2.8 – Programmi scala nazionale

2.8 – Programmazione dei Fondi strutturali alla Scala Nazionale

Sommario della sezone

 Premessa

1- Ciclo 2014-2020 – Programmazione dei Fondi strutturali
2 – Ciclo 2000-2006- Programmazione dei Fondi strutturali
3 – QCS 2000-2006 per le regioni Obiettivo 1 – Che cosa è?
4 – Regioni incluse/escluse dall'Obiettivo 1, ( circa l'80% dei finanziamenti)
5 – Finalità del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS)
6 – Come si finanzia il QCS
7 – Geografia dell'Obiettivo 1 del ciclo 2000-2006
8 – Assi dell'Obiettivo 1 e dell'Obiettivo 3, del ciclo 2000-2006
9 – Sostegno transitorio o phasing out dell'Obiettivo 1 – Ciclo 2000-2006
10 – Obiettivo 2 e DOCUP del ciclo 2000-2006
11 – Obiettivo 3 del ciclo 2000-2006
12 – Ciclo 2007-2013
LINK Programmi Operativi (PO)

 

Premessa
I Fondi strutturali, possono essere intesi come pacchetti di strumenti politico-finanziari, ideati dalla UE per intervenire nei territori europei più poveri, ossia svantaggiati economicamente. In sintesi sono il braccio operativo della Politica di coesione. Le procedure dei Regolamenti prevedono che dopo il momento della decisione degli importi totali da assegnare ai singoli Stati, si passa alle scelte operative degli stessi Stati a livello nazionale. Questa fase si attua tramite dei particolari documenti di impostazione generale, una sorta di Documenti direttori, chiamati: Quadri. Nel ciclo 2000-2006 vi è stato sia il Quadro Comunitario di Sostegno (QCS 2000-2006) assieme al suo complementare DOCUP e, nel ciclo successivo (2007-2013) il Quadro strategico Nazionale (QSN 2007-2013). Tramite questi Quadri si procede alla fase di realizzazione regionale attuata tramite specifici documenti di programmazione chiamati Programmi operativi (PO). Essi possono essere regionali (POR – Programmi Operativi Regionali), o sovraregionali (PON – Programmi Operativi Nazionali). Anche questi si distinguono nei due cicli, per alcuni aspetti di metodo importanti ma tutto sommato abbastanza marginali. Ciò vale sia per il ciclo 2000-2006 sia per quello 2007-2013.
Di seguito si espongono i tratti salienti di questi Programmi, cicli 2014-2020 in corso e quelli terminati –  2000-2006 e 2007-2013.


mappa_2000-2006 mappa_2007-2013-b   Ciclo 2014-2020
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Figur 2.8.1 Confini regionali dei tre cicli (2000-2006 e 2007-2013- 2014-2020)


 1.0 ) Ciclo 2014-2020

Le modalità per garantire l'allineamento con la strategia del­l'Unione  (crescita intelligente, sostenibile e inclusiva),  nonché le missioni specifiche di ciascun fondo (coesione economica, sociale e territoriale) sono definiti dall'accordo di partenariato  (Articolo 5 – Reg. 1303/2013) . Per i dettagli si veda la sezione scala UE ( vai sezione 1.3 Accordo di Partenariato) Di seguito si espone lo schema dell'Accordo di Partenariato approvato per lo Stato Italiano nel settembre 2014.  

2014-schema-AP-00

     Figur 2.8.2 – Schema Accordo di Partenariato approvato settembre 2014.


Figur 2.8.3 – Programmazione partenariale Video  (durata 3' 27'') prodotto con i fondi  PON GAS da Formez


Di seguito si espongono alcuni elementi dei due cicli precedenti:  2000-2006 e 2007-2013.  Contrariamente alle numerose innovazioni dichiarate, in molti documenti anche della Commissione UE, l'impostazione della programmazione dei Fondi strutturali   in realtà è  sempre analoga e  spesso simile.  Per esempio il ruolo importante della componente Partenariale, era evidente a partire dal ciclo 2000-2006. Si veda la nostra analisi sul problema realizzata allora (vedi sezione fig. 4.2) Sicché l'innovazione dove si trova? In realtà, le differenze sostanzialmente sono di tipo nominalistico, ovvero cambiano le sigle, da un lato perché è un esigenza della componente  Amministrativa e dei suoi funzionari-, infatti, in questo modo i vari problemi si  ricollegano facilmente al periodo temporale  eventualmente richiamato, che ha la sua importanza non solo amministrativa;  dall'altro tuttavia le dichiarazioni di presunte novità che non si rivelano nella realtà realmente tali,  mettono  in evidenza un'evidente difficoltà dei suoi proponenti a cogliere il nocciolo dei problemi.  In questo caso la Commissione UE, e tutti i suoi collaboratori distribuiti nei 28 Paesi. Il discorso ovviamente è  aperto  in un dibattito, ribadiamo a conferma di quanto appena detto, che stenta a partire.

 

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2) – Ciclo 2000-2006 – Programmazione dei Fondi strutturali

Gli interventi previsti dal ciclo di programmazione del settennio 2000-2006, cercano di ovviare da un lato alle disfunzioni dei cicli precedenti e dall'altro di ottenere gli obiettivi voluti, ossia il perfezionamento o la creazione delle opportune infrastrutture territoriali atte ad aumentare il PIL dei territori in questione. Ambedue questi aspetti sono una costante nella programmazione dei Fondi strutturali comunitari, che sembra destinata a durare anche nel futuro. Nel ciclo 2000-2006 PO sono caratterizzati dalla maggiore concentrazione geografica e finanziaria, dalla gestione più decentrata, da controlli rafforzati e infine dall'incremento della misurazione dell'efficacia. Il tentativo è quello di aumentarne gli esiti e l'efficacia, purtroppo in un panorama che segnala spesso ampie zone di inefficienza del tutto deludenti (vedi il caso De Magistris).
I fondi comunitari, che incanalano i finanziamenti, per il 2000-2006 sono quattro, più quello della Coesione, che è particolare, per il fatto che è diretto solo ad alcuni Stati per particolari questioni. I Fondi sono:

Nel ciclo 2000-2006, si è aggiunto con progressione un altro fondo detto di Coesione. Si tratta di un fondo speciale in favore degli Stati membri dove il PIL è inferiore al 90% della media comunitaria. Dal 1° maggio 2004 rientrano in questa categoria Grecia, Portogallo, Spagna, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Contribuisce inoltre al raggiungimento dei risultati previsti per l'Obiettivo 1, ma non è uno strumento esclusivo di questo Obiettivo, ma anche della Banca europea per gli investimenti (BEI).

Nel 2000-2006 gli obiettivi prioritari sono semplificati di numero, passando dai sei della programmazione 1994-1999, a tre. I tre Obiettivi sono:

  • Obiettivo 1: promuove lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo
  • Obiettivo 2: sostiene la riconversione economica e sociale delle zone che devono affrontare problemi strutturali
  • Obiettivo 3: si concentra sull'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche nazionali ed europee in materia di occupazione, istruzione e formazione

Tre sono anche i tipi di documenti programmatici attraverso i quali si attuano i Fondi strutturali:

QCS 2000-2006: Quadro Comunitario di Sostegno
PON e POR: Programmi Operativi Nazionali e Regionali
Docup: Documento Unico di Programmazione

L''Obiettivo 1 si articola a sua volta in QCS, PON e POR; l'Obiettivo 2 si organizza tramite i DOCUP; ed infine l'Obiettivo 3, tramite il QCS (per l'Obiettivo 3).
La sintesi di quanto ora espresso è riportata di seguito.

  • Obiettivo 1 -> QCS, PON e POR
  • Obiettivo 2 -> Docup
  • Obiettivo 3 -> QCS

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3) – QCS 2000-2006 per le regioni Obiettivo 1 – Che cosa è?

Il Quadro comunitario di sostegno (QCS) è il Documento Direttore su cui si basa la programmazione dei Fondi strutturali del ciclo 2000-2006. Tramite tale QCS si definiscono i riferimenti amministrativi, e i principi concettuali di programmazione per procedere nella redazione dei singoli Programmi regionali. Con questo, in prima istanza, si descrive la situazione socio-economica dei territori di riferimento, oggetto degli interventi, e in seconda battuta si esprimono le linee operative delle fasi di progetto (strategia, priorità d'azione, obiettivi specifici, ripartizione delle risorse finanziarie, condizioni di attuazione, ecc.), onde ottenere l'Obiettivo previsto dai Fondi strutturali. Ossia la crescita del PIL, con i suoi pro e i contro, nelle Regioni più svantaggiate, inserite per tale motivo nell'Obiettivo1.
Il QCS, in particolare, per facilitare l'esposizione dei molteplici settori territoriali e amministrativi coinvolti, è articolato in assi prioritari, che rappresentano uno stratagemma per esprimere ordinatamente le priorità, ed è attuato tramite uno o più Programmi operativi (PO).
In Italia, il processo formativo di tali documenti è stato avviato nel dicembre 1998, per quanto riguarda il ciclo 2000-2006, con il coordinamento del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica (oggi Ministero dell'Economia e delle Finanze vedi). Per le ragioni che hanno condotto a demandare al MEF il coordinamento non solo procedurale, si veda le parti in questo sito che si interessano all'approccio politico e/o di programmazione di Fondi. I soggetti coinvolti sono: Regioni, Amministrazioni nazionali, Enti locali e Parti economiche-sociali ( v. attori dei Fondi strutturali).
Il processo di preparazione del ciclo 2000-2006 si è concluso con l'elaborazione di questi documenti:

Un programma di sviluppo per il Mezzogiorno (PSM – pp.74- ed.1999)

Sette programmi operativi regionali ( POR)

Sette programmi operativi nazionali (in realtà sovra-regionali, connessi solamente con le regioni del Mezzogiorno ( PON)

NB: di ognuno di questi vi solo tre versioni. Quella iniziale, l'aggiornamento di metà periodo (2004) e quella finale (2006), cui si aggiungono ulteriori documenti allegati, per i problemi maggiori e per i momenti di verifica, come richiesto dal Regolamento (1260/1999- vedi).

4) – Regioni incluse ed escluse dall'Obiettivo 1, che utilizza circa l'80% dei finanziamenti

Le regioni dell'Obiettivo 1, nell'esposizione terminologica comunitaria, sono quelle in ritardo di sviluppo. In altri termini quelle con un prodotto interno lordo pro-capite (PIL pro-capite) inferiore al 75% della media comunitaria registrata negli ultimi tre anni. Per quanto riguarda l'Italia, rientravano nella categoria: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e, inoltre, il Molise, unica regione in sostegno transitorio. Queste regioni, unitamente alle iniziative dell'Obiettivo 1, hanno ricevuto circa l'80% dei finanziamenti devoluti all'Italia, ossia ricevendo circa cento miliardi di euro su centoventi (v. come si raggiunge questa cifra).

Il QCS 2000-2006 per le regioni italiane Obiettivo 1 è stato approvato dalla Commissione europea il 1° agosto 2000, con decisione n. C (2000) 2050 (pp.3). Inoltre ai sensi dell'art.14, paragrafo 2, del Regolamento (CE) 1260/99, recante disposizioni generali sui fondi strutturali, nel 2004 è stata effettuata la revisione di metà periodo del QCS 2000-2006 Obiettivo 1. Il nuovo testo del QCS revisionato è stato approvato dalla Commissione europea il 30 novembre 2004 con decisione n. C (2004) 4689. È possibile consultare il QCS 2000-2006 Obiettivo 1:

testo approvato nel 2004

testo approvato nel 2000

La consultazione delle diverse edizioni dei documenti di base (v. sopra) può essere istruttiva, perché si assiste a dei cambiamenti nei testi, non solo di tipo contingente, derivati dalle situazioni non prevedibili all'atto della pianificazioni negli anni precedenti, e quindi per certi versi del tutto ragionevoli; ma si constata anche di alcune trasformazione degli obiettivi di base, del modello operativo. Tuttavia l'importanza di tali modifiche, sono state stranamente sottovalutate. Viceversa potevano essere degli elementi utili per comprendere i cosiddetti pregi e difetti di quanto programmato, decise dagli esperti e consulenti dei Ministeri italiani, che trattano i Fondi strutturali. Inoltre, potevano essere anche, un forte aiuto per evitare di ripetere gli stessi errori nei cicli successivi. [Questa parte è stata trattata nel Rapporto Strategico a base di questo Forum realizzato, in cui si dimostra il fenomeno del cambiamento degli indicatori di base (v. variabili di rottura) in corso d'opera, a cui si rimanda: Capitolo Sesto- p.289-318. v. Sostegno i].

5) – Finalità del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS)

La finalità del Documento direttore chiamato: QCS 2000-2006, è quella di coordinare gli interventi e renderli più efficaci rispetto alla riduzione del ritardo economico-sociale delle aree del Mezzogiorno d'Italia assunte come oggetto dell'intervento programmato, e sulla base di quanto evidenziato dalla strategia di sviluppo, dello stesso QCS. Il suo Obiettivo generale si può sintetizzare in due punti:

  •  raggiungere entro il periodo di attuazione del QCS per le regioni italiane, una crescita stabile del tessuto produttivo del Mezzogiorno. Il riferimento quantitativo è la media UE del PIL.

  •  contestuale riduzione del disagio sociale in queste regioni

6) – Come si finanzia il QCS

Le misure d'intervento previste dal QCS sono co-finanziate dai Fondi strutturali comunitari, che provengono dal Bilancio UE, e da fondi nazionali pubblici. Per l'Italia CIPE e privati. Per il periodo 2000-2006 i Fondi strutturali europei sono identificati in quattro categorie funzionali. Vedi sopra. (vai a bilancio dei Fondi strutturali)

7) – Geografia dell'Obiettivo 1 del ciclo 2000-2006

In termini geografici, le regioni che rientrano nell'Obiettivo 1 per il periodo di programmazione 2000-2006 sono, come ora ricordato, quelle in cui il prodotto interno lordo (PIL) pro-capite è inferiore al 75% della media comunitaria. Il PIL è misurato secondo gli standard del potere d'acquisto e calcolato sulla base della ultima media triennale UE disponibile (Regolamento CE n. 1260 del 1999 – articolo 3).

Per quanto riguarda l'Italia, le regioni che rientrano nell'Obiettivo 1 (2000-2006) sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. A queste si aggiunge il Molise in sostegno transitorio o phasing out.
L'elenco delle 60 regioni europee ammesse all'Obiettivo 1 è stato stabilito dalla Commissione europea con Decisione del 1° luglio 1999.

8) – Assi dell'Obiettivo 1 e dell'Obiettivo 3, del ciclo 2000-2006 

I Cosiddetti Assi prioritari sono una tipologia di aree di intervento in cui si articola il QCS. Probabilmente la loro funzione doveva servire a facilitare la completezza della programmazione territoriale. Asse è la traduzione del termine Priority , del teso inglese del Regolamento, effettuate in tal modo dalla delegazione italiana e francese. Nel ciclo 2007-2013 si è ritornati al termine priorità anche nei testi italiani e francesi nonché in quelli tedeschi.
Nel QCS Obiettivo 1 2000-2006 sono individuate sei aree che rappresentano le priorità strategiche per le scelte di investimento da realizzare nel periodo di programmazione (regolamento CE n. 1260 del 1999, articolo 9): Queste aree sono:

  • Asse I: Valorizzazione delle risorse naturali e ambientali (Risorse naturali);
  • Asse II: Valorizzazione delle risorse culturali e storiche (Risorse culturali);
  • Asse III: Valorizzazione delle risorse umane (Risorse umane);
  • Asse IV: Potenziamento e valorizzazione dei sistemi locali di sviluppo (Sistemi locali di sviluppo);
  • Asse V: Miglioramento della qualità delle città, delle istituzioni locali e della vita associata (Città) ;
  • Asse VI: Rafforzamento delle reti e nodi di servizio (Reti e nodi di servizio)

Nel QCS Obiettivo 3, ciclo 2000-2006 sono individuate 6 aree corrispondenti ai campi di intervento del FSE – all'interno dei quali sono stati individuati uno o più obiettivi specifici:

Asse A: Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro
Asse B: Integrazione nel mercato del lavoro delle persone più esposte al rischio di esclusione sociale
Asse C: Promozione e miglioramento della formazione professionale, dell'istruzione e dell'orientamento, nell'ambito di una politica di apprendimento lungo l'intero arco di vita
Asse D: Promozione di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile; sostegno all'imprenditorialità; sviluppo del potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico
Asse E: Sostegno alle pari opportunità per le donne sul mercato del lavoro
Asse F: Accompagnamento del QCS e dei Programmi Operativi

9) – Sostegno transitorio o phasing out dell'Obiettivo 1 – Ciclo 2000-2006

Il Regolamento generale (regolamento CE n. 1260 del 1999 – articolo 6) prevede un sostegno transitorio o phasing out per le regioni o ex-zone che erano ammissibili agli obiettivi regionalizzati del periodo di programmazione 1994-1999 e che non lo sono più per il 2000-2006.
Lo scopo del phasing out è quello di evitare l’improvvisa interruzione degli aiuti e facilitare il consolidamento dei risultati degli interventi strutturali precedenti.
Si tratta di un regime transitorio decrescente che permette l’uscita graduale dal sostegno comunitario per spese strutturali.
Nel 1999 alcune zone del precedente Obiettivo 1 avevano i requisiti di base per entrare nell’Obiettivo 2 della programmazione 2000-2006, altre no. Le prime beneficeranno di tutti e quattro i fondi strutturali (FSE, FESR, FEAOG, SFOP) fino al 31 dicembre 2006; per le seconde, l’intervento del FESR si concluderà il 31 dicembre 2005 (sempre nel quadro del nuovo Obiettivo 2).

Per quanto riguarda l’Italia, l’unica regione rientrante nel sostegno transitorio per l’Obiettivo 1 è il Molise.

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10) – Obiettivo 2 e DOCUP del ciclo 2000-2006

L’Obiettivo 2, ossia l'altra tipologia di Obiettivi dei Fondi strutturali dei Fondi strutturali per il periodo 2000-2006 si concentra sulla riconversione economica e sociale delle zone con problemi strutturali. Ossia si rivolge a dei territori regionali, in cui le condizioni socio-economiche sono meno gravi di quelle dell'Obiettivo 1. Per l'Italia si tratta delle Regioni del nord e del centro Italia. Per tale ragione i finanziamenti sono notevolmente più bassi. L'Obiettivo 2 è finanziato principalmente dal fondo strutturale FESR (v. sotto). Gli interventi dell’Obiettivo 2 sono pianificati attraverso il Documento unico di programmazione (Docup).

Rientrano nell’Obiettivo 2 le seguenti zone:

  • zone industriali con tasso di disoccupazione superiore alla media comunitaria, percentuale di posti di lavoro nel comparto industriale superiore alla media comunitaria e flessione dell’occupazione nel settore industriale
  • zone rurali con scarsa densità di popolazione o elevato tasso di occupati in agricoltura, abbinati a un elevato tasso di disoccupazione o a una diminuzione della popolazione
  • zone urbane che presentano almeno uno dei seguenti criteri: elevato tasso di disoccupazione di lunga durata, elevato livello di povertà, ambiente degradato, criminalità e delinquenza, basso livello di istruzione
  • zone dipendenti dalla pesca con una quota significativa di occupati nel settore pesca e diminuzione dei posti di lavoro nello stesso settore.

Ogni Stato membro propone l’elenco delle zone che soddisfano i criteri (tenendo conto che almeno il 50% della popolazione deve rientrare nei requisiti previsti per le zone industriali e rurali) e la Commissione ne redige l’elenco definitivo. Questo è valido per 7 anni ma può essere rivisto in sede di valutazione intermedia per inserirvi zone che hanno attraversato gravi crisi.

Il massimale di popolazione comunitaria ammissibile all’Obiettivo 2 è fissato dal regolamento nella misura del 18% (regolamento CE n. 1260 del 1999 ). Il massimale relativo a ciascuno Stato membro è fissato dalla Commissione europea in base a diversi criteri (distribuzione popolazione in zone industriali e rurali, livello di disoccupazione di lunga durata etc). (Vedi cartografia)

11 – Obiettivo 3 del ciclo 2000-2006

Dopo aver descritto l'Obiettivo 1 e l'Obiettivo 2, rimane da considerare l'ultimo: L'Obiettivo 3. Questo Obiettivo dei Fondi strutturali per il periodo di programmazione 2000-2006 consiste nell’adattamento e ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione.
Le misure previste nell’ambito di questo Obiettivo, applicabili alle zone che non rientrano nell’Obiettivo 1, ossia esiste un principio di esclusione, promuovono le seguenti priorità:

  • politiche attive del mercato del lavoro e lotta alla disoccupazione
  • accesso al mercato del lavoro con un’attenzione particolare alle
  • persone a rischio di esclusione sociale
  • potenziamento dell’occupabilità grazie a sistemi di istruzione e
  • formazione permanenti
  • misure adeguate per anticipare e favorire l’adattamento ai
  • mutamenti economici e sociali
  • pari opportunità fra l’uomo e la donna

L’Obiettivo 3 è il quadro di riferimento per tutte le azioni a favore delle risorse umane sul territorio nazionale, a prescindere dalle specificità regionali. Tiene conto di quanto previsto dal Titolo sull’occupazione del Trattato di Amsterdam e della nuova Strategia europea per l’occupazione. L’Obiettivo 3 è finanziato dal FSE, e quindi rientra maggiormente nelle responsabilità istituzionali del Ministero del Lavoro. Per maggiori informazioni si consultino i seguenti LINK:

  • Europa Lavoro, la sezione del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicata al Fondo Sociale Europeo
  • Italia Lavoro, l'Agenzia del Ministero del Welfare per le politiche attive del lavoro e lo sviluppo dell'occupazione
  • SPINN – Servizi per l'impiego network nazionale, il progetto che Italia Lavoro realizza per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nell'ambito del PON A.T.A.S. 2000-2006 del Fondo Sociale Europeo (v. sopra programmi del QCS-2000-2006)
  • Isfol, l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori
L'Intreccio amministrativo (permessi/possibilità) tra Obiettivi e singoli Fondi è espresso nella tabella seguente.
Tipo Obiettivo FESR FSE FEAOG SFOP
Obiettivo 1
Al di fuori dell'Obiettivo 1    
Obiettivo 2    
Obiettivo 3      
Interreg III      
Urban II      
Leader +      
Equal      

Riferimenti: Dati tratti liberamente dal Sito del DPS –> Http://www.dps.mef.gov.it/qcs/qcs_programmazione.asp e il sito ufficiale della UE.

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12 – Ciclo 2007-2013 - Programmi Operativi (PO)

Il Quadro Strategico Nazionale (QSN 2007-2013) si articola in programmi, come nel ciclo precedente, chiamati Programmi Operativi (PO).
Nel ciclo di programmazione 2007-2013 i PO sono 66, cofinanziati ciascuno da un solo Fondo strutturale. Per tale motivo si definiscono monofondo. Ci sono dunque 42 PO finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e 24 PO finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) (v. schema sottostante).
(v. http://www.dps.mef.gov.it/qsn/qsn_programmioperativi.asp).
In base alle tematiche affrontate, e alle funzioni cui si riferiscono, i PO si suddividono rispettivamente in PON, POR e da ultimo in POIN. In sintesi:

  • nazionali (PON): in settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione è una Amministrazione Centrale (5 FESR, 3 FSE).

  • regionali (POR): multisettoriali, riferiti alle singole regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna Regione c’è un POR finanziato FESR e un POR finanziato FSE (21 FESR, 21 FSE).

  • interregionali (POIN): su tematiche in cui risulta particolarmente efficace un’azione fortemente coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie di scala e di scopo nell’attuazione degli interventi (Energia, Attrattori culturali naturali e turismo); gestiti dalle Regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali (2 FESR).

I PO, ai fini della realizzazione degli interventi, si riferiscono ai tre Obiettivi della politica di coesione comunitaria 2007/2013:
  • sotto la sigla CRO (Competitività Regionale e Occupazione) sono compresi i 33 PO che riguardano tutte le regioni del Centro Nord – incluse le Province Autonome di Bolzano e Trento – e le tre regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise e Sardegna;

  • sotto la sigla CONV (Convergenza), sono compresi i 19 PO che riguardano le rimanenti regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;

  • sotto la sigla CTE (Cooperazione territoriale europea) sono compresi i 7 PO della cooperazione transfrontaliera, di cui 6 hanno come Autorità di Gestione una Regione italiana, i 4 PO della cooperazione transnazionale, tutti con Autorità di Gestione non Italiana, il PO cofinanziato dal FESR e dallo strumento di preadesione (IPA), i 2 PO cofinanziati dal FESR e dallo strumento di prossimità e di vicinato (ENPI).

 Nel sito del MISE sono rintracciabili tutti i Programmi Operativi (clicca). (v. http://www.dps.mef.gov.it/qsn/qsn_programmioperativi.asp).

Bibliografia: Dati tratti liberamente dal Sito del DPS_: Http://www.dps.mef.gov.it/qcs/qcs_programmazione.asp

Ciclo 2007-2013
Programmi finanziati nel Quadro Strategico Nazionale dal FESR e FSE
  Obiettivi
FESR
FSE
totale
A
Convergenza
 
7
19
B
Competitività Regionale e occupazione
16
17
33
C
Cooperazione territoriale
14
0
14
  Numero totale
42
27
66

 


Obiettivi
FONDO specifico
Regioni
Risorse assegnate UE
Convergenza
FESR – FSE – F. di Coesione

Regioni con PIL inferiore al 75 / rispetto alla media del PIL UE.
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

78 %
( 262 miliardi €)
Competitività regionale e occupazione
FESR – FSE
Tutte le regioni non incluse nell'Obiettivo : Convergenza
18%
( 60 miliardi di €)
Cooperazione territoriale europea
FESR
Regioni con particolari problemi connesse con la posizione di confine
4%
(14 miliardi di €)

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Di seguito si riportano i Programmi Operativi (PO 2007-2013 ) adottati nei vari obiettivi (v. sopra), liberamente tratto dal sito del DPS_MEF. I Programmi possono essere visionati , cliccando sull'icona.

http://www.dps.tesoro.it/QSN/qsn_programmioperativi.asp


Obiettivo Convergenza
Programmi Operativi Fondo FESR Decisione della Commissione Fondo FSE Decisione della Commissione
Regionali (POR)
Basilicata ST (pdf, 10.3 Mb) C(2007) 6311
del 07.12.07
(pdf, 616 Kb) C(2007) 6724
del 18.12.07
Calabria (pdf, 2.5 Mb) C(2007) 6322
del 07.12.07
(pdf, 920 Kb) C(2007) 6721
del 17.12.08
Campania (pdf, 3.3 Mb) C(2007) 4265
del 11.09.07
(pdf, 681 Kb) C(2007) 5478
del 07.11.07
Puglia (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 5726
del 20.11.2007
(pdf, 565 Kb) C(2007) 5767
del 21.11.07
Sicilia (pdf, 1.7 Mb) C(2007) 4249
del 07.09.2007
(pdf, 636 Kb) C(2007) 6722
del 18.12.07
Totale POR 5   5  
Nazionali (PON)
Governance e AT (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 3982
del 17.08.2007
 
Istruzione – Ambienti per l'apprendimento (pdf, 10.3 Mb) C(2007) 3878
del 07.08.2007
 
Reti e Mobilità (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 6318
del 07.12.07
 
Ricerca e Competitività (pdf, 1.4 Mb) C(2007) 6882
del 21.12.07
 
Sicurezza (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 3981
del 17.08.2007
 
Governance e AS   (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 5761
del 21.11.07
Competenze per lo Sviluppo   (pdf, 955 Kb) C(2007) 5483
del 07.11.07
Totale PON 5   2  
Interregionali (POIN)
Attrattori culturali, naturali e turismo (pdf, 2.2 Mb)    
Energie rinnovabili e risparmio energetico (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 6820
del 20.12.07
 
Totale POIN 2   0  
Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione
Programmi Operativi Fondo FESR Decisione della Commissione Fondo FSE Decisione della Commissione
Regionali (POR)
Abruzzo (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 3980
del 17.08.2007
(pdf, 2.5 Mb) C(2007) 5495
del 08.11.2007
Emilia Romagna (pdf, 874 Kb) C(2007) 3875
del 07.08.2007
(pdf, 683 Kb) C(2007) 5327
del 26.10.2007
Friuli Venezia Giulia (pdf, 1.7 Mb) C(2007) 5717
del 20.11.2007
(pdf, 560 Kb) C(2007) 5480
del 07.11.2007
Lazio (pdf, 1.2 Mb) C(2007) 4584
del 2.10.2007
(pdf, 873 Kb) C(2007) 5769
del 21.11.07
Liguria (pdf, 3.6 Mb) C(2007) 5905
del 27.11.07
(pdf, 756 Kb) C(2007) 5474
del 07.11.07
Lombardia (pdf, 1.2 Mb) C(2007) 3784
del 01.08.2007
(pdf, 1.3 Mb) C(2007) 5465
del 06.11.07
Marche (pdf, 1.8 Mb) C(2007) 3986
del 17.08.2007
(pdf, 833 Kb) C(2007) 5496
del 08.11.07
Molise (pdf, 1 Mb) C(2007) 5930
del 28.11.07
(pdf, 554 Kb) C(2007) 6080
del 30.11.07
P.A. Bolzano () C(2007) 3726
del 27.07.07
(pdf, 536 Kb) C(2007) 5529
del 09.11.07
P.A. Trento (pdf, 1.2 Mb) C(2007) 4248
del 07.09.2007
(pdf, 584 Kb) C(2007) 5770
del 21.11.07
Piemonte (pdf, 1.6 Mb) C(2007) 3809
del 02.08.2007
(pdf, 529 Kb) C(2007) 5464
del 06.11.07
Toscana (pdf, 1.3 Mb) C(2007) 3785
del 01.08.2007
(pdf, 474 Kb) C(2007) 5475
del 07.11.07
Umbria (pdf, 5.2 Mb) C(2007) 4621
del 4.10.2007
(pdf, 751 Kb) C(2007) 5498
del 08.11.07
Valle d'Aosta (pdf, 2 Mb) C(2007) 3867
del 07.08.2007
(pdf, 883 Kb) C(2007) 5530
del 09.11.07
Veneto (pdf, 2 Mb) C(2007) 4247
del 07.09.2007
(pdf, 556 Kb) C(2007) 5633
del 16.11.07
Sardegna ST (pdf, 1.83 Mb) C(2007) 5728
del 20.11.2007
(pdf, 529 Kb) C(2007) 6081
del 30.11.07
Totale POR 16   16  
Nazionali (PON)
Azioni di Sistema   (pdf, 1.1 Mb) C(2007) 5771
del 21.11.07
Totale PON -   1  
 
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Obiettivo Cooperazione Territoriale Europea
Programmi Operativi Fondo FESR Decisione della Commissione
Transfrontaliera
Italia – Francia Marittimo (pdf, 2.4 Mb) C(2007) 5489 del 16.11.2007
Italia – Francia Alcotra (pdf, 1.4 Mb) C(2007) 5716 del 29.11.07
Italia – Svizzera (pdf, 865 Kb) C(2007) 6556 del 20.12.07
Italia – Slovenia (pdf, 794 Kb) C(2007) 6584 del 20.12.07
Italia – Malta* vai al sito  
Grecia – Italia* (VAI al sito)  
Italia – Austria (pdf, 2.1 Mb) C(2007) 4233 del 17.09.2007
Transnazionale
Spazio Alpino * vai al sito C(2007) 4296 del 20.09.2014
Europa Centrale* vai al sito C(2007) 5817 del 03.12.07
Europa Sud-orientale* vai al sito C(2007) 6590 del 20.12.07
Mediterraneo* vai al sito C(2007) 6578 del 20.12.07
Transnazionale – Preadesione
Italia Adriatico* vai al sito  
Transnazionale – Prossimità e vicinato
Italia-Tunisia* vai al sito  
Bacino del Mediterraneo* vai al sito  
Altri Programmi Operativi in cui è coinvolta l'Italia
INTERREG IV C (**) (pdf, 6 Mb) C(2007) 4222 del 11.09.07
ESPON (**) (pdf, 7.5 Mb) C(2007) 5313 del 07.11.07
URBACT (**) (pdf, 382 Kb) C(2007) 4454 del 02.10.07
INTERACT (**) vai al sito C(2007) 5833 del 04.12.07

(*) Autorità di Gestione non italiana.
(**) Non compreso nel QSN 2007-2013 – PO CTE (Interregionale) che interessa tutti i 27 Stati Membri senza preallocazione di risorse a livello nazionale.


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