1.8 – Programmi scala UE

1.8 – PROGRAMMI  DEI FONDI STRUTTURALI COORDINATI DA BRUXELLES

Sommario Sezione:

Premessa
1.0) I programmi dei Fondi strutturali – ciclo 2000-2006
— Una visione generale
1.1) Obiettivo 1 (ciclo 2000-2006)
1.2) La programmazione dell'Obiettivo 1 (Regioni in ritardo di sviluppo)
1.3) La programmazione dell'Obiettivo 2 del ciclo 2000-2006
2.0) Le iniziative comunitarie PIC.
— Altre azioni parallele ai tre Obiettivi del cilo 2000-2006)
3.0) Programmazione – Ciclo 2007-2013
— Una visione generale

4.0) Obiettivo Cooperazione Territoriale – Ciclo 2007-2013

MAPPA DEGLI ULTIMI CICLI DEI FONDI STRUTTURALI 

Imm_Quattro_cicli
Figura 1.8.1 Mappa dei Cicli dal 1989
2014-UE-uff

 

 

CICLO 2014 2020

 

(clicca per ingrandire)

 

 

 

 

 


Premessa
I Fondi strutturali sono decisi a Bruxelles, in compartecipazione tra i Paesi UE. I tempi della preparazione durano anni e, in questo periodo, solitamente si considera l'esperienza dei cicli già conclusi e in particolare quello in via di compimento. In realtà si cerca di imparare dai propri errori. L'atto finale e quindi l'inizio del nuovo ciclo,  è costituito dall'approvazione di un cosiddetto Regolamento per i Fondi strutturali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità, in cui si elencano le conclusioni per il passato,  nonché le regole e  gli importi dei finanziamenti che caratterizzeranno il ciclo in procinto di partire. Questi, inoltre, sono ordinati in semplici tabelle, rispettivamente per Regione geografica, per obiettivi, e quindi per tipo di fondo. Il Regolamento in atto, definisce la collocazione di ogni Regione dei paesi UE e dei rispetti finanziamenti cui può accedere. Ogni Stato, inoltre, definisce successivamente e prioritariamente uno strumento strategico, per guidare ogni Regione alla realizzazione dei propri programmi, onde ricevere i finanziamenti. Questo documento che esprime le premesse per iniziare ad operare utilizzando i Fondi strutturali, viene chiamato: Quadro (cicli 2000 e 2006) e Accordo di Partenariato (ciclo 2014-2020).  Gli ultimi due cicli conclusi  sono rispettivamente quello del 2000-2006 e del 2007-2013. Il documento Quadro del primo ciclo si chiamava Quadro Comunitario di Sostegno (QCS-2000-2006),  in quello  successivo (2007-2013) : Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, e da  ultimo Accordo di Partennnariato -2014-2020. Quest atti di programmazione  definiscono gli obiettivi e le dimensioni economiche che ogni Programma regionale deve rispettare. Inoltre sono il riferimento programmatico  che determinano gli interventi locali, ossia quelli regionali. Il Regolamento generale approvato a Bruxelles (scala UE), dei Fondi strutturali stabilisce inoltre, le regole e, anche, lo schema e/o i dettagli  di come assemblare questi Documenti (Quadri, Programmi, ecc.). In tal modo ogni Regione UE utilizza un Programma operativo costruito e impostato allo stesso modo, che costituisce in sé, una notevole innovazione, nella prospettiva di una programmazione europea. I Quadri  inoltre, governano i successivi atti amministrativi/operativi che ne discendono, con i pregi e i difetti di una classica e purtroppo superata pianificazione gerarchica (c.d piani a cascata). L'Accordo di Partenariato cerca di produrre delle sinergie onde superare i vincoli negativi dopratutto delle programmazioni a cascata. tra le novità dell'Accordo di programma si annovera quella  del potere sostitutivo dell'Autorità di Bruxelles (La Commissiione) di fronte a manifesto  non recepimento delle indicazioni  della  stessa UE, da parte delle autorità locali.

In ultima analisi, si può affermare che gli elementi costitutivi dei cicli dei Fondi strutturali, sono espressi nei rispettivi Regolamenti di base (N.1260/1999, N.1083/2006 e N. 1303/2013) che presiedono sia ai Quadri Nazionali sia ai Programmi regionali (PO ossia POR, PON, POIN, ecc.) e sia all'Accordo di Partenariato (2014-2020).

Il punto delicato di questa programmazione inizialmente  abbastanza tradizionale, ripetiamo detta "a cascata", rimane la fase che valuta gli esiti. In altri termini la valutazione degli effetti di tutta la macchina organizzativa approntata. Tuttavia va ribadito che benché i Regolamenti siano particolarmente attenti a questa questione, stabilendo sistemi per costruire gradualmente e nel tempo tale valutazione, i risultati sono ancora lontani dall'essere soddisfacenti. Nella valutazione degli esiti dei Fondi strutturali permangono molte zone grige, come vedremo nel prosieguo, su cui esiste uno strano e diffuso consenso (Vedi EALSED).

Ulteriori informazioni (vedi)
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1.0) Programmazione  Fondi strutturali – ciclo 2014-2020

I Fondi strutturali sono finanziamenti assai cospicui, pari a oltre 325 miliardi di euro,  per cui è naturale che si suddividano  a loro volta in diversi capitoli di spesa, onde facilitare la loro gestione. Questi capitoli  si distinguono dalla sigla o acronimo che li  interessa. Essi sono il FESR (Infrastrutturre territoriali) , il FSE  (formazione professionale) e Fondo di coesione  (sIntegrzioni solo per alcuni specifici paesi) che in senso stretto sono presenti in tutti i cicli, cui si aggiungono nel ciclo in corso  il FEASR (settore agricolo)  e il FEAMP (settore marittimo e della pesca). I cinque fondi sono espressi di seguito:

1.1) Appartengono al ciclo 2014-2020 i seguenti fondi chiamati: Fondi  SIE

1) Fondo europeo sviluppo regionale (FESR),
2)  Fondo sociale europeo (FSE)
3)  Fondo di coesione (esclusione dell'Italia v. mappa)
a cui si aggiungono i Fondi per lo sviluppo rurale,  e per il settore marittimo, ovvero:
4)  Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR),
5)  Fondi per il settore marittimo e della pesca, in par­ticolare le misure finanziate a norma della gestione concorrente nel Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP),

Nell'insieme questi Fondi che hanno disponibilità diverse e sono redicontati distintamente, sono definiti dal Regolamento 1303/2013 Fondi SIE. E'inteso  che tra questi Fondi si dovranno stabilire disposizioni  comuni, quanto  più possibile  (capoverso 1) prima pagina R. 1303/2013)). I cinque Fondi ora ricordati sono, nelle materie chiamate a governare sotanzialmente gli stessi sia del ciclo 2000 sia del 2006 i quali , allora,  erano stati semplificati lasciando solamente i primi tre, e che ora sono nuovamente  reintrodotti e analizzati assieme, pur mantenendo  tra loro un chiara distinzione. I fondi connessi con il settore agricolo e la pesca, ovviamene esistevano, anche quando non rientravano nei Fonsi strutturali in senso stretto,  ma  venivano gestiti separatamente. Ilciclo 2020  è innovtivo, perchè li  affronta in un unico approccio amministrativo.

I fondi SIE dovrebbero essere attuati attraverso programmi che coprano il periodo di programmazione con­formemente all'Accordo di Partenariato. (cap. 27 p.5  R. 1303/2013)–, inoltre al fine di ottimizzare il valore aggiunto degli investi­menti finanziati il Regolamento specifica che sarebbe opportuno ricercare sinergie in particolare i fondi SIE e Orizzonte 2020, stabilito nel regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento eu­ropeo e del Consiglio ( 1 e 2), particolarmente attento alle qustioni ambientali.

1.2) Obiettivi Tematici (OT) della strategia dell'Unione finanziati da questi fondi

Nella programmazione del ciclo 2014-2020   la distribuzione dei fondi  è attuate seguendo  undici Obiettivi Tematici (OT). Questi  hanno una posizione prioritaria e  sono ripostati di seguito. (v. sezione )

  1) rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazio­ne;
  2) migliorare l'accesso alle TIC, nonché l'impiego e la qualità  delle medesime;
  3) promuovere la competitività delle PMI, del settore agricolo (per il FEASR) e del settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP);
  4) sostenere la transizione verso un'economia a basse emis­sioni di carbonio in tutti i settori;
  5) promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la  prevenzione e la gestione dei rischi;
  6) preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso effi­ciente delle risorse;
  7) promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;
  8) promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e so­stenere la mobilità dei lavoratori;
  9) promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione;
10) investire nell'istruzione, nella formazione e nella forma­zione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente;
11) rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica effi­cienti.

Gli obiettivi tematici sono tradotti in priorità specifiche per ciascun fondo SIE e sono stabiliti nelle norme specifiche di ciascun fondo. ( TITOLO II  APPROCCIO STRATEGICO CAPO I Obiettivi tematici per i fondi SIE e quadro strategico comune-  Articolo 9 -Obiettivi tematici)

 1.3) QUADRO STRATEGICO COMUNE (QCS) DI OGNI STATO CHE DEVE ESSERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE UE                  

 Al fine di promuovere lo sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile dell'Unione, è stabilito un quadro strategico co­mune (il "QSC") di cui all'allegato I.  Il QSC stabilisce orienta­menti strategici per agevolare il processo di programmazione e il coordinamento settoriale e territoriale degli interventi del­ l'Unione nel quadro dei fondi SIE e con altre politiche e altri strumenti pertinenti dell'Unione. ( Articolo 10 – Quadro strategico comune p. 24) Il QSC di questo ciclo è sostanzialmente analogo al Quadri strategici dei cicli passati (v. di seguito Programmazione cicli 2000-2006 e 2007 – 2013)

  Il QSC agevola la preparazione dell'Accordo di Partenariato  (AP) e dei programmi in ottemperanza ai principi di proporzionalità e di sussidiarietà, nonché tenendo conto delle competenze nazionali e regionali, allo scopo di decidere le misure specifiche e appropriate in termini di politiche e di coordinamento (Articolo 10 capoverso 3).                     

 Il Quadro Strategico Comune QSC stabilisce:

a) i meccanismi per garantire il contributo dei fondi SIE alla   strategia dell'Unione , e la coerenza della loro programmazione;
b) le disposizioni volte a promuovere un uso integrato dei  fondi SIE;
c) le disposizioni per il coordinamento tra i fondi SIE e le altre  politiche e gli altri strumenti pertinenti dell'Unione, compresi  gli strumenti per la cooperazione esterna;
d) i principi orizzontali di cui agli articolo 5, 7 e 8 e gli  obiettivi strategici trasversali per l'attuazione dei fondi SIE;
e) le modalità per affrontare le principali sfide territoriali  per ogni specifico tipo di territorio (  zone urbane, rurali, costiere e di pesca, le sfide demografiche, ecc. );
f) i settori prioritari per le attività di cooperazione a titolo dei   fondi SIE, tenendo conto, se del caso, delle strategie macro­  regionali e di quelle relative ai bacini marittimi. (Articolo 11  p.25)
 
1.4) ACCORDO DI PARTENARIATO    (vedi lo schema alla sezione Programmi a scala Nazionale)        
1.     L'accordo di partenariato stabilisce ed esprime:
a) le modalità per garantire l'allineamento con la strategia del­l'Unione  (crescita intelligente, sostenibile e inclusiva),  nonché le missioni specifiche di ciascun fondo (coesione economica, sociale e territoriale). in particolare:

      i) un'analisi delle disparità, di sviluppo e del potenziale di crescita con riguardo agli obiettivi tematici  e alle sfide territoriali e tenendo conto del programma   nazionale di riforma, ove appropriato, e delle raccoman­dazioni pertinenti specifiche per ciascun paese
     ii) una sintesi delle valutazioni ex ante dei programmi  pregressi;
    iii) gli obiettivi tematici selezionati e una sintesi dei principali risultati attesi per ciascuno dei fondi SIE;
    iv) la ripartizione indicativa del sostegno dell'Unione per obiettivo tematico a livello nazionale per ciascun fondo SIE, nonché      l'importo complessivo indicativo del soste­gno previsto per gli obiettivi relativi al cambiamento climatico;
     v) l'applicazione dei principi e gli obiettivi strategici per l'attuazione dei fondiSIE;
     i) disposizioni, per il  coordinamento tra i fondi SIE e gli altri strumenti di finanziamento del­l'Unione e nazionali e con la BEI;
    ii) le informazioni necessarie per la verifica ex ante della  conformità alle norme in materia di addizionalità, defi­nite nella parte III;
   iii) una sintesi della valutazione dell'adempimento delle con­dizionalità ex ante applicabili ai sensi dell'articolo 19 e 'allegato XI;
   iv) la metodologia e i meccanismi volti a garantire la coe­renza nel funzionamento del quadro di riferimento ai sensi dell'articolo 21;
    v) una valutazione che indichi se sussiste o meno la neces­sità di rafforzare la capacità amministrativa delle autorità coinvolte localmente e, se del caso, dei beneficiari, nonché, se necessario, una   sintesi delle azioni da adottare a tale scopo;
   vi) una sintesi delle azioni previste nei programmi, compreso un calendario indicativo per conseguire una ridu­zione degli oneri amministrativi a carico dei beneficiari;

c) disposizioni per il principio di partenariato di cui all'arti­colo 5;
d) un elenco indicativo dei partner di cui all'articolo 5 e una sintesi delle azioni adottate al fine di coinvolgerli a norma dell'articolo 5 e del loro ruolo nella preparazione dell'ac­cordo di partenariato  (Articolo 15 ).

1.5) PREPARAZIONE DEI PROGRAMMI

   I fondi SIE sono attuati mediante programmi conforme­mente all'accordo di partenariato. Ciascun programma copre il
periodo compreso fra il 1o gennaio 2014 e il 31 dicembre2020.

  • Ciascun programma comprende le modalità per garantire l'at­tuazione cdei fondi SIE e le azioni volte a ridurre gli oneri amministrativi ;
  • Ciascun programma definisce le priorità, e il corrispondente cofinanziamento nazionale;
  • Qualora Stati membri e regioni partecipino a strategie macroregionali e strategie relative ai bacini marittimi, il pro­gramma defini­sce il contributo degli interventi previsti a tali strategie.
  •  Per ciascuna priorità sono stabiliti indicatori e target corri­spondenti espressi in termini qualitativi o quantitativi. Gli indicatori  comprendo­no:
a) indicatori finanziari relativi alla spesa assegnata;
b) indicatori di output relativi alle operazioni finanziate;
c) indicatori di risultato relativi alla priorità interessata.
  • Per ciascun fondo SIE, le norme specifiche di ciascun fondo stabiliscono gli indicatori comuni e specifici per ciascun programma.
  •  Ogni programma, tranne quelli che riguardano esclusiva­ mente l'assistenza tecnica, contiene una descrizione, delle azioni voltea tenere conto dei principi di cui agli articoli 5, 7 e 8.
  •  Ogni programma, tranne quelli in cui l'assistenza tecnica è intrapresa nell'ambito di un programma specifico, stabilisce l'im­porto indicativo del sostegno da destinare agli obiettivi relativi al cambiamento climatico, sulla base della metodologia di cui all'articolo 8.
  • Gli Stati membri elaborano il programma conformemente alle norme specifiche di ciascun fondo. (Articolo 27

1.6) SORVEGLIANZA DEI PROGRAMMI – COMITATO DI SORVEGLIANZA

  • Entro tre mesi dalla data di adozione di un programma da parte della commizzione UE,  lo Stato membro istituisce un comitato, conformemente al suo  contesto  istituzionale,, d'intesa conl'autorità di gestione, per sorvegliare l'attuazione del pro­gramma (il "comitato di sorveglianza").
  • Uno Stato membro può istituire un unico comitato di sorve­glianza per coprire più di un programma cofinanziato dai fondi SIE.
  • Ciascun comitato di sorveglianza stabilisce e adotta il pro­prio regolamento interno conformemente al contesto  istituziona­e dello Stato membro interessato.
  • Il comitato di sorveglianza di un programma nell'ambito dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea è istituito dagli Stati membri partecipanti al programma di cooperazione e da paesi terzi che abbiano accettato l'invito a partecipare al programma di cooperazione. Detto co­mitato di sorveglianza elabora e adotta il proprio regolamento interno. (Articolo 47 p.48)

1.7) RELAZIONE SULLO STATO DEI LAVORI

  • Entro il 31 agosto 2017 e il 31 agosto 2019, lo Stato membro presenta alla Commissione una relazione sullo stato dei lavori concernente l'esecuzione dell'accordo di partenariato rispettivamente al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2018. (Articolo 52)

Valutazione ex ante

  • Gli Stati membri effettuano valutazioni ex ante per mi­gliorare la qualità della progettazione di ciascun programma. (Articolo 55)

Valutazione ex post

  • Le valutazioni ex post sono effettuate dalla Commissione o dagli Stati membri in stretta cooperazione con la Commissio­ne. Le valutazioni ex post prendono in esame l'efficacia e l'ef­ficienza dei fondi SIE. (Articolo 57)

1.8) Risorse per la coesione economica, sociale e territoriale  ( CAPO II -Quadro finanziario)

  •  Le risorse per la coesione economica, sociale e territoriale disponibili per gli impegni di bilancio per il periodo 2014-2020 sono fissati a 325.145.694.739 EUR  (trecentoventicinquemiliardicentoquarantacinquemilioniseicentonovantaquattromilasettecentotrentatreeuro) nei prezzi del 2011, con­formemente alla ripartizione annuale stabilita nell'allegato VI, di cui 322 145 694 739 EUR rappresentano le risorse globali asse­gnate al FESR, al FSE e al Fondo di coesione e 3 000 000 000 EUR costituiscono una dotazione specifica per l'IOG. Ai fini della programmazione e successiva imputazione al bilancio dell'Unione, l'importo delle risorse per la coesione eco­nomica, sociale e territoriale è indicizzato in ragione del 2 %annuo. (Articolo 91)
Figira 1.8.2 – Ripartizione annuale stanziamenti ciclo 2014-2020
   RIPARTIZIONE ANNUALE DEGLI STANZIAMENTI D'IMPEGNO PER IL PERIODO 2014-2020 (Allegato VI)
2014   2015    2016    2017     2018   2019   2020 Totale
 44.677.333.745 45.403.321.660  46.044.910.729   46.544.721.007 47.037.288.589   47.513.211.563  47.924.907.446  325.145.694.739

Fonte ( Reg. 1303/2013 – All. VI – p.110- Prezzi in euro 2011)


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4.0) Territori Transfrontalieri

I Fondi strutturali considerano anche le caratteristiche dello sviluppo dei territori posti ai confini dei Paesi UE, chiamati Transfrontalieri. Gli ostacoli di questi territori sono particolari. Nel ciclo 2000-2006 questa preoccupazione si era manifestata nel programma PIC, chiamato INTERREG-I, INTERREG-II e INTERREG-III.

Nel ciclo 2007-2013 l´Iniziativa Comunitaria Interreg (vedi PIC) è stata sostituita dall´Obiettivo Cooperazione territoriale europea che si suddivide, a sua volta in tre sotto-Programmi:
(a) Cooperazione Transfrontaliera; (b) Cooperazione Transnazionale; (c) Cooperazione Interregionale.

Questo Obiettivo viene finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR – vedi sopra).

Figura 1.8.3 – Mappa UE delle aree interessate dal terzo Obiettivo del ciclo 2007-2013: Cooperazione territoriale.

MAppa-Cooperazion-territoriale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Nel ciclo 2014 – 2020  i territori transfrontalieri iniziano ad  assumere la veste di amministrazioni  interconnesse a sè stanti chiamate MACRO Regioni.

Per ora si annoverano due Macro Regioni gia in attività (Mar Baltico e Fiume Danubio), cui si stà aggiungendo anche la Macro Regione Alpina approvata a Grenoble nel 2013 e che diventerà operativa a metà del 2015. (vedi Macro Regione Alpina)

La popolazione che vive nelle zone transfrontaliere corrisponde a 181,7 milioni (37,5% della popolazione complessiva dell’UE), mentre tutte le regioni e tutti i cittadini dell’UE rientrano in uno dei 13 ambiti attuali di cooperazione transnazionale. I programmi di cooperazione sono gestiti da Autorità appositamente individuate e situate in diversi paesi europei. Le altre Nazioni interessate cooperano in qualità di Partner del Programma. Per quanto riguarda il Sistema Nazionale di monitoraggio, i dati di attuazione rilevati riguardano esclusivamente i P.O. di cui l’Italia è Autorità di Gestione.

Il  fondo FESR sostiene, tramite l'Obiettivo Cooperazione Territoriale, tre principali assi di intervento. Essi sono:

  • sviluppo di attività economiche e sociali transfrontaliere;
  • creazione e sviluppo della cooperazione transnazionale, compresa la cooperazione bilaterale fra le regioni marittime;
  • potenziamento dell’efficacia della politica regionale mediante e la cooperazione interregionale, la creazione di reti e lo scambio di esperienze fra le autorità regionali e locali.
Fondi previsti 2014-2020:
- Cooperazione transfrontaliera: 73,86% delle risorse, pari a 5,77 miliardi di €. L'Italia potrà beneficiare di € 555.833.802 (€ 397.945.802 provenienti dal FESR, € 54.402.000 da fondi ENPI e € 103.486.000 da fondi IPA)
– Cooperazione transnazionale: 20,95% delle risorse, pari a 1,58 miliardi di €. L'Italia potrà beneficiare di € 186.182.745
– Cooperazione interregionale 5,19% delle risorse, pari a 392 milioni di € Non sono espresse ripartizioni indicative per Stato membro.
(fonte:Confesercenti.it)

Per maggiori informazioni si veda il sito ufficiale:
Fonte UE:Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT)

http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/gect/index_it.htm


Riferimenti Bibliografici ciclo 2014-2020

 

 

 

(1  ) Regolamento 1303-  31 dicembre 2013 (ciclo 2014-2020)

REGOLAMENTO (UE) N. 1303/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  del 17 dicembre 2013 –recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli  affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che  abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio. Bruxelles,  17 dicembre 2013-
Per il Parlamento europeo il presidente    M. SCHULZ   e per il Consiglio Il presidente   R. ŠADŽIUS- Il Regolamento consta di  154 articoli in 92 pp ci si aggiungono gli allegati per un  totale di  pp.150).
                          
 ( 2  ) REGOLAMENTO (UE) N. 1291/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell'11 dicembre 2013 che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE (Testo rilevante ai fini del SEE).


1.9) Fondo sociale europeo 2014-2020

  •  I programmi sono elaborati dagli Stati membri o da un'au­torità da essi designata, in cooperazione con i partner di cui all'articolo 5. Gli Stati membri elaborano i programmi sulla base di procedure che sono trasparenti nei confronti del pubblico e conformemente ai rispettivi quadri istituzionali e giuridici.
  • Gli Stati membri e la Commissione cooperano per garan tire un efficace coordinamento nella preparazione e nell'attua­zione dei programmi relativi ai fondi SIE, compresi, se del caso,i programmi multi-fondo relativi ai fondi;
  • I programmi sono presentati dagli Stati membri alla Com­missione entro tre mesi dalla presentazione dell'accordo di par­tenariato.  Tutti i programmi sono corredati della valutazione ex ante di cui all'articolo 55.(Articolo 26);
  • Ciascun programma definisce una strategia relativa al con­tributo del programma stesso alla realizzazione della strategia generale UE dei Fondi SIE.
Guarda il seguente video se vuoi avere uno sguardo di insieme del Fondo Sociale Europe (FSE) – (durata tre minuti)


2.0) I programmi dei Fondi strutturali – ciclo 2000-2006

Una visione generale

Il 2000 segna l'inizio di un nuovo periodo per le politiche strutturali, in quanto è il primo anno di attuazione di Agenda 2000, che assegna a tali politiche oltre un terzo del bilancio dell'Unione fino al 2006 (vedi bilancio).
I principi della riforma dei fondi strutturali sono stati definiti in tre tappe fondamentali:

I Fondi strutturali sono uno degli strumenti finanziari con cui l'Unione europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le sue regioni (circa 280). Vedi la Banca europea per gli investimenti (BEI) e Fondo di coesione.

L'obiettivo congiunto di questo sistema di azioni, ossia la finalità dei Fondi strutturali, era ed è, quello di ridurre il divario tra gli Stati (o Regioni di Stati) in ritardo di sviluppo e quelli più avanzati, così come prescritto dai vari Regolamenti Generale sui Fondi strutturali (regolamento CE n.1260 del 1999, articolo 9 e succ.).

Nella tabella seguente sono esposti gli Obiettivi dei Fondi strutturali e i PIC (Interreg III, UrbanII, Leader+, Equal) con i rispettivi fondi – Ciclo 2000-2006

Fondi_2000-06_01

 

 

 

 


2.1) Obiettivo 1 (ciclo 2000-2006)
L'Obiettivo 1 era quello che disponeva dei maggiori finanziamenti, pari al 70/80 per cento dell'intero ammontare e raggiungeva una parte limitata di popolazione (circa 150 milioni di abitanti UE). L' Obiettivo 1 comprendeva tutte quella azioni (Programmi, Progetti, Politiche, finanziamenti specifici) volte a potenziare la programmazione avanzata, benché a ritmi diversi, a seconda degli obiettivi prioritari dei singoli territori e degli altri settori di intervento. La nuova normativa esigeva che, prima di attuare in modo decentrato la gestione delle azioni, si approfondisse il contenuto strategico della programmazione: questa strategia costituirà per la Commissione una priorità orizzontale.

2.2) La programmazione dell'Obiettivo 1 (Regioni in ritardo di sviluppo)
Nel luglio 1999 la Commissione ha definito l'elenco delle Regioni il cui sviluppo si doveva considerare in ritardo, alle quali era destinato, ripetiamo, il 70-80 % degli stanziamenti dei Fondi strutturali; in ottobre e in novembre (1999) i tredici Stati membri interessati, hanno presentato i loro piani di sviluppo. A partire da questa presentazione, la Commissione ebbe a disposizione cinque mesi per definire i sei quadri comunitari di sostegno o per redigere i documenti unici di programmazione (una ventina). La parte essenziale di tale programmazione fu completata nel primo trimestre; mentre la parte restante doveva essere terminata nel corso del secondo trimestre. Contemporaneamente, o nei mesi immediatamente successivi, la Commissione avrebbe dovuto decidere i programmi operativi, in modo che i finanziamenti potessero realmente entrare in funzione a livello locale. Nel quarto trimestre, la Commissione si prefiggeva di presentare una comunicazione che esponesse in grandi linee la programmazione per un periodo di sette anni (2000-2006) e soprattutto che chiarisse il metodo di assunzione delle cosiddette priorità comunitarie stabilite dal legislatore e dichiarate dalla Commissione negli orientamenti indicativi pubblicati nel luglio 1999. Ossia: crescita e occupazione; sviluppo sostenibile; equilibrio tra l'ambiente rurale e quello urbano; parità tra uomini e donne, ecc.

 

 

 

2.3) La programmazione dell'Obiettivo 2 del ciclo 2000-2006
L'Obiettivo 2 era vincolato ad una tappa preliminare: la definizione delle Regioni e delle zone ammissibili in base alle proposte dei dodici Stati membri interessati, presentate nel corso del secondo semestre 1999. Nella maggior parte degli Stati membri le decisioni formali relative alla definizione delle zone, erano già determinate; mentre le altre decisioni sarebbero state adottate prima della fine del febbraio 2000.
Inoltre, la Commissione avrebbe presentato, all'inizio del 2001, una comunicazione che avrebbe illustrato i punti principali di tale programmazione e le cosiddette priorità comunitarie (rinominate: ASSI in Italia e Francia).

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2.4) Le iniziative comunitarie PIC
Altre azioni parallele ai tre Obiettivi del cilo 2000-2006)

Due delle quattro iniziative comunitarie, chiamate INTERREG e URBAN, erano di competenza della Direzione generale. In dicembre la Commissione stabilì i progetti di orientamento, che avrebbe adottato formalmente dopo aver ricevuto il parere del comitato dei rappresentanti degli Stati membri e dopo averne discusso con il Parlamento europeo. Tale decisione formale sarebbe stata presa al più tardi in maggio. Gli Stati membri disponevano in seguito di sei mesi per presentare le loro proposte di intervento, che la Commissione avrebbe valuto, e sulle quali avrebbe preso una decisione, nell'ultimo trimestre del 2000 o nel primo trimestre del 2001. La Commissione attribuì ovviamente una grande importanza all'avvio di tali iniziative, che presentavano un alto valore aggiunto per la Comunità e suscitavano grandi attese nelle popolazioni interessate. Per quanto riguarda INTERREG, in particolare, dovevano essere compiuti progressi decisivi nell'ideazione e nell'applicazione di strutture comuni per la gestione dei programmi.
Sarebbe stato, inoltre, necessario curare particolarmente la cooperazione transfrontaliera esterna, utilizzando in maniera efficace, laddove possibile, strumenti quali PHARE, CBC, ISPA, TACIS o MEDA. Anche il numero di addetti ai lavori all'interno della UE a Bruxelles, testimonia dell'importanza dello sforzo. Infatti, il personale impiegato per realizzazione dei Fondi strutturali nel 2000 a Bruxelles con 15 paesi membri, si aggirava sui 7.500 funzionari. (f. Annual Management Plan 2004 – Bruxelles 2004 (pp.20)
.

Ulteriori informazioni (in questo sito)

I programi delle regioni del ciclo 2000-2006 si possono ritorvare al seguente indirizzo esterno: http://ec.europa.eu/regional_policy/country/prordn/search.cfm?gv_pay=IT

3.0) Programmazione – Ciclo 2007-2013
Una visione generale

Anche i Fondi strutturali del ciclo 2007-2013 a partire dall'esperienza dei cicli precedenti stabiliscono Obiettivi e Regole, in linea con le esperienze passate, ma lievemente differenti onde perfezionarne l'attuazione.
Gli obiettivi sono innanzitutto semplificati nel numero. Infatti, in questo ciclo i Fondi sono solo tre ed è ammesso un solo fondo per obiettivo (monofondo). Di seguito si espone l'intreccio tra Obiettivi e Fondi specifici.


Ciclo 2007-2013 – Obiettivi e Fondi

1.0) I programmi dei Fondi strutturali – ciclo 2000-2006

 

 

 

  Obiettivi Finanziamenti Fondi strutturali
1 Convergenza FESR FSE Fondo di coesione
2 Competitività regionale e occupazione FESR FSE -
3 Cooperazione territoriale europea FESR - -

 

 

 

 

 

 


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