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Il primo e per ora unico Rapporto ex-post, realizzato in Italia sui Fondi strutturali

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DALLA QUARTA DI COPERTINA

I Fondi strutturali europei (1957-2013), sono volti a eliminare gli squilibri esistenti tra le regioni depresse e quelle sviluppate, e a tal fine prevedono ingenti investimenti tratti dal bilancio della UE. Per il settennio 2000-2006, sono stati destinati oltre 120 miliardi di euro (Fondi comunitari e nazionali ( ex-FAS ora FSC)) di cui circa cento per il solo Mezzogiorno italiano. Una cifra analoga è stata stanziata anche per il ciclo in corso (2007-2013) ed lo stesso accadrà, con buona probabilità anche per il ciclo 2014-2020.
Il presente Rapporto trae origine da due fatti evidenti:
1° – I Fondi strutturali sono lo strumento principale della Politica di Coesione UE ed utilizzano, a tal scopo, circa un terzo del bilancio annuale dell’Unione Europea.
2° – Il dibattito in Italia sul fenomeno è minimo. Per ora, è relegato agli addetti ai lavori a fronte di un’assenza pressoché totale di testi critici, esplicativi e/o divulgativi.

Il Rapporto analizza il metodo e il merito della programmazione dei Fondi strutturali nei territori europei. Le tematiche, sviluppate nei capitoli, riguardano la logica degli stanziamenti economici allocati e i vincoli indotti dal nuovo territorio UE-27 coordinati da Bruxelles (cap.1); la progressiva applicazione delle Direttive ambientali nella UE (cap.2); l’evoluzione del concetto di rischio e degli indicatori ambientali (cap.3); l’articolazione dei Fondi strutturali alla scala UE e italiana (capp. 4-5-7); le idee chiave del Programma di sviluppo del Mezzogiorno, (cap.6); e infine il problema della valutazione dell’efficacia dei finanziamenti (cap.8). A questi capitoli segue in forma complementare, un cosiddetto catalogo dei 14 Programmi ufficiali (PON e POR Obiettivo 1) con i riferimenti testuali ai Documenti ufficiali.

Il Rapporto ribadisce le difficoltà della cosiddetta nuova pianificazione europea. Ovvero le difficoltà dei Fondi strutturali (QCS, PSM, PON, POR, PIT, QSN, ecc.) a raggiungere gli obiettivi dichiarati (sviluppo sostenibile delle Regioni sottoutilizzate) a fronte del ruolo determinante (successo o fallimento) della Pubblica Amministrazione (centrale e periferica) che coordina questi obiettivi. L’eventuale giudizio sull’efficacia di tale uova programmazione, non potendo essere una verifica meramente contabile, apre un ampio spazio di dibattito.
Il glossario, nonché i siti Web di riferimento e un repertorio cartografico terminano il Rapporto.

pagine-30

 

 

 

 

 

 

 

 


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Il primo ed unico (per ora) rapporto ex-post realizzato in Italia sui Fondi strutturali

Originalità del presente rapporto

Il testo che si presenta (pp.700 e circa 500 tra immagini e grafici) è, per ora, il primo e solo Rapporto che tenta di racchiudere in un'analisi sistemica i vari aspetti di questa programma- zione comunitaria. I pochi testi, esistenti in materia riguardano spesso e sovente la semplice descrizione del dettato normativo dei regolamenti UE. Non vi sono infatti, elementi di consuntivo, ossia rivolti a rendicontare di ciò che si e' realizzato con questi ingenti finanziamenti e/o della validita' del metodo proposto. Sono in altri termini un tentativo di tradurre in prosa i testi della Gazzetta Ufficiale UE. E' evidente tuttavia che i Fondi strutturali sono una dimensione programmatoria e di Pianificazione territoriale, molto più ricca, di questo semplice, benchè importante, livello di lettura. Nel 2013 possiamo affermare che la situazione ora descritta non è cambiata.

Perchè il libro ?
Il testo realizzato cerca di individuare gli aspetti salienti dei principali settori che caratterizzano questa programmazione comunitaria. Ovvero quelli che si riferiscono principalmente agli aspetti Economici e contabili (bilancio UE), a quelli dell'Ambiente naturale (sostenibilità) e della Pianificazione del territorio (realizzazione opere e infrastrutture). A partire da questi presupposti si restituisce il presente rapporto sui Fondi strutturali europei (1957-2013), che prevedono ingenti investimenti in tutta Europa e in Italia, al fine di eliminare i disequilibri esistenti tra le regioni depresse e quelle sviluppate. Per il settennio 2000-2006, sono stati devoluti oltre 120 miliardi di euro (fondi comunitari e nazionali) di cui circa cento per il solo Mezzogiorno. Una cifra analoga è stata stanziata per il ciclo successivo, ora in corso (2007-2013), ed una analoga è revista per il ciclo 2014-2020. Questa attività è attuata contemporaneamente dai 27 paesi della UE, superando quindi, le differenze nazionali e utilizzando gli stessi principi di programmazione nonché forme di controllo.

Il testo che presentiamo parte dalla constatazione di due fatti evidenti:

  1. I Fondi sono lo strumento principale della Politica di coesione UE per la quale è corrisposto un terzo del bilancio dell'Unione.
  2. Il dibattito sui Fondi strutturali, per ora, è relegato ai soli addetti ai lavori a fronte di un'assenza pressochè totale in Italia di testi esplicativi e/o divulgativi espressi in termini rigorosi.

Il testo è sostenuto dall'indicazione delle fonti e da sistematici schemi, grafici e foto esplicative. Restituisce un quadro complessivo delle tematiche sottese ai Fondi strutturali alle tre scale di base: quella Europea (Commissione), quella Nazionale (Ministero dell’Economia e Finanze/(MEF)/ Ministero dello Sviluppo economico (MISE)) e infine quella Locale (Governi regionali). La visione unitaria rappresenta una prima originalità del volume. L'esposizione si compone di nove capitoli con le analisi delle tematiche sollevate dal metodo e dal merito della programmazione dei Fondi strutturali nei territori europei. Le tematiche riguardano i vincoli del nuovo territorio UE-27 continentale coordinati da Bruxelles (1), la progressiva applicazione delle direttive ambientali nella UE (2), l'evoluzione del concetto del rischio e degli indicatori ambientali (3), la definizione e articolazione dei Fondi strutturali alla scala UE e italiana (4-5-7), le idee chiave del Programma di sviluppo del Mezzogiorno (6), e infine il problema della valutazione della efficacia di quanto programmato tramite i Fondi (8). A questi capitoli segue in forma complementare un cosiddetto catalogo dei 14 Programmi ufficiali (PON e POR) (circa 200 pp. su 700 totali). Questi Programmi – Piano, esprimono i risultati della contrattazione rispettivamente tra Commissione UE, Governo italiano e Regioni del Sud, e definiscono le linee di attuazione dei finanziamenti ai fini dello sviluppo previsto. Ognuno dei 14 PO del catalogo è accompagnato dal riferimento testuale al Documento ufficiale e da una selezione fotografica dei principali interventi finanziati. Il Glossario dei termini chiave utilizzati, l’indice analitico (13 pp.) e un repertorio cartografico terminano il rapporto.

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A chi si rivolge?

pagine-60Gli utenti potenziali del testo riguardano perlomeno le seguenti categorie: a) Il mondo universitario interessato al Progetto europeo, e afferente le discipline della governance, della economia e della sostenibilità a fronte delle difficoltà della Pubblica amministrazione e della Pianificazione del territorio; b) Gli Amministratori degli Enti locali e Imprenditori (Stakeholder) che intendono comprendere tali dinamiche, ed eventualmente essere coinvolti nelle innumerevoli iniziative e finanziamenti dei Fondi; c) Gli interessati alla prospettiva dello sviluppo sostenibile, che innova la gestione del territorio e della politica in genere, ribadita dalle decisioni del vertice UE di Goteborg (2001) e dalle prospettive dalla VAS/UE in vigore dal 2004; d) Il pubblico interessato alla spesa di cento miliardi di euro tratti in sostanza dal prelievo fiscale statale italiano e devoluti in conto capitale, ossia più o meno come una donazione, alle sole regioni del Mezzogiorno in sette anni. Questi argomenti sono contigui al recente dibattito sui fondi delle Aree sottoutilizzate (ex-FAS ora FSC (2012)) e sulla possibile riedizione di una nuova Cassa del Mezzogiorno, che si è sviluppato recentemente in Parlamento e sui media.

 

 

Utenti potenziali

I Fondi strutturali vengono spesso richiamati nelle situazioni piu' disparate (TV, Giornali, Riviste, Politica, ecc.). Gli interlocutori, tuttavia, non sempre dimostrano una chiara conoscenza del fenomeno. Uno strumento per chiarire tale realtà, come il presente testo, dovrebbe incontrare le aspettative esistenti. I testi finora realizzati benché assai scarsi, non riescono a superare una semplice spiegazione del dettato normativo, che riduce grandemente il numero degli interessati. Il presente rapporto, al contrario, unisce alla puntualita' dei riferimenti (dati economici, territoriali, amministrativi, mappe, ecc.) un'esposizione concettuale delle tematiche sottese ai Fondi strutturali, che costituisce, la sua seconda originalita'.


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