3.13 – Strumenti VIA – VAS

3.13 – Strumenti VIA – VAS – Indicatori ambientali alla scala regionale

Sommario sezione:

 1) – Direttiva: 6° Programma di azione  per l'ambiente –  Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta (2002)  e Strategia Europa 2020 (2012)
2) – Direttive: VIA e VAS
3) – Valutazione ambientale strategica (VAS)

4) – VAS e VIA e Fondi strutturali Ob.1, Ob.Convergenza in Italia
5) – PON Governance e Azioni di Sistema – Azione 7b
6) – Archiviati 10 casi di precontenzioso comunitario (EU Pilot) VIA e VAS (2010-2014)
7) – Bibliografia

 

1) Direttiva: 6° Programma di azione per l’ambiente – Europa 2020 (2012)  e VII Programma d'azione per l'ambiente (2013)

Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta (2002) 

La UE ha dovuto integrare, nel tempo , il  principio dello Sviluppo sostenibile nelle politiche UE alle varie scale territoriali.
Il 6° Programma di azione per l’ambiente, entrato in vigore il 22 luglio 2002, è il penultimo di una serie, iniziata con il 1°Programma (1972). L'Ultimo è il Programma Europa 2020 (bibl. 6). L'esigenza di integrare gli obiettivi ambientali nelle diverse politiche era già stato oggetto di attenzione anche in quelli precedenti ed in particolare nel Quinto programma. Questi programmi (bibl. 1) cercano di individuare nuovi strumenti, in aggiunta alla legislazione ambientale vigente dei singoli paesi UE, per integrare tra loro sia gli strumenti di mercato, sia le campagne di sensibilizzazione e il 6° Programma, indica come settore di particolare attenzione la pianificazione territoriale. Infatti, nella Comunicazione che presenta il 6° Programma al Parlamento, per la discussione e la sua approvazione, si afferma:

“Per cambiare ad esempio il modo in cui oggi pratichiamo l'agricoltura, distribuiamo l'energia, forniamo i trasporti e utilizziamo il territorio occorre rinnovare le politiche relative a queste aree; il presupposto di fondo è che la tutela ambientale sia integrata nelle altre aree politiche, ma occorre anche che la Comunità riformi il proprio sistema di governance in modo da riuscire a conciliare non solo gli obiettivi socio-economici con quelli ambientali ma anche le diverse vie per conseguirli” (bibl.2).

L'ambizione UE è quella di continuare a coordinare i paesi europei dell’Unione in coerenza con gli assunti anche ambientali approvati e di rivestire un ruolo guida (bibl.3) per l'area euromediterranea, continuando nella cooperazione internazionale. Dopo la conferenza ONU di Rio De Janeiro (1992) la Comunità Economica Europea avvia una nuova generazione di politiche ambientali cosiddette integrate in particolare con la strategia ONU che avrebbe dovuto informare l’Agenda del Ventunesimo secolo (Agenda 21 ). Il quinto e sesto Programma ambientale UE si interfacciano rispettivamente nel 1992 con la Conferenza di Rio de Janeiro (5° Programma) e nel 2002 con quella altrettanto determinante di Johannersburg (6° Programma). La corrispondenza è esposta nella tabella (v. tav. 2).

Onu_01Tabella 1 – Concordanza Summit ONU e Programmi ambientali UE


Strategia Europa 2020 (2012)

I 5 obiettivi  socio-economici e ambientali che l'UE  ha deciso di raggiungere entro il 2020 sono:
1. Occupazione
innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni)
2. R&S
aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell'UE
3. Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica
riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990
20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili
aumento del 20% dell'efficienza energetica
4. Istruzione
Riduzione dei tassi di abbandono scolastico precoce al di sotto del 10%
aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria

5. Lotta alla povertà e all'emarginazione
almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno
Questi  cinque obiettivi delineano i parametri da utilizzare per verificare il successo o la stasi degli sforzi della politica UE nel settore della sostenibilità. Gli stessi vengono tradotti  in obiettivi nazionali, in cui le metodologie della VIA e della VAS sono uno strumento essenziale nella pianificazione del territorio. I vari parametri sono quantificati per ognuno dei 28 paesi UE (v. bibl.6).

 

 VII Programma d’azione per l’ambiente (31-12-2013)

Il VII Programma d’azione per l’ambiente,  specifica e ripropone un quadro generale per le politiche europee da seguire in materia ambientale fino al 2020. Essendo la sua scla operativa quella UE, è trattato nel  suo contesto (v. scala UE) [Si veda la sezione in cui questo argomento è trattato in detaglio]

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2) – Direttive: VIA e VAS

Il principio dello Sviluppo sostenibile, dopo il Vertice di Goteborg (2001) è divenuto un componente essenziale anche del quadro amministrativo UE. In tal modo i nuovi parametri di pianificazione territoriale e di conseguenza dei programmi dei Fondi strutturali, si irflettono in alcuni strumenti di programmazione. Tra questi,hanno un ruolo particolare, la Direttiva della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA -1985) e la Direttiva della Valutazione Ambientale Strategica (VAS -2001/04). Ne deriva che analizzare le fasi previste e attuate per la Pianificazione territoriale non può escludere anche la loro attenzione.

3) – Valutazione ambientale strategica (VAS)

Il 6° Programma di azione per l’ambiente UE, nelle sue programmazioni decennali, ribadisce anche l’impegno a migliorare la precedente Direttiva sulla Valutazione di Impatto ambientale (VIA 1985) che tanti dibattiti e reazioni aveva suscitato nei pianificatori e nelle Amministrazioni pubbliche di tutta Europa. L’approvazione nel 2001 della Valutazione ambientale strategica (VAS) che integra la precedente VIA, è coerente con l’impegno assunto. Le politiche UE a fronte delle conseguenze provocate dagli interventi nel territorio/ambiente sulla qualità della vita dei cittadini è oggetto sia della Direttiva VIA (1985) sia della VAS (2001-2004). La VIA si proietta verso la valutazione prioritariamente di particolari progetti, mentre la VAS si preoccupa dell’impatto dei piani/strategie/politiche. Questo tipo di attenzione programmatoria e di pianificazione del territorio, anticipate dall’esperienza della NEPA negli US (1969) che unifica i due momenti, nei fatti scorre in parallelo alla formazione della UE e al nascere dell’esigenza dello Sviluppo sostenibile .
Per l’importanza degli argomenti sottesi a tale contesto, gli aspetti più vicini alla pianificazione territoriale della VIA e VAS sono trattati in altre sezoni, cui si rimanda. Tuttavia va precisato che per questioni temporali la VAS è stata provvisoriamente esclusa dal processo di pianificazione dei Fondi strutturali. I Fondi (2000-2006), infatti, hanno iniziato il loro iter attuativo nel 1999, mentre quello della VAS è successivo (2001-2004), sicché per il principio di non retroattività degli atti amministrativi, la VAS approvata nel 2001 è stata esclusa dai piani decisi nel 1999. Tuttavia i problemi che verranno analizzati nel prosieguo, dimostrano che gli stessi Fondi, benché non potessero essere sottoposti a questo strumento pianificatorio (VAS) per i motivi appena ricordati, si confrontano con molte delle tematiche proprie di quel approccio, e in parte ne subiscono l’assenza. Inoltre cercheremo di dimostrare non solo che vi sono molti aspetti tipici dell’approccio della VIA e VAS che intervengono comunque nei Fondi strutturali 2000-2006, indipendentemente dalla decisione amministrativa di posticipare l’osservanza della VAS da quel processo, ma che tali aspetti svelano una sorta di sottovalutazione che permane nei Fondi strutturali a favore dei parametri espressi preferibilmente dalla logica dei calcoli del Prodotto interno lordo (PIL) . La decisione di non sottoporre i Fondi Strutturali ad un regime di VAS, perché questa era an­cora in corso di approvazione, quindi per motivi amministrativi, non era scontata. A tal fine, infatti, la UE ha approntato un’apposita Commissione di studio che ha prodotto un manuale per realizzare la VAS con i Fondi strutturali. Le fasi principali proposti dal manuale, riguardano la valutazione dell’ambiente in tre momenti di particolare significato. Ossia prima (ex-ante), durante e successivamente l’intervento progettato (ex-post). Le tre fasi sono espresse nello schema (v. tav. 2).

VAS_02Tabella 2 – Schema di una VAS applicabile ai Fondi strutturali

Probabilmente la complessità dei problemi intercettati dalla VAS, ha suggerito di non aggiungere altre difficoltà a quelle già presenti nei Fondi strutturali. Tuttavia alla luce delle decisioni assunte poco dopo a Goteborg (2001), cioè di accogliere il principio dello Sviluppo sostenibile nelle pratiche e politiche UE, la decisione di rimandare l’attuazione di tale metodologia operativa (VAS) mostra degli evidenti limiti strategici. Infatti, le fasi indicate nello schema precedente (v. tav. 2) caratterizzano l’impostazione dei Programmi operativi dei Fondi. Inoltre la letteratura copiosa sull’attuazione dello strumento di VIA a partire dalle prime esperienze della NEPA, ha ribadito che i problemi che si sollevano con tale approccio, ovvero quando si intende porre i principi dello Sviluppo sostenibile nella prassi della pianificazione territoriale, sono particolarmente profondi. Sicché rimuoverne la presenza per mo­tivi amministrativi, rimandandone la loro applicazione, non serve né al superamento dei problemi di impatto che si evidenziano, né alla loro semplificazione. Lo strumento di VIA e ciò che esso rappresentariceve, al suo apparire, sostanzialmente due tipi di accoglienza nel mondo della pianificazione. Per i suoi sostenitori realizza una sorta di nuovo paradigma per la gestione dell’ambiente e del territorio; all’opposto per i ricercatori sostanzialmente poco convinti delle presunte originalità della VIA, non vi erano, a partire da quella posizione, significative innovazioni. Per esempio il corpo accademico dei pianificatori in Italia negli anni Settanta/Ottanta si è mantenuto per lo più sulla seconda posizione. L’idea di fondo che si fosse di fronte alla nascita di un nuovo paradigma di pianificazione era semplicemente ridicolizzata. Alcuni docenti padri della pianificazione in Italia, di fronte a queste ipotesi rischiavano di essere colti da malore. Tuttavia, lo svolgersi degli eventi ha ampiamente contraddetto tale posizione. Infatti la metodica della VIA non solo si è tradotta, perlomeno, nelle fasi di valutazione ex-ante ambientale e volendo anche ex-post, prescritte dalla procedura per ottenere i finanziamenti dei Fondi strutturali (2000-2006 , 2007-2013 e 2014-2020). Ma ha anche favorito l’accoglienza definitiva del principio dello Sviluppo sostenibile nelle politiche e nei trattati UE. L’elaborazione di questo nuovo approccio (la VIA) e analogamente l’introduzione del principio dello Sviluppo sostenibile  anche nella procedura dei Fondi (VeA ) consente, in teoria, un salto di qualità. Tuttavia come tutti gli strumenti amministrativi e politici, se non sono accompagnati da una condivisione dei loro assunti principali, diventano sterili al pari di mere pratiche burocratiche. Se tali strumenti si applicano, infatti, in modo opposto alle premesse cercando in tutti i modi di riportare le operazioni di progetto unicamente nel massimizzare il profitto e quindi nuovamente nel solo comparto economico (PIL), tutto naufraga, traducendosi spesso in un allungamento inaccettabile dei tempi di approvazione. Ma in questi casi l’allungamento dei tempi, più o meno voluto, dipende dagli interessi degli operatori, non dalla tipicità dello strumento di programmazione in oggetto (VIA, VeA, VAS, ecc.). Sono due aspetti distinti.

Nel 2014 è stata approvato un nuovo testo per la procedura di VIA (v. bib. 5) che si compendia con la Strategia Europa 2020 (bibl.6).

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4) – VAS e VIA e Fondi strutturali Ob.1 (2000/2006), Ob.Convergenza (2007/2013) e Regioni non sviluppate 2014/2020, in Italia

La VAS  non rientra nelle predisposizioni dei Fondi strutturali (2000-2006), come detto per il fatto che, approvata nel 2001, diventa operativa nel 2004.  Vi rientra per i cicli successivi. Molti principi tuttavia insiti in quel tipo di approccio di programmazione territoriale si ritrovano  da sempre nella pia­nificazione dei Fondi. Ciò deve essere considerato un elemento positivo se non fosse per molti aspetti in parte disallineato con la decisione di selezionare le Regioni con il diritto di ricevere i finanziamenti maggiori, cioè quelli dell’Ob.1 (2000) e dell’Ob.Convergenza (2007) e (2014), in base sostanzialmente al calcolo della media del PIL. Per quanto riguarda lo strumento della VIA, presente dal 1985 nelle pratiche e politiche UE, i Fondi strutturali devono rispondere all’analoga normativa esistente anche in Italia. La procedura di VIA dipende sia dal Ministero dell’ambiente, ai sensi di alcuni DPCM elaborati nel tempo per questi aspetti, sia dalle normative nazionali e Regionali (progetti di interesse locale). Una soluzione instaurata all’interno della procedura dei Fondi strutturali è stata quella di affiancare, all’organizzazione degli stessi Fondi, una rete di Autorità ambientali. Tali funzioni vengono chiarite in altre parti di queste note, cui rimandiamo. L’Autorità ambientale regionale ha voce in capitolo, ovvero ha potere decisionale, per quanto riguarda le questioni ambientali. Queste autorità compiono, inoltre, la consulenza per coordinare i materiali di VIA riferiti alle Misure dei Programmi operativi (PO) quando si rende necessaria tale funzione in ragione dell’impatto dei progetti in esame da finanziare con i Fondi strutturali (v. ad es. POR Regione Campania ).
Nei Programmi operativi nazionali (PON) che analizziamo  la procedura di VIA e le sue problematiche a favore dell’ambiente, persistono come le altre normative nazionali vigenti. Il PON:Trasporti, per esempio, sembra essere quello più attento alle zone territoriali indicate dalla Direttiva: Natura 2000 e delle corrispettive aree di rispetto ambientale (ZPS e SIC, v. Valutazione di incidenza ambientale ). Ciò si giustifica per il fatto che la rete trasportistica e in particolare quella stradale, è l’infrastruttura di sistematico disturbo degli ecosistemi (v. Corine e Corridoi ecologici). Anche gli altri PON accolgono le istanze del principio dello sviluppo sostenibile, nei modi che ritengono più consoni alle loro funzioni. Il PON: Scuola per lo sviluppo indica nell’introduzione e nei programmi scolastici, delle tematiche ambientali, un elemento essenziale per concorrere al riscatto del Mezzogiorno d’Italia, sorvolando tuttavia sull’esigenza di rendere ambientalmente compatibili ed energeticamente valide le stesse strutture scolastiche. Il PON:Ricerca scientificasostiene molti progetti volti alla prevenzione e al rispetto della qualità ambientale. Il PON:Sviluppo imprenditoriale locale, avvalendosi della continuazione della Legge 488/92 che elargisce fondi agli imprenditori sulla scia delle ex-Cassa del Mezzogiorno, assegna dei punteggi aggiuntivi alle domande accompagnate da specifiche indicazioni ambientali. In particolare le procedure per attivare le disposizioni EMAS e ISO 14001 che riguardano la filiera dai rifiuti prodotti dalle lavorazioni. Il PON:Sicurezza trova nel comparto della cosiddetta ecomafia ampi argomenti di attenzione che si intrecciano con la presenza delle organizzazioni malavitose, anche nei problemi generati dal conflitto ambientale. Queste sono presenti in ogni attività che gestiscono ingenti capitali, e quindi, potenzialmente, anche nei Fondi strutturali. I PON sono analizzati in dettaglio nel capitolo settimo e nell’All.I. Molte Misure presenti nei PON in sintonia con il Fondo Sociale Europeo (FSE) consapevoli dell’importanza della professionalità degli operatori pubblici, finanziano segmenti di Misure, per la loro formazione.

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5) PON Governance e Azioni di Sistema – Azione 7b

Azione 7.B “Azioni di supporto ai processi di valutazione ambientali”

Nelle quattro Regioni Obiettivo Convergenza (2007-2013), è stata prevista l’organizzazione di 8 eventi di informazione e sensibilizzazione nell'ambito delle procedure di VIA e VAS e del PON Governance. Questi eventi sono volti a sostenere il carattere co-decisonale (partecipativo) dalla valutazione ambientale (VAS) di Piani e Programmi finanziati con i Fondi Strutturali. Ne consegue che si rivaluta di fatto  l'importanza del ruolo degli attori della cosiddetta Società civile, quali ad esempio i portatori di interessi diffusi nel territorio (stakeholder) unitamente al pubblico interessato dagli interventi. Inoltre in tali processi, sono previste puntuali iniziative di sensibilizzazione e di informazione ambientale finalizzate ad aumentare la consapevolezza dei soggetti consultati rispetto alle tematiche del Progetto e alle fasi decisionali delle eventuali approvazioni operative.  A tal fine il Ministero dell'Ambiente [..] ha realizzato un portale informativo posto in rete : si veda

http://www.pongasminambiente.it/descrizione-7b

Il Ministero dell'Ambiente [..] specifica che gli obiettivi dell’azione  in oggetto possono essere riassunti nei seguenti punti:

1- Attivare azioni di sistema e di rafforzamento finalizzate a potenziare la capacità di governance delle amministrazioni pubbliche, migliorandone la cooperazione istituzionale tra i diversi livelli di governo e sviluppando nuovi modelli organizzativi;
2 – Assicurare lo scambio e la condivisone di esperienze e contenuti tecnico-scientifici (indirizzi metodologici e strumenti per la conduzione dei processi, individuazione dei meccanismi di feedback per le attività di monitoraggio) per la conduzione dei processi di Valutazione Ambientale Strategica e di Valutazione di Impatto Ambientale;
3 – Assicurare, con linee guida operative, la messa a punto di criteri e indirizzi tecnici per la progettazione degli interventi e la redazione degli studi di impatto ambientale, anche mediante la messa in rete di dati e indicatori per il quadro ambientale di riferimento;
4 – Promuovere, nei processi di valutazione ambientale, l’uso di modelli per la simulazione e la previsione di evoluzione territoriale già sperimentati in altri Paesi con l’ausilio del JRC di Ispra, al fine di supportare le attività di programmazione delle azioni di monitoraggio e degli effetti ambientali connessi con la realizzazione dei piani e dei programmi oggetto di finanziamento;
5 – Sviluppare modalità condivise e omogenee per le attività di analisi e valutazione ambientale previste dalle Direttive 2001/42/CE, 85/337/CE e 92/43/CE.

(fonte (riel.) http://www.pongasminambiente.it/descrizione-7b

PON Governance e Azioni di Sistema – Azione 7b “Azioni di supporto ai processi di valutazione ambientale”


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6) Archiviati 10 casi di precontenzioso comunitario (EU Pilot) VIA e VAS (2010-2014)

Il sistema “precontenzioso” EU Pilot rappresenta lo strumento principale di comunicazione e cooperazione grazie al quale la Commissione europea, trasmette le richieste di informazione/verifica  agli Stati membri onde prevenire l’avvio di possibili procedure d'infrazione. La Commissione europea ricorre a tale strumento di indagine, generalmente sulla base di specifiche segnalazioni, quando la conoscenza di una situazione di fatto o di diritto all'interno di uno Stato membro  risulta insufficiente. In materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica  dal 2010 al 2014  sono stati archiviati dalla Commissione europea 10 casi EU Pilot, tra cui quelli relativi ai progetti del raccordo autostradale di Cremona ("Terzo Ponte"), dell’Autostrada A31 Valdastico, del Quadrante Europa (nodo intermodale di Verona), della Superstrada Pedemontana Veneta, della variante Piano regolatore del Porto di Trieste, avviati nei confronti dell’Italia già nel 2010. ( fonte (Riel)  Ministero dell'Ambiente [..] www.va.minambiente.it/it-IT/Comunicazione/DettaglioNotizia/288)


7) – Bibliografia

(1) Piani decennali di azione per l’ambiente. Il 5° Programma (1993-1998), inizia il necessario coinvolgimento del mondo della produzione (trasporti, industria e/o agricoltura) nella difesa e salvaguardia dell’ambiente che viene continuato e perfezionato dal 6° Programma (2002-2012).

(2) Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sul Sesto programma di azione per l'ambiente della Comunità europea "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" - Sesto programma di azione per l'ambiente - Bruxelles, 24.1.2001 -ISBN 92-894-0263-6 – © Comunità europee, 2001 (pp.12 in totale).

(3) Gazzetta ufficiale delle Comunità europee – 10.9.2002 – L 242/1 – DECISIONE N. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002 che istituisce il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente (pp.15) Commissione Europea – Il 6° programma di azione per l’Ambiente della Comunità europea - Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta – (cit.).

( 4) In lingua inglese Environmental Impact Assessment (EIA) e Environmental Impact Statement (EIS) (v. cap.3 – p.141).
Direttiva2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio – del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente – Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 21-07-2001 (pp.8).Direttiva sulla Valutazione di impatto ambientale CEE/337/85 e agg.
V. testi di Norman Lee, docente all’Università di Manchester (UK).
Il riferimento è presentato nella comunicazione allegata al progetto del Programma di azione presentato al Parlamento per l’approvazione della Direttiva concernete il 6° programma stesso. Le comunicazioni e i rapporti sono analizzati nel capitolo sesto (v. cap. 5 – p.260). La VAS approvata nel 2001 entra in vigore nel 2004 per consentire ai singoli paesi di adeguare nel frattempo  la normativa nazionale.
Commissione europea, DG XI Ambiente sicurezza nucleare e Protezione civile – Manuale per la valutazione ambientale dei piani di sviluppo regionali e dei Programmi dei Fondi strutturali dell’Unione europea- Agosto 1998 – Environmental Resources Management London (pp.200 ~).
Nel 1987 si inserisce nel Trattato (Atto unico europeo) un titolo specifico dedicato all’ambiente (articoli 130R-130T)  assumendo che «le esigenze connesse con la salvaguardia dell’ambiente costituiscono una componente delle altre politiche della Comunità»; nel novembre 1993, si acquisisce fra i compiti della Comunità anche il concetto di crescita sostenibile strategicamente rispettosa dell'ambiente (articolo 174, ex articolo130 R del trattato CE); e con il  trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, ribadisce definitivamente all’articolo 2 l’assunzione del principio dello Sviluppo sostenibile che considereremo in diverse riprese in questo testo. La disposizione secondo cui le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle altre politiche comunitarie (art.130R), è stata incorporata nell’articolo 6. Il trattato di Nizza, inoltre,  ha riconfermato sostanzialmente queste previsioni.
Valutazione ex-ante ambientale (VeA). Da non confondere con la Valutazione ambientale strategica (VAS), oggetto di queste note.
DCPM VIA 1988 e succ. agg.

 (5) Nuova direttiva VIA- 2015/52/UE   –

  http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/valutazione-di-impatto-ambientale-via/la-nuova-direttiva-via-2014-52-ue

L’ultimo passo dell’iter della nuova direttiva VIA – 2014/52/UE – si è compiuto con la  Il 25 aprile 2014 è stata pubblicata  sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (n. L 124/1 -2014) la nuova direttiva VIA – 2014/52/UE.
La direttiva entrerà in vigore il 16 maggio 2014 e gli Stati membri dovranno recepirla entro il 16 maggio 2017.  Ai sensi dell’art. 3 sono previste misure transitorie in base alle quali le nuove disposizioni si applicano ai progetti per i quali l’iter delle procedure di scoping, screening e VIA è stato avviato dopo la data stabilita per il recepimento, mentre per le procedure in corso a tale data si applicano le disposizioni previgenti (direttiva 2011/92/UE anteriormente alle modifiche apportate dalla direttiva 2014/52/UE).

DIRETTIVA 2014/52/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO – del 16 aprile 2014 che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di deter­minati progetti pubblici e privati – 25.4.2014 – Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea-IT-L 124/1 (pp.18)

(6) Strategia Europa 2020    –    http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/targets/index_it.htm

Europa 2020 è la strategia decennale  che l'Unione europea ha varato nel 2010. Non mira soltanto a superare la crisi economica / finanziaria iniziata nel 2007, ma vuole anche colmare alcune lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale. Con tale strategia, l'UE si è data cinque obiettivi quantitativi da realizzare entro la fine del 2020. Riguardano l’occupazione, la ricerca e sviluppo, il clima e l'energia, l'istruzione, l'integrazione sociale e la riduzione della povertà. Fonte(Riel.)  (Europa 2020 in Sintesi - http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/index_it.htm)


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