programma  : Ciclo 2007-2013 Fondo FESR
Costo totale: Un miliardo e cinquecentomila euro (€ 1.508.192)
Contributo Fondi strutturali : Contributo Fondi strutturali = € 1.093.439
Contact : Museum Palace at Wilanów– Tel.: +48 22 842 07 95
E-Mail: muzeum@muzeum-wilanow.pl
Web: Museum Palace at Wilanów
Data  aggiornamento — 29/09/2010

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SETTORE TRASPORTO FERROVIARIO

Poland
Servizi di trasporto ferroviario per l'aeroporto di Varsavia Fryderyk Chopin
Mazowieckie, Polonia


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Ciclo 2007-2013   Obiettivo Coesione

Costo totale:  42 milioni e cinquecento mila euro (€42.543.500 )

Aggiornamento : 24/01/2011

 

Il progetto è un sistema di trasporto urbano posto a servizio, di Varsavia,  capitale polacca. Essa comporta l'acquisizione di 13 treni moderni elettrici, che verranno utilizzati per gestire servizi di trasporto ferroviario passeggeri, sulla linea che collega Varsavia Fryderik aeroporto Chopin (sud-ovest della città) con le aree a est e a nord di Varsavia attraverso stazioni site nel centro della stessa città.
L'obiettivo generale del progetto è quello di garantire la sostenibilità del sistema di trasporto pubblico intorno a Varsavia e consolidare il ruolo svolto dai servizi di trasporto di massa all'interno della rete di trasporto  disponibile. I principali vantaggi socio-economici derivanti dal progetto includono tempi di funzionamento più veloce per viaggi effettuati su mezzi di trasporto pubblico, un allentamento delle pressioni ambientali e una riduzione del numero degli incidenti stradali sulle strade della regione.

Treni moderni e funzionali
L'acquisizione dei 13 nuove unità di treni elettrici EMU è stata progettata per migliorare la fornitura di servizi ecocompatibili di trasporto pubblico per gli abitanti di Varsavia e la sua area metropolitana,  tramite  l'introduzione di servizi ferroviari più veloci, da e per, l’aeroporto internazionale Fryderyk Chopin. Ciò contribuirà a raggiungere un obiettivo importante perseguito nell'ambito del PO (Programma Operativo ) "Infrastrutture e ambiente".
Più specificamente, il progetto promuove lo sviluppo delle infrastrutture tecniche della regione, incrementando il trasporto pubblico  che contribuisce a proteggere e migliorare le condizioni ambientali della regione. Un miglior trasporto pubblico  agisce anche, come una spinta per la coesione territoriale. Il numero di passeggeri trasportati da parte dell'autorità di trasporto urbano (SKM) è destinato a crescere costantemente, da una previsione di 2,5 milioni nel primo anno del progetto (2012) a circa il doppio. Ossia circa 4,5 milioni di un anno entro il 2040.

Il trasferimento modale delle quattro le ruote al trasporto in  ferrovia
Come conseguenza della realizzazione del progetto, i tempi di viaggio in treno dall'aeroporto Okecie al centro di Varsavia, dovrebbero  diminuire tra 27 a a poco meno di 22 minuti, che equivale grosso modo a un 20% di risparmio in termini di tempo.
SKM cerca di ottenere che il nuovo collegamento convinca la gente lontana ad utilizzarlo in alternativa ai veicoli privati ​​per i viaggi e/o , allo stesso tempo, convincere più di passeggeri ad utilizzare i servizi di autobus.

Fornendo servizi ferroviari più veloci, da e per, l’aeroporto internazionale di Varsavia: Fryderyk Chopin, il progetto  cerca di  aumentare la quantità di mezzi pubblici ecocompatibili in offerta per gli abitanti di Varsavia e la sua area metropolitana. Il nuovo materiale rotabile sarà conforme alle norme di sicurezza difficili, contribuendo a generare un aumento significativo del numero di utenti ferroviari. I nuovi convogli offrono anche la possibilità d'imbarco per i disabili.

Scheda sintetica: Ciclo 2007-2013:  Obiettivo Coesione
Costo totale : 42 milioni e cinquecento mila euro (€42.543.500 )
Contact — Ministry of Regional Development– ul. Wspólna 2/4
PL-00–926, Warsaw– Polska
Data aggiornamento: 24/01/2011

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SETTORE VIABILITA'

Germania_bandiera_00Poland

 

Mazowieckie, Polonia
Potenziamento della superstrada S8 tra Powązkowska e Marki


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Programma : Ciclo 2007-2013  Obiettivo Coesione

Costo totale : Seicentocinquantasei milioni 885 mila euro (€ 656.885.900)
Contributo Fondi strutturali : Cinquecentoquarantotto milioni 171mila euro (€ 548.171.300)

Data aggiornamento: 24/01/2011

 Il progetto prevede la costruzione, di un tratto lungo 11,7 km della superstrada S8 tra il polo di Powazkowska e l’interscambio Marki, facenti parte della strada tangenziale nord di Varsavia.
Il progetto fa parte sia della rete TEN-T, nonché l'ex Trans-corridoio europeo n. 1 (la 'Via Baltica') per collegare Varsavia, Kaunas, Riga, Tallin e Helsinki.


Il potenziamento delle infrastrutture stradali esistenti.
Lo scopo del progetto è quello di  trasformare una parte della SS n. 8 ( Powazkowska di Varsavia e l'interscambio in Marki Marki (Voivodato di Masovia) ) per ottenere un’arteria  standard ad elevato scorrimento.
Per motivi tecnici, il progetto è stato diviso in due fasi. La prima: sezione della S8 tra il Modlinska e interscambi Marki; la seconda: la sezione tra il Powazkowska e interscambi Modlinska, compresa la ricostruzione del ponte di Grot-Rowecki , che si presenta come il più grande e più costoso.

Ridotto impatto ambientale
I lavori di costruzione comprendono da un lato l'estensione della sezione di ponte per permettere la separazione della carreggiata principale dalle strade d'accesso locale, nonché la costruzione di nuove carreggiate tra Modlinska e Labiszynska così come lo svincolo di Marki, e  dall’altro lato l'ampliamento della carreggiata principale tra Labiszynska e Marki. Altri aspetti del progetto sono stati inseriti per ridurre l'impatto ambientale, in particolare del  traffico stradale (ad esempio gli spazi verdi con protezione / paesaggistico / costruzioni con attenzione  estetica, / ricostruzione di barriere antirumore, costruzione di condotte per acque piovane, tutela delle acque superficiali e sotterranee).
Una parte del quadro più ampio
Il percorso in oggetto da trasformare, è parte di un più ampio sforzo di investimento volto alla costruzione della superstrada S8,  la quale è parte del trasporto Trans-European Network (TEN-T) Wroclaw  che collega il confine lituano vicino Budzisk. In termini di manutenzione (riparazioni e gestione), le  responsabilità di tutte le spese di gestione spetteranno al beneficiario del progetto, ossia  la Direzione generale per le strade nazionali e autostrade.

Scheda tecnica
Programma : Ciclo 2007-2013  Obiettivo Coesione
Costo totale : € 656,885,900
Contributo Fondi strutturali : € 548,171,300
Contact — Ministry of Regional Development– ul. Wspólna 2/4– PL-00–926, Warsaw– Polska
Data aggiornamento : 24/01/2011

3.0) – SPAGNA

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Business Innovation Centre europei e (CE BIC) di Talavera de la Reina
Tutto per la società, tutto per l'azienda

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Business Innovation Centre europei

Costo totale: 1 milione 169 mila euro (€ 1.169.570)

Contributo UE: 584 mila 785 euro (€ 584.785)
Ultimo aggiornamento 01/08/2007

Al fine di fornire tutto il sostegno disponibile per la creazione e lo sviluppo delle PMI innovative, la Talavera de la Reina, la Comunità europea, il Business Innovation Centre (BIC CE) e un ampio partenariato pubblico / privato si sono associati con il sostegno dei Fondi strutturali (FESR). E 'particolarmente importante incoraggiare lo spirito imprenditoriale nelle PMI in una regione come Castilla-La Mancha.  Questa è scarsamente popolata, ha grandi distese e pochi centri urbani, la sua industria è trattenuta dalla piccola dimensione delle sue imprese e la mancanza di competenze e di innovazione e servizi disponibili, anche se in espansione, non sono ancora sufficientemente competitive.
Il Talavera de la Reina (Toledo) della Comunità europea e il  Business Innovation Centre (BIC CE) è stato istituito nel 2003 per promuovere l'attività imprenditoriale e la creazione di posti di lavoro nella provincia di Toledo. Ha ricevuto il sostegno del FESR per progetti di ricerca tecnologica e per le apparecchiature. BIC CE appartengono alla EBN (1) e sono organizzazioni no-profit create per fornire supporto alle PMI. I loro membri sono i principali  interessi commerciali di ciascuna regione. Essi forniscono l'orientamento del progetto integrato, innovativo e di sostegno alle imprese e allo sviluppo regionale e locale.

Un ampio partenariato per una gamma completa di servizi
Il BIC CE è sponsorizzato da un vasto pubblico/privato che comprende il Consiglio della Comunità di Castiglia-La Mancha, il Consiglio Generale di Toledo, il consiglio comunale di Talavera de la Reina, l'Università di Castilla-La Mancha, la Camera Ufficiale di Commercio e dell'Industria di Toledo, la Castilla La Mancha Cassa di Risparmio e la Federazione di apertura della Toledo. Il BIC CE è composto da tre dipartimenti che coprono tutti gli aspetti della vita aziendale: Innovazione e  Tecnologie; Economia e  Finanze;Diritto, Marketing e Risorse Umane.
Il Centro sostiene la creazione di imprese e lo sviluppo in corso delle PMI esistenti attraverso una vasta gamma di servizi che includono l'orientamento, la formazione in materia di gestione, nuove tecnologie e marketing di prodotto, ingegneria finanziaria, consulenza sulla creazione di business plan, assistenza nella ricerca di mercati potenziali, la certificazione di qualità, ecc.  BIC accoglie anche "giovani germogli" nell'incubatore azienda e fornisce loro lo spazio di lavoro, nonché la  tecnica, logistica e servizi amministrativi necessari per consentire un buon inizio.

Risultati
Dalla sua creazione, il BIC CE di Talavera de la Reina ha fornito consulenza e assistenza a circa 350 promotori di progetto e ha contribuito al completamento di oltre 80 progetti in un'ampia varietà di settori. Nel 2006, il Centro ha studiato 117 concetti imprenditoriali, di cui 61 sono stati ulteriormente sviluppati e 28 attuati. Questo ha portato alla creazione di 43 posti di lavoro.
Progetti in corso includono  rispettivamente:  il commercio elettronico, la cooperazione tra le PMI, accolti dall’incubatore  Castilla-La Mancha,  come quelli di Italia e Portogallo in materia di gestione internazionale; la pubblicazione di un servizio BIC Card (carta di qualità), l'iniziativa di cooperazione internazionale IBEROEKA tecnologia e il portale "Gate2Growth", che fornisce l'accesso a una rete europea di esperti dei servizi (in particolare gli esperti finanziari e relativi all'azienda). Il Centro può beneficiare del sostegno del Fondo-FESR per il  ciclo futura  2007-2013 Programma Operativo (PO) Castilla-La Mancha.
La rete Talavera de la Reina svolte  attività a livello europeo attraverso EBN e nazionale attraverso ANCES (2), promuove lo sviluppo di progetti di varie dimensioni, lo scambio di esperienze nonché il trasferimento dei risultati ad altre regioni.
(1) European Business and Innovation Centres (EC BIC) Network. Creato nel 1984, e il EC BIC ora ha circa 160 membri a pieno titolo in  in 21 paesi e  70 membri associati.
(2) Asociación Nacional de CEEIs/BICs Españoles (National Association of Spanish EC BIC/BIC). Ogni anno , ANCES  da il benvenuto a circa 400 SMEs con i suoi  21 EC BIC  e aiuta a creare migliaia di compagnie.

Technical information
Total Cost : € 1.169.570
EU Contribution : € 584.785
Contact : CEEI Talavera de la Reina – Toledo– Plaza del Pan n° 11– E-45600, Talavera de la Reina (Toledo)– España
Director: Rafael, Sancho Zamora –Tel.: +34 925 72 14 24 — Fax: +34 925 72 16 07
E-Mail: rsancho@ceeitvr.com
Web: CEEI Talavera de la Reina – Toledo
Web: ANCES network
Draft date –01/08/2007

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Spagna_bandiera_002SPAGNA

 

Centro di Iniziativa per l'imprenditorialità
Una fabbrica di occupazione
Obiettivo 2  – Ciclo 2000-2006  – Catalogna

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Programma Obiettivo 2 – Catalonia 2000-2006

Costo totale: 124  milioni 200 mila euro (€ 124.200.000)

Contributo UE: nove milioni 400 mila euro (€ 9.400.000)

L'Agenzia di Barcelona Activa rispetta il suo nome. In venti anni, infatti,  ha rafforzato la creazione di 6.000 imprese e 15.000 posti di lavoro. Si tratta di uno dei più grandi incubatori di imprese in Europa.
Contesto
Fu nel 1986 che il comune di Barcellona ha lanciato la sua agenzia di sviluppo locale, chiamata Barcelona Activa. Con un budget di 600.000 euro all'inizio, nel 2007, essa ha a disposizione un budget di 26,5 milioni di euro da investire in circa 30 corsi  di formazione, reinserimento professionale e nuovi programmi di sostegno alle imprese. Grazie a loro, quasi 100.000 persone sono riuscite a inserirsi nel  lavoro! Così, 14.000 disoccupati hanno ricevuto una formazione teorica e pratica che ha consentito loro di essere assunti, in particolare per la rigenerazione di 45 siti di Barcellona, inclusa la costruzione Farinera.
Per il sindaco, Jordi Hereu, 'dietro a tutti questi programmi e le cifre impressionanti, ci sono alcune persone che si trovavano in situazioni molto precarie, e che oggi sonoi mprenditori autentici'. Dalla sua creazione, Barcelona Activa ha assistito passo dopo passo 11.892 piani aziendali, di cui a buon fine ne sono giunti circa  6.000. Oggi, più di un migliaio di nuovi piani sono presentati ogni anno, di cui circa la metà diventa realtà, con una media di 2,4 posti di lavoro per progetto.
Questo dinamismo spiega in parte perché il tasso di crescita del PIL di Barcellona è superiore alla media spagnola ed europea. La sua industria è costituita da ingegneria meccanica, industria automobilistica, il settore chimico e farmaceutico, elettronico e tessile. La città è soprattutto un centro di servizi (con più di tre quarti della popolazione attiva), che sono pesantemente coinvolti in nuove tecnologie dell'informazione, la società della conoscenza e dell'innovazione.

Numerosi i siti
Cosa si trova in Barcellona Active? Un certo numero di siti: un centro di imprenditorialità, volto a favorire l'iniziativa e trasformare le idee in realtà; l'incubatore di imprese Glòries, per  consolidare le imprese di recente costituzione, e il nord di Barcellona Technology Park, per garantire la competitività delle imprese basate sulla tecnologia; Porta 22,  ossia 200 mq dedicati a nuovi posti di lavoro, settori emergenti e le culture del lavoro nuovo; il centro Can Jaumandreu e il Convento de Sant Agusti, due siti per aiutare i dicoccupati ad adattare meglio il proprio profilo professionale alle esigenze delle imprese, il centro di Ca n'Andalet, per maggiore inserimento nella società della conoscenza; il Cibernarium, in cui il mondo di Internet è stato trasformato in uno strumento di sviluppo per le imprese e gli individui.
Per quanto riguarda  la rete Barcelona Activa, questo è un incubatore virtuale che offre servizi online per la creazione di imprese, una scuola di business virtuale per gli imprenditori e uno spazio per la cooperazione commerciale.
L'Incubatore d'Impresa e del Parco tecnologico fino ad oggi hanno accolto 574 imprese. Per Maravillas Rojo, il presidente del Barcelona Activa e un consigliere comunale con responsabilità per l'occupazione e l'innovazione ', siamo in grado di insegnare alle persone  come diventare imprenditori. Essere ricchi non è essenziale;. né conta una tradizione di famiglia o sul fatto che il proprio padre è un imprenditore 'A condizione,  essi dicono, che le persone rimangono aperti per adattarsi ai cambiamenti di ogni genere.

Reti europee
Insieme a Milano, Dublino e Monaco di Baviera, Barcellona è un membro della rete PANEL (Pirenei-Rete Alpina delle Liaisons imprenditoriale), una delle reti tematiche generate dalla azione pilota PAXIS (Pilot Action of Excellence per le start-up innovative), sostenuta dalla Commissione europea fino al 2005. Queste città sono state dichiarate 'regioni europee di eccellenza ', come hanno fatto altre città PAXIS. Oggi Barcelona Activa è un attore in numerosi progetti europei, tra cui EurOffice Services (internazionalizzazione delle imprese), e Invesat Detect-It (finanziamento pubblico-privato), o i programmi  Urbal e @ lis (con l'America Latina).

Risultati
La priorità Barcelona Activa,  rimane quella di generare e consolidare le imprese innovative, con il corollario che sia volta alla creazione di nuova ricchezza e quindi nuovi posti di lavoro. L'obiettivo è: rendere attivi i gruppi di persone che hanno i più altilivellididisoccupazione e la più bassa proporzione di posti di lavoro non retribuito, in altre parole gli immigrati, le donne e le persone di età superiore ai 40 anni. 'Stiamo ponendo l'accento sulla formazione e le reti', dice Maravillas Rojo, 'ma dobbiamo sviluppare un approccio più proattivo e completare la nostra gamma di servizi al fine di incidere su questi gruppi. Sono previsti collegamenti con le università al fine di accelerare lo sviluppo di imprese create da 'spin-off. Questo è l'unico modo per Barcelona Activa di rimanere, come lei dice, 'un motore per l'occupazione per la città e il paese'.

Technical information
Program: Objective 2 Catalonia 2000-2006
Total Cost :€ 124,200,000
EU Contribution  : € 9,400,000
Contact
BARCELONA ACTIVA, SA, SPM– C/ Llacuna, 162-164 — E-08018, Barcelona– España
Mateu , Hernández –Tel.: +34 934 019 810– Fax: +34 933 009 651
E-Mail: barcelonactiva@barcelonactiva.es –Web: Barcelona Activa

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SPAGNA

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Qualità scolpita sulla pietra
Centro Stone Technology Andaluso  (CTAP)
Nel cuore della "terra del marmo", il nuovo Centro Andaluso Stone Technology (CTAP) è diventato il pilastro per il settore della pietra naturale della regione e un saldo riferimento per l'innovazione.

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Programma: Obiettivo 1 — PO Andalusia ciclo 2000-2006

Costo totale : 3 milione 404 mila euro  (€ 3.404.711)
Contributo UE: due milioni 552 mila euro  (€ 2.552.533)

Ultimo aggiornamento : 1/03/2006

Contesto
I Fenici furono tra i primi ad apprezzarlo. Il marmo Macael, paragonabile a quello di Carrara, si è guadagnato il nome di "città dell'oro bianco"   tramite il lavoro in questo settore dei  6.200 abitanti della provincia di Almeria. Macael si trova nel cuore di una regione di 300 km ² con 23 000 abitanti, e ha la più alta densità di piccole imprese in Andalusia, con 300 imprese dedicate alle pietre ornamentali, che danno lavoro diretto a 5.400 persone.
Questo quartiere in piena espansione industriale è stato in grado di sopravvivere a numerose crisi, ogni volta trovando uno sbocco per il suo rinnovo. Così nel 1980, si è concentrata sul rafforzamento industrializzazione a fronte della caduta della redditività delle imprese locali. Nel 1990, inoltre, a causa del calo di risorse per il marmo bianco, fu in grado di sostenere la maggior parte dei suoi artigiani, lavoratori di alta qualità, e sviluppare di materiali innovativi. Più di recente, è apparso un nuovo fattore, portando a vincoli che possono limitare la futura espansione del settore: la tutela dell'ambiente.

Integrare l'anima della pietra  con  lo spirito di innovazione
In questo contesto, il progetto è stato sviluppato per creare un Centro Stone Technology andaluso (CTAP). La firma, nel 1998, di un accordo tra il Ministero del Lavoro e dell'Industria e della Pubblica Real Property Company dell'Andalusia ha lanciato il progetto e gradualmente il CTAP ha iniziato a docollare. Il progetto ha ottenuto un contributo dei Fondi  FESR per la costruzione dell'edificio e acquisto di attrezzature scientifiche e tecniche, quali un laboratorio di prova. Il nuovo centro è stato posto sotto l'egida della Fondazione CTAP in cui la pubblica amministrazione collabora con le aziende e gli operatori economici di vari settori di attività nel settore (lavorati  pietra, artigianato,  sfruttamento di carbonato di calcio, ossia il minerale di cui il marmo è costituito), insieme con le aziende ausiliari e le organizzazioni  tecnologici.
In definitiva, l'obiettivo è quello di associare il settore lapideo di grande tradizione, con lo spirito della ricerca e dell'innovazione, al fine di mantenere la competitività in uno dei settori più importanti per l'economia andalusa. Per questo motivo, il CTAP lavora a stretto contatto con le imprese, fornendo il "popolo di pietra" con le moderne tecnologie richieste dall’evoluzione dei mercati e promuovere nel contempo i concetti di patrimonio dell'artigianato andaluso in questi stessi mercati.
Le attività variano da test di laboratorio per lo sviluppo di programmi di qualità e di certificazione, attraverso tutta una serie di servizi alla SMI, in conformità con un piano d'azione in cinque punti, che sono: design, marketing, sviluppo tecnologico, formazione e  rispetto per l'ambiente. Accanto alle numerose voci di attrezzature specialistiche, il Centro contiene un osservatorio sulla  pietra naturale, una scuola di ingegneria industriale e della commercializzazione dei prodotti in pietra, gestito in partnership con l'Università di Almeria.

Risultati
In tre anni, il CTAP ha istituito una varietà di progetti come la caratterizzazione meccanica di colonne in pietra, lavorazione della pietra con acqua ad alta pressione, la copia di pezzi di marmo, sfruttando miniere sotterranee, la pulizia della cava nella Sierra de Macael, un servizio di campionamento per architetti e decoratori, concorsi internazionali e un portale per il settore delle  risorse umane.
Non esiste una formula magica ma, al contrario, un impegno costante verso le attività di diversificazione e di equilibrio, per il bisogno di convincere tutti che la pietra può essere un settore sostenibile. E 'significativo che, sebbene in crescita le aziende si trovino ad affrontare una carenza di manodopera specializzata, l’area di  Macael  non ha disoccupazione. Va inoltre osservato che la CTAP è un candidato leader per i brevetti e le etichette, gli operatori industriali stanno iniziando a voler proteggere il proprio know-how. Nel medio termine, i problemi principali sono il miglioramento della classificazione delle pietre ornamentali di Macael e di tutela della denominazione, così come l'individuazione di nuove applicazioni per l'architettura e decorazione di interni.

Informazioni tecniche
Program : Objective 1, Programma Operativo (PO)  Andalusia 2000-2006
Total Cost : € 3.404.711
EU Contribution: € 2.552.533
Contact :Centro Tecnológico Andaluz de la Piedra (CTAP)– Ctra. Olula-Macael, Km. 1,7–E-04867, Macael (Almería)– España
Gerente: Jerónimo, Sánchez -Tel.: +34 950 126 370- Fax: +34 950 126 078
E-Mail: jeronimo@ctap.es – Web: CTAP
Centro Tecnológico Andaluz de la Piedra (CTAP) -Ctra. Olula-Macael, Km. 1,7 – E-04867, Macael (Almería)
España -Departamento Comunicaciones
Lidia, Roca – Tel.: +34 950 126 370 – Fax: +34 950 126 078 -E-Mail: comunicacion@ctap.es
Web: Portal de recursos humanos
Draft date : 01/03/2006

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Settore energetico
Spagna

Impianti di desalinizzazione nella zona metropolitana di Barcellona e del fiume Tordera

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Costo totale : 221 milioni 870 mila euro (€ 221.870.000)

Contributi UE: 177 milioni 496 mila euro  (€ 177.496.000)

Ultimo aggiornamento : 19/04/2010

 

La costruzione degli impianti dei desalinazione sia del Prat de Llobregat  sia del fiume Tordera sono due delle più importanti attività svolte negli ultimi anni in Catalogna, al fine di garantire l'approvvigionamento idrico e promuovere una gestione efficiente di questa risorsa.
L'impianto di dissalazione di El Prat è il più grande impianto per l'approvvigionamento idrico in Europa, in grado di produrre fino a 60 HM3 un anno (200 milioni di litri al giorno) e per soddisfare le esigenze del 20% dell'area metropolitana. Il nuovo impianto fornisce un migliore gusto e  acqua di qualità superiore per le regioni del Penedès, Baix Llobregat, Anoia, Garraf, Barcelonès, Vallès Occidental e Oriental Vallés e del Maresme.
L'impianto di Tordera, che ha una capacità di 10hm3/year, è stato costruito nel 2002, con l'obiettivo di risolvere i problemi del sovrasfruttamento della falda acquifera della Tordera Baixa (il bacino inferiore del Tordera). Attualmente, i lavori sono in corso per ampliare e migliorare il dissalatore, raddoppiando la capacità. L'acqua aggiuntiva sarà utilizzata per coprire le richieste di impianti di trattamento dell'acqua nel Maresme Alt (Upper Maresme), Tossa-Lloret e Blanes.

Technical information
Total Cost : € 221,870,000
EU Contribution: € 177,496,000
Draft date :19/04/2010

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SPAGNA

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Corridoio Mediterraneo ad alta velocità (Madrid-East Coast)
Castilla-La Mancha, Comunidad Valenciana, Comunidad de Madrid, Región de Murcia, Spagna

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Corridoio Mediterraneo ad alta velocità (Madrid-East Coast)

Costo totale : 1 miliardo 122 milioni 895 mila euro ( € 1.122.895.800)
Contributo UE : 725 milioni 839 mila euro ( € 725,839,800)

Una delle linee ad alta velocità più_recenti  dell’Europa sarà presto aperta per le imprese,  collegando Madrid verso la costa orientale della Spagna, di fronte al Mediterraneo. Si prevede di ridurre significativamente i tempi di percorrenza locale e creare migliori collegamenti tra zone piuttosto remote. Essa dovrebbe inoltre incoraggiare alcuni pendolari ad abbandonare le loro auto per i viaggi in treno più comodi e rispettosi dell'ambiente.
Il progetto della linea ad  Alta Velocidad ha due fasi operative. Dal 2010, dopo la prima fase, i treni saranno in grado di andare da Madrid a Albacete ad una velocità di 300 km / h. o più. Quando la linea ad alta velocità sarà stata completata nel 2012, essi saranno in grado di funzionare alla massima velocità tutto il tragitto dalla capitale spagnola per la città di Murcia o la città costiera di Valencia.

Espansione della rete
Nel corso degli ultimi decenni, la Spagna è stata impegnata a modernizzare le sue ferrovie e renderle compatibili con l'ampliamento della rete europea ad alta velocità. Entro il 2010 avrà creato più di 2.200 km di linee ferroviarie ad alta velocità, rendendo il paese  uno dei leader mondiali in questo campo.
Il progetto della Línea de Alta Velocidad, conosciuta anche come la linea Madrid-Levante o corridoio Est Coast, è parte di questo sforzo ferroviario nazionale. Funziona attraverso quattro comunità autonome. Rispettivamente: Madrid, Castilla-La Mancha, la Comunità Valenciana e la Regione di Murcia.
La nuova infrastruttura copre 22 sottosezioni di pista ad alta velocità da Madrid alla costa orientale. Gran parte del lavoro include movimento del terreno e la costruzione di nuove piste, gallerie, viadotti e strutture di drenaggio, con particolare cura per proteggere qualsiasi ambiente fragile lungo il percorso.
La nuova pista è stata costruita per trasportare treni ad alta velocità internazionali, che hanno una velocità standard maggiore  di quelli trovati su gran parte della rete ferroviaria della Spagna. In totale, il lavoro nell'ambito di questo progetto copre una lunghezza di quasi 221 km, con 24 km di gallerie.

Viaggi più veloci e più facili
La nuova linea offrirà ai capoluoghi di provincia della Castiglia-La Mancia  accessi di gran lunga migliori ai treni ad alta velocità, portando Murcia più vicino alla capitale spagnola. Tutte le città lungo il suo percorso potranno anche godere notevolmente di tempi di viaggio in treno, ridotti. Ad esempio il tempo di viaggio tra Madrid e Valencia, sarà tagliato di oltre la metà, cio’ oscillante tra 202-90 minuti. Questo dovrebbe rendere la vita più facile per i pendolari locali e per attirare più turisti da questa parte della Spagna.
Diverse stazioni lungo il percorso verranno aggiornate a standard moderni. Essi comprendono Cuenca, Albacete, Valencia, Alicante, Elche e Murcia.
Il progetto ha avuto anche un notevole impatto positivo sull'occupazione locale. Durante la fase di attuazione, circa 14.500 persone sono state coinvolte nella pianificazione, gestione e costruzione. La fase operativa  dovrebbe creare circa 1.170 posti di lavoro.

Technical information
Total Cost : € 1,122,895,800
EU Contribution : € 725,839,800
Contact
Dirección General Económica Financiera y de Control de la Entidad pública Empresarial Administrador de Infraestructuras Ferroviarias (ADIF)
C/ Sor Ángela de la Cruz, 3 8ª planta
E-28020, Madrid
España
Web: Adif

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SPAGNA – PORTOGALLO

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Ponte che unisce le comunità della Penisola Iberica

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Programma: FESR ciclo 2000 -2006

Contributo UE: 3 milioni 180 mila euro (€ 3.180.000)

Ultimo aggiornamento: 16 /01 /2010

La recente costruzione di un ponte internazionale che collega la provincia di Huelva, con l'Alentejo, nel sud della Spagna con il Portogallo sta portando benefici sotto forma di maggiori collegamenti di trasporto efficienti e nuove opportunità di sviluppo economico e sociale per le imprese e circa 50.000 abitanti. La distanza tra le due città è stato drasticamente ridotto da 138 km a soli 12 km.

Memorabile vista sul nuovo ponte che collega il Portogallo e la Spagna
"Stiamo andando a vedere le differenze in commercio, infatti in tutti i settori, turismo, vita sociale, dell'economia, della politica."
Juan M. Burga, sindaco di El Granado, Spagna
Nel febbraio 2009 ha visto l'inaugurazione dei 140 m di lunghezza, 11 m di larghezza  del ponte che collega la città portoghese di Pomarao con la nuova autostrada provinciale HU-6400. Questa nuova autostrada così come altre caratteristiche tra cui l'ampliamento e il miglioramento delle vicine autostrade, nuova segnaletica e  nuove opere di riqualificazione urbana ambientale sono state sostenute dagli enti locali e finanziamenti europei e fanno parte di una strategia di riqualificazione complessiva della regione.

Riconoscere i bisogni umani e ambientali
Le regioni di Andalusia, Spagna e El Alentejo, Portogallo, sono oggi in grado di godere di migliori canali di comunicazione, ora che il nuovo ponte costruito sopra Chanza River è pienamente operativo. Questo  infatti è il  terzo collegamento autostradale tra la provincia di Huelva e il vicino Portogallo, aggiungendo a quelli già esistenti attraverso Ayamonte e Rosal de la Frontera. Il rispetto della flora e della fauna non sono state dimenticate durante la costruzione, nella logica sostenibile, ossia che considera ai fini dello sviluppo anche il contesto ambientale .

Celebrazioni per la crescita e la prosperità
Nell’inaugurazione del febbario 2009 del ponte, hanno preso parte autorità locali e nazionali sia  della Spagna  sia del Portogallo. L'importanza del ponte, in termini di sviluppo economico e sociale non può essere sottovalutato. Infatti, il turismo, i settori agricoli e commerciali si basano molto sul miglioramento di tali  infrastrutture. Sul versante sociale, si può osservare che la popolazione locale che per secoli ha appena conosciuto i confinanti, sono stati realmente avvicinati dalla presenza del ponte. Li ha resi più vicini.

Accelerazione per il turismo
I turisti e gli operatori del turismo in particolare potranno beneficiare del nuovo ponte, in termini di tempi di percorrenza ridotti tra i due paesi, soprattutto nelle stagioni di punta. Ad esempio, Mértola, la città principale della regione portoghese e una fonte di tesori archeologici e culturali per il turismo, solo ora si trova a meno di 20 minuti da El Granado e poco più di mezz'ora da Huelva.

Technical information
Program  : FESR – Ciclo  2000 -2006
EU Contribution : € 3.180.000
Contact
El Granado — Jesus Manuel, Bueno Quintero
E-Mail: jmbueno@diphuelva.org — Web: El Granado
Draft date : 16/01/2010

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SPAGNA

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Scenografia come tende sulla nuova Fiera di Barcellona
Barcellona, Cataluña, Spagna

Un progetto per espandere la Fiera de Barcelona ha dato alla città uno dei più grandi centri espositivi in Europa. Progettato da uno degli architetti più innovativi e influenti del mondo, Toyo Ito, il nuovo sviluppo è anche uno dei più all'avanguardia per quanto riguarda design, tecnologia e anche alcuni  servizi innovativi sono interessati.

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Programma FESR cicli 2000-2006 e 2007-2013

Contributo UE :  84 milioni 350 mila euro  (€ 84.350.000)

Ultimo aggiornamento : 17/02/2009

Aperto il Centro espositivo nuovo, elegante a Barcellona
"L'architettura del XX secolo è stata stoica e astratta. Questa periodo storico è stato caratterizzato da edifici che possono essere progettati e costruiti in tutto il mondo. Nel ventunesimo secolo, dobbiamo ripensare come si possa esprimere un nuovo modo di vivere. "
Toyo Ito, architetto
Situato in posizione ideale con i collegamenti di metropolitana e il parcheggio per più di 5.000 veicoli, la Fiera de Barcelona è stato concepita con facili  comodità di accesso. La sua architettura funzionale ed efficiente, contribuisce a creare  anche  un ambiente accogliente per il visitatore.

Progettazione architettonica iconica.
Due nuove torri sono rinate nello skyline di Barcellona, ​​ora che la costruzione del Nuovo Polo Fiera di Barcellona si avvicina al completamento. Le due torri, di ispirazione veneziana,  che segnano l'ingresso della Plaça Espanya, sono opera dell'architetto giapponese Toyo Ito. Questi  è stato selezionato nel 2003 per la progettazione del nuovo complesso nel quartiere di Montjuic della città.
Il concetto trainante di questo progetto sostenuto dalla UE, unisce la fluidità di movimento delle mostre  che attirano attirano migliaia di persone e la facilità di accesso alle informazioni e ai servizi per i membri del pubblico, degli organizzatori e degli espositori.
I motivi della Gran Via è di avere due punti di accesso, otto padiglioni, sei dei quali sono già stati costruiti e un auditorium con una capacità di 2. 500 spettatori. I due punti di accesso – una a Plaça Europa, che collega direttamente la stazione della metropolitana e il  parcheggio, e l'altro dalla parte opposta vicino al passaggio Zona Franca – intendono assicurare  il massimo comfort.

Disegnare tra la folla
Il progetto della Fiera de Barcelona ha consegnato a Barcellona 368 000 m² di superficie espositiva coperta e di oltre 5.000 posti auto, rendendo il complesso uno dei più grandi in Europa.
L'amministrazione e l'esecuzione del progetto sono stati trattati da Fiera 2000 in collaborazione con la Camera di Commercio, Industria e Navigazione di Barcellona, la Generalitat de Catalunya (governo autonomo catalano), il Comune di Barcellona, l'L'Hospitalet de Llobregat City Hall, la Diputació de Barcelona (Comune di Barcellona) e l'Associazione dei Comuni della zona della Greater Barcelona.

Technical information
Program : ERDF 2000-2006 and 2007-2013
EU Contribution : € 84.350.000
Contact — Fira2000 — Carlos, Riera
E-Mail: criera@fira2000.orgWeb: Fira2000
Draft date :17/12/2009

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SPAGNA

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La migliore energia è quella che non viene utilizzata
Energie Rinnovabili Centro Nazionale

Esaminando i segreti dell'energia: simulatore solare a CENER in Sarriguren.

Tutto per le energie rinnovabili, e energie rinnovabili per tutti. Questa è la missione del nuovo Centro R & S nazionale costruito con il sostegno del finanziamento dei Fondi strutturali ( FESR), a due passi da Pamplona.

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Programma: Obiettivo 2 -Navarre – Ciclo 2000-2006

Costo totale : 15 milioni 600 mila euro  (€ 15.600.000)
Contributo UE: 2 milioni  800 mila euro (€ 2.800.000)

Ultimo Aggiornamento:  1/05/2006

Contesto
A seguito del Protocollo di Kyoto nel 1997, l'UE ha definito l'obiettivo da raggiungere entro il 2010 in ciascuno degli Stati membri,  almeno il 12% della domanda di energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili (RE). In Spagna, le energie rinnovabili attualmente soddisfano 7 o 8% del fabbisogno energetico. Nel 2000, la creazione della Fondazione CENER-CIEMAT da parte del governo di Navarra, il Ministero spagnolo dell'Educazione e della Scienza "ed" Energia, Ambiente e Tecnologica Research Centre, (CIEMAT, un ente pubblico nazionale), faceva parte di questo approccio.
La posizione privilegiata della Navarra Innovation Park, nel nuovissimo "ECOCITY" di Sarriguren a pochi chilometri da Pamplona, è stata scelta per ospitare il Centro Nazionale Energie Rinnovabili (CENER), costruito con l'aiuto di finanziamenti dei Fondi strutturali (FESR).

Un riferimento nel suo settore
Con la sua architettura bioclimatica interamente progettata per ridurre al minimo il consumo di energia (60% è già prevista da fonti rinnovabili, con l'intenzione di aumentarla a valori prossimi  al 100%), l'edificio CENER centrale è una delle costruzioni di riferimento internazionale in questo settore. Con attrezzature ultra-moderne, tra cui ricordiamo rispettivamente:  i laboratori per la caratterizzazione di pannelli solari termici e fotovoltaici; l'analisi della biomassa e di prova; generatore di certificazione del vento e un laboratorio di accumulo di energia, CENER  ha tutto quello che richiede di svolgere attività di ricerca e sviluppo connesse alle energie rinnovabili in cinque settori specifici. Ossia: il potere del vento; energia solare (termica e fotovoltaica), energia da biomassa, l'architettura bioclimatica, l'elettronica e l'elettronica di potenza, e l'utilizzo dell'idrogeno per l'immagazzinamento di energia.

Un approccio olistico
Iniziata nel 2002, l'attività CENER mira da un lato a rafforzare la competitività delle imprese in termini di RE, attraverso la ricerca applicata e trasferimento tecnologico, prestazione di servizi (consulenza, studi, ecc.) e la creazione di progetti specifici per clienti industriali. D'altra parte, si propone in generale di promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili attraverso la diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche e di sostegno alle istituzioni pubbliche nella realizzazione di adeguate riserve tecniche e giuridiche. L'obiettivo finale è quello di rendere le tecnologie più efficienti  nonché accessibili a tutta la società, basata sul principio che, per citare CENER direttore, Juan Ormazábal: "la miglior energia è quella che  non viene utilizzata".
Anche se la Fondazione CENER-CIEMAT è un’organizzazione non-profit, il Centro opera secondo le linee di una società privata e mira ad essere autosufficiente (ha già raggiunto per il 50%) attraverso una gestione efficace e proventi finanziari derivanti da progetti condotti per esterni clienti.

Risultati
Oltre al suo impatto a livello locale per l'economia della Navarra, nei suoi 4 anni di intensa attività, mobilitando nell'aprile 2006  uno staff di 120 persone, la maggior parte dei quali sono ricercatori, CENER ha già acquisito una solida reputazione a livello nazionale e internazionale, con contratti in cinque continenti.
A titolo di esempio, un accordo firmato nel febbraio 2006 tra il Governo della Navarra, e il Dipartimento di Educazione e Scienza prevede l'investimento di 48.350.000 €  (48 milioni e 350 mila euro) con  progetti CENER importanti, come la creazione di  tecnologie per lo sviluppo  con l’impiego del vento a Sangüesa, che attualmente non hanno equivalenti in nessuna parte del mondo (tra cui una stazione di prova per 70 lame di lunghezza); la ricerca sui materiali cristallini in grado di fornire alternative a basso costo di silicio in impianti fotovoltaici e lo sviluppo di pannelli solari termici per la refrigerazione solare.

Technical information
Program :Objective 2 Navarre 2000-2006
Total Cost :€ 15.600.000
EU Contribution :€ 2.800.000
Contact
CENER — Ciudad de la Innovación — E-31621, Sarriguren –España
Director General –Juan , Ormazábal
Tel.: +34 948 25 28 00 — Fax: +34 948 27 07 74
E-Mail: direccion@cener.com — Web: The National Renewable Energy Centre (CENER)
Draft date — 01/05/2006

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4.0) – GERMANIA – IRLANDA – SPAGNA


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Vantaggi economici e di competitivita per quattro regioni con l’esperienza tecnologica
(Benefici nella  qualità del Formaggio con la tecnologia moderna)

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Programma:  FESR da giugno 2005 a giugno 2008

Contributo UE : 3 miloni 160 mila euro  (€ 3.160.000)

Ultimo aggiornamento: 23 / 12 / 2009

Migliorare la competitività attraverso l'innovazione tecnologica e la società dell'informazione è quello che ESTIIC si prefigge, riunendo le competenze specifiche di quattro regioni – Asturie e Cantabria della Spagna, Nord Reno-Westfalia dellan Germania e il sud e l’est dell'Irlanda.

"L'idea emersa grazie agli sforzi congiunti del Governo del Principato delle Asturie, IDEPA, il laboratorio e la denominazione d'origine per il formaggio Cabrales, nonché il riconoscimento della necessità di sostenere quei piccoli produttori che lavorano per produrre formaggi di alta qualità, assicurando che tale qualità è approvato dal mercato attraverso l'introduzione di nuove tecnologie basate sulla  radiofrequenza ".
Alberto Meana, laboratorio interprofessionale lattiero-caseari delle Asturie
ESTIIC ha unito assieme  i governi locali e regionali, le agenzie di sviluppo, le organizzazioni imprenditoriali, gli istituti di istruzione di terzo livello e i centri di ricerca e tecnologia da tutte e quattro le regioni che maggiormente hanno bisogno di sviluppo. In definitiva, ESTIIC mira a migliorare l'efficacia delle politiche e degli strumenti connessi e la loro rispondenza alle esigenze delle piccole e medie imprese.

Realizzare gli obiettivi
Un elemento prioritario di ESTIIC è stato un mini-programma di finanziamento per progetti che sostengono l'innovazione tecnologica e società dell'informazione. I contratti sono stati negoziati, elaborati e poi lanciati nella primavera del 2006. Il risultato è stato l'approvazione per il finanziamento di otto sub-progetti di cooperazione interregionale.
Gli otto sottoprogetti approvati   rientrano nella  Radio Frequency Identification (RFID), nella nanotecnologia, nell’ individualizzazione di  strategie editoriali, nell’adottare la ricerca accademica alle esigenze delle piccole aziende, nella la banda larga e lo sviluppo regionale, nel  potenziale delle imprese di eHealth, e infine  nell'utilizzo delle informazioni territoriali nei processi aziendali.
A titolo di esempio, la tecnologia RFID è stata utilizzata per sviluppare un prototipo di tracciabilità e rintracciabilità di alimenti come il formaggio Cabrales utilizzando  tag speciali. Le attività di diffusione, quali seminari e mostre, hanno contribuito a promuovere le tecnologie RFID nelle piccole imprese delle quattro regioni citate.

Uno spettacolo di potenziali prospettive
I sottoprogetti  hanno fornito  risultati molto positivi, il cui valore potrebbe essere visto al di là delle quattro regioni coinvolte.
Il sottoprogetto RFID è stato di grande interesse per le PMI del settore agro-alimentare. Formaggio Cabrales è solo fatto da aziende a conduzione familiare in quantità relativamente piccola ma gli agricoltori devono essere conformi con le normative comunitarie che richiedono la tracciabilità e rintracciabilità del prodotto lungo tutto il processo di produzione. Gli sviluppi hanno dimostrato che è possibile codificare i singoli caseifici, con tecnologia RFID e alla registrazione e la conservazione di dati specifici di tracciabilità e rintracciabilità di ogni formaggio.
Durante la fase finale del ESTIIC il partner regionale hanno discusso e approvato lo sviluppo di altre attività legate ai temi affrontati dai sottoprogetti, ad esempio cinque studi regionali, due seminari per le PMI, cinque conferenze internazionali e due visite di studio, garantendo il raggiungimento degli obiettivi iniziali di ciascuna regione. Inoltre, queste attività hanno contribuito con la stesura del Manifesto europeo delle TIC per le Regioni di sostenere i responsabili della politica regionale nei loro tentativi di sviluppare strategie di successo coerenti con i principi adottati nei vertici di Lisbona e di Göteborg. Le attività hanno contribuito a individuare le tendenze ICT e hanno mostrato come integrare queste nelle politiche regionali.

Technical information
Program:  ERDF from July 2005 to June 2008
EU Contribution : € 3.160.000
Contact
Instituto de Desarrollo Económico del Principado de Asturias (IDEPA) – Parque Tecnológico de Asturias
E-33420, Llanera – España- Área de Innovación e Internacionalización
Jasón, Martínez
Tel.: + 34 985 98 00 20 – Fax: + 34 985 26 44 55
E-Mail: jasonmg@idepa.esWeb: Idepa
Draft date : 23/12/2009

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