2.10 – Bilancio nazionale

2.10 – Bilancio  dei Fondi Strutturali in Italia

Sommario sezione:

1.0) – Premessa
2.1) –
Ciclo 2014-2020
3.0) Ciclo 2000-2006 – Programmi Operativi (PO)
Fondi stanziati per PON e POR nel ciclo 2000-2006 Obiettivo 1
4.0) – Ciclo 2007-2013 – Programmi Operativi
4.1) – Obiettivo Convergenza
5.0) Fondi FSE e FESR
Ob. Competitivita' fondo FSE (2007-2013)
Ob. Competitivita' Fondo FESR (2007-2013)
Ob. Competitivita fondi FESR+FSE (2007-2013)

1.0) – Premessa
I finanziamenti decisi dalla UE, e indicati nel Regolamento generale di ogni ciclo, che riguardano i Fondi strutturali, sono il risultato di un'attenta contrattazione, che si protrae negli anni precedenti l'inizio del singolo ciclo, coivolgendo tutti gli stati UE. Questi ricevono dalle casse della UE le quote pattuite (vedi bilancio UE). Nel caso italiano l'importo è versato al Ministero dell'Economia (MEF) che alla fine del ciclo 2000-2006 è stato affiancato, nella gestione dei Fondi strutturali, dal neo-ministero dello Sviluppo economico (MISE). Va precisato che questo versamento non avviene in un unica soluzione, ma è soggetta a specifiche tappe di programmazione, definite nei Regolamenti di ogni ciclo. Per così dire, in tal modo, il versamento o accredito, avviene a rate. Questo sistema rende possibile l'innovazione apportata nel 2000 della cosiddetta regola dell' N+2 (enne+2). Con essa si stabilisce che se non si dimostra all'amministrazione di Bruxelles, entro i tempi pattuiti l'utilizzo ed il consumo delle quote ricevute annualmente, ed eventualmente entro i termini del ritardo ammesso (altri due anni= N+2), lo stato interessato può trovarsi nella situazione di restituire parte o tutto il finanziamento ricevuto tramite i Fondi strutturali. Vi sono numerose NEWSLETTERS, a partire dal 2004, del MEF e del CIPE che trattano dei Fondi strutturali e che hanno ad oggetto questo rischio, inesistente prima dl ciclo 2000-2006. (v. Interventi sottosegretario Miccichè – MEF).

I fondi ricevuti dall'Italia dalle casse UE, nel ciclo 2000-2006 si aggirano sui 34 miliardi di euro. Per il ciclo successivo i finanziamenti sono lievemente inferiori. Cioè attorno ai 29 Miliardi (v. sotto). Il problema deriva dall'ingresso dei nuovi dieci paesi (2004) che hanno abbassato il valore statistico delle medie del PIL dei paesi UE (V. Bilancio UE), svantaggiando soprattutto le Regioni meno ricche, come quelle del Mezzogiorno italiano. Tuttavia le quote, benché leggermente inferiori si distribuiscono su un un numero minore di Regioni del SUD, cioè quattro regioni e non più su sei, come nel ciclo 2000-2006 precedente. Sicché la cifra finale destinata alle quattro Regioni (2007-2013), è pressoché uguale al ciclo precedente, se non superiore. Si tratta di circa cento miliardi di euro alla Regioni del Sud e circa venti miliardi a quelle del Nord e Centro-Italia. Anche nel cilo 2014-2020 i valori sono pressochè uguali (v. sotto).  Per capire come si costruisce questa cifra vedi l'apposita sezione (vedi).


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2.0) Ciclo 2014-2020

finan-1303-2013Figura 2.10- 1- Finanziamenti Fondi Strutturali 2014-2020 raffronto Ue e Italia

 finanz-obeitt-11

Figura 2.10- 2- Finanziamenti Fondi Strutturali 2014-2020  in Italia divisi per Obiettivi 


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3.0) – Ciclo 2000-2006 – Programmi Operativi (PO)

I Fondi strutturali dell'Obiettivo 1, che raccoglie il 70-80 % degli interi finanziamenti, si realizza tramite i cosiddetti Programmi Operativi (PO). Questi, essenziali per ricevere i finanziamenti, si suddividono in un POR per ciascuna delle sette regioni dell'Obiettivo 1, ed altrettanti a scala sovraregionale (PON), ossia solo quelle interessate dall'Obiettivo 1, cioè il Mezzogiorno d'Italia. Questi ultimi programmi sovra-regionali hanno assunto il nome di Programmi Operativi Nazionali (PON). Di seguito si espongono i finanziamenti ricevuti sia dai sette PON sia dai sette POR, nel ciclo 2000-2006. Gli importi sono distinti tra i contributi rispettivamente della UE, e dello Stato Italiano. L'ultima colonna indica la percentuale del contributo comunitario sul totale assegnato per ciascun PO. Per capire come si costruisce questa cifra vedi l'apposita sezione (vedi).

3.1) – Fondi stanziati per PON e POR nel ciclo 2000-2006 Obiettivo 1

Bil_PO_OB_1Figura 2.10- 3 – Fondi stanziati per l'Italia nel ciclo 2000-2006


ASSI-2000-bilFigura 2.10- 4 – Fondi 2000-2006 – Attuazione finanziaria  divisa per Assi (dicembre 2006 )


por_2006_bisFigura 2.10-  Fondi 2000-2006 -Attuazione finanziaria   per i POR  della Regioni Ob.1 (dicembre 2006 )


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4.0) – Ciclo 2007-2013 – Programmi Operativi

Il QSN 2007-2013 (Quadro strategico nazionale) che rappresenta una sorta di Documento direttore di tutti gli altri programmi, si attua tramite singoli Programmi Operativi (PO).
Nel ciclo 2007-2013 i Programmi Operativi si configurano con alcune variazioni sul tema. I Programmi possono essere PON, PON o POIN e sono finanziati da uno solo dei tre fondi rimasti: FESR, FSE e Fondo di coesione. Per tale motivo sono detti Monofondo.

Nel ciclo di programmazione 2007-2013 i PO sono 66, tutti monofondo. Ciascuno di questi sarà cofinanziato da un solo Fondo strutturale. Ci sono dunque 42 PO finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e 24 PO finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE).

In base alle tematiche affrontate e ai soggetti istituzionali competenti, i PO possono essere

  • nazionali (PON): in settori con particolari esigenze di integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione è una Amministrazione Centrale (5 FESR, 3 FSE)
  • regionali (POR): multisettoriali, riferiti alle singole regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna Regione c’è un POR FESR e un POR FSE (21 FESR, 21 FSE)
  • interregionali (POIN): su tematiche destinate ad un’azione fortemente coordinata fra Regioni che consenta di cogliere economie di scala e di scopo nell’attuazione degli interventi (Energia, Attrattori culturali naturali e turismo); gestiti dalle Regioni, con la partecipazione di centri di competenza nazionale o Amministrazioni centrali (2 FESR)

I PO – ai fini della realizzazione degli interventi – si riferiscono ai tre Obiettivi della politica di coesione 2007/2013 :

  • sotto la sigla CONV (Convergenza), sono compresi i 19 PO che riguardano le rimanenti regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
  • sotto la sigla CRO (Competitività Regionale e Occupazione) sono compresi i 33 PO che riguardano tutte le regioni del Centro Nord – incluse le Province Autonome di Bolzano e Trento – e le tre regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise e Sardegna;
  • sotto la sigla CTE (Cooperazione territoriale europea) sono compresi i 7 PO della cooperazione transfrontaliera, di cui 6 hanno come Autorità di Gestione una Regione italiana, i 4 PO della cooperazione transnazionale, tutti con Autorità di Gestione non Italiana, il PO cofinanziato dal FESR e dallo strumento di preadesione (IPA), i 2 PO cofinanziati dal FESR e dallo strumento di prossimità e di vicinato (ENPI).
[fonte: Liberamente tratto da DSP_MEF–> http://www.dps.tesoro.it/QSN/qsn_programmioperativi.asp]

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